Scommesse NBA | Quote vincente, playoff e finals NBA

Scommesse NBA

Quote NBA 2026-2027

Un’altra grande stagione di basket sta per prendere il via, con l’inizio dell’81esima stagione del campionato di NBA, previsto per martedì 20 ottobre 2026. Detentori del titolo sono i New York Knicks che hanno trionfato al termine dei playoff nella scorsa stagione, in finale contro i San Antonio Spurs per 4-1. Per la franchigia newyorkese è stato il terzo trionfo della sua storia dopo i successi del 1970 e del 1973. Ma ora si parte con una nuova stagione e nessuno vuole essere secondo nelle possibilità di vincere il titolo. Come di consueto, anche quest’anno su Eurobet sono disponibili le quote aggiornate per piazzare scommesse sull’NBA della nuova stagione, articolata in regular season, play-in, playoff e finali.

Gli appassionati che lo vorranno, avranno la possibilità di pronosticare l’esito delle gare e giocare la loro schedina NBA potendo scegliere tra le molteplici di opzioni di giocata che nel corso della stagione svariano da quelle sui singoli match alle quote NBA antepost sui vincitori di Division, di Conference e dell’intera manifestazione. A seconda dell’avanzamento del torneo sono disponibili anche giocate sui singoli come ad esempio il vincitore del titolo di MVP, il Rookie dell’anno, il miglior coach della stagione e tanto altro ancora. Ovviamente su Eurobet è presente un palinsesto di quote particolarmente ampio dedicato agli eventi della pallacanestro nazionale e internazionale: nella sezione delle quote scommesse sul basket e in quella dei pronostici sul basket è possibile reperire tutti gli strumenti per farsi un’idea delle previsioni e delle giocate da effettuare.

Scommesse NBA: le quote vincente 2026-2027

Consultando le quote antepost sulla vincente dell’NBA 2026-2027 il ruolo di favorita assoluta spetta a Oklahoma City Thunder, vincitrice l’ultima volta nella stagione 2024-2025, il cui trionfo viene bancato a 3.60. Seguono i San Antonio Spurs proposti a 3.70. Più staccati i detentori del trofeo, i New York Knicks, e i Philadelphia 76ers, entrambi offerti a quota 10.00. Fuori podio dei favoriti in NBA ci sono i Boston Celtics, dati a 15.00, e i Toronto Raptors a 23.00. Seguono Detroit Pistons, Minnesota Timberwolves e i Denver Nuggets, dati a 26.00, mentre Miami Heat e Cleveland Cavaliers proposti a 31.00. A metà elenco dei pronostici delle scommesse sull’NBA si posizionano gli Houston Rockets, Los Angeles Lakers e Indiana Pacers a 41.00. Più staccati i bancati a 61.00 Orlando Magic, Golden State Warriors e Atlanta Hawks, seguiti da Portland Trail Blazers dati a 81.00. Nella fascia alta delle quote troviamo i Charlotte Hornets, bancati a 101.00, Phoenix Suns a 126.00, Washington Wizards a 151.00 e Dallas Mavericks e Utah Jazz, offerti entrambi a 201.00. Più indietro a 401.00 i Los Angeles Clippers seguiti dai Chicago Bulls e dai New Orleans Pelicans, quotati a 501.00, mentre a quota 751.00 ci sono i Milwaukee Bucks, i Memphis Grizzlies e Brooklyn Nets. Le probabilità più basse vengono attribuite a Sacramento Kings con una quota di 1001.00.

Le giocate possibili includono passaggio turno (puntando su chi vincerà la serie), risultato esatto della serie e Under/Over partite nella serie. Si può scommettere anche sui singoli giocatori in qualità di vincente titolo MVP delle Finals, miglior marcatore della serie, miglior rimbalzista della serie e miglior tiratore da tre punti della serie. Ovviamente su Eurobet sono disponibili numerose tipologie di quote per scommettere su tutti i maggiori eventi di pallacanestro nazionali e internazionali. A partire dalle quote sull’Eurolega.

NBA 2026-2027: la stagione e le date

L’81ª stagione di NBA prende il via il 20 ottobre 2026. La stagione regolare segue il classico format da 82 partite e si è conclude l’11 aprile 2027. Dal 13 al 16 aprile si svolgeranno i play-in, mentre i playoff inizieranno a cavallo tra aprile e maggio 2027. Le Finali di Conference sono previste per metà maggio sia per la Western che per la Eastern conference. A giugno invece si disputeranno le NBA Finals.

NBA: storia della principale lega di pallacanestro USA

Tra i campionati sportivi più seguiti al mondo, l’NBA occupa un posto speciale. È davvero raro, infatti, che qualcuno non abbia mai sentito nominare la lega di pallacanestro più celebre in assoluto che può fregiarsi di un seguito divenuto planetario nel corso degli anni. Le tre lettere che compongono l’acronimo NBA stanno a significare National Basketball Association, ossia il nome che identifica la principale lega professionistica di pallacanestro degli Stati Uniti d'America e del Canada. La sua fondazione avvenne a New York, il 6 giugno 1946, inizialmente però la denominazione era Basketball Association of America (BAA). La denominazione NBA fu adottata dall'autunno ’49, dopo l’avvenuta fusione con la lega rivale National Basketball League. Al momento della sua fondazione, la National Basketball Association contava 11 squadre. Successivamente il numero di squadre subì espansioni, riduzioni, e cambi di sede, fino a raggiungere le 30 squadre attuali (29 degli USA e una canadese). La lega divide le squadre in due Conference, la Western (Occidentale) e la Eastern (Orientale), ognuna delle quali è a sua volta divisa in tre Division, composte da 5 squadre. Questo tipo di suddivisione è stato adottato partire dalla stagione 2004-2005.

NBA: il format del campionato

La struttura del torneo si articola su tre fasi, regular season, playoff e Finals, dopo cui avviene l'assegnazione del titolo di campioni NBA. Di solito la stagione regolare dell’NBA ha inizio l'ultima settimana di ottobre, dopo che le squadre hanno affrontato tra metà settembre e metà ottobre il training camp e la preseason. Nel corso del training camp, i coach delle squadre hanno modo di valutare i rookie (come vengono chiamati gli esordienti), preparare i giocatori per la regular season, e definire il roster dei 12 giocatori con affronteranno la stagione (a cui vanno aggiunti 3 giocatori nella lista degli inattivi). Per ogni franchigia, inoltre, esiste la possibilità di mandare giocatori con meno di due anni di esperienza in NBA a giocare nella propria squadra affiliata di NBA D-League, la lega professionistica di sviluppo della NBA (la D, infatti, sta per development).

Terminato il training camp, le franchigie giocano 7 gare di esibizione contro altre squadre della lega nella cosiddetta preseason, dopo la cui conclusione ha inizio il campionato vero e proprio.

Nella regular season, in cui tra casa e trasferta ogni squadra gioca 82 partite e affronta:

●      4 volte tutte le altre 4 squadre della propria Division (16 partite);

●      4 volte 6 squadre delle altre due Division della propria Conference (24 partite);

●      3 volte tutte altre 4 squadre delle due Division della propria Conference (12 partite);

●      2 volte tutte le squadre dell'altra Conference (30 partite).

Ogni anno nel mese di febbraio l'NBA organizza l'NBA All-Star Game, un evento che dura tutto il weekend (detto NBA All-Star Weekend) e che vanta un seguito planetario. Questo momento della stagione è utile per concedere una pausa ai giocatori non coinvolti nell'evento e al tempo stesso è l’ultima occasione per le dirigenze delle squadre di scambiare giocatori sul mercato, poiché la scadenza per le contrattazioni è generalmente stabilita subito dopo la fine dell'All-Star Weekend.

La regular season termina a metà aprile. In questo periodo si vota per decretare i riconoscimenti annuali di cui vengono insigniti giocatori, allenatori e general manager. Dopo una settimana di riposo ha inizio lo spettacolo dei playoff NBA, fase della stagione che serve per decretare quali saranno le due franchigie che si contenderanno l’anello NBA. I playoff della NBA hanno inizio tra i mesi di aprile e maggio: si scontrano le prime 8 squadre di ognuna delle due Conference. In base alla posizione in classifica e ai risultati ottenuti nella regular season, le squadre con il miglior record rispetto alle avversarie hanno il vantaggio di disputare le prime due sfide della serie in casa, come anche le eventuali “gara 5” e “gara 7”. Dalla stagione 2006-2007, i campioni di Division e la miglior seconda delle Division, si aggiudicano i primi 4 posti in classifica nella Conference, mentre i restanti 4 vengono definiti in base al numero di vittorie e di sconfitte, a prescindendo dal posizionamento in classifica nelle Division. Nel primo turno, la prima classificata di ogni Conference affronta l'ottava, la seconda si scontra con la settima, la terza con la sesta e la quarta con la quinta. Le vincenti delle serie accedono al secondo round, e così via, fino alle finali di Conference, che decretano i campioni delle rispettive Conference, e le due franchigie che si sfideranno nelle Finals per il titolo.

Le NBA Finals sono l'evento che conclude la stagione. I campioni della Eastern Conference e della Western Conference si sfidano in una serie finale al meglio dei 7 incontri. Nelle finali NBA la squadra col miglior record disputerà in casa le prime due partite, come anche le eventuali “gara 5” e “gara 7”, decisive per conquistare il titolo. La squadra che vince le Finals si laurea campione NBA, e ottiene il Larry O'Brien Championship Trophy, il trofeo NBA, mentre il miglior giocatore della serie finale si aggiudica il premio di MVP (Most Valuable Player) delle Finals, il Bill Russell Trophy.

Diversi aspetti differenziano radicalmente il sistema sportivo professionistico del Nord America da quello europeo e del resto del mondo. Le leghe professionistiche statunitensi (tra cui anche NFL, MLB e MLS) non fanno capo ad alcuna federazione sportiva nazionale e non contemplano il sistema promozioni e retrocessioni. Le squadre della NBA, dette franchigie, sono molto flessibili in termini di simbologia, colori e identità territoriale. Non è raro, infatti, che esse possano essere spostate in altre città, a discrezione della lega e degli investitori, fatto che si verifica quasi sempre per ragioni puramente commerciali. Se una franchigia cambia città, porta con sé tutta la sua tradizione sportiva conservando i titoli vinti, i numeri di maglia ritirati, il nome della franchigia e quant'altro.

Le squadre che disputano l’NBA, dunque, sono sempre le stesse ogni stagione, a meno che non vengano aggiunte nuove franchigie o qualcuna di esse cessi l'attività. L'Assemblea che gestisce la lega (anche per ciò che concerne eventuali espansioni) è l’NBA Board of Governors. Decisioni come il trasferimento di una franchigia già esistente da una città all’altra, o l'istituzione di un expansion team (ossia una nuova franchigia) viene studiato a tavolino, prendendo in considerazione diversi parametri (ad esempio posizione e numero di abitanti della città, dimensioni dell'impianto sportivo destinato a ospitare le gare). In buona sostanza, si fa una stima del valore del mercato di quella città e dei benefici che una squadra potrebbe portare alla lega. Tra le altre curiosità, tipiche delle leghe americane, ce n’è anche una relativa al fattore campo: in NBA esso è infatti invertito rispetto agli standard europei, il primo nome indica la squadra in trasferta, mentre il secondo la squadra in casa.