Scozia Mondiali 2026

I convocati della Scozia per i Mondiali 2026: le scelte del ct Steve Clarke

Dopo 28 anni di assenza torna protagonista dei Mondiali la Nazionale di calcio della Scozia. La Tartan Army, così soprannominata, mancava infatti da un torneo mondiale dal 1998, organizzato in Francia, e quella del 2026 sarà la nona presenza totale nella storia della nazionale ai Mondiali. Un traguardo atteso da generazioni di tifosi e ottenuto in modo spettacolare. Nel torneo organizzato in Canada, Messico e Stati Uniti, e in programma dall'11 giugno al 19 luglio 2026 la nazionale della Gran Bretagna è stata inserita nel Gruppo C insieme al Brasile, al Marocco e ad Haiti.

Delle 48 squadre partecipanti ai Mondiali 2026 la rappresentativa scozzese non è certo tra quelle prese maggiormente in considerazione per la vittoria finale, stando alle quote e ai pronostici Mondiali presenti su Eurobet ma conoscendo lo spirito combattivo del popolo scozzese ci sarà sicuramente da divertirsi.

La considerazione nelle quote scommesse dei Mondiali e nelle indicazioni delle scommesse vincente dei Mondiali è dettata, infatti, anche dal percorso di qualificazione. Un traguardo arrivato in modo rocambolesco e indimenticabile nel girone europeo composto anche da Danimarca, Grecia e Bielorussia. Nella penultima partita, la Scozia perse a sorpresa contro la Grecia già eliminata, sembrando compromettere il proprio cammino. Nella decisiva ultima giornata però, i danesi pareggiarono inaspettatamente contro la Bielorussia, riaprendo i giochi, e la Scozia ne approfittò battendo la Danimarca per 4-2, con due gol segnati dopo il novantesimo minuto in una partita di grandissima intensità emotiva. Il commissario tecnico Steve Clarke, alla guida della nazionale dal 2019, ha costruito in anni di lavoro una squadra solida, coesa e dotata di qualità tecnica senza precedenti nella storia recente del calcio scozzese.

Il punto di forza principale della Scozia 2026 è il centrocampo, con due giocatori del Napoli come protagonisti assoluti: Scott McTominay, nato a Lancaster ma naturalizzato scozzese nel 2018 e già candidato alla qualificazione con i suoi gol nelle qualificazioni, e Billy Gilmour, talento puro che ha trovato la sua dimensione in Serie A. Al loro fianco agisce solitamente John McGinn dell'Aston Villa, vice-capitano e leader dello spogliatoio. In difesa il punto di riferimento è il capitano Andy Robertson del Liverpool, uno dei migliori terzini sinistri del mondo.

La Scozia 2026 è una squadra con una caratteristica peculiare: ben 13 giocatori in rosa contano più di 30 presenze in nazionale, segno di una coesione e di un'alchimia collettiva costruita con pazienza e continuità. Clarke ha sempre privilegiato il gruppo consolidato rispetto alle singole stelle, e i risultati gli hanno dato ragione. Analizzando il calendario dei Mondiali, si può osservare come l’esordio della Scozia avverrà il 14 giugno 2026 contro Haiti a Boston, per poi passare alla gara contro il Marocco del 20 giugno e infine quella contro il Brasile a Miami il 25 giugno nell'ultima partita del girone.

Convocati Scozia Mondiali 2026: la rosa della Tartan Army

Clarke ha scelto i 26 uomini che guiderà in Canada, Messico e Stati Uniti, con pochi dubbi rispetto alle attese. In porta il titolare è Angus Gunn (Nottingham Forest), insieme a Liam Kelly (Rangers) e Craig Gordon (Heart of Midlothian FC).

Il reparto difensivo è di grande affidabilità. Come centrali Clarke ha puntato su Grant Hanley (Hibernian FC), John Souttar (Rangers FC) e Jack Hendry (Al Ettifaq FC), con Dominic Hyam (Wrexham AFC) e Scott McKenna (GNK Dinamo Zagreb) come alternative. Sulle fasce il capitano Andy Robertson (Liverpool FC) è inamovibile a sinistra insieme a Kieran Tierney (Celtic FC), mentre a destra Aaron Hickey (Brentford FC), Nathan Patterson (Everton FC) e Anthony Ralston (Celtic FC) si contendono il posto.

Il cuore pulsante della squadra a centrocampo è Scott McTominay (SSC Napoli), affiancato da John McGinn (Aston Villa FC) come leader dello spogliatoio. Chance di titolarità anche per Findlay Curtis (Kilmarnock FC) e Ben Gannon-Doak (AFC Bournemouth). Completano il reparto, Ryan Christie (AFC Bournemouth), Tyler Fletcher (Manchester United) Lewis Ferguson (Bologna FC) e Kenny McLean (Norwich City FC).

In attacco Clarke ha convocato Lawrence Shankland (Heart of Midlothian FC) come prima punta di riferimento, con Lyndon Dykes (Charlton Athletic FC) e Che Adams (Torino FC) come alternative di peso. La lista si completa con Ross Stewart (Southampton FC) e George Hirst (Ipswich Town FC).

Formazione tipo Scozia ai Mondiali 2026

Tra i pali il titolare è Angus Gunn. La difesa a quattro ha visto Grant Hanley e John Souttar come centrali, con Andy Robertson a sinistra e Aaron Hickey o Nathan Patterson a destra come terzini. A centrocampo McTominay è il mezzala di inserimento e gol, McGinn la mezzala di quantità e Christie il regista. In attacco la prima punta è Lawrence Shankland, affiancato da Che Adams e da uno tra Lyndon Dykes e Ben Gannon-Doak sulle fasce.

Probabile formazione Scozia

Scozia (4-3-3): Gunn; Hickey, Souttar, Hanley, Robertson; Christie, McTominay, McGinn; Gannon-Doak, Shankland, Adams. CT: Clarke.

Scozia ai Mondiali: palmares e statistiche

La Nazionale di calcio della Scozia, una delle più antiche del mondo insieme all'Inghilterra (le due nazioni disputarono la prima partita internazionale ufficiale della storia nel 1872), vanta una storia ai Mondiali fatta di partecipazioni frequenti ma sempre segnate da un filo di sfortuna. Con la presenza del 2026, la Scozia raggiungerà quota nove partecipazioni totali alla fase finale del torneo.

La Scozia esordì ai Mondiali nel 1954 in Svizzera, ma fu la partecipazione al 1974 in Germania Ovest a restare impressa nella memoria collettiva: i britannici uscirono al primo turno pur essendo imbattuti (due pareggi e una vittoria), eliminati per differenza reti. Da quella delusione in poi, la Scozia partecipò a cinque edizioni consecutive dal 1974 al 1990, uscendo sempre nella fase a gironi e spesso in modo drammatico: nel 1978 in Argentina arrivò al torneo tra le favorite di casa propria e deluse clamorosamente, mentre nel 1982 e nel 1986 fu eliminata per la differenza reti nonostante le vittorie. Nel 1990 in Italia arrivò terza nel proprio girone alle spalle di Brasile e Costa Rica, e nell'ultima partecipazione del 1998 in Francia uscì battuta al primo turno da Brasile e Marocco.