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Quote Roma-Juventus: le migliori scommesse

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Domenica 27 settembre il programma della 2ª giornata di Serie A proporrà subito un big match: allo Stadio Olimpico alle 20:45 avrà inizio la sfida Roma-Juventus. Dopo i rispettivi esordi 'soft' contro Verona e Sampdoria, i giallorossi guidati da Paulo Fonseca, e i bianconeri, laureatisi campioni per la nona volta di fila dopo aver vinto la Serie A 2019-2020, oggi allenati da Andrea Pirlo, si affronteranno in una gara che promette di regalare spettacolo. In ottica scommesse Roma-Juventus, i bookmakers ritengono che la Juventus, pur giocando in trasferta, sia la favorita per portare a casa l'intera posta in palio, non a caso il 2 è offerto con una quota più bassa rispetto all'1 della Roma. Discretamente alte le quote Roma-Juventus per il pareggio. Visto il potenziale offensivo a disposizione delle due squadre e anche considerato il trend degli ultimi incontri tra le due formazioni, non è difficile immaginare una partita che possa avere come esiti sia l'over 2,5, sia il gol-gol.  

Precedenti Roma-Juventus

Roma e Juventus si sono affrontate 172 volte nel campionato di Serie A: analizzando i precedenti risultati si evince in maniera abbastanza netta il dominio dei bianconeri, vittoriosi in 82 occasioni contro i 41 successi della Roma, mentre sono 49 le sfide finite in parità.

Se si considerano soltanto le 86 partite in casa dei giallorossi si scopre che la Roma conta più vittorie (32) rispetto alla Juve (26), mentre i pareggi sono 31. Nel confronto dei goal realizzati dalle due squadre si fa preferire la Roma con 126 reti contro le 101 realizzate dalla Juve.

L’ultimo confronto ufficiale tra le due squadre risale alla scorsa stagione all’Allianz Stadium di Torino: era il 2 agosto 2020 e la Juventus aveva già vinto il suo nono Scudetto di fila: in quella circostanza la Roma vinse in trasferta 1-3. La squadra di Fonseca, pur essendo finita sotto dopo la rete di Higuain, riuscì a ribaltare il punteggio grazie a Kalinic e a una doppietta di Perotti.

All’andata, invece, erano stati i bianconeri ad imporsi allo Stadio Olimpico con il risultato di 2-1: la Juventus, all’epoca allenata da Maurizio Sarri, aveva colpito due volte dopo appena 10 minuti dal fischio d’inizio trovando la via del gol grazie a Demiral e Cristiano Ronaldo. La Roma riuscì ad accorciare le distanze a una ventina di minuti dalla fine con un rigore di Perotti che però non fu sufficiente ad evitare la sconfitta.

Per trovare l'ultimo successo della Roma allo stadio Olimpico contro la Juventus bisogna andare indietro alla stagione 2018/2019 quando i giallorossi, allenati da Claudio Ranieri, riuscirono ad imporsi grazie alle reti di Alessandro Florenzi ed Edin Džeko.

Nel 2019/2020, Juve e Roma si sono affrontate anche ai quarti di finale di Coppa Italia a Torino: in quella circostanza s'imposero i piemontesi, vincendo 3-1 con le reti di Ronaldo, Bentancur e Bonucci, mentre la Roma trovò la rete grazie a uno sfortunato rimpallo di Buffon, che commise autorete.

Una delle sfide più combattute degli ultimi anni è stata senz’altro il 3-2 in favore della Juventus il 5 ottobre del 2014: in quell’occasione i bianconeri andarono in vantaggio con un rigore di Tevez ma furono raggiunti da un altro penalty trasformato da Totti, Iturbe poi, portò la Roma sull’1-2, ma nel recupero del primo tempo ancora Tevez dal dischetto pareggiò i conti. Nella ripresa arrivò la rete di Bonucci che fissò il risultato sul definitivo 3-2. Nelle partite tra Roma e Juve, celebre anche il 4-0 rifilato dai giallorossi ai bianconeri all’Olimpico (quello in cui Totti fece a Tudor il segno del quattro con le dita, invitandolo a tornarsene a casa).

Roma

Dopo il quinto posto della scorsa stagione che ha visto la Roma mancare l'obiettivo della qualificazione alla Champions League, centrando perlomeno l'accesso alla prossima UEFA Europa League, il club giallorosso è chiamato a disputare un'annata decisamente diversa da quella recentemente conclusa. La società capitolina ha recentemente cambiato proprietà: il 6 agosto 2020 James Pallotta, che nel 2014 aveva acquisito il controllo totale del club, ha ceduto la maggioranza delle quote a Dan Friedkin, imprenditore statunitense a capo del The Friedkin Group. Dopo 6 anni costellati da frustrazioni sportive, nessun successo e innumerevoli schermaglie con i tifosi romanisti, Pallotta ha finalmente deciso di farsi da parte passando la mano e ora l'ambiente giallorosso, con l'avvento della nuova società è libero di sognare un futuro diverso.

