Quote Juventus-Genoa: le migliori scommesse

Juventus e Genoa si affronteranno all'Allianz Stadium di Torino martedì 30 ottobre 2019 nella gara infrasettimanale valevole per il decimo turno di Serie A. Per questa sfida, l'orientamento delle quote Juventus-Genoa è prevedibilmente a favore della Vecchia Signora, la cui vittoria sembra una questione davvero scontata.  Per le scommesse Juventus-Genoa, l’1 è offerto appena a 1,28, mentre il 2 dei liguri paga una posta di 12,00 volte la puntata iniziale. L'eventuale finale in parità, invece, è quotato a 5,00. A giudicare dalle quote Juventus-Genoa è facile ritenere che possa trattarsi di una gara da over 2,5 (visto l'attacco stellare della Juve e la difesa colabrodo dei rossoblu), tuttavia, il segno no-goal a 1,70 ha una quota più bassa rispetto al goal-goal, quotato invece a 2,10.

Precedenti Juventus-Genoa

Juventus e Genoa contano 118 precedenti totali nella storia del campionato di Serie A. I bianconeri sono in netto vantaggio nel testa a testa con 70 incontri vinti, contro i 24 successi del Genoa e 24 pareggi. I bianconeri sono avanti in maniera significativa anche nel numero di goal messi a segno: 244 contro i 126 dei rossoblu. Se si guarda alle sfide giocate in casa della Juventus, il bilancio a favore dei piemontesi è ancor più schiacciante: in 59 partite a Torino la Juve ha vinto 45 volte; in 11 occasioni è finita in parità, mentre le vittorie del Genoa sono soltanto 3.

Eppure l’ultima volta che le due squadre si sono incontrate a sorridere è stato il Grifone: era il 17 marzo 2019 e a Marassi i liguri si imposero con un secco 2-0 infliggendo alla Juventus la sua prima sconfitta in stagione: a segno l’ex Sturaro e Goran Pandev. I bianconeri non erano riusciti a vincere neanche all’andata, giocata il 20 ottobre 2018 a Torino: in quell’occasione al goal di Cristiano Ronaldo nel primo tempo rispose la rete dell’italo-brasiliano Bessa nella ripresa.

Per trovare l’ultima vittoria del Genoa in casa della Juventus bisogna riavvolgere il nastro fino alla stagione 1990-1991: era il 20 gennaio 1991, si giocava allo stadio Delle Alpi e i rossoblu s’imposero con il risultato di 0-1 grazie alla rete messa a segno da Tomas Skuhravy.

Juventus

La Juventus che si appresta a disputare la nuova stagione è avvolta da un misto di curiosità e scetticismo. Dopo essersi laureata campione d'Italia per l'ottava stagione di fila la Vecchia Signora ha scelto di cambiare radicalmente volto interrompendo consensualmente il contratto con Massimiliano Allegri, allenatore artefice degli ultimi cinque scudetti, per ingaggiare Maurizio Sarri. La scelta è ricaduta sull’ex tecnico del Napoli, reduce da un terzo posto in Premier League e dall’Europa League vinta con il Chelsea, poiché è ritenuto come colui che può cambiare l’identità tattica dei bianconeri.

Il passaggio di consegne tra Allegri e Sarri, infatti, è il frutto di una precisa scelta della società piemontese. Nelle ultime stagioni la Juve ha dominato in Italia ma ha faticato molto a imporsi in Europa anche per via della mancanza di gioco. Il club sta dunque passando una filosofia di gioco estremamente pragmatica come quella dell'ex tecnico di Cagliari e Milan, al fraseggio elaborato di stampo sarriano, ribattezzato Sarri-ball dai giornalisti di oltremanica.

Se almeno all’inizio pareva aleggiare più di qualche perplessità su come la squadra avrebbe accolto i dettami tattici del nuovo allenatore, le prime giornate di campionato hanno evidenziato una Juve vincente sia col Parma sia col Napoli (una delle principali rivali nella lotta scudetto) e in particolare contro i partenopei si sono già visti i primi sprazzi della nuova filosofia di gioco. Ad ogni modo, a certificare la grandezza della Juventus, è stata soprattutto la vittoria in casa dell’Inter allenata dall’ex Antonio Conte, squadra che fino a quel momento era l’unica compagine imbattuta e a punteggio pieno in Serie A. La Juve in fondo può contare su campioni del calibro di Cristiano Ronaldo e altri top player in ogni settore del campo e dunque l'apprendimento dei movimenti di Sarri non sta risultando poi così problematico.

La Juve 2019-2020, ad ogni modo, non sarà una squadra diversa soltanto per via del cambio alla guida tecnica. Il calciomercato estivo, infatti, ha prodotto diversi cambiamenti nel roster bianconero. Ad esempio non fa più parte della formazione Andrea Barzagli, membro storico del trio composto insieme a Bonucci e Chiellini, conosciuto come BBC: il difensore campione del mondo con la nazionale azzurra ha appeso gli scarpini al chiodo.

Le cessioni invece hanno riguardato João Cancelo, ceduto al Manchester City (scambio con Danilo più conguaglio di 28 milioni di euro) e Moise Kean, venduto all'Everton per una cifra che con i bonus si aggira attorno ai 30 milioni di euro. Venduto anche Spinazzola, rientrato nell'affare che ha portato a Torino il romanista Luca Pellegrini (a sua volta ri-prestato al Cagliari). Il volto nuovo più importante alla Continassa è sicuramente quello di Matthjis de Ligt, prelevato per 70 milioni di euro dall'Ajax, squadra di cui era capitano e che sarà uno dei nuovi perni della difesa bianconera. Difesa che si arricchisce anche con l'innesto di Merih Demiral, promettente centrale turco prelevato dal Sassuolo.

Irrobustito anche con centimetri e tecnica il reparto di centrocampo che ha accolto due arrivi internazionali come Aron Ramsey e Adrien Rabiot, entrambi prelevati a costo zero dopo essersi svincolati rispettivamente dall'Arsenal e dal Paris Saint-Germain. A questi nomi e al sopracitato Danilo, si aggiungono due vecchie conoscenze dei bianconeri come Gigi Buffon e Gonzalo Higuain. Per l'ex portiere della Nazionale si tratta di un ritorno dopo un solo anno lontano da Torino, trascorso con la maglia del PSG, mentre per l'argentino, non riscattato dal Chelsea, si tratta di una seconda vita in bianconero, dopo l’accantonamento della scorsa stagione trascorsa a metà tra Milan e Chelsea.

Genoa

Reduce da una scorsa stagione difficile, in cui ha cambiato ben tre allenatori (Davide Ballardini, cacciato inspiegabilmente con la squadra nella parte sinistra della classifica, Ivan Juric durato appena un mese, e Cesare Prandelli) e ha conquistato la salvezza soltanto all'ultima giornata, il Genoa si è affacciato al nuovo campionato con la speranza di vivere un'annata meno travagliata.

Dopo essersi separata da Prandelli, artefice della sua salvezza, la società rossoblu ha individuato come nuovo tecnico Aurelio Andreazzoli, che nel passato campionato aveva guidato l'Empoli poi retrocesso.

Durante la sessione estiva di mercato sono arrivati diversi volti nuovi. In difesa sono stati tesserati Peter Ankersen e Pawel Jaroszynski, a titolo definitivo da Copenaghen e Chievo, oltre ai prestiti di Edoardo Goldaniga dal Sassuolo e di Antonio Barreca dal Monaco. Il rinforzo di maggiore esperienza per la retroguardia, tuttavia, è stato Cristian Zapata, preso a zero dal Milan. A centrocampo spiccano gli inserimenti di Lerager, Pajac e Saponara, ma soprattutto quelli di Sturaro e Lasse Schöne, bandiera dell'Ajax e della nazionale danese. In attacco sono stati tesserati Gümüs dal Galatasaray e Pinamonti dall'Inter.

Le cessioni principali sono state quelle di Radu e Romero, venduti a Inter e Juventus, ma entrambi rimasti in prestito per un’altra stagione a Genova. Via da svincolati sia Miguel Veloso sia Darko Lazovic, entrambi finiti all'Hellas Verona. Ceduto definitivamente Hiljemark alla Dinamo Mosca, via Romulo, in prestito al Brescia e anche Rossettini al Lecce, insieme a Lapadula (quest'ultimo in prestito con diritto di riscatto).

Il campionato si è aperto in maniera positiva con il 3-3 ottenuto in trasferta all'Olimpico contro la Roma e la successiva vittoria a Marassi contro la Fiorentina, battuta 2-1. Subito dopo la sosta, tuttavia, i grifoni hanno subito un drastico calo: il periodo negativo è cominciato con la sconfitta tra le mura amiche contro l'Atalanta (1-2) ed è proseguito con un altro tonfo, questa volta alla Sardegna Arena contro il Cagliari. Dopo aver ottenuto 1 punto in 4 partite, grazie al pari interno con il Bologna, il Genoa è andato ancora una volta pesantamente al tappeto: 4-0 all'Olimpico con la Lazio culminando questo primo periodo di difficoltà con la sonora sconfitta per 4-0 contro.

La squadra di Andreazzoli non è stata capace di reagire neanche al poker contro i biancocelesti e ha perso ancora in casa in una rocambolesca partita contro il Milan, in cui sia il tecnico dei grifoni, sia quello del Milan Giampaolo si giocavano la panchina: il Genoa ha perso anche quel match 1-2, ma paradossalmente Andreazzoli ha conservato la panchina, mentre il tecnico milanista è stato sostituito con Pioli. L'esonero dell'ex allenatore di Roma ed Empoli, tuttavia, è stato soltanto rimandato a una giornata dopo la sosta: il 5-1 subito a Parma dai crociati è stato l'ultimo atto della gestione Andreazzoli. Al suo posto una scommessa di Preziosi, Thiago Motta (pur sprovvisto di patentino UEFA Pro, abilitazione che sta conseguendo e che fino a quando non otterrà lo costringerà ad essere affiancato da un tecnico che ne è in possesso): unica esperienza come allenatore delle giovanili del PSG ma di cui si dice un gran bene. A lui l'arduo compito di provare a salvare i grifoni.