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Quote scommesse Manchester United - Manchester City

Quote Manchester United-Manchester City: scopri le migliori scommesse

In virtù dei 17 punti di differenza che dividono le due squadre nella classifica di Premier League, il derby di Manchester valevole per il recupero della 31ª giornata del campionato inglese in programma il prossimo 11 novembre 2018 all’Etihad Stadium, vede come favorito il Manchester City.

Le quote dei bookmakers per il successo degli Sky Blues, infatti, pur giocando la sfida in trasferta sono molto più basse rispetto a quelle del Manchester United. La formazione allenata da Guardiola è al secondo posto in campionato e con un’eventuale vittoria potrebbe balzare in testa alla classifica ai danni del Liverpool.  I citizens vantano inoltre il miglior attacco del torneo con 83 reti segnate, 19 delle quali dal capocannoniere della Premier Sergio Agüero, ma attenti anche a Raheem Sterling autore di 15 goal.

Il Manchester United, attualmente sesto in classifica e a caccia del quarto posto che significherebbe qualificazione alla Champions League, deve assolutamente vincere se intende continuare a inseguire il proprio obiettivo ma ha una quota più alta rispetto ai rivali cittadini. Nei derby, però, si sa, spesso le gerarchie si azzerano. Potrebbe essere una gara da goal, come testimoniato dalla quote relativamente basse per giocate come over 2,5 e goal-goal.

Precedenti Manchester United-Manchester City

Tenendo conto di tutte le competizioni ufficiali, Manchester City e Manchester United si sono fronteggiate 177 volte nel corso della loro storia. Lo score totale è a favore dei Red Devils, usciti vincitori 73 volte contro le 52 del City e i 53 pareggi. Tenendo conto soltanto delle sfide disputate tra First Division e Premier League, che sono 147, il bilancio è ancora a favore dello United, impostosi in 56 incontri a dispetto delle 44 vittorie dei citizens, mentre i pareggi sono 47. Il miglior marcatore del derby di Manchester è Wayne Rooney che nella stracittadina è andato a segno per ben 11 volte nel corso delle sue 13 stagioni con la maglia del Man Utd.

L’ultimo derby giocato tra City e United si è tenuto l’11 novembre 2018: a trionfare sono stati i citizens, con il risultato di 3-1: ad apire le marcature dopo soli 12 minuti di gioco è stato il veterano David Silva, mentre il raddoppio è stato firmato a inizio ripresa da parte del Kun Agüero. Lo United ha provato a riaprire l’incontro con un rigore trasformato da Anthony Martial al 58’ ma nel finale è arrivato anche il 3-1 definitivo firmato da Gündogan.

Tra i derby di Manchester memorabili, impossibile non citare il celebre 1-6 con cui il Manchester City espugnò il ‘teatro dei sogni’ il 23 ottobre 2011: gli Sky Blues passarono avanti con Balotelli nel primo tempo, nella ripresa con un uomo in meno per l’espulsione di Evans, si consumò il crollo dello United. Balotelli colpì ancora una volta e sul tabellino finirono anche Aguero, Silva e Dzeko, autore di una doppietta, firmando una disfatta che rimarrà epica.

Manchester United

La stagione del Manchester United si può dividere in due parti, ossia da agosto a dicembre, quando nel ruolo di manager c’era ancora José Mourinho, e da dicembre a oggi con Ole Gunnar Solskjær in panchina. Ma facciamo un salto indietro nel tempo: il portoghese, insediatosi, a Old Trafford nel 2016 e che nei suoi primi due anni alla guida dei Red Devils è riuscito a vincere un’Europa League, una Coppa di Lega e un Community Shield, nello scorso campionato è arrivato secondo con 19 punti di scarto dai rivali cittadini del Manchester City.

Nella stagione in corso lo United non è mai riuscito ad avere costanza nei risultati, al contrario di Manchester City e Liverpool, che sin dalle primissime giornate di Premier League hanno iniziato a tirare la volata per il titolo perdendo pochissimi colpi. La squadra di Mourinho, invece, ha stentato in più di un’occasione senza mai riuscire a dare troppa continuità alle proprie vittorie, intervallate sempre da pareggi o sconfitte evitabile che le hanno fatto perdere contatto con le prime posizioni.

Nonostante la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League nel girone con Juventus, Valencia e Young Boys (il Manchester è arrivato secondo dietro i bianconeri), la posizione di Mourinho si è irrimediabilmente compromessa intorno alla metà di dicembre. Ai risultati non del tutto soddisfacenti in campo, infatti, si è aggiunta una gestione molto complicata di alcuni calciatori, Paul Pogba in testa. Il feeling tra lo special one è il campione del mondo francese è precipitato ai minimi storici per via della posizione in campo, e per un atteggiamento ritenuto immaturo da Mourinho, che contestava lo stesso a giocatori giovani come Martial e Lingard.

