Chi sono i ciclisti favoriti per la vittoria del Tour de France 2026? Per conoscere gli atleti con le maggiori possibilità di successo nella più nota e prestigiosa manifestazione ciclistica al mondo, può tornare molto utile consultare le informazioni e i pronostici che si basano sulle quote scommesse sul ciclismo. Le quote vincente del Tour de France 2026 disponibili su Eurobet aiutano ad avere un quadro chiaro dei favoriti.
Alla vigilia della Grande Boucle, che scatterà il 4 luglio da Barcellona e si concluderà il 26 luglio a Parigi dopo 21 tappe e due cronometro individuali, il principale candidato alla conquista della maglia gialla è Tadej Pogačar, proposto a una quota di appena 1.20. Lo sloveno della UAE Team Emirates-XRG, già vincitore di diverse classiche monumento nel corso della stagione e grande dominatore del ciclismo mondiale degli ultimi anni, parte nettamente davanti a tutti nei pronostici sul Tour de France, così come da anni è grande protagonista dei pronostici del ciclismo. Il principale rivale di Pogačar è Jonas Vingegaard, offerto a 5.00. Il danese della Visma-Lease a Bike, fresco vincitore del Giro d'Italia 2026, è l'unico che sulla carta sembra poter impensierire il campione sloveno nella lotta per la classifica generale. Più staccati gli altri pretendenti al podio: il francese Paul Seixas vale 13.00 volte la posta, mentre il campione olimpico Remco Evenepoel è bancato a 26.00.
Tra gli outsider figurano Florian Lipowitz e Isaac Del Toro, entrambi proposti a 31.00, con Juan Ayuso a 51.00. Quote più elevate per Tobias Halland Johannessen, indicato a 101.00, e soprattutto per Thomas Pidcock, offerto a 201.00. A 301.00 troviamo invece Antonio Tiberi, Cian Uijtdebroeks, Derek Gee, Lenny Martinez, Mattias Skjelmose, Thymen Arensman e Richard Carapaz, mentre salgono a 501.00 le quote di Kévin Vauquelin, Matteo Jorgenson, Lennert Van Eetvelt, Egan Bernal, Adam Yates e Jai Hindley. Chiudono il quadro i corridori proposti a 1001.00, tra cui Ben Healy, Luke Plapp, Ben O'Connor, Brandon McNulty, Sepp Kuss, David Gaudu, Michael Storer, Matthew Riccitello e Ilan Van Wilder.
Il Tour de France 2026 sarà la 113ª edizione della Grande Boucle e farà parte del calendario dell'UCI World Tour 2026. La corsa scatterà sabato 4 luglio e si concluderà domenica 26 luglio, dopo tre settimane di gara e 21 tappe per un totale di 3.333 km. Per la terza volta nella storia il Grand Départ si svolgerà in Spagna, con la partenza da Barcellona, che ospiterà anche le prime due tappe della corsa, compresa una cronometro a squadre inaugurale, una novità che al Tour mancava dal 2019. La corsa si concluderà come da tradizione a Parigi, con l'arrivo sugli Champs-Élysées. Al Tour de France 2026 prenderanno parte 23 squadre, le 18 dell'UCI WorldTeams e cinque UCI ProTeams invitate dagli organizzatori, per un totale di 184 corridori al via. Inoltre, il percorso prevede cinque arrivi in salita e il ritorno dell'iconica Alpe d'Huez, che sarà affrontata addirittura in due tappe consecutive, rendendo questa edizione una delle più impegnative degli ultimi anni.
Per piazzare il proprio pronostico e scommettere con le quote sul Tour de France 2026 può essere utile consultare il calendario delle tappe della corsa francese, la distanza e la tipologia di percorso che dovranno affrontare i ciclisti. Il Tour 2026 prevede 21 tappe, con 7 frazioni pianeggianti, 4 collinari, 8 di montagna, una cronometro individuale e una cronometro a squadre, oltre a cinque arrivi in salita e il doppio passaggio sull'iconica Alpe d'Huez nel weekend conclusivo.
