Lo scorso campionato mondiale Superbike è stato vinto da Toprak Razgatlıoğlu, pilota affermatosi come uno dei più interessanti nel panorama delle derivate di serie. Il turco aveva già festeggiato più di una volta in passato e proprio nel Mondiale si stava affermando ininterrottamente dal 2024. Ad ogni buon conto, il campione uscente è appena passato alla classe regina del Motomondiale, la MotoGP, di conseguenza si aprono nuovi scenari.
Chi è il favorito ora per il successo nel campionato? Stando alle quote scommesse Superbike 2026 il candidato numero uno nel campionato è l’italiano Nicolò Bulega, pilota del team Ducati Aruba.it Racing: il suo ipotetico trionfo a fine stagione viene offerto infatti con la quota più bassa, a 1.25. Il secondo nella griglia dei favoriti per la vittoria del Mondiale Superbike 2026 è Danilo Petrucci: la possibilità che la stella della Rokit BMW Motorrad si prenda è offerta a 5.00. Subito dopo figura in lista il centauro portoghese Miguel Oliveira, appartenente allo stesso team e indicato a 7.00, mentre lo spagnolo Iker Lecuona (Ducati Aruba.it Racing) è segnato in lavagna a 9.00.
Il distacco tra questo quartetto e il resto dei piloti è enorme, come dimostra il panorama delle scommesse sportive online disponibili su Eurobet. Le quote sul vincente del Mondiale Superbike attribuiscono poche probabilità a tutti gli altri concorrenti. Alex Lowes e Sam Lowes sono bancati rispettivamente a 21.00 e a 26.00, seguiti da Andrea Locatelli e Alvaro Bautista a 31.00. Xavi Vierge e Jake Dixon sono offerti invece a 51.00. Ridotte a un lumicino, quasi nulle, le speranze di vincere il campionato Superbike per tutti gli altri piloti, bancati a 101.00 volte la puntata: tra questi, quindi, anche gli italiani Axel Bassani, Yari Montella, Lorenzo Baldassarri, Alberto Surra, Stefano Manzi e Mattia Rato.
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Data d’inizio: 21-22 febbraio 2026
Data di conclusione: 17-18 ottobre 2026
Il Campionato del Mondo di Superbike 2026 inizierà tra sabato 21 e domenica 22 febbraio sul circuito australiano di Phillip Island e si concluderà ufficialmente sul circuito di Jerez, in Spagna, nel weekend del 17-18 ottobre. Il calendario prevede nel dettaglio 12 eventi: dopo la prima gara il programma includerà Portogallo (28-29 marzo), Olanda (18-19 aprile), Ungheria (2-3 maggio), Repubblica Ceca (16-17 maggio), Aragona (30-31 maggio), Emilia-Romagna (13-14 giugno), Regno Unito (11-12 luglio), Francia (5-6 settembre), Italia (26-27 settembre) e ancora Portogallo (10-11 ottobre), poi il gran finale in terra iberica.
Al campionato mondiale di Superbike possono prendere parte esclusivamente quelle moto che hanno un numero minimo di esemplari prodotti, in modo da poter considerare il modello come una produzione di serie e non come una “special” (un esempio è costituito dalla Ducati Desmosedici RR, prodotta in soli 1500 esemplari, non può essere schierata nel campionato).
Le moto Superbike sono dunque derivate da un modello di serie, mentre le MotoGP che partecipano al Motomondiale, sono autentici prototipi non in vendita. A livello prestazionale, le MotoGP dispongono di circa 250 cavalli e raggiungono una velocità massima attorno ai 350 km/h, mentre le Superbike hanno circa 220 cavalli e raggiungono i 320–330 km/h. In termini di tempo sul giro, le migliori MotoGP girano circa 2” più velocemente rispetto alle migliori Superbike. La seconda differenza tra Superbike e MotoGP consiste nella presenza di due gare per ogni Gran Premio (3 dal 2019). Ogni corsa assegna punteggi indipendenti ai piloti.
La storia della Superbike affonda le sue radici all'inizio degli anni '70, quando il pilota statunitense Steve McLaughlin, che oltre a gareggiare era rappresentante dei piloti AMA (American Motorcyclist Association), propose la sua idea di creare una nuova categoria di moto, chiamata Superbike Production, da utilizzare in corse di supporto agli AMA Roadrace Nationals. McLaughlin espose la sua intuizione a vari organizzatori e nel 1973 vide concretizzarsi i suoi sforzi: in quell'anno, infatti, ebbe luogo una competizione di Superbike Production a supporto della gara “Laguna Seca AMA National” a Monterey, in California.
L'idea del centauro americano piacque e negli anni seguenti la categoria si espanse fino ad ottenere nel 1976 il riconoscimento nazionale grazie all’interessamento di Jim France del Daytona International Speedway e di Ed Youngblood, dirigente dell'AMA. McLaughlin fu uno dei piloti più rappresentativi della categoria e divenne poi team manager e promotore. In questo ruolo si prodigò per ingaggiare i migliori piloti europei per disputare la 200 miglia di Daytona, che dal 1985 si disputò con le Superbike. Questo suo impegno lo convinse della concreta possibilità di organizzare un campionato del mondo riservato alle motociclette derivate di serie, ottenendo persino il consenso della FIM per l’organizzazione della serie iridata.
