quote scommesse Inter - Barcellona

Quote Inter-Barcellona: le migliori scommesse

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Martedì 10 dicembre a San Siro ci sarà Inter-Barcellona, gara valevole per la sesta e ultima giornata di Champions League. Mentre per il Barcellona, già qualificato agli ottavi di finale con due turni di anticipo, sarà una partita dal risultato ininfluente, per l'Inter questo match avrà un'importanza cruciale e questo aspetto condiziona significativamente le scommesse Inter-Barcellona. I nerazzurri devono vincere o pareggiare per essere certi della qualificazione, questo perché il Borussia Dortmund ha gli stessi punti in classifica ma ha la peggio negli scontri diretti (per numero di goal segnati). Consultando le quote Inter-Barcellona di Eurobet si può notare come l'1 della squadra di Conte, nonostante l'avversario di grandissima levatura, sia proposto a 1,67. Un'offerta abbastanza più bassa rispetto al 2 dei catalani, pagato a 4,75, ancora di più del pareggio che potrebbe anche andar bene all'Inter (in virtù del maggior numero di reti segnate negli scontri diretti con il Borussia). Per quanto riguarda le scommesse Inter-Barcellona giocate sui goal appare assai probabile il segno over 2,5, quotato a 1,55. Molte possibilità anche per il goal-goal, quotato a 1,57.

 

Precedenti Inter-Barcellona

Inter e Barcellona si sono incrociate spesso in Champions League. Nella stagione 2018-2019, le due squadre furono sorteggiate nello stesso girone proprio come nell'edizione di quest'anno. Nella gara d'andata giocata al Camp Nou il 24 ottobre 2018, i nerazzurri furono sconfitti 2-0 con le reti di Rafinha (fino a qualche mese prima in prestito all'Inter) e Jordi Alba. Nella partita di ritorno, giocata a San Siro il 6 novembre 2018 al goal di Malcom rispose Icardi fissando il punteggio sull'1-1.

Nell'edizione della Champions League in corso la partita d'andata si è giocata lo scorso 2 ottobre e ha visto nuovamente prevalere gli spagnoli grazie a una doppietta di Luis Suarez, nonostante a passare in vantaggio fossero stati i nerazzurri con un goal in avvio di Lautaro Martinez.

Le sfide tra Inter e Barcellona rimaste nel cuore dei tifosi e degli appassionati nerazzurri, tuttavia, quelle della semifinale di Champions League 2009-2010: in quell’occasione la formazione allenata da Mourinho – che poi avrebbe centrato il leggendario triplete – s’impose con un secco 3-1 a San Siro (vantaggio illusorio di Pedro, poi le reti di Snejider, Maicon e Milito) e perse 1-0 al Camp Nou (goal inutile di Piqué) guadagnandosi l’accesso alla finalissima di Madrid contro il Bayern Monaco poi vinta 2-0 grazie alla doppietta di Milito.

Nell’edizione precedente a quella del Triplete, Barcellona e Inter si erano già incontrate nella fase a girone: la partita d’andata a San Siro finì con uno 0-0, mentre al ritorno i catalani vinsero al Camp Nou con un secco 2-0 (goal di Piqué e Pedro). In quell’occasione entrambe le squadre staccarono il pass per gli ottavi di finale: il Barcellona si qualificò al primo posto, l’Inter al secondo. Con la stessa dinamica finì anche nel 2003: Barcellona primo, Inter seconda. 3-0 al Camp Nou (goal di Saviola, Cocu e Kluivert), 0-0 nella gara di ritorno a San Siro. 

Inter

L’Inter è tornata stabilmente nell'Europa che conta con due qualificazioni consecutive alla Champions League ai danni della Lazio. Ormai il club è rientrato nel novero delle big europee e ha trovato una guida perfetta in Antonio Conte, l’uomo ideale per dare forma e sostanza agli ambiziosi piani della società nerazzurra e trasformare in oro il lavoro svolto dai suoi predecessori. L'ex tecnico della Juventus ha preso il posto di Luciano Spalletti nonostante quest’ultimo avesse raggiunto tutti gli obiettivi stabiliti dall’Inter. Insomma, uno smacco non indifferente, ma anche una responsabilità in più per Conte, che è praticamente chiamato in maniera non troppo velata a concorrere soprattutto per lo scudetto. Come se non bastasse, un altro elemento chiave nella ristrutturazione societaria e tecnica della società è stato l'ingresso nei quadri dirigenziali di Beppe Marotta, fautore dei successi della Juve insieme all’ex collaboratore Paratici. Il contributo del nuovo dirigente nerazzurro, affiancatosi al direttore sportivo Ausilio, è stato determinante nell'alzare il livello delle operazioni di mercato interiste e a risolvere la grana del caso Icardi, finito al Paris Saint-Germain.

Appena arrivato ad Appiano Gentile, Antonio Conte ha messo immediatamente le cose in chiaro con dirigenza e squadra, indicando i calciatori che non avrebbero fatto parte del suo progetto, sia per scelta tecnica sia per motivi disciplinari. Via Radja Nainggolan, ceduto al Cagliari, Ivan Perisic, venduto al Bayern Monaco, e soprattutto il succitato Mauro Icardi. L’ex capitano era già fuori dai piani di Spalletti ed era stato reintegrato fino al termine del campionato scorso, ma tutto lasciava presagire a un addio a fine stagione. L’arrivo di Antonio Conte, in seguito, ha messo fine a ogni speranza di continuare a vestire nerazzurro per Icardi. 