Tappa |
Data |
Percorso |
Distanza |
Tipologia |
1 |
4 luglio |
Barcellona > Barcellona |
19,4 km |
Cronometro a squadre |
2 |
5 luglio |
Tarragona > Barcellona |
168,5 km |
Collinare |
3 |
6 luglio |
Granollers > Les Angles |
196,2 km |
Montagna |
4 |
7 luglio |
Carcassonne > Foix |
181,9 km |
Collinare |
5 |
8 luglio |
Lannemezan > Pau |
158,3 km |
Pianeggiante |
6 |
9 luglio |
Pau > Gavarnie-Gèdre |
186,2 km |
Montagna |
7 |
10 luglio |
Hagetmau > Bordeaux |
175,1 km |
Pianeggiante |
8 |
11 luglio |
Périgueux > Bergerac |
180,4 km |
Pianeggiante |
9 |
12 luglio |
Malemort > Ussel |
185,5 km |
Collinare |
|
13 luglio |
Riposo |
|
|
10 |
14 luglio |
Aurillac > Le Lioran |
166,6 km |
Collinare |
11 |
15 luglio |
Vichy > Nevers |
161,3 km |
Pianeggiante |
12 |
16 luglio |
Magny-Cours > Chalon-sur-Saône |
179,1 km |
Pianeggiante |
13 |
17 luglio |
Dole > Belfort |
205,8 km |
Collinare |
14 |
18 luglio |
Mulhouse > Le Markstein |
155,3 km |
Montagna |
15 |
19 luglio |
Champagnole > Plateau de Solaison |
183,9 km |
Montagna |
|
20 luglio |
Riposo |
|
|
16 |
21 luglio |
Sallanches > Megève |
26,0 km |
Cronometro individuale |
17 |
22 luglio |
Saint-Jean-de-Maurienne > Orcières-Merlette |
169,3 km |
Montagna |
18 |
23 luglio |
Vif > Col de la Croix de Fer |
171,3 km |
Montagna |
19 |
24 luglio |
Grenoble > Alpe d'Huez |
130,4 km |
Montagna |
20 |
25 luglio |
Bourg-d'Oisans > Alpe d'Huez |
109,7 km |
Montagna |
21 |
26 luglio |
Mantes-la-Ville > Parigi (Champs-Élysées) |
132,3 km |
Pianeggiante |
Il Tour de France (in italiano Giro di Francia) è uno dei tre Grandi Giri maschili di ciclismo su strada nonché uno tra i più importanti eventi sportivi al mondo. Chiamato anche Tour o Grande Boucle, questa competizione che fa parte oggi del calendario professionistico UCI World Tour è considerato l'evento ciclistico più importante dell'anno.
Dal 1903 la corsa si è svolta ogni anno (risultando il più antico tra i Grandi Giri) tranne nei periodi della I e della II Guerra Mondiale. Solitamente il Tour si svolge interamente durante il mese di luglio, nell'arco di circa tre settimane e su un percorso ogni volta diverso che attraversa la Francia e i Paesi confinanti. Il luogo di partenza è diverso in ogni edizione mentre da molti anni il Giro si conclude a Parigi, sugli Champs-Élysées. Nel 2021 la corsa a tappe prenderà il via a fine giugno.
La prima edizione del Tour de France ebbe inizio precisamente il 1° luglio 1903, con la tappa Parigi-Lione vinta da Maurice Garin, che mantenne la testa della corsa per le restanti 5 tappe, consacrandosi il primo vincitore del Tour della storia.
L’idea della nascita della gara si deve a un giovane giornalista che si occupava di ciclismo, Géo Lefèvre, del quotidiano l’Auto-Vélo, che propose l’organizzazione di una corsa a tappe di ciclismo che attraversasse tutta la Francia. Il giornale veniva stampato su carta gialla, e da questo particolare nasce il colore della maglia che contraddistingue il corridore primo in classifica generale, che viene detta “maglia gialla” (analogamente a quanto avviene per la “maglia rosa” nel Giro d’Italia, dove il colore si deve alla Gazzetta dello Sport).
Diversi storici francesi sostengono che le origini del Tour de France siano fortemente segnate dal contesto politico dell’epoca, nello specifico al celebre affare Dreyfus (un ufficiale accusato di aver venduto segreti militari alla Germania). L’opinione pubblica allora si divise in innocentisti e colpevolisti. All’epoca, il maggiore quotidiano sportivo francese era Le Vélo. Il giornale vendeva 80mila copie al giorno, l’editore, Pierre Giffard, riteneva Dreyfus innocente e i suoi principali sponsor non apprezzarono.
Perciò nel 1900 una coalizione dinti-Dreyfusards finanziò Henri Desgrange che creò un quotidiano sportivo rivale, L’Auto-Vélo. Poiché Le Vélo veniva pubblicato su carta verde, Desgrange fece pubblicare il suo su carta gialla.
L’Auto-Vélo, tuttavia, non ebbe il successo sperato e fu così che per trovare una soluzione alla crisi e alle scarse vendite del giornale fu indetta una riunione, il 20 novembre 1902, nella sede del giornale a Montmartre, Parigi. L’ultimo a prendere la parola fu il giornalista che si occupava di ciclismo, un 26enne chiamato Géo Lefèvre, il quale suggerì una gara di 6 giorni di ciclismo, da disputare in tutta la Francia. All’epoca le gare di ciclismo costituivano un ottimo espediente per vendere più giornali, ma nessun evento della lunghezza che Lefèvre aveva suggerito era mai stato organizzato. Fu quella la prima edizione del Tour.