La nuova proprietà ha deciso di confermare la fiducia a Paulo Fonseca, protagonista di un campionato di alti e bassi ma concluso in crescendo e la cui proposta calcistica è stata apprezzata. Il tecnico portoghese, certamente, è chiamato a migliorare il risultato della scorsa stagione e in tal senso aspetta anche un aiuto concreto dal mercato. Al momento dopo l'allontanamento di Gianluca Petrachi dalla carica di direttore sportivo a giugno 2020, le trattative vengono condotte dall'amministratore delegato Guido Fienga ma presto dovrebbe arrivare un nuovo ds di ruolo per svolgere un ruolo d'importanza cruciale. Fino ad ora l'unica operazione di mercato di rilievo della Roma è stato l'acquisto di Pedro, attaccante spagnolo diventato famoso con il Barcellona, reduce da cinque stagioni con la maglia del Chelsea.

Lo spagnolo va a rinforzare una batteria di attaccanti molto forte, e dovrebbe essere schierato in coppia con Zaniolo alle spalle di Edin Džeko, ammesso che il bosniaco, cercato da Juventus e Inter resti nella capitale italiana. Un altro a fare in via di definizione è il ritorno di Chris Smalling dal Manchester United: il difensore inglese ha già vestito i colori giallorossi nella scorsa stagione, salvo poi essere richiamato alla base dai Red Devils senza poter completare la campagna di Europa League, che ha visto la Roma eliminata dal Siviglia agli ottavi di finale. La Roma segue anche l'evoluzione della vicenda di Arek Milik, attaccante polacco in rotta con il Napoli, per il quale si ipotizzava uno scambio con Cengiz Under. Interessa anche il giovane difensore argentino dell'Atletico Madrid Nehuen Perez. Sul fronte cessioni sono stati definiti gli addii di Patrick Schick e Mert Cetin, finiti al Bayer Leverkuse e al Verona. Zappacosta è tornato al Chelsea e Defrel è stato riscattato dal Sassuolo, così come Gonalons dal Granada. A breve dovrebbe essere definita anche la cessione in prestito di Rick Karsdorp all'Atalanta.

Juventus

Dopo essersi laureata campione d'Italia per la nona stagione di fila la Juventus ha sorprendentemente scelto di operare un altro cambio in panchina interrompendo dopo una sola stagione il rapporto lavorativo con Maurizio Sarri, tecnico che la scorsa estate aveva preso il posto di Massimiliano Allegri, artefice degli ultimi cinque scudetti bianconeri. La vittoria del titolo nazionale non è stata sufficiente per l’ex allenatore di Napoli e Chelsea: per l’ex bancario è stata fatale l’eliminazione agli ottavi di finale di Champions League, patita per mano del Lione nonostante la vittoria nella sfida di ritorno (con il 2-2- complessivo del doppio confronto sono passati i francesi in virtù del gol in trasferta).

La grande delusione in Champions, che era il vero obiettivo di una squadra che in Italia domina da ormai un decennio, si è sommata alla sconfitta in Coppa Italia, avvenuta ai rigori proprio contro il Napoli qualche settimana prima. Andrea Agnelli, che aveva accettato con molta titubanza l’ex tecnico dei partenopei, fortemente caldeggiato da Fabio Paratici e Pavel Nedved, ha ripreso in mano le redini della situazione e ha optato per una decisione forte, procedendo all’esonero il giorno successivo all’eliminazione dalla Champions League. Per rimpiazzare Sarri, la Juventus ha scelto la via della soluzione interna, optando per una vera e propria scommessa: Agnelli ha voluto puntare su Andrea Pirlo, tecnico all’inizio del suo percorso che era stato scelto inizialmente per guidare la Juve Under 23 in Serie C (la panchina dei giovani è stata poi affidata a Lamberto Zauli), credendo possa essere un predestinato anche nel ruolo di guida della prima squadra. Neanche a dirlo, la curiosità intorno al nuovo allenatore della Juve, un profilo di fama mondiale ai tempi in cui era ancora un calciatore è altissima: in molti, infatti, si chiedono se il bresciano riuscirà a replicare anche da tecnico la sua sfavillante carriera da giocatore.

Sul mercato fino ad ora, la Vecchia Signora non è stata a guardare: negli ultimi mesi della scorsa stagione Paratici ha perfezionato lo scambio Arthur-Pjanic con il Barcellona, il brasiliano ha così preso la via di Torino, mentre il bosniaco dopo cinque stagioni in bianconero ha raggiunto la catalogna. A gennaio, invece, era stata definita l’operazione che ha portato alla Juve Dejan Kulusevski, talento svedese di origini macedoni, acquistato dall’Atalanta dopo essersi messo in luce con la maglia del Parma: il classe 2000 è reduce da una stagione strepitosa al debutto nella massima serie, concluso con 10 gol e 9 assist, non a caso è stato pagato la bellezza di 40 milioni di euro. A centrocampo va registrato anche un altro innesto, di profilo minore, ma che potrebbe rivelarsi un elemento utile: parliamo di Weston McKennie, primo calciatore nordamericano della storia della Juve, acquisito in prestito con diritto di riscatto dallo Schalke 04, che prenderà il posto di Blaise Matuidi, finito all’Inter Miami in MLS.