Scommesse NBA | Quote vincente, playoff e finals NBA

Scommesse NBA

Scommesse NBA: qual è la franchigia favorita?

In questa particolare stagione dell’NBA le gerarchie degli ultimi anni sembrano poter esser messe in discussione. Consultando le quote scommesse NBA su Eurobet, infatti, si può vedere come i Los Angeles Lakers, seconda squadra più titolata della lega con 16 anelli, alle spalle dei Boston Celtics che ne vantano 17, siano la pretendente più accreditata per il titolo: la vittoria di LeBron James e compagni è quotata a 3,00. Subito dopo troviamo i Milwaukee Bucks, franchigia che ha perso le final della scorsa stagione contro Toronto: la vittoria di Giannis Antetokoumpo e dei suoi paga a 3,75 volte la posta iniziale. Altra pretendente molto accreditata sono i Los Angles Clippers che vengono bancati a 4,25. Dopo queste tre franchigie, le quote NBA iniziano a farsi più alte: a 13,00 troviamo gli Houston Rockets, a 16,00 i Boston Celtics, a 19,00 i Denver Nuggets e i campioni in carica, i Toronto Raptors. I Philadelphia 76ers sono quotati a 21,00, poi troviamo i Dallas Mavericks e i Miami Heat, entrambe a 26,00. Salgono ancora le quote con gli Utah Jazz a 31,00, gli Oklahoma City Thunder a 61,00 e gli Indiana Pacers a 71,00. Molto alte le quote per Brooklyn Nets e Portland Trail Blazers (91,00), per i New Orleans Pelicans (101,00), Memphis Grizzlies (121,00), Orlando Magic e San Antonio Spurs (151,00). Chiudono Washington Wizards, Phoenix Suns e Sacramento Kings, quotati a 301,00 volte la posta iniziale

Quote NBA: la stagione 2020

Dopo l’interruzione forzata, la NBA ha stabilito il calendario per portare a termine la stagione 2019-20 disputando le gare nella sede unica del Disney World Resort di Orlando, nello stato della Florida. Rispetto a quanto comunicato inizialmente, le partite inizieranno il 30 luglio e non il 31. L’ultimo giorno per gara-7 delle NBA Finals è stato spostato al 13 ottobre invece del 12. I playoff inizieranno a partire da Ferragosto con l'eventuale torneo play-in, Draft e mercato dei free agent a ottobre. Non è difficile immaginare che gli stravolgimenti per questa edizione della competizione possano cambiare gli equilibri, anche per questo vi invitiamo a consultare le quote sulla NBA su Eurobet per capire chi potrebbe essere favorito. L’altra novità è che la stagione NBA ripartirà con 22 squadre al posto di 30 (le ultime otto, due a Ovest e sei a Est, sono già escluse) che disputeranno 88 partite di regular season, 8 per ciascun team, che definiranno le classifiche permettendo alle squadre di superare quota 70 partite. I playoff potranno essere eventualmente preceduti dal play-in tra l'ottava e la nona squadra di ogni conference, se queste saranno distaccate di 4 o meno partite. 

Scommesse NBA: la storia e il format della principale lega di pallacanestro degli USA

Tra i campionati sportivi più seguiti in assoluto l’NBA occupa un posto speciale. È davvero difficile, infatti, non aver mai sentito nominare la lega di pallacanestro più celebre al mondo che può vantare un seguito diventato planetario nel corso degli anni. L'acronimo NBA sta per National Basketball Association, nome che indica la principale lega professionistica di pallacanestro degli Stati Uniti d'America e del Canada. L'NBA fu fondata a New York, il 6 giugno 1946, inizialmente con la denominazione Basketball Association of America (BAA). La lega adottò il nome di National Basketball Association nell'autunno del 1949 dopo essersi fusa con la lega rivale National Basketball League. Al momento della fondazione la National Basketball Association era composta da 11 squadre. In seguito vi furono espansioni, riduzioni, e rilocazioni fino a raggiungere le 30 squadre attuali (29 delle quali statunitensi e una canadese) che ogni anno si sfidano per la vittoria del titolo e sulle quali si può puntare anche su Eurobet consultando la sezione scommesse relative alla NBA. La lega attualmente divide le squadre in due conference (Western e Eastern), ognuna delle quali è a sua volta divisa in tre division, e ogni division è composta da cinque squadre. La suddivisione attualmente in vigore fu introdotta a partire dalla stagione 2004-05.

Il campionato statunitense, dal quale traggono origine le quote relative alla NBA, si suddivide in tre fasi che portano all'assegnazione del titolo di campioni NBA: la regular season, i playoff, e le finali.  La regular season NBA, generalmente, inizia nell'ultima settimana del mese di ottobre, dopo che le squadre hanno affrontato tra metà settembre e metà ottobre il training camp e la pre-season. Durante il training camp, gli allenatori delle squadre possono valutare i rookie, preparare i giocatori per la regular season, e scegliere la rosa dei 12 giocatori con cui iniziare a giocare, e i 3 giocatori da inserire nella lista degli inattivi. Inoltre le squadre hanno la possibilità di assegnare giocatori con meno di due anni di esperienza NBA alla propria squadra affiliata nella NBA G League.

