Quote scommesse Milan-Napoli

QUOTE SCOMMESSE MILAN - NAPOLI  

Scommesse Milan-Napoli scopri le quote di Eurobet

Milan e Napoli, due formazioni che stanno facendo più fatica del previsto nel campionato di Serie A attualmente in corso, si affronteranno a San Siro il prossimo 23 novembre 2019 alle 17:00. Per la sfida tra rossoneri e partenopei, le quote Milan-Napoli di Eurobet.it vedono favoriti gli ospiti: il 2 è quotato a 2,15, mentre il successo dei padroni di casa paga a 3,35. L’eventuale pareggio è offerto a 3,50. Secondo quanto si evince consultando le scommesse Milan-Napoli, potrebbe trattarsi di una sfida da goal-goal, esito quotato a 1,70.

Precedenti Milan-Napoli

Le sfide giocate in Serie A tra Milan e Napoli sono ben 146. Il bilancio nei precedenti è a favore dei rossoneri, vittoriosi in ben 56 occasioni contro i 44 successi partenopei, mentre 46 sono i match finiti in parità.

Nella passata stagione la gara d’andata tra le due compagini giocata allo Stadio San Paolo regalò goal ed emozioni: il Napoli finì in svantaggio di due reti per i goal segnati da Bonaventura e Calabria, riuscì a ribaltare il risultato con una doppietta di Zielinski e con la rete decisiva realizzata da Mertens fissò il risultato sul 3-2. Al ritorno a San Siro, invece, l’incontro terminò a reti bianche.

Milan e Napoli si sono affrontate anche ai quarti di finale di Coppa Italia, a fine gennaio. Nel match a eliminazione diretta hanno avuto la meglio i rossoneri con una doppietta di Piatek.

Quando queste due squadre si affrontano, tuttavia, è inevitabile ripensare ai fasti del passato quando ad affrontarsi c’erano campionissimi come Diego Armando Maradona, Bruno Giordano e Careca contro gli olandesi Marco Van Basten e Ruud Gullit.

Memorabile lo scontro Scudetto del 1 maggio 1988: con il Napoli primo in classifica e il Milan al secondo posto, si trattava di una partita decisiva. A passare in vantaggio furono i rossoneri con un goal di Virdis, cui replicò Maradona poco prima di andare al riposo. L’equilibrio durò soltanto fino a metà della ripresa: in pochi minuti il Milan piazzò un uno-due mortifero ancora con Virdis e poi con Van Basten. La rete del 2-3 di Careca fu inutile. La squadra allenata da Arrigo Sacchi riuscì a sorpassare i partenopei, portandosi in vantaggio di un punto che dopo due giornate sarebbe risultato decisivo per la conquista dell’undicesimo titolo italiano.

Nel passato recente la sfida ha sicuramente perso un po’ di lustro ma ha comunque offerto highlights degni di nota come lo 0-4 dei partenopei a San Siro del 4 ottobre 2015 (reti di Allan, doppietta di Insigne e autogol di Rodrigo Ely). Un altro match da ricordare risale al 2008, sempre a San Siro con i rossoneri che s’imposero con un roboante 5-2: era un Milan brasiliano, che vinse grazie alla doppietta del Fenomeno Ronaldo, ai goal di Kakà, Pato e Seedorf. Il Napoli, invece, non era ancora la formazione di spessore che conosciamo oggi, basti pensare che i goal furono del Pampa Sosa e di Maurizio Domizzi.

Milan

Nuovo anno, nuovo Milan, ma la musica non sembra cambiata di molto rispetto alle recenti tribolate stagioni. Archiviata la scorsa stagione in cui rossoneri sono arrivati al quinto posto in classifica con Gennaro Gattuso in panchina, il club meneghino ha nuovamente cambiato pelle optando per un avvicendamento in panchina. Costretti ad accettare l’esclusione dalle competizioni UEFA a causa delle violazioni relative agli obblighi imposti dal fair-play finanziario, i vertici milanisti, dopo aver detto addio a Ringhio, hanno scelto Marco Giampaolo come nuovo allenatore. Il tecnico nato in Svizzera ma originario di Giulianova ha preso le redini della prima squadra dei rossoneri dopo aver risolto il contratto che lo legava alla Sampdoria. Dopo buone stagioni in cui ha fatto parlare di sé per via del bel gioco e dell’organizzazione mostrata dalle sue squadre, Giampaolo ha avuto la prima chiamata da un club importante della sua carriera, tuttavia, la sua avventura è durata appena 7 partite.