Dopo un braccio di ferro durato tutta l’estate, in cui non sono mancati momenti di tensione tra cause per mobbing e richieste di danni, il centravanti nato a Rosario si è convinto a lasciare Milano dopo 7 stagioni in cui ha realizzato 124 gol. La cessione di Icardi si è sbloccata soltanto l’ultimo giorno di mercato: alla fine è prevalsa la linea dell’Inter che è riuscita a far rinnovare il contratto all’argentino nonostante la cessione in prestito con diritto di riscatto al Paris Saint-Germain. I francesi potranno optare per l’acquisto al termine del campionato, ma anche se non dovessero esercitare questa opzione, l’Inter non rischia di perdere Icardi senza un adeguato ritorno economico. Una mossa astuta, che è riuscita ad accontentare anche Wanda Nara, moglie-agente del bomber.

Venendo al mercato in entrata, una delle prime trattative concretizzate dai nerazzurri è stata quella che ha portato a Milano Diego Godin, difensore dell’Atletico Madrid e capitano della nazionale uruguaiana, prelevato a parametro zero. Il difensore rappresenta forse l’unico grande elemento di esperienza internazionale dell’intera rosa attuale del Football Club Internazionale Milano. Sulle fasce sono arrivati infatti Valentino Lazaro, dall’Herta Berlino, e Cristiano Biraghi, prodotto del vivaio interista, riacquistato dalla Fiorentina. 

A centrocampo sono arrivate due grandi speranze per il calcio italiano come Nicolò Barella e Stefano Sensi, prelevati rispettivamente da Cagliari e Sassuolo, entrambi perni della Nazionale azzurra di Mancini. Gli acquisti più importanti, tuttavia, si sono registrati in attacco dove sono stati acquistati due top player come Romelu Lukaku e Alexis Sanchez, entrambi prelevati dal Manchester United.

Dopo quattordici giornate di campionato i nerazzurri sono al primo posto in classifica e hanno perso solo nello scontro diretto con la Juventus. In Champions League, invece, la squadra di Conte ha avuto un cammino un po' più tortuoso ma è ancora in corsa per la qualificazione agli ottavi.

La squadra di Conte avrà bisogno di fare gli stessi punti del Borussia Dortmund. In caso di arrivo a pari punti con i tedeschi, infatti, i nerazzurri vantano una miglior differenza reti nello scontro diretto. Se il Borussia Dortmund dovesse battere lo Slavia Praga, l’Inter avrà bisogno di battere il Barcellona, in caso di pareggio basterà un pareggio ai nerazzurri, che in caso di sconfitta dei tedeschi potranno permettersi anche di perdere. Tutto è ancora nelle mani degli uomini di Conte.

Barcellona

Laureatosi campione di Spagna per la 26ª volta nella propria storia nello scorso campionato, il Barcellona si è proiettato nella nuova stagione con la consueta voglia di vincere tutto e primeggiare. Il club è alla sua terza annata agli ordini di Ernesto Valverde, assunto nel 2017.

In estate il sodalizio catalano si è rinforzato con una campagna acquisti di rilievo. La cifra più alta è stata spesa per attivare la clausola rescissoria di Antoine Griezmann, asso dell'Atletico Madrid pagato 'appena' 120 milioni di euro (un'operazione che ha creato non poche frizioni con i colchoneros). Il secondo acquisto più costoso è stato quello di Frankie De Jong dall'Ajax: il metronomo olandese, che era stato bloccato dai catalani nel mercato di gennaio, è stato pagato 75 milioni di euro. Ceduto l'olandese Jesper Cillesen al Valencia per 35 milioni di euro, il Barça ne ha spesi 26 per far fare il percorso inverso al portiere brasiliano Neto (ex Fiorentina e Juventus). Altre cifre importanti sono state spese per acquistare due difensori, Junior Firpo, ispano-dominicano dal Betis Siviglia, e il brasiliano Emerson (poi venduto proprio al Betis nell'ambito di questa operazione) dall'Atletico Mineiro. I blaugrana, inoltre, hanno attivato la clausola di recompra per Marc Cucurella, difensore che era stato acquistato dall'Eibar, poi prestato al Getafe.

Sul fronte delle cessioni, la più remunerativa è stata quella di Malcom, venduto per 40 milioni di euro ai russi dello Zenit San Pietroburgo. L'Everton ha pagato 25 milioni per riscattare il portoghese André Gomes, mentre il Celta Vigo ne ha sborsati quasi 13 per assicurarsi le prestazioni del talentuoso Denis Suarez. Infine sono stati lasciati liberi di andar via a parametro zero il difensore belga Thomas Vermaelen (accasatosi ai giapponesi del Vissel Kobe) e il difensore Douglas, finito al Besiktas.

Il Barcellona ha iniziato la stagione dovendo fare a meno del suo asso Lionel Messi per le prime quattro partite di campionato. La partenza, infatti, non è stata, delle migliori ed è coincisa con una sconfitta al debutto contro l'Athletic Bilbao. Il Barça si è subito ripreso stravincendo con il Betis, ma ha di nuovo frenato con il pari in casa dell'Osasuna. Dopo un'altra vittoria roboante col Valencia, i blaugrana sono caduti a sorpresa sul campo del Granada. Poi cinque vittorie di fila fino al nuovo inatteso k.o. con il Levante e altri tre successi che hanno proiettato la squadra di Valverde in testa alla classifica insieme al Real Madrid in attesa che venga recuperato il clasico.

Forte di un Messi che nel mese di dicembre ha vinto il sesto Pallone d'Oro della sua carriera, il Barcellona ha rapidamente messo al sicuro la qualificazione in Champions League in un girone complicato come il Gruppo F che contava avversarie di grande spessore come Borussia Dortmund e Inter. Il Barça, tuttavia, si sa è sempre la squadra da battere e infatti non ha perso neanche una partita ottenendo la certezza di un avanzamento agli ottavi di finale del torneo con ben due turni d'anticipo.