Quote Lazio-Torino: le migliori scommesse

Scommesse Lazio-Torino: scopri le quote di Eurobet

Per quanto riguarda la sfida dell'Olimpico tra Lazio e Torino del 30 ottobre 2019, le quote Lazio-Torino di Eurobet.it ritengono favorita la squadra biancoceleste. L'1 dei capitolini viene offerto a 1,60, mentre il 2 dei granata ha una quota abbastanza alta e viene proposto a 5,50. Nell’ambito delle scommesse Lazio-Torino, l'eventuale pari è offerto a 4,10. Gli addetti ai lavori sono convinti possa essere un match spettacolare: l'over 2,5 è quotato a 1,72, mentre, per le quote Lazio-Torino, il goal-goal è pagato a 1,75.

Precedenti Lazio-Torino

La partita tra Lazio e Torino in Serie A conta ben 128 precedenti. Nel testa a testa sono in vantaggio i granata contro i 35 successi dei capitolini mentre il match è finito in parità ben 54 volte. Il Toro è in vantaggio anche per quanto riguarda i goal segnati: 155 contro i 154 laziali.

L'ultima volta che le due squadre si sono affrontate è stato allo Stadio Grande Torino lo scorso 26 maggio 2019: in quell'occasione vinse la squadra di Walter Mazzarri. Successe tutto nel secondo tempo, con il Toro che piazzò un 1-2 tremendo con Falque e Lukic. Immobile provò a ridurre le distanze ma a dieci dalla fine arrivò il goal dell’ex De Silvestri a dieci minuti dalla fine a fissare il risultato sul 3-1.

L’ultimo precedente in casa della Lazio risale al girone d’andata allo stadio Olimpico di Roma in quella circostanza il Torino passò in vantaggio con un calcio di rigore trasformato da Andrea Belotti sul finire del primo tempo, la Lazio però trovò il pareggio nella ripresa grazie a una rete firmata da Ciro Immobile su calcio di rigore.

Per trovare l'ultimo successo dei granata all'Olimpico bisogna tornare indietro all'11 novembre del 2017: una vittoria contestata per l'espulsione di Immobile nel primo tempo. Nella ripresa la squadra all'epoca allenata da Sinisa Mihajlovic si portò in vantaggio con Berenguer e Rincon. Luis Alberto accorciò le distanze ma Edera fissò il risultato sull'1-3.

L'ultima vittoria in casa della Lazio risale al 13 marzo 2017: vantaggio biancoceleste con Immobile, momentaneo pari di Maxi Lopez e successo laziale nel finale con le firme di Keita e Felipe Anderson per il 3-1 finale.

Lazio

La Lazio è reduce da un campionato deludente in cui non è stata all'altezza delle attese di inizio stagione. I biancocelesti hanno chiuso la propria annata in Serie A piazzandosi all'ottavo posto in classifica, finendo alle spalle di Roma e Torino. A salvare quella che altrimenti sarebbe stata considerata un'annata fallimentare per una squadra che puntava dichiaratamente alla qualificazione in Champions League, c'è stato il trionfo in Coppa Italia nella finale contro l'Atalanta. Un successo che oltre a mettere in bacheca la settima coppa nazionale nella storia del club, ha garantito ai biancocelesti la qualificazione diretta alla fase a gironi di Europa League.

A pesare in maniera determinante sulla stagione poco brillante della Lazio, che soltanto l'anno precedente aveva mancato la qualificazione alla Champions soltanto per lo svantaggio negli scontri diretti con l'Inter, ha contribuito tantissimo la scarsa vena realizzativa degli attaccanti, in particolare di Ciro Immobile. Il bomber di Torre Annunziata nel campionato 2017-2018 era stato capocannoniere con Mauro Icardi realizzando 28 reti, mentre nel torneo dello scorso anno si è fermato a quota 15, quasi la metà. L'ex attaccante di Torino, Borussia Dortmund e Siviglia, non è stato il solo a rendere al di sotto delle aspettative: anche calciatori come Sergej Milinkovic-Savic e Luis Alberto hanno offerto performance non all’altezza. Il serbo - che nonostante tutto è stato eletto come miglior centrocampista della Serie A a fine torneo - ha realizzato 5 goal rispetto ai 12 della stagione passata, lo spagnolo, invece, è passato da 11 a 4 reti.

La minore produzione offensiva dei biancocelesti è stata il frutto - oltre che della cessione di un talento come Felipe Anderson al West Ham (al suo posto è arrivato il - anche di una precisa scelta di Inzaghi che ha cercato di rendere più equilibrata la squadra. Due stagioni fa, infatti, la Lazio segnava tanto (più di Napoli e Juventus) ma subiva al tempo stesso troppi goal. Alla fine, questa ricerca di equilibrio non ha pagato, perché la Lazio ha subito appena un goal in meno rispetto alla stagione precedente.  La vittoria della Coppa Italia (la settima nella storia della Lazio) e la possibilità di giocare un'altra finale, quella di Supercoppa italiana contro la Juventus, hanno reso meno amara un'annata non proprio felice.

Per la stagione appena iniziata, la tifoseria laziale spera che la propria squadra del cuore possa competere per ottenere la tanto agognata qualificazione alla Champions League e andare più in fondo possibile ad una manifestazione ugualmente importante come l'Europa League, pur consapevoli che in entrambe le competizioni la concorrenza è serratissima.