L’ex allenatore della Sampdoria ha pagato a caro prezzo il pessimo avvio in campionato dove ha ottenuto 4 sconfitte (all’esordio con Udinese, nel derby con l’Inter, Torino e infine in casa contro la Fiorentina) e appena 3 vittorie. Nonostante il successo ottenuto rocambolescamente in casa del Genoa alla settima giornata, la dirigenza del Milan nelle persone di Boban e Maldini hanno preferito optare per l’esonero durante la sosta delle nazionali dando vita all’ennesima rifondazione tecnica degli ultimi anni che ha portato all’ingaggio dello svincolato Stefano Pioli. Anche con il nuovo tecnico, però, le cose non sono migliorate e in quattro partite sono arrivati due sconfitte, un pari e una vittoria.

Il Milan è cambiato molto anche nella sua dirigenza: in estate si è consumato il secondo addio di Leonardo che ha lasciato il ruolo di direttore tecnico per tornare al Paris Saint-Germain. Al posto del brasiliano è arrivato Frederick Massara, fino a qualche mese fa uomo mercato della Roma. In più sono stati concessi nuovi poteri a Paolo Maldini, che in un primo momento sembrava potesse abbandonare anche lui il progetto rossonero ma che alla fine è rimasto. Accanto all’ex capitano e leggenda rossonera, è stata affiancata anche una figura importante come quella di Zvonimir Boban, tornato al Milan nelle vesti di dirigente dopo tre anni di lavoro in FIFA.

La squadra ha subito diversi cambiamenti in rosa dovuti al calciomercato. Se si guarda l’organico rossonero ci sono molte differenze rispetto alla passata stagione e, anche a detta degli esperti di mercato, non è poi così semplice da decifrare quale sia il livello della squadra. Il reparto offensivo non può più puntare su Patrick Cutrone, ragazzo che era riuscito a imporsi in prima squadra dopo aver fatto tutta la trafila dalle giovanili e che invece è stato ceduto al Wolverhampton per 18 milioni di euro più bonus. Al posto dell’ex primavera è stato acquistato il promettente centravanti portoghese del Lille Rafael Leão.

Uno degli acquisti più onerosi messi a segno dai rossoneri è quello di Theo Hernandez, laterale mancino prelevato dal Real Madrid.  In difesa, inoltre, è arrivato il brasiliano Leo Duarte, prelevato dal Flamengo. Ci sono stati due innesti anche a centrocampo dove è stata acquistata la coppia di centrocampisti ‘empolesi’, composta da Rade Krunic e Ismael Bennacer. Grosse aspettative in particolare sull’algerino, laureatosi campione d’Africa da protagonista con la sua nazionale durante l’estate. Nell’ultimo giorno di mercato, infine, è stato annunciato l’accordo in prestito biennale con Ante Rebic, ala della nazionale croata.

Napoli

Il Napoli ha concluso lo scorso campionato di Serie A al secondo posto, finendo dietro la Juventus per il secondo anno di fila. A differenza del precedente torneo, in cui per aspettare il verdetto Scudetto si era dovuto attendere fino alle ultime giornate, la scorsa stagione, il club guidato da Carlo Ancelotti ha rimediato un distacco ben più ampio senza mai mettere in discussione la leadership dei piemontesi. Dovendosi accontentare della seconda piazza, il Napoli si è consolato centrando l’obiettivo dell’ottava partecipazione alla Champions League.

La stagione dei partenopei, tuttavia, non si può considerare totalmente soddisfacente: in Champions non sono riusciti a superare la fase a gironi (ancora una volta in maniera beffarda come era accaduto già nelle scorse edizionie una volta retrocessi in Europa League sono usciti ai quarti di finale, sconfitti nel doppio confronto con l’Arsenal.

Sebbene la scorsa annata abbia un po’ deluso le aspettative, Aurelio De Laurentiis ha rinnovato la fiducia a Carlo Ancelotti al quale ha cercato di regalare una rosa ancora più competitiva rispetto a quