L’Iraq rappresenta una delle nazionali asiatiche con la storia più complessa e al tempo stesso più affascinante del panorama internazionale. Pur non avendo una tradizione continua di partecipazioni ai Mondiali, la selezione irachena ha conquistato nel tempo risultati importanti a livello continentale, su tutti la storica vittoria della Coppa d’Asia nel 2007, simbolo assoluto del calcio del Paese. La qualificazione ai Mondiali 2026 assume quindi un valore ancora più significativo: il pass per la fase finale è arrivato infatti attraverso una combattuta e storica vittoria negli spareggi contro la Bolivia, che ha permesso all’Iraq di tornare sul palcoscenico mondiale dopo un’assenza lunga quasi quarant’anni e misurarsi così nel torneo più prestigioso in assoluto, per la prima volta allargato a 48 partecipanti. Si è trattato di un cammino molto dispendioso per la nazionale irachena, che ha disputato in tutto 21 partite (tra qualificazioni e spareggi) per staccare il pass definitivo alla rassegna iridata.
Per la fase finale dei Mondiali 2026, in programma in Canada, Messico e Stati Uniti, l’Iraq è inserito nel Gruppo I insieme a Francia, Senegal e Norvegia. Un girone estremamente complicato, che vede la nazionale del CT Graham Arnold partire nettamente sfavorita sulla carta, soprattutto considerando la presenza di due potenze fisiche e tecniche come i transalpini e gli africani, oltre che del pericolo tecnico di Haaland e compagni. Il ranking FIFA, che vede attualmente l’Iraq al 57° posto, riflette una posizione di outsider e le speranze di un cammino più lungo appaiono risicate anche stando alle scommesse sui Mondiali. Se si guarda infatti alle quote vincente del Mondiale, si ritrovano le nazionali più titolate: Brasile e Argentina per il continente americano, Francia, Inghilterra e Spagna per quello europeo. Il debutto nella competizione è previsto contro la Norvegia il prossimo 17 giugno, seguito dalle sfide contro Francia e Senegal rispettivamente il 22 e 26 giugno.
Sotto la guida di Graham Arnold, l’Iraq si presenta alla Coppa del Mondo con una rosa composta da giocatori che militano sia nel campionato locale sia in diversi club europei e asiatici. Analizziamo le scelte del CT reparto per reparto.
Partiamo dai portieri. Le scelte principali sono ricadute su Fahad Talib dell’Al-Talaba e Ahmed Basil dell’Al-Shorta, entrambi già con una buona esperienza in nazionale. Come altra opzione figura Jalal Hassan dell’Al-Zawraa.
In difesa, il punto di riferimento resta Rebin Sulaka del Port, giocatore con grande esperienza internazionale, affiancato da Manaf Younis dell’Al-Shorta e da Merchas Doski del Viktoria Plzeň, uno dei pochi a giocare stabilmente in Europa. A completare il reparto ci sono Frans Putros del Persib Bandung, Hussein Ali del Pogoń Szczecin e Zaid Tahseen del Pakhtakor Tashkent. Ci sono poi Akam Hashim dell’Al-Zawraa, Mustafa Saadoon dell’Al Shorta e Rebin Sulaka del Port che rappresentano le alternative per chiudere la linea difensiva.
A centrocampo, l’Iraq può contare su giocatori di grande qualità e quantità. Il leader tecnico è Ibrahim Bayesh dell’Al Dhafra, insieme ad Amir Al-Ammari del KS Cracovia, entrambi fondamentali per equilibrio ed esperienza. A loro si aggiunge Zidane Iqbal dell’Utrecht, talento giovane ma già inserito stabilmente nel giro della nazionale. Completano il reparto, Kevin Yakob dell’Aarhus, Aimar Sher del Sarpsborg 08 e Zaid Ismail dell’Al-Talaba e, soluzioni utili per profondità e rotazioni.
In attacco, il reparto offensivo è guidato dal capitano e bomber Aymen Hussein dell’Al-Karma, punto di riferimento assoluto della nazionale con grande capacità realizzativa (30 reti su 90 presenze complessive). Al suo fianco c’è Mohanad Ali del Dibba Al-Fujairah, altro attaccante di grande esperienza internazionale, insieme ad Ali Al-Hamad del Luton Town, che porta fisicità e presenza in area. Completano il reparto Ali Yousif dell’Al-Talaba, Marko Farji del Venezia, , Youssef Amyn dell’AEK Larnaca, Ali Jasim dell’Al-Najma e Ahmed Qasem del Nashville, tutte opzioni di supporto alle rotazioni offensive.
Le gerarchie scelte dal CT Graham Arnold attualmente consolidate prevedono una squadra disposta secondo il 4-4-2 classico. Partendo dai portieri, come possibile titolare dovrebbe esserci Hassan, grazie alla sua affidabilità e continuità. In difesa, la coppia centrale della linea a quattro potrebbe essere formata da Tahseen e Hashim, elementi di esperienza e leadership. Sulle fasce la titolarità dovrebbe essere di Ali e Doski. Per quanto riguarda il centrocampo, anche in questo caso con uno schieramento a quattro, il fulcro della manovra è Bayesh, giocatore chiave per ritmo e inserimenti, affiancato da Al-Ammari, regista con buona esperienza europea. A completare la mediana ci sono Sher e Amyn. In attacco, la coppia titolare è composta con tutta probabilità da Hussein e Al-Hamadi, un mix di fisicità e profondità offensiva.
Iraq (4-4-2): Hassan, Ali, Tahseen, Hashim, Doski, Bayesh, Al-Ammari, Sher, Amyn, Hussein, Al-Hamadi. CT: Graham Arnold
L’Iraq non vanta una lunga tradizione di partecipazioni alla Coppa del Mondo, ma rappresenta una delle nazionali asiatiche più rilevanti per risultati continentali e regionali. La selezione irachena ha preso parte al campionato mondiale di calcio in pochissime occasioni, con l’unica partecipazione storica nel 1986 in Messico, quando venne eliminata al primo turno. Dopo quella edizione, la nazionale non è più riuscita a qualificarsi per oltre tre decenni, attraversando una lunga fase di assenza dalle fasi finali del torneo: questo ritorno è stato atteso da circa 40 anni.
Sul piano dei trofei, l’Iraq può vantare la storica vittoria della Coppa d’Asia nel 2007, uno dei successi più importanti della sua storia calcistica. A livello regionale ha conquistato la Coppa araba FIFA per 4 volte (1964, 1966, 1985, 1988), la Coppa delle nazioni del Golfo in 4 occasioni (1979, 1984, 1988, 2023), il Campionato dell’Asia occidentale per 4 volte (2000, 2004, 2007, 2008), oltre alla medaglia d’oro ai Giochi asiatici nel 1982, ai Giochi panarabi nel 1985 e ai Giochi dell’Asia occidentale nel 2005.