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Quote Roma-Lazio: le migliori scommesse

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Domenica 26 gennaio alle 18:00 Roma e Lazio si affronteranno nel 171º derby della capitale. L'incontro in programma allo stadio Olimpico promette come sempre emozioni e spettacolo. Nell’ambito delle quote Roma-Lazio, chi ci arriva sicuramente meglio è la Lazio (che infatti detiene il favore del pronostico), reduce da un filotto di vittorie impressionante che l'ha lanciata nei piani altissimi della classifica. Meno bene la Roma, reduce da due k.o. di fila e dal pesante infortunio occorso a Zaniolo contro la Juve. Le quote Roma-Lazio su Eurobet.it fanno pensare ad un pronostico aperto ma al tempo stesso leggermente in favore della Lazio. Secondo le potenziali scommesse Roma-Lazio ipotizzate dai bookmakers, esistono i presupposti affinché questo derby di Roma possa essere sia una partita da over 2,5, sia da goal-goal, entrambi esiti quotati a buon mercato.

Precedenti Roma-Lazio

Roma-Lazio è indubbiamente il derby più sentito in Italia nonché uno dei più famosi al mondo. La storia di questa partita racchiude tutta una serie di sfide memorabili. Le due formazioni capitoline si sono affrontate ben 171 volte tra Serie A, Coppa Italia e partite amichevoli. L’ultimo derby in ordine cronologico è quello giocato nel girone d'andata del campionato in corso in casa della Lazio terminato col punteggio di 1-1 (al vantaggio siglato da Kolarov su rigore nel primo tempo, rispose Luis Alberto nella ripresa per il definitivo 1-1).

Il primo derby della storia tra Roma e Lazio fu disputato l'8 dicembre del 1929 al campo della Rondinella (poi demolito nel ’67). A deciderlo in favore dei giallorossi fu una rete dell’attaccante fiumano Roberto Volk. Da allora ai giorni nostri, la Roma può vantare un maggior numero di successi nelle partite di campionato (53 vittorie vs le 37 della Lazio).

Tornando al passato recente, nella serie delle partite più emozionanti si può inserire quella del 25 marzo 2000: la Lazio, che all’andata aveva perso 4-1, era nuovamente in svantaggio contro i giallorossi dopo una rete segnata in avvio da Montella, ma in due minuti riuscì a capovolgere il risultato grazie a due prodezze di Nedved e Verón.

Anche grazie a quella vittoria, a fine stagione i biancocelesti festeggiarono il loro secondo Scudetto. Una delle affermazioni più nette nella stracittadina romana si è avuta il 10 marzo 2002 quando la Roma s’impose 1-5 in casa della Lazio: mattatore assoluto fu l’aeroplanino Montella, autore di un poker, mentre le altre reti furono segnate da Totti e Stankovic.

Tra i derby che hanno avuto maggiore importanza nella storia della Capitale, bisogna certamente annoverare quello del 26 maggio 2013, quando le due squadre si affrontarono in Coppa Italia. Pur essendo un trofeo solitamente snobbato dalle squadre italiane, per le due formazioni romane affrontarsi in una finale fu una grande occasione per stabilire la supremazia cittadina.

A trionfare con il punteggio di 0-1 in quell’occasione fu la Lazio allenata da Vladimir Petkovic grazie ad una rete segnata da Senad Lulic. Un goal che ha reso il bosniaco una sorta di eroe immortale per tutto il tifo biancoceleste.

Roma

La scorsa stagione è stata molto deludente per la Roma. I giallorossi - all'inizio del campionato - erano considerati una pretendente per un piazzamento in Champions e qualcuno credeva addirittura potessero inserirsi in una corsa a tre con Juventus e Napoli per lo Scudetto. Dopo poche giornate di campionato contraddistinte da risultati altalenanti, tuttavia, era abbastanza chiaro che la stagione avrebbe preso un'altra piega. Il sodalizio giallorosso, privato di vari giocatori che costituivano la spina dorsale della rosa come Alisson, Strootman e Nainggolan, ha faticato moltissimo e anche l'inserimento dei nuovi non è stato del tutto positivo (se Cristante si è ben adattato, non si può dire lo stesso di N'Zonzi, Pastore e il portiere Olsen).

L'unica nota lieta è stato l'improvviso exploit di Nicolò Zaniolo, ottenuto nell'ambito dello scambio con l'Inter in cui sono stati inseriti anche Nainggolan e Santon. La stagione della Roma è iniziata a precipitare dall'inizio del girone di ritorno in poi: concluso il girone di andata al quinto posto i giallorossi sono stati eliminati ai quarti di finale con un imbarazzante 7-1 rimediato dalla Fiorentina, successivamente le cose si sono complicate anche in Champions League. La Roma che era riuscita a qualificarsi agli ottavi di finale classificandosi seconda dopo il Real Madrid è stata eliminata dal Porto, con i lusitani in grado di ribaltare nel ritorno la sconfitta dell'andata. L'eliminazione dalla Champions è stata fatale per Di Francesco che è stato poi esonerato e rimpiazzato con Claudio Ranieri. L'artefice del miracolo-Leicester, grandissimo tifoso della Roma ha guidato il club fino al termine del campionato chiudendo al sesto posto con la qualificazione ai preliminari di UEFA Europa League, poi tramutata in qualificazione diretta per via della rinuncia alla partecipazione del Milan.

