La Svezia torna ai Mondiali 2026 con l’obiettivo di rilanciarsi sulla scena internazionale dopo un percorso di qualificazione piuttosto complicato. Gli scandinavi, conosciuti anche come le “Tre Corone”, occupano attualmente il 38° posto nel ranking FIFA e rappresentano una nazionale storicamente solida e ostica da affrontare. Il miglior risultato nella storia dei Mondiali, ai quali hanno partecipato 13 volte, resta il secondo posto ottenuto nel 1958. Nel palmares della Svezia figurano anche un oro olimpico conquistato nel 1948 e una semifinale agli Europei del 1992, segno di una tradizione calcistica importante, anche se meno ricca rispetto ad altre nazionali europee di primo piano. Negli ultimi anni la squadra ha vissuto una fase di rinnovamento, puntando su una nuova generazione di talenti.
Gli svedesi sono riusciti a rientrare tra le partecipanti ai Mondiali al termine di un percorso tortuoso. Dopo aver chiuso all’ultimo posto nel proprio girone di qualificazione, la Svezia è riuscita a rientrare in corsa grazie agli spareggi ottenuti tramite il percorso nell’ultima edizione della UEFA Nations League. Nei playoff gli scandinavi hanno eliminato prima l’Ucraina e poi la Polonia, conquistando così il pass per la fase finale. Gli scandinavi sono stati inseriti nel Girone F, insieme ai favoriti dell’Olanda, al Giappone e alla Tunisia. Da calendario, l’esordio c’è il 14 giugno proprio contro i tunisini. Poi il 20 arriva la sfida all’Olanda e il 26 si chiude col match contro il Giappone.
Le scommesse mondiali e le quote vincente sui mondiali indicano che la Svezia non è certo tra le favorite per alzare la coppa, ma la squadra di Potter ha comunque le sue possibilità di superare almeno il primo turno. Sulla panchina siede Graham Potter, tecnico inglese arrivato nell’ottobre 2025, chiamato a dare nuova identità e continuità alla squadra. Tra gli uomini chiave spicca il bomber Viktor Gyökeres, attaccante dell’Arsenal e protagonista assoluto nei playoff che è tra i favoriti nelle quote capocannoniere Mondiali, oltre al leader difensivo Victor Lindelöf dell’Aston Villa. In avanti grande attenzione anche ad Anthony Elanga del Newcastle, uno dei giocatori più talentuosi e imprevedibili della rosa. La Svezia si presenta quindi come una squadra giovane ma ambiziosa, pronta a giocarsi le proprie carte.
La rosa della Svezia è composta da un mix tra giocatori esperti e giovani in crescita, con diverse soluzioni interessanti in tutti i reparti.
Tra i portieri, il titolare sarà Kristoffer Nordfeldt dell’AIK, mentre le alternative dovrebbero essere Viktor Johansson dello Stoke City e Jacob Widell Zetterstrom del Derby County.
Nel blocco dei difensori spazio per Victor Lindelöf dell’Aston Villa e Carl Starfelt del Celta Vigo, affiancati da giocatori in crescita come Isak Hien dell’Atalanta e Gabriel Gudmundsson del Leeds United. Ha strappato la convocazione anche lo juventino Emil Holm. Faranno parte della spedizione anche Daniel Svensson del Borussia Dortmund, Gustaf Lagerbielke del Braga, Hjalmar Ekdal del Burnley, Eric Smith del St. Pauli e Elliot Stroud del Mjallby.
Spostandoci a centrocampo, la Svezia può contare su profili dinamici e tecnici come Mattias Svanberg del Wolfsburg e Jesper Karlström dell’Udinese. Convocato anche il giovane Yasin Ayari del Brighton e il laterale Ken Sema del Pafos, mentre completano il reparto Lucas Bergvall del Tottenham e Besfort Zeneli dell’Union Saint-Gilloise.
Tra gli attaccanti il punto di riferimento sarà Viktor Gyökeres dell’Arsenal, affiancato da Alexander Isak del Liverpool, altro elemento di grande qualità. Sugli esterni spazio alla velocità di Anthony Elanga del Newcastle, mentre tra le alternative figurano in lista Gustaf Nilsson del Club Bruges, Alexander Bernhardsson dell’Holstein e Benjamin Nygren del Celtic. Ha fatto parlare molto anche la chiamata a sorpresa di Taha Ali, giocatore molto talentuoso del Malmoe, che veniva dal calcio a 5.
La formazione tipo della Svezia per il Mondiale 2026 dovrebbe basarsi su un 4-3-3 equilibrato, con l’obiettivo di sfruttare la fisicità e la qualità offensiva. Tra i pali Nordfeldt, con una linea difensiva composta da Gudmundsson, Lindelöf, Hien e Holm. A centrocampo spazio a Bergvall, Karlström e Ayari, mentre in attacco il tridente dovrebbe vedere Elanga e Isak ai lati di Gyökeres.
Svezia (4-3-3): Nordfeldt; Holm, Lindelöf, Hien, Gudmundsson; Bergvall, Karlström, Ayari; Elanga, Gyökeres, Isak. CT: Potter
La Svezia ha una storia importante ai Mondiali, con 13 partecipazioni complessive alla fase finale della competizione. Il risultato più prestigioso resta il secondo posto ottenuto nel 1958, quando il torneo si disputò proprio in Svezia. In quell’occasione, gli scandinavi riuscirono a raggiungere la finale, ma dovettero arrendersi al Brasile di Pelé, che si impose nell’atto conclusivo, negando alla Svezia la conquista del titolo mondiale.
Nel corso degli anni, la nazionale svedese ha ottenuto anche altri piazzamenti di rilievo, confermandosi una presenza rispettata nel panorama internazionale, pur senza riuscire a ripetere l’exploit del 1958. In vista del 2026, l’obiettivo è quello di tornare competitivi anche.