La Colombia è senza dubbio una delle nazionali più competitive del panorama sudamericano dopo le due big del calcio del continente, Argentina e Brasile. Pur non avendo il palmarès delle grandi potenze mondiali, la selezione dei Cafeteros ha dimostrato più volte di poter competere ad alti livelli, come conferma anche l’attuale 13esimo posto nel ranking FIFA.
Ai blocchi di partenza della fase finale dei Mondiali 2026, la Colombia è stata inserita nel Girone K insieme a Uzbekistan, Repubblica Democratica del Congo e Portogallo. Si tratta di un raggruppamento equilibrato, dove i sudamericani partono con ambizioni importanti ma dovranno prestare attenzione soprattutto al Portogallo, principale concorrente per il primato secondo le quote scommesse sul Mondiale. Non è escluso nemmeno l’exploit dei lusitani spulciando le quote vincente Mondiale, ma restano avanti nazionali più solide e abituate alla vittoria come Argentina, Brasile, Francia e Spagna. Il debutto è in programma il 18 giugno contro l’Uzbekistan, seguito dalla sfida del 24 giugno contro la Repubblica Democratica del Congo e dalla chiusura del girone il 28 giugno contro il Portogallo, in quello che potrebbe rivelarsi uno scontro decisivo per la qualificazione alla fase ad eliminazione diretta nella prima rassegna iridata a 48 squadre.
La Colombia ha ottenuto l’accesso diretto al Mondiale in Canada, Messico e Stati Uniti chiudendo al terzo posto nel girone unico sudamericano (CONMEBOL), un risultato significativo considerando l’elevato livello della competizione. Durante il percorso di qualificazione sono emersi chiaramente i leader della squadra: James Rodríguez, ancora fulcro tecnico e carismatico, è stato determinante con gol e assist, mentre Luis Díaz si è confermato il principale terminale offensivo, chiudendo come miglior marcatore della squadra con 7 reti.
Anche senza una rosa ricca di grandi stelle internazionali, la Colombia può contare su un gruppo ampio e competitivo, composto da giocatori esperti e giovani in ascesa che militano in campionati di alto livello. Analizziamo quindi le scelte del CT colombiano reparto per reparto.
Si comincia dai portieri. Il ruolo di titolare dovrebbe essere affidato all’esperto David Ospina dell’Atlético Nacional, leader carismatico e punto di riferimento dello spogliatoio con le sue 130 presenze. Alle sue spalle ci sono Camilo Vargas dell’Atlas e Álvaro Montero, che milita nel Vélez Sarsfield e completa il reparto.
Nel reparto difensivo, la Colombia può contare su elementi di grande fisicità ed esperienza internazionale. Il pilastro centrale è Davinson Sánchez del Galatasaray, affiancato da una conoscenza del calcio italiano, Jhon Lucumí, in forza al Bologna. Sulle fasce spazio a Daniel Muñoz del Crystal Palace e Johan Mojica del Mallorca, entrambi abili nella spinta offensiva. Tra le alternative figurano Santiago Arias dell’Independiente, Deiver Machado in forza al Nantes. Chiudono il reparto Willer Ditta, che indossa la divisa del Cruz Azul, e Yerry Mina del Cagliari.
A centrocampo qualità ed esperienza non mancano. Il faro del gioco resta James Rodríguez, ora in campo con il Minnesota United, ancora capace di accendere la manovra con la sua visione e fare la differenza in mezzo al terreno di gioco. Insieme a lui, giocatori di equilibrio come Jefferson Lerma del Crystal Palace, ma anche profili tecnici come Juan Fernando Quintero del River Plate e Jorge Carrascal del Flamengo. Da seguire con attenzione anche Jhon Arias del Palmeiras e Richard Ríos che milita al Benfica, sempre più centrali nel progetto. Chiudono il reparto Kevin Castaño del River Plate, Juan Portilla dell’Athletico Paranaense, Jaminton Campaz del Rosario Central e il giovane Gustavo Puerta del Racing Santander, che rappresenta una delle promesse più interessanti.
In attacco, la Colombia può contare su un mix di velocità, tecnica e fiuto del gol. Il punto di riferimento è Luis Díaz, tra le stelle del Bayern Monaco, esterno offensivo devastante nell’uno contro uno. Al suo fianco c’è Jhon Córdoba del Krasnodar, centravanti più fisico. Completano il reparto Luis Suárez dello Sporting Lisbona, Carlos Andrés Gómez di proprietà del Vasco da Gama e infine Cucho Hernandez del Real Betis.
La Colombia di Néstor Lorenzo scende in campo con un 4-2-3-1 collaudato, una formazione che sprizza talento tecnico ma che non rinuncia mai alla solidità fisica. Tra i pali troviamo la sicurezza di Ospina, portiere di grande esperienza internazionale. La linea difensiva a quattro vede al centro la coppia composta da Sánchez e Lucumí, due centrali rapidi e molto forti nei duelli aerei. Sulle corsie laterali spingono costantemente Muñoz e Mojica, che garantisce cross precisi dalla sinistra. La diga di centrocampo è formata da Lerma, l'equilibratore tattico della squadra, e da Ríos, capace di strappi palla al piede e inserimenti offensivi che mandano spesso in crisi le difese avversarie. Il capitano Rodríguez agisce nel cuore del gioco: è lui a dettare i ritmi per i compagni. Sulle ali prendono posto Díaz sulla sinistra e Arias sulla destra. In avanti, il ruolo di centravanti è affidato alla potenza fisica di Suarez, preferito per la sua capacità di fare a sportellate con le difese e creare spazi per gli inserimenti dei trequartisti.
Colombia (4-2-3-1): Ospina, Muñoz, Sánchez, Lucumi, Mojica, Rios, Lerma, Arias, Rodriguez, Diaz, Suarez. CT: Néstor Lorenzo
La selezione dei Cafeteros ha preso parte a diverse edizioni della Coppa del Mondo senza mai riuscire a conquistare il titolo, ma togliendosi comunque soddisfazioni importanti. Il miglior risultato resta il raggiungimento dei quarti di finale nel 2014 in Brasile, quando trascinata dai gol e dalle giocate di Rodríguez la Colombia si impose come una delle rivelazioni del torneo. In altre occasioni, come nel 1990 e nel 2018, si è fermata agli ottavi di finale, mentre in diverse edizioni non è riuscita a qualificarsi, a testimonianza di un percorso storico non sempre lineare.
Nel palmarès della Colombia spicca soprattutto la vittoria della Copa América nel 2001, conquistata davanti al pubblico di casa, un successo che rappresenta ancora oggi il punto più alto della storia calcistica del paese. A questo si aggiungono diversi piazzamenti di rilievo nella competizione continentale, tra cui un secondo posto nel 1975 e uno nel 2024, oltre a numerosi terzi posti (1987, 1993, 1995, 2016 e 2021), che confermano una presenza costante nelle fasi finali del torneo.