L’operazione riuscì, tant’è che il principale competitor, Le Vélo, fu costretto a chiudere nel 1904. L’Auto-Vélo ha organizzato il Tour dal 1903 al 1940 e proprio nel mese di luglio i dati delle vendite registravano un’impennata. Dopo la II Guerra Mondiale, precisamente dal 1947 al 1965, il Giro di Francia passò sotto la gestione dei quotidiani L’Équipe e Le Parisien libéré. L’Amaury Sport Organisation, che oggi gestisce corse importanti come la Vuelta di Spagna, la Paris-Roubaix e la Liegi-Bastogne-Liegi, assunse il controllo del Tour a partire dal 1965. L’A.S.O. fa parte del Gruppo Amaury, che controlla anche L’Équipe (erede proprio dello storico L’Auto).
Nel corso di circa 120 anni di storia del Tour de France c’è stata una grande alternanza di trionfi, imprese epiche e brutte pagine, ad esempio alcuni casi di doping e il decesso di un atleta. Il campione Tom Simpson perse la vita proprio mentre correva una tappa del Giro di Francia, nel 1967 (si tratta del primo caso di doping accertato alla Grande Boucle). Come per il Giro d’Italia, la corsa ha una svolta nelle tappe di montagna. Per gli appassionati di ciclismo alcune salite del Tour sono diventate leggendarie. Vale la pena menzionare il colle del Tourmalet (2.114 metri di altitudine, Pirenei), il Colle del Galibier (2.645 metri, nelle Alpi) e il Mont Ventoux (1.909 metri, in Provenza). Dal 1975 l’ultima tappa del Tour si conclude a Parigi, nello straordinario scenario degli Champs-Elysées, per la gioia di turisti e residenti parigini che accorrono in massa.
A detenere il maggior numero di edizioni vinte del Tour de France sono i francesi, con 36 vittorie complessive. Dopo i francesi ci sono i belgi con 18 successi, e spagnoli a quota 12. L’Italia vanta 10 vittorie, seguita dal Regno Unito a quota 6. Poi troviamo il Lussemburgo a 5, la Slovenia a 4, gli Stati Uniti e la Danimarca a 3; Paesi Bassi e Svizzera vantano 2 edizioni vinte ciascuno, mentre a quota 1 ci sono Australia, Colombia, Germania e Irlanda.
Quattro corridori hanno ottenuto cinque vittorie nella storia del Tour de France: Jacques Anquetil (1957, 1961, 1962, 1963 e 1964); Eddy Merckx (1969, 1970, 1971, 1972 e 1974); Bernard Hinault (1978, 1979, 1981, 1982 e 1985) e Miguel Indurain nel 1991, 1992, 1993, 1994 e 1995 (l'unico a vincere in cinque anni consecutivi).
Ci sono poi Chris Froome (2013, 2015, 2016 e 2017) e Tadej Pogačar (2020, 2021, 2024 e 2025) che hanno vinto quattro edizioni del Tour ciascuno, e tre corridori che hanno ottenuto tre successi: Philippe Thys (1913, 1914 e 1920), Louison Bobet (1953, 1954 e 1955), Greg LeMond (1986, 1989 e 1990).
Il più giovane vincitore del Tour de France è il francese Henri Cornet, che trionfò nell'edizione 1904 all’età di 19 anni. Il meno giovane ad essersi imposto al Tour è invece il belga Firmin Lambot, trionfatore nel 1922 a 36 anni. Gino Bartali detiene il record del tempo trascorso tra due vittorie, avendo vinto per la prima volta nel 1938 e successivamente nel 1948, a dieci anni di distanza.
Per quanto riguarda l’albo d’oro recente del Tour de France vale la pena segnalare i quattro successi nel 2013, 2015, 2016 e 2017 del britannico Chris Froome e dello sloveno Tadej Pogačar, che dopo aver vinto nel 2020, 2021 - interrotto solo dal back-to-back di Jonas Vingegaard nel 2022 e 2023 - nel 2024 è tornato a vincere e si è ripetuto anche nel 2025. L’ultimo italiano a vincere la Grande Boucle è stato Vincenzo Nibali, nel 2014.
Anno Ciclista Nazionalità
2016 Chris Froome Gran Bretagna
2017 Chris Froome Gran Bretagna
2018 Geraint Thomas Gran Bretagna
2019 Egan Bernal Colombia
2020 Tadej Pogačar Slovenia
2021 Tadej Pogačar Slovenia
2022 Jonas Vingegaard Danimarca
2023 Jonas Vingegaard Danimarca
2024 Tadej Pogačar Slovenia
2025 Tadej Pogačar Slovenia