Il primo Campionato mondiale Superbike (noto anche con la sigla SBK) fu organizzato nel 1988 con un regolamento redatto dalla FIM, organizzato e gestito dalla FGSport. Con una stagione di debutto incentrata su una serie di corse in Europa, la neonata categoria attrasse a sé team, piloti e case costruttrici (obbligate a produrre a e mettere in vendita dai concessionari almeno 1000 esemplari della moto di serie da cui derivare quella da corsa da iscrivere al campionato), che potevano mantenere un’alta competitività a costi più contenuti rispetto al Campionato mondiale Formula TT, che era riservato a prototipi molto costosi dotati di motori derivati dalla serie, pur assicurando agli spettatori il medesimo livello di spettacolo.
Negli anni ‘90 il Campionato mondiale Superbike non godeva di chissà quale considerazione, anzi, veniva considerato come un lontano parente del più ricco e famoso circus del Motomondiale. Verso la fine del decennio, tuttavia, la Superbike vide la sua popolarità crescere in maniera sensibile. Un nuovo momento di declino fu vissuto nella stagione 2000, quando Yamaha decise di ritirare il proprio team ufficiale, per concentrare tutti i propri sforzi economici sulla MotoGP. La casa di Iwata, alla fine della stagione 2002 fu seguita da Honda e Kawasaki. Il ritiro dei costruttori nipponici finì per impoverire il livello tecnico della competizione (parteciparono costantemente solo Ducati e Suzuki). Fortunatamente, negli anni successivi le Yamaha, Honda e Kawasaki, decisero di rimettersi in gioco o con team privati cui veniva fornito il materiale ufficiale, rendendo nuovamente competitivo il mondiale.
Con tante novità nei regolamenti, ad esempio l’introduzione del fornitore unico di pneumatici (Pirelli dal 2004) che ha posto tutti i piloti sullo stesso livello, favorendo lo spettacolo, la Superbike è riuscita a coinvolgere un numero sempre più elevato di piloti donando rinnovato prestigio alla categoria. Questo innalzamento di livello della competizione ha avvantaggiato lo spettacolo, attraendo nuovi team come BMW e spingendo Aprilia al ritorno.
Lo scorso campionato SBK, il Mondiale 2025, ha visto l’ultimo dominio del turco Toprak Razgatlıoğlu, promosso ormai in MotoGP dopo aver vinto un’emozionante sfida con Nicolò Bulega. In vista della 39esima edizione, il campionato 2026, c'è un carico enorme in termini di attesa per scoprire come sarà la classifica alla fine del campionato e chi si fregerà così del titolo di campione 2026. Tra le scuderie la lotta sembra riguardare principalmente Ducati, BMW e Yamaha.
Il pilota più vincente nella storia della Superbike è ancora oggi Jonathan Rea, centauro ancora in attività, con 6 successi consecutivi ottenuti con la Kawasaki nel 2015, 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020 (una striscia interrotta da Toprak Razgatlıoğlu, vincitore nel 2021 con la Yamaha). Subito dopo, c'è il connazionale Carl Fogarty, che ha ottenuto 4 titoli con la Ducati. Il podio dei piloti più vincenti della SBK viene completato con 3 affermazioni dall'australiano Troy Bayliss, anche lui in sella alla Ducati, nonché dallo stesso Razgatlıoğlu. Altri piloti che hanno fatto la storia di questo campionato e che vale la pena di citare per le loro vittorie sono: Doug Polen, Troy Corser, Scott Russell, Aaron Slight, John Kocinski, Noriyuki Haga, Colin Edwards, James Toseland, Max Biaggi e Álvaro Bautista.
I piloti che hanno conquistato un titolo anche nel Motomondiale sono solo 3: Kocinski, Biaggi e Bautista.
Per quel che riguarda la classifica costruttori i costruttori con più vittorie in Superbike a guidare la classifica dei successi c’è l’italiana Ducati con 21 titoli mondiali. Seguono la Kawasaki con 6 titoli e Aprilia e Honda con 4, poi Yamaha a quota 2 e Suzuki con un solo titolo.
Sul fronte dei costruttiri vittooriosi nel campionato piloti, invece, in vetta alla classifica troviamo sempre la Ducati con 16 titoli, davanti a Kawasaki con 8 titoli e Honda a 6, mentre Aprilia si trova a 3 titoli. Infine, Yamaha e BMW vantano 2 titoli a testa e Suzuki uno soltanto.
Anno Pilota Scuderia
2016 Jonathan Rea Kawasaki
2017 Jonathan Rea Kawasaki
2018 Jonathan Rea Kawasaki
2019 Jonathan Rea Kawasaki
2020 Jonathan Rea Kawasaki
2021 Toprak Razgatlıoğlu Yamaha
2022 Álvaro Bautista Ducati
2023 Álvaro Bautista Ducati
2024 Toprak Razgatlıoğlu BMW
2025 Toprak Razgatlıoğlu BMW