La Roma ad ogni modo non ha vissuto momenti complicati esclusivamente sul campo: quasi nello stesso periodo si è consumato il doppio addio di Totti e De Rossi. Il Pupone, ritiratosi ormai da un paio d'anni ha abbandonato la sua carica di dirigente in aperto contrasto con Pallotta, contestando al club di non avergli mai consentito di dire la propria o avere influenza sui processi decisionali tanto in sede di mercato, quanto nella scelta dell'allenatore. Capitan Futuro, invece, è stato lasciato andar via senza che gli fosse rinnovato il contratto dopo 18 stagioni da professionista con la maglia della Roma e pur di non indossare un'altra maglia ha scelto di ripartire dall'altra parte del mondo, firmando con il Boca Juniors.

In estate, il nuovo ds dei giallorossi Gianluca Petrachi ha operato l'ennesima rivoluzione: oltre a Manolas, protagonista di uno scambio col Napoli in cui è arrivato Diawara, sono stati ceduti Luca Pellegrini alla Juve (in cambio è arrivato Spinazzola), El Shaarawy in Cina e 'pesi morti' come Marcano e Gerson. Via in prestito anche Karsdorp e Nzonzi. I volti nuovi a Trigoria sono quelli del portiere spagnolo Pau Lopez, prelevato dal Betis Siviglia per rimpiazzare Olsen, Gianluca Mancini, centrale difensivo preso dall'Atalanta, e Jordan Veretout dalla Fiorentina. Preso anche il difensore turco Çetin. Resta a Roma Dzeko, che ha rinnovato nonostante il lungo corteggiamento dell'Inter.

Lazio

La Lazio nello scorso campionato di Serie A ha chiudendo all'ottavo posto in classifica, alle spalle di Roma e Torino. A salvare quella che altrimenti sarebbe stata considerata un'annata fallimentare per una squadra che puntava dichiaratamente alla qualificazione in Champions League, c'è stato il trionfo in Coppa Italia nella finale contro l'Atalanta. Un successo che oltre a mettere in bacheca la settima coppa nazionale nella storia del club, ha garantito ai biancocelesti la qualificazione diretta alla fase a gironi di Europa League. 

Sulla stagione poco brillante della Lazio, che soltanto l'anno precedente aveva mancato la qualificazione alla Champions soltanto per lo svantaggio negli scontri diretti con l'Inter, ha pesato moltissimo la scarsa vena realizzativa degli attaccanti, in particolare di Ciro Immobile. Il bomber di Torre Annunziata nel campionato 2017-2018 era stato capocannoniere con Mauro Icardi realizzando 28 reti, mentre nel torneo dello scorso anno si è fermato a quota 15, quasi la metà. L'ex attaccante di Torino, Borussia Dortmund e Siviglia, non è stato il solo a rendere al di sotto delle aspettative: anche calciatori come Sergej Milinkovic-Savic e Luis Alberto hanno offerto performance non all’altezza. Il serbo - che nonostante tutto è stato eletto come miglior centrocampista della Serie A alla fine del torneo - ha realizzato 5 goal rispetto ai 12 della stagione passata, lo spagnolo, invece, è passato da 11 a 4 reti. 

La minore produzione offensiva dei biancocelesti è stata il frutto - oltre che della cessione di un talento come Felipe Anderson al West Ham (al suo posto è arrivato Correa) - anche di una precisa scelta di Simone Inzaghi che ha cercato di rendere più equilibrata la squadra. Due stagioni fa, infatti, la Lazio segnava tanto (più di Napoli e Juventus) ma subiva al tempo stesso troppi goal. Alla fine, questa ricerca di equilibrio non ha pagato, perché la Lazio ha subito appena un goal in meno rispetto alla stagione precedente.  La vittoria della Coppa Italia (la settima nella storia della Lazio) e la possibilità di giocare un'altra finale, quella di Supercoppa italiana contro la Juventus, hanno reso meno amara un'annata non proprio felice. 

Per la stagione in corso, la tifoseria laziale spera che la propria squadra del cuore possa competere per ottenere la tanto agognata qualificazione alla Champions League, visto che le possibilità di arrivare in fondo all'Europa League sono già precluse dopo una fase a gironi tutt’altro che esaltante (3 k.o. su 4 partite giocate fino ad ora).

Rispetto allo scorso anno la rosa non è cambiata molto: non ci sono più Basta, lasciato andare a parametro zero, sono stati ceduti i due baby portoghesi Pedro Neto e Bruno Jordao, e infine è stato lasciato partire in prestito Badelj, tornato alla Fiorentina dopo una sola stagione. A Roma, invece, sono arrivati quattro acquisti. Il più importante è sicuramente Manuel Lazzari, uno dei migliori esterni dello scorso campionato. Oltre all'ex SPAL i volti nuovi sono quelli di Denis Vavro, centrale difensivo prelevato dal Copenaghen, Jony esterno spagnolo del Malaga (ancora in attesa del transfer) e il giovane Bobby Adekanye, preso a parametro zero dalle giovanili del Liverpool. Uno degli acquisti più importanti, tuttavia, è stata la permanenza in squadra di Milinkovic, tenuto nonostante le tante offerte. 


Dopo 19 giornate di campionato la Lazio si trova al terzo posto in solitaria in classifica, alle spalle di Inter e Juventus ed è reduce da una striscia di dieci vittorie consecutive (record assoluto nella storia dei biancocelesti). Se la squadra capitolina si trova così in alto, oltre al lavoro di Inzaghi, è anche merito della condizione stratosferica di Ciro Immobile, attuale capocannoniere della massima serie con 20 reti in 18 partite.