Quote Chelsea-Liverpool: le migliori scommesse

Quote Chelsea-Liverpool: le migliori scommesse

Lo scontro tra Chelsea e Liverpool in programma il prossimo 22 settembre alle 17:30 a Stamford Bridge, chiuderà il sesto turno di andata di Premier League. Le due squadre si sono già affrontate a metà agosto nella finale di Supercoppa Europea che ha visto prevalere i Reds ai calci di rigore. Per le scommesse Chelsea-Liverpool relative alla sesta giornata di Premier League, i bookmakers hanno una loro idea ben precisa in merito a quale tra le due squadre sia la favorita: pur giocando in trasferta, gli addetti ai lavori attribuiscono molte più chance di vittoria al Liverpool. I Reds sono al comando della classifica a punteggio pieno in campionato e fino ad ora sono stati un rullo compressore anche fuori casa. Più alta la quota per la vittoria del Chelsea: la squadra di Lampard, pur avendo a disposizione giocatori di livello, sembra avere qualcosa in meno rispetto agli avversari come dimostrato dalla sola vittoria ottenuta nelle prime quattro giornate di campionato. La quota per il pari, invece, è di poco più bassa rispetto a quella offerta per l’1. In base alle quote Chelsea-Liverpool sarà una partita in cui non mancherà lo spettacolo: l’over 2,5, infatti, viene offerto con una quota più bassa rispetto all’under e anche le probabilità che entrambe le squadre segnino sono maggiori rispetto a uno scenario senza goal o con a segno una sola squadra.

 

Chelsea-Liverpool: i precedenti più recenti

Il precedente più recente Chelsea-Liverpool risale all’estate appena trascorsa. Le due squadre si sono affrontate al Vodafone Park di Istanbul nella finale di Supercoppa Europea (nella scorsa stagione il Liverpool ha vinto la Champions League, il Chelsea l’Europa League ndr). La partita è stata ricca di emozioni: i 90’ regolamentari sono finiti 1-1 con Mané che ha risposto al vantaggio iniziale realizzato da Giroud. Durante i tempi supplementari i Reds si sono riportati avanti, ancora grazie a una rete dell’attaccante senegalese, tuttavia, il Chelsea ha pareggiato dal dischetto con Jorginho. Ad aggiudicarsi la coppa, alla fine, è stata la squadra di Klopp che ha avuto la meglio dopo i calci di rigore. Decisivo l’errore dal dischetto di Abraham, unico dei suoi a fallire la trasformazione.

Nella scorsa edizione della Premier League, invece, si contano un pareggio e una vittoria per il Liverpool. Durante il girone d’andata, Chelsea-Liverpool finì 1-1: Hazard portò in vantaggio i blues ma Sturridge riuscì a pareggiare nei minuti finali del match. Nella gara di ritorno ad Anfield, invece, la squadra di Jurgen Klopp riuscì ad imporsi con un secco 2-0 frutto delle reti realizzate da Mané e Salah.

L’ultima vittoria del Chelsea in casa contro il Liverpool in Premier League è datata 6 maggio 2018: in quell’occasione i Blues s’imposero 1-0 grazie all’unica rete dell’incontro realizzata da Giroud.  

Chelsea

Il Chelsea è andato incontro all’ennesima rivoluzione degli ultimi anni. Festeggiata la vittoria dell’UEFA Europa League e ottenuto il terzo posto in Premier League con conseguente qualificazione alla Champions League, i londinesi e Maurizio Sarri si sono detti addio dopo una sola stagione con l’ex tecnico di Empoli e Napoli che è diventato a sorpresa il nuovo allenatore della Juventus. Per ricoprire la carica di manager lasciata vacante dal secondo coach italiano dopo Antonio Conte (con il quale è ancora in corso una battaglia legale) la dirigenza dei Blues ha scelto di puntare su un giocatore simbolo del Chelsea ovvero Frankie Lampard. L’ex capitano ha iniziato la sua avventura in panchina appena un anno fa, guidando il Derby County fino ai playoff promozione di Championship dove si è dovuto arrendere all’Aston Villa, poi promosso in Premier. Ad ogni modo la brillante stagione di Lampard alla guida degli arieti non è passata affatto inosservata agli occhi di Roman Abramovich e del suo braccio destro Marina Granovskaia che hanno deciso di affidargli le redini del club in cui ha militato per ben 13 stagioni indossando la fascia da capitano. Il compito affidato all’ex centrocampista dell’Inghilterra non è affatto semplice: se da un lato, infatti, Lampard può contare su un background da calciatore ai massimi livelli, dall’altro ha ancora poca esperienza come manager e potrebbe avere qualche difficoltà a gestire tanti giocatori importanti.