Concluso il training camp, le squadre sostengono 7 partite di esibizione contro altre squadre della lega. Concluse anche le partite di pre-season, inizia il campionato. Durante il corso della stagione regolare, ognuna delle 30 franchigie della NBA si affronta: 4 volte con le 4 squadre della propria division (16 partite); 4 volte con 6 squadre delle altre due division della propria conference (24 partite); 3 volte con le altre 4 squadre delle due division della propria conference (12 partite); 2 volte con le squadre dell'altra conference (30 partite); Per un totale, diviso tra partite in casa e trasferta, di 82 partite.

Nel mese di febbraio l'NBA organizza annualmente l'NBA All-Star Game, evento che si svolge in un intero week-end (NBA All-Star Weekend) e che viene seguito con entusiasmo in tutto il mondo. Tradizionalmente questo momento è anche l'occasione per concedere una pausa ai giocatori che non partecipano all'evento e rappresenta per le dirigenze delle squadre l'ultima opportunità di scambiare giocatori sul mercato, visto che la scadenza per le contrattazioni viene fissata in genere subito dopo la fine dell'All-Star Weekend.

A metà aprile la stagione regolare termina e iniziano le votazioni per decretare i riconoscimenti annuali con cui vengono insigniti giocatori, allenatori e general manager. Dopo una settimana di riposo hanno inizio i Playoff NBA, fase che è necessaria per decretare i due contendenti al titolo NBA. I playoff della NBA iniziano a cavallo tra i mesi di aprile e maggio, e vedono scontrarsi le prime 8 squadre di ogni conference (east/west coast). A seconda della posizione in classifica, e quindi del record di vittorie e sconfitte nella stagione regolare, le squadre con il miglior record rispetto alle avversarie hanno il privilegio di disputare le prime due partite della serie in casa, come anche le eventuali gara 5 e gara 7 che possono essere le gare chiave per chiudere una serie al meglio delle sette (quattro successi per vincere la serie). Dalla stagione 2006-2007, ai campioni di division e alla miglior seconda delle division, vengono assegnati i primi 4 posti in classifica nella conference e i restanti 4 sono stabiliti in base al numero di vittorie e di sconfitte a prescindere dalla posizione nelle division. Al primo round la 1ª classificata di ogni conference affronta l'8ª, la 2ª la 7ª, la 3ª la 6ª e la 4ª la 5ª. Le vincenti delle serie accedono al secondo round, fino ad arrivare alle NBA Conference Finals, che decretano i campioni delle rispettive conference e le due squadre che si vedranno opposte alle finali per il titolo.

Le finali NBA (dette NBA Finals) sono l'evento conclusivo e più entusiasmante della stagione NBA. I campioni della Eastern Conference e della Western Conference si affrontano in una serie finale sempre al meglio delle sette partite. Nelle finali NBA la squadra che ha il miglior record disputerà in casa le prime due gare, come anche le eventuali gara 5 e gara 7, decisive per vincere il titolo. Alla fine della serie finale la squadra vincente diventa campione NBA, e le viene assegnato il Larry O'Brien Championship Trophy, il trofeo NBA, e il miglior giocatore della serie finale conquista il premio di MVP (Most Valuable Player) delle Finals, il Bill Russell Trophy.

Com'è abbastanza risaputo, inoltre, il sistema sportivo professionistico nord-americano è radicalmente diverso da quello europeo e in generale del resto del mondo. Le leghe professionistiche statunitensi (tra cui NFL, MLB e MLS) non rispondono direttamente ad alcuna federazione sportiva nazionale e non contemplano i concetti di retrocessione in serie minori e di promozione in serie maggiori. Le squadre della NBA vengono definite franchigie e hanno caratteristiche di estrema flessibilità per quanto concerne simbologia, colori e identità territoriale. Non è raro, infatti, che esse possano essere rilocate in altre città a totale discrezione della lega e/o degli investitori, perlopiù per motivazioni puramente commerciali. Se una squadra si sposta da una città a un'altra porta con sé tutta la sua storia: i titoli vinti, i numeri di maglia ritirati, il nome della franchigia e quant'altro.

A meno che non si crei una nuova franchigia o qualcuna cessi l'attività (volontariamente o per fallimento), le squadre concorrenti sono sempre le stesse, stagione dopo stagione. L'assemblea deputata a prendere tutte le decisioni riguardanti la gestione della lega (ivi compresa l'eventuale espansione) è il NBA Board of Governors. Il trasferimento in altra sede di una franchigia già esistente o l'istituzione di un expansion team (ossia una nuova franchigia) viene pianificato a tavolino, prendendo in considerazione parametri come la posizione della città, il numero di abitanti, la grandezza dell'impianto sportivo destinato a ospitare le gare interne (anche se solo progettato): il discrimine è pertanto la stima del valore del mercato di quella città e i benefici che una squadra potrebbe portare alla lega. Un'altra curiosità, comune alle leghe americane, è che la NBA adotta un ordine del fattore campo invertito rispetto agli standard europei: nell'elencare le squadre che giocano una partita, il primo nome indica la squadra in trasferta, mentre il secondo la squadra in casa.

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