Scommetti sul Rugby Sei Nazioni

Scommesse Sei Nazioni: le migliori quote

Quote vincente Sei Nazioni: scopri le migliori scommesse

Le quote Sei Nazioni relative al 2020 vedono come grande favorita per la vittoria finale l'Inghilterra: la selezione dei tre leoni, giunta al secondo posto nell'edizione dello scorso anno, è quotata a 1,50 per il trionfo finale. Subito dopo l'Inghilterra, l'altra grande favorita è l'Irlanda, numero 5 nel ranking mondiale che nella scorsa edizione chiuse al terzo posto in classifica: in relazione alle scommesse Sei Nazioni, gli Shamrocks sono quotati a 4,50 volte la posta iniziale. A seguire troviamo i campioni in carica del Galles, quotati a 6,50 e che costituiscono una delle possibili outsider. C’è poi la Francia, giunta al quarto posto nel Sei Nazioni 2019, bancata a 8,00 volte la posta iniziale. Più alta le quote relative alla Scozia, offerta a 21,00, mentre la quota dell'Italia, secondo le scommesse Sei Nazioni, è bancata a 1001,00 volte la posta iniziale. Una quota che dà l'idea di quanto siano infinitesimali le possibilità di vittoria della selezione azzurra.

Sei Nazioni 2020: la presentazione del torneo

Inizio: 1° febbraio 2020

Fine: 14 marzo 2020

Il Sei Nazioni 2020 sarà la 21ª edizione del torneo rugbistico che ogni anno vede confrontarsi le Nazionali di Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Italia e Scozia, nonché la 126ª in assoluto considerando anche le edizioni dell'Home Championship e del Cinque Nazioni. Come nelle tre precedenti edizioni, il sistema di punteggio è quello dell'Emisfero Sud che prevede 4 punti per la vittoria, 2 per il pareggio, 0 per la sconfitta più un punto supplementare alla squadra che marchi 4 mete o più in un incontro e un ulteriore punto alla squadra che, pur sconfitta, perda con sette punti o meno di scarto; il comitato organizzatore aggiunse al regolamento, inoltre, la clausola che alla squadra che vinca tutte le partite (Grande Slam) siano assegnati tre punti extra e la vittoria matematica del torneo.

Sei Nazioni: le partecipazioni della nazionale italiana

Nel 2020, l'Italia è alla sua 21° partecipazione al 6 Nazioni. Dopo l'esordio vittorioso alla prima partita contro i campioni in carica della Scozia il 5 febbraio del 2000, l'ItalRugby non riuscì a confermare il suo stato di grazia e ci vollero due anni al XV azzurro per tornare alla vittoria contro il Galles. Il 2002, grazie a questa vittoria, segnò anche l'anno in cui l'Italia per la prima volta non si aggiudicò il famoso "Cucchiaio di legno", ossia il premio virtuale assegnato alla squadra ultima classificata. Ben cinque anni dopo, nel 2007, fu la volta della prima vittoria in trasferta per 37-17 a Edimburgo contro la Scozia. Nella stessa edizione, per la prima volta, l'ItalRugby vinse anche una seconda partita per 23-20 contro il Galles allo Stadio Flaminio di Roma. Degno di nota tuttavia, il pareggio in trasferta per 17-17 a Cardiff contro il Galles l'anno precedente, nel 6 Nazioni 2006 che regalò il primo punto fuori casa alla nazionale italiana di rugby. La prima vittoria nel Sei Nazioni contro la Francia arrivò nell'edizione del 2011 per 22-21.

Ad oggi, il miglior Torneo Sei Nazioni dell'Italia, nel frattempo trasferitasi dal Flaminio allo Stadio Olimpico, fu sicuramente quello del 2013, con un'altra bella vittoria contro la Francia per 23-18 e la prima storica vittoria contro l'Irlanda per 22 a 15.

Nel Sei Nazioni di quest’anno l’Italia sarà guidata per la prima volta nella manifestazione da Franco Smith, ufficialmente head coach degli Azzurri il cui futuro, tuttavia, appare tutt’altro che definito.

Il Sei Nazioni di quest'anno sarà soprattutto il primo dal 2008 in cui Sergio Parisse non figura nella lista dei convocati e non è il capitano dell'Italia. Il leader azzurro farà parte della spedizione di questo torneo, tuttavia la sua presenza si limiterà a una o due apparizioni nei match interni, per salutare la maglia azzurra al cospetto del pubblico dell’Olimpico. Con l'uscita di scena di Parisse si chiude un ciclo: oltre a lui mancherà anche Leonardo Ghiraldini, resiste soltanto Alessandro Zanni. Per l'Italia inizia una nuova epopea, piena di incognite dovute principalmente al fatto che attualmente non sembra esserci un leader carismatico che possa colmare il vuoto lasciato da Parisse. In molti puntano su elementi come Jake Polledri o Luca Morisi (la cui esplosione è stata frenata da tanti infortuni), dietro di loro tanti giovani che devono però dimostrarsi all'altezza di palcoscenici importanti.

Sei Nazioni 2020: la storia

 Il torneo, precedentemente conosciuto come "Cinque Nazioni", nacque in principio come una competizione di rugby a cui partecipavano le quattro nazioni che compongono il Regno Unito, o meglio Gran Bretagna e Irlanda. Il rugby, infatti, è l'unica disciplina che vede partecipare la Repubblica d'Irlanda e l'Irlanda del Nord come una squadra e dunque una Nazione sola!

Con l'ingresso dell'Italia nel 2000, infine, il torneo assunse l'attuale struttura e denominazione di 6 Nazioni, con la partecipazione di Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda, Francia e Italia, per l'appunto.

In tutta la storia del torneo, fino al 2017, l'Inghilterra è la nazione che con 38 vittorie si è aggiudicata più titoli, seguita a una sola lunghezza dal Galles, mentre l'Italia del rugby nei suoi 17 anni di partecipazioni non è mai riuscita a trionfare.

 

Il "Cinque Nazioni"

Soltanto successivamente, nel 1910, si aggiunse la quinta nazione, la Francia, che dovette attendere la sua prima vittoria del torneo per ben 44 anni fino al 1954.

Tra il 1931 e il 1947, tuttavia, la Francia non partecipò al torneo, inizialmente perché estromessa a causa di irregolarità rilevate dall'organizzazione del torneo e successivamente a causa dell'interruzione dovuta alla Seconda guerra mondiale. Durante l'assenza della Francia il torneo assunse temporaneamente il nome di "Home Nations".