Vista l’escalation negativa nei rapporti e i risultati in campo, la dirigenza dei Red Devils ha deciso di sollevare Mourinho dal proprio incarico dopo il k.o. in campionato nella sentitissima sfida contro il Liverpool. Al posto del portoghese si è seduto in panchina Ole Gunnar Solskjær, un’autentica leggenda dello United, che ebbe un ruolo decisivo nella conquista del treble nella stagione 1998-1999.

Con il norvegese in panchina il Manchester ha messo in fila una striscia di 11 risultati utili consecutivi (10 vittorie e 1 pareggi) tra campionato ed F.A. Cup che ha permesso alla squadra di risalire la china in campionato e ritrovare fiducia. A interrompere la serie di risultati utili è arrivato il k.o. interno nell’andata degli ottavi di finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain ma nella gara di ritorno i ragazzi di Solskjær, pur decimati dalle assenze, sono riusciti a capovolgere la situazione al Parco dei Principi ottenendo il pass per i quarti di finale in cui dovranno affrontare un avversario durissimo come il Barcellona.

Al momento il Manchester è sesto in classifica nel campionato inglese ma è lontano soltanto due punti dal quarto posto occupato dall’Arsenal, ultimo piazzamento valido per conquistare l’ingresso in Champions League. Le prossime settimane saranno decisive: bisognerà evitare sconfitte come quella contro i Wolwes e raccogliere tutte le energie in vista di un finale di stagione a dir poco impegnativo ma in cui è ancora tutto possibile. 

Manchester City

Champions League, Premier League, FA Cup: sono questi gli obiettivi stagionali del Manchester City di Pep Guardiola. Tre competizioni per le quali la squadra di proprietà dello sceicco Mansour Bin Zayed Al Nahyan è ancora in piena corsa e che a fine stagione potrebbero tradursi in altrettanti trofei. Qualora Kompany e compagni riuscissero a coronare questa impresa, entrerebbero nella storia del calcio inglese e sublimerebbero una stagione che li ha già visti conquistare l’English Football League Cup nel mese di febbraio, dopo aver vinto contro il Chelsea ai rigori lo scorso 24 febbraio.

In Premier League – campionato di cui sono campioni in carica dopo aver dominato la passata stagione rifilando 19 punti di scarto al Manchester United – i citizens sono momentaneamente al secondo posto in classifica ma hanno da recuperare una partita rispetto al Liverpool, attuale capolista e squadra con cui il duello va avanti sin dalle primissime giornate di campionato. Dopo aver battuto per 2-0 il Cardiff con le reti firmate da Kevin De Bruyne e Leroy Sané, la squadra di Pep Guardiola aveva momentaneamente riconquistato la vetta della Premier League ma il Liverpool si è riportato in testa in solitaria a +2 grazie all’1-3 ottenuto in casa del Southampton.

La pressione, tuttavia, ora potrebbe essere molto più alta per gli uomini di Klopp che hanno una gara in più rispetto al Manchester City e sanno che il proprio destino non è più soltanto nelle loro mani e per questo sono costretti a sperare in qualche passo falso degli avversari in maglia celeste. Una circostanza che, visto il recente momento di forma degli Sky blues, reduci da otto vittorie consecutive, che diventano dodici se si tiene conto delle ultime tredici uscite, appare davvero poco probabile.

Raggiunta anche la finale di FA Cup (in programma il prossimo 18 maggio) dopo aver battuto 1-0 il Brighton (goal di Gabriel Jesus) in semifinale a Wembley, il Manchester City potrà ora concentrarsi sui suoi due obiettivi più importanti, ossia il campionato e la Champions League. Proprio nella più prestigiosa competizione europea per club, il City sarà atteso da una sfida affascinante tutta inglese contro il Tottenham ai quarti di finale, stage della competizione a cui la squadra di Guardiola è approdata demolendo nel doppio confronto degli ottavi di finale il malcapitato Schalke 04 (2-3 a Gelsenkirchen, poi show all’Etihad Stadium con la vittoria 7-0).

Il Manchester City, indicato da tutti i principali bookmakers, come il potenziale vincitore della Coppa dalle grandi orecchie, non dovrà avere alcun timore di Harry Kane, Dele Alli e compagni perché sulla carta dispone della formazione più competitiva, nonostante anche gli Spurs allenati da Mauricio Pochettino siano una compagine temibile.

E poi c’è da sovvertire la maledizione contro le altre inglesi nelle competizioni europee: il City nella sua storia ha affrontato il Chelsea nella semifinale di Coppa delle Coppe del 1971-1972, perdendo entrambe le partite con il risultato di 1-0, mentre nella passata edizione della Champions, è finito fuori ai quarti di finale contro il Liverpool (all’andata Klopp e i suoi s’imposero 3-0 mentre al ritorno vinse il City 2-1 ma ad avanzare furono i Reds, poi sconfitti in finale dal Real Madrid).

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