2) Il gioco
Ogni bambino attraverso il gioco si misura con i propri limiti e prende coscienza delle proprie qualità e delle proprie potenzialità provando l’ebbrezza della vittoria o la frustrazione del perdere. Ma il gioco non è una caratteristica solo legata all’infanzia anzi il contrario. “Si gioca per competizione, per azzardo, per vertigine e per simulacro”, come dice il sociologo francese Roger Caillois nel libro “I giochi e gli uomini ”.
Per molti giocatori l’attività ludica legata alla fortuna, imprevedibile ed incontrollabile razionalmente, diventa seria e pericolosa, tale da far perdere ogni limite oltre alla dimensione positiva, al divertimento e all’intrattenimento che il gioco offre, favorendo l’adozione di comportamenti compulsivi e problematici.
Molte sono le motivazioni che spingono i giocatori a provare questa ebbrezza; un antidoto alla depressione, per altri la possibilità di socializzare, per altri ancora la possibilità di vivere un’avventura, una parentesi, la possibilità di inseguire un sogno o per compensare le frustrazioni quotidiane.
ll gioco è e deve essere considerato un'attività ricreativa, divertente e di intrattenimento. Cerchiamo quindi con la vostra collaborazione di evitare abusi dello stesso e di giocare con piena coscienza e conoscenza del mezzo senza che questo possa comportare conseguenze negative per sé e per la propria famiglia, favorendo così un consumo responsabile, informato e ponderato delle nostre offerte di intrattenimento.
I giochi e gli uomini (1958), tr. Laura Guarino, intr. Giampaolo Dossena, Milano: Bompiani, 1981
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