Qualche perplessità, inoltre deriva anche dal calciomercato condotto dal club londinese che in estate ha salutato una delle sue stelle più preziose, Eden Hazard. Il belga si è trasferito al Real Madrid dopo aver trascorso le ultime sette stagioni con il Chelsea, nell’ambito di un’operazione che ha portato nelle casse inglesi una cifra superiore ai 100 milioni di euro bonus compresi. L’impressione è che non sia stato fatto abbastanza per sostituire quello che è stato uno dei giocatori di maggiore talento a vestire la maglia dei Blues in tutta la storia del club. Sull’asse Madrid-Londra si è consumato anche un altro movimento, ossia il riscatto da parte del Chelsea di Mateo Kovacic, che aveva già vestito la maglia dei Blues in prestito e che è stato acquistato a titolo definitivo.

Oltre al croato, al Chelsea di quest’anno si è aggregato Christian Pulisic, ex attaccante del Borussia Dortmund che era stato acquistato lo scorso gennaio rimanendo in prestito fino al termine della stagione ai tedeschi. Lampard, inoltre, potrà contare su due talenti di grandissima prospettiva appartenenti al Chelsea che nella passata stagione si sono messi in grandissima evidenza durante il campionato di Championship. Parliamo di Tammy Abraham e di Mason Mount. Il primo è un attaccante che nel torneo di seconda divisione inglese ha realizzato 26 reti tra campionato e coppe con l’Aston Villa, mentre il secondo è un centrocampista che è stato alla corte di Lampard con la maglia del Derby County e che pur non essendo un attaccante ha uno spiccato senso del goal. Nel parco attaccanti a disposizione del Chelsea va segnalato anche il ritorno di Michy Batshuayi, che nelle ultime stagioni era stato prestato a Borussia Dortmund, Valencia e Crystal Palace. 

Liverpool

La scorsa stagione è stata piena di emozioni per il Liverpool. La formazione guidata da Jurgen Klopp è stata protagonista di un testa a testa memorabile in campionato con il Manchester City, ma alla fine ha dovuto arrendersi per un solo punto agli uomini di Guardiola (pur perdendo una sola partita in tutto il torneo!). Il disappunto dei Reds, tuttavia, è durato giusto qualche settimana, visto che poi è arrivato il trionfo in finale di Champions League battendo il Tottenham nel derby inglese giocato al Wanda Metropolitano di Madrid (per il Liverpool è stata la seconda finale di Coppa dei Campioni ottenuta in due anni, anche se l’anno precedente contro il Real Madrid era andata male ndr). Da Campioni d’Europa in carica, i giocatori del Liverpool sono pronti a vivere un’altra stagione da protagonisti, rinnovando il duello con il Manchester City.

Per quanto riguarda il mercato la squadra di Klopp non è cambiata molto: gli unici a lasciare Liverpool sono stati giocatori che erano a margine del progetto o vedevano il campo molto raramente. Daniel Sturridge si è svincolato, così come Alberto Moreno. Sono stati ceduti anche Rafael Camacho allo Sporting Lisbona, Danny Ings al Southampton e il portiere Simon Mignolet al Club Bruges, operazioni che hanno consentito di guadagnare circa 30 milioni di sterline. Le aggiunte alla squadra sono state appena tre: due giovani come il difensore centrale Sepp Van den Berg (classe 2001 prelevato dal PEC Zwolle) e l’ala Harvey Elliott (2003 arrivato dal Fulham), oltre al portiere di riserva spagnolo Adrian, acquisito dopo il termine del suo contratto con il West Ham.

La filosofia di Klopp è abbastanza chiara, ossia cercare di mantenere l’alchimia che in queste due stagioni ha fatto del suo Liverpool una macchina quasi perfetta. In porta c’è una sicurezza come l’ex romanista Alisson che oltre ad essere un felino tra i pali è molto bravo con i piedi, quindi dà un enorme contributo nell’organizzazione della manovra dal basso. Sulle fasce ci sono due terzini di spinta come Trent-Alexander Arnold (abilissimo anche nei calci piazzati) e lo scozzese Andrew Robertson.

Il cuore della difesa è blindato dalla presenza di un calciatore di statura (non soltanto fisica) mondiale come Virgil Van Dijk, uno che la scorsa stagione è stato dribblato appena un paio di volte e che spessissimo è in grado di far male con i suoi colpi di testa sugli sviluppi di calci piazzati. Accanto a lui un centrale affidabile come Joe Gomez.

Anche il centrocampo è un reparto brillante con giocatori di quantità e qualità come Fabinho, Wijnaldum ed Henderson, e all’occorrenza un ‘sempreverde’ come Milner.

L’attacco però è il vero pezzo forte dei Reds: in questa zona del campo Klopp può contare sulla velocità di due schegge come Momo Salah e Sadio Mané (due che corrono ma segnano anche tantissimo) e sull’astuzia di giocatori come Roberto Firmino e Divock Origi (a segno nella memorabile semifinale con cui il Liverpool ribaltò il risultato con il Barcellona e poi nella finale con il Tottenham). Con una squadra del genere si può puntare al titolo inglese che manca ormai dalla stagione 1989-1990, anche in virtù della partenza sprint in campionato che vede la squadra di Klopp a punteggio pieno dopo 4 giornate.