Scommesse Ciclismo: le migliori quote

Il ciclismo è uno indubbiamente una delle discipline più amate dagli sportivi. Come suggerisce il nome stesso, per competere in questo sport si utilizza la bicicletta ma sono richieste anche qualità atletiche e mentali molto importanti. A livello professionistico, il ciclismo è controllato dall'Unione Ciclistica Internazionale (UCI).

Nell'ambito del ciclismo sportivo classico esistono tre specialità principali: il ciclismo su pista, il ciclismo su strada e il ciclocross. Più recentemente si sono diffusi anche il ciclismo fuoristrada e il mountain biking ma esistono anche le competizioni di BMX, trial, e ciclismo indoor (suddivise in ciclismo artistico e cycle ball), senza dimenticare il paraciclismo. Queste otto discipline sono quelle ufficialmente riconosciute dall'UCI.

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Il ciclismo è amatissimo dagli sportivi poiché è uno sport in grado di regalare grandissime emozioni. Nonostante esistano inevitabilmente dei ciclisti favoriti, molto spesso in questa disciplina si verificano esiti imprevedibili, dovuti in larga parte al fatto che in questo sport conta moltissimo la condizione fisica dei corridori. Gli amanti dei siti scommesse ciclismo durante l’anno possono contare sui moltissimi eventi del calendario dell’UCI World Tour su cui scommettere.

Gli eventi dell'UCI World Tour sono complessivamente 38 e sono composti dai tre Grandi Giri, le cinque classiche monumento, 10 corse a tappe in Europa, 13 corse da un giorno in Europa, 1 corsa a tappe in Australia, 1 negli Emirati Arabi Uniti, 1 negli USA, 1 in Cina, 1 gara di un giorno in Australia e 2 gare di un giorno in Canada. Inutile dire che i Grandi Giri (Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta a España) sono gli appuntamenti più attesi in assoluto. Nel periodo in cui sono previste queste corse, un gran numero di scommettitori consulta i vari portali di scommesse e confronta le quote ciclismo per trovare quelle potenzialmente più vantaggiose. Eurobet.it è sicuramente tra i siti scommesse ciclismo che dedica la maggiore attenzione a questi grandi eventi mettendo a disposizione degli scommettitori classifiche e statistiche sempre aggiornate per consentire loro di approfittare al meglio delle quote ciclismo e provare a vincere scommettendo sullo sport che si ama. 

Ciclismo su strada: le corse più importanti

Il ciclismo su strada è probabilmente la disciplina più diffusa, praticata e seguita del ciclismo. Il calendario delle gare della stagione ciclistica solitamente si snoda da febbraio ad ottobre, dividendosi in due tipologie di gare principali: le corse di un giorno e le corse a tappe. Tra le corse di un giorno più famose, chiamate "classiche", vanno citate la Milano-Sanremo, il Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix, la Liegi-Bastogne-Liegi e il Giro di Lombardia. Si aggiungono al calendario anche i campionati del mondo, che si svolgono annualmente, e le prove dei Giochi olimpici estivi, ogni quattro anni.

Le corse a tappe più importanti, in assoluto, sono invece il Tour de France, il Giro d'Italia e la Vuelta a España. I tre Grandi Giri durano tre settimane ciascuno e sono articolati su 20-22 tappe, in linea o a cronometro. Altre importanti corse a tappe, anche se più brevi, sono il Giro di Svizzera, il Critérium du Dauphiné e la Tirreno-Adriatico.

Dal 1989 al 2004 le principali corse di un giorno del calendario internazionale hanno formato il programma della Coppa del mondo, mentre nel 2005 la Coppa del mondo è stata sostituita dall'UCI ProTour, manifestazione comprendente tutte le principali corse del calendario, sia di un giorno che a tappe. Nel 2011 è nato invece l'UCI World Tour.

Storia del ciclismo

Le prime competizioni ciclistiche ebbero luogo nella seconda metà dell'Ottocento. La prima in assoluto fu organizzata a Parigi, nel 1868 dal Vélo Club Parisien. Il percorso era lungo circa un migliaio di metri e attraversava il Parco di Saint-Cloud. Ad aggiudicarsi la vittoria fu un ciclista inglese e questa impresa ebbe un’eco così grande che in seguito furono fondati moltissimi club che si cimentavano nelle varie gare di resistenza e di velocità.

A livello italiano, la prima competizione ciclistica fu una gara internazionale organizzata nel 1870 sul percorso Firenze-Pistoia lungo circa 35 km. In quell’occasione a trionfare fu un ciclista americano. Nel 1880 a Londra fu fondata la Bicycle Union mentre nel 1883 furono disputati i primi campionati mondiali per bicicli, a Leicester. Nel 1885 in Italia fu fondata l'Unione Velocipedistica Italiana, mentre il 1892 fu l’anno in cui nacque l'International Cyclist Association, organismo internazionale atto a disciplinare i rapporti tra le varie federazioni ciclistiche nazionali.

Fu agli inizi del 1900 che iniziarono a disputarsi alcune competizioni classiche che si corrono ancora oggi. Nel 1892 ebbe luogo la prima edizione della Liegi-Bastogne-Liegi (che per la sua antichità è detta la Doyenne, "la decana" delle corse), nel 1893 la Parigi-Bruxelles, nel 1896 la Parigi-Roubaix, nel 1905 il Giro di Lombardia, nel 1907 la Milano-Sanremo. Per quanto concerne le corse a tappe, nel 1903 nacque il Tour de France, nel 1908 il Giro del Belgio, nel 1909 il Giro d'Italia, nel 1911 la Volta a Catalunya.

Le gare si svolgevano allora su percorsi molto lunghi, anche oltre i 500 km, e potevano durare 24 ore e più. Nelle corse a tappe si correva ogni due-tre giorni, per dare ai corridori il tempo di riposare. All’epoca le strade su cui si correvano queste competizioni non erano asfaltate, perciò guasti e forature erano molto comuni e i corridori dovevano riparare le biciclette da soli. Le biciclette non erano dotate di cambio di velocità: salite e discese si affrontavano con lo stesso rapporto. Tra i protagonisti di quest'era eroica vi sono Giovanni Gerbi, Luigi Ganna (vincitore del primo Giro d'Italia) e il francese Lucien Petit-Breton.

Rispetto agli inizi, con il passare del tempo gli organizzatori delle corse iniziarono a ridurre le distanze che diventarono in media di 200–300 km, e le corse a tappe presero a essere disputate in giorni consecutivi. Negli Anni Venti si assisté alla nascita di uno dei primi dualismi tra i campioni dell’epoca con Costante Girardengo e Alfredo Binda: i due infiammarono la passione dei tifosi con i loro accesissimi duelli. Dal 1927 iniziarono a essere disputati i campionati del mondo di ciclismo e la prima edizione fu vinta proprio da Binda.

Il periodo aureo del ciclismo si può datare tra gli Anni Trenta e Cinquanta, nonostante l'interruzione imposta dalla Seconda guerra mondiale. In questo periodo lo sport della bicicletta aveva nel calcio il suo rivale principale: entrambe le discipline, infatti, richiamavano grandissime folle. In quegli anni emersero alcuni dei più grandi protagonisti come Learco Guerra, Gino Bartali, Fausto Coppi, Louison Bobet, Hugo Koblet, Ferdi Kübler, Fiorenzo Magni, Rik Van Steenbergen, diventati celebri al pari delle montagne su cui erano soliti sfidarsi. Si pensi alle salite leggendarie delle Dolomiti, il Galibier, l'Izoard, lo Stelvio o l'Alpe d'Huez. Nel 1949 Coppi vinse per la prima volta Giro d’Italia e Tour de France nello stesso anno, impresa che molti giudicavano impossibile e che ne alimentò il mito. Gli Anni Cinquanta e Sessanta ebbero tra i protagonisti Jacques Anquetil, Federico Bahamontes, Charly Gaul, Gastone Nencini e Rik Van Looy mentre a cavallo tra i Sessanta e Settanta s’impose il corridore belga Eddy Merckx, da molti considerato il più grande di tutti i tempi (non a caso soprannominato "il Cannibale" per la sua fame insaziabile di vittorie, oltre 500 in carriera). I suoi antagonisti furono soprattutto Felice Gimondi, Luis Ocaña, José Manuel Fuente e Roger De Vlaeminck. Nei decenni successivi emersero corridori come Francesco Moser, Giuseppe Saronni, Bernard Hinault, Laurent Fignon, Greg LeMond, Gianni Bugno.

Il ciclismo moderno, via via, ha evidenziato una tendenza sempre più marcata alla specializzazione: mentre i grandi campioni del passato vincevano tutti i tipi di corse, oggi i corridori si concentrano sempre più spesso solo sulle corse in linea, o solo su quelle a tappe, sugli arrivi in volata, o addirittura sulle sole gare a cronometro. Emblematico il caso di Lance Armstrong, che dal 1999 al 2005 ha vinto sette edizioni consecutive del Tour de France (successi poi revocati per doping) e per tutto questo periodo non ha praticamente disputato altre corse, se non per allenamento. Tra gli altri grandi "specialisti" si possono citare Marco Pantani, grande nelle corse a tappe e quasi assente in quelle di un giorno, e Mario Cipollini, plurivittorioso allo sprint.

Quando si parla di ciclismo, purtroppo, è impossibile non menzionare il fenomeno del doping, ossia il ricorso a sostanze illecite per l’aumento delle proprie prestazioni. Fino agli Anni Sessanta questo fenomeno fu tollerato: tutti i corridori erano soliti portare con loro una borraccia contenente "la bomba", un miscuglio di ingredienti dopanti. Tuttavia, dopo avvenimenti tragici come la morte di Tommy Simpson nel 1967 avvenuta in seguito a un collasso causato dalle anfetamine, l'uso di farmaci subì un radicale giro di vite e furono introdotti regolari controlli antidoping. Un gran numero di corridori, ad ogni modo, anche in tempi recenti, ha continuato a fare uso di doping sfidando le squalifiche. Anche i prodotti dopanti si sono evluti diventando sempre più difficili da rintracciare (basti pensare all'EPO, l'eritropoietina sintetica o il CERA). Negli ultimi anni diverse nazioni hanno configurato il doping come reato, per combatterlo più efficacemente fino all'introduzione del cosiddetto passaporto biologico da parte dell'UCI.