Rispetto allo scorso anno la rosa non è cambiata moltissimo: non ci sono più Basta, lasciato andare a parametro zero, sono stati ceduti i due baby portoghesi Pedro Neto e Bruno Jordao, e infine è stato lasciato partire in prestito Badelj, tornato alla Fiorentina dopo una sola stagione. A Roma, invece, sono arrivati quattro acquisti. Il più importante è sicuramente Manuel Lazzari, uno dei migliori esterni dello scorso campionato. Oltre all'ex SPAL i volti nuovi sono quelli di Denis Vavro, centrale difensivo prelevato dal Copenaghen, Jony esterno spagnolo del Malaga (ancora in attesa del transfer) e il giovane Bobby Adekanye, preso a parametro zero dalle giovanili del Liverpool. L'acquisto più importante, tuttavia, potrebbe essere la permanenza in squadra di Milinkovic, ancora in bilico fino alla fine del calciomercato.

I biancocelesti sono partiti con una convincente vittoria in casa della Sampdoria, poi hanno pareggiato un derby sfortunatissimo con la Roma (in cui hanno colpito diverse volte i legni) e infine sono caduti a Ferrara in casa della SPAL. Dopo aver perso di misura con l’Inter, la formazione di Inzaghi ha vinto col Genoa in casa e pareggiato con Bologna e Atalanta (di mezzo anche la vittoria in Europa League contro il Rennes), per poi tornare al successo in casa della Fiorentina. 

Torino

Pur concludendo la scorsa stagione al settimo posto, un piazzamento che lo escludeva dalla qualificazione europea, il Torino ha conquistato l’ammissione ai preliminari di Europa League sub-iudice dopo che l'UEFA ha punito il Milan con l'esclusione dal torneo per il mancato allineamento della società rossonera ai parametri del fair play finanziario.  Il club del presidente Urbano Cairo si è trovato costretto a dover rivedere in fretta i propri piani per l'estate in vista dei preliminari, anticipando le date del ritiro e iniziando la preparazione prima del previsto. Per il Torino si è trattato di un ritorno al calcio internazionale dopo ben quattro stagioni d'assenza, ma purtroppo il sogno è durato ben poco.

La squadra di Walter Mazzarri ha debuttato nel secondo turno delle qualificazioni di UEFA Europa League, rilevando il posto conquistato sul campo dalla Roma (direttamente ammessa alla fase a gironi dopo la rinuncia del Milan il ripescaggio dei torinesi). Il primo avversario contro cui ha dovuto vedersela la formazione piemontese è stato il Debrecen. All'andata, giocata in casa, il Toro ha sconfitto gli ungheresi 3-0, mentre al ritorno la formazione granata si è imposta in trasferta 1-4, passando il turno con un punteggio totale di 7-1. Nell'andata del terzo turno, invece, a cadere sotto i colpi dei piemontesi sono stati i bielorussi del Šachcër Salihorsk. Il match d'andata ha visto la squadra di Mazzarri imporsi in casa con un sonoro 5-0 frutto di una doppietta di Belotti e dei goal di Izzo, De Silvestri e Bonifazi. Al ritorno a Minsk, invece, il match è terminato con un pareggio ininfluente: al pari di Zaza a 10' dalla fine ha risposto una rete realizzata su calcio di rigore da Yanush allo scadere. Il Torino così si è qualificato per il playoff per l’ammissione alla fase a gironi di Europa League contro gli inglesi del Wolverhampton, contro i quali non c’è stato nulla da fare. A Torino è finita 2-3 per i Wolves che si sono imposti anche nel match di ritorno vincendo 2-1, con la conseguente estromissione dei granata.

Sfumato l’accesso all’Europa League, il timore dei tifosi del Toro era che non arrivasse più nessun acquisto. Il club piemontese, infatti, con il nuovo direttore sportivo Massimo Bava (promosso dal settore giovanile dopo che Petrachi si è accasato alla Roma) si è prodigato in particolar modo per portare a termine il riscatto di quattro calciatori granata che erano stati presi in prestito nella scorsa stagione e che avevano ben figurato nell’arco di tutto il campionato: Cristian Ansaldi (dall'Inter), Koffi Djidji (dal Saint-Etienne), Ola Aina (dal Chelsea) e Simone Zaza (dal Valencia). Possono essere considerati alla stregua di nuovi acquisti due giocatori che sono tornati a far parte in pianta stabile della rosa torinista dopo essere rientrati dai prestiti della scorsa stagione come Lyanco, tornato dal Bologna, e Kevin Bonifazi, tornato alla base dopo il campionato vissuto da protagonista con la SPAL.

Alla fine, Cairo si è regalato un colpo a effetto nonostante l’esclusione dai gironi UEFA, acquistando Simone Verdi dal Napoli nell’ultimo giorno di mercato per una cifra che arriverà a 25 milioni di euro. Nelle prime giornate di campionato il Torino è partito in maniera abbastanza positiva, cogliendo due successi di fila contro Sassuolo e Atalanta. Una striscia positiva interrotta soltanto dall’inaspettato passo falso in casa contro il Lecce. Poi ancora un ko contro la Samp e con il Parma, inframezzato dalla vittoria sul Milan. Negli ultimi tre turni due pari con Napoli e Cagliari, intervallati dalla sconfitta con l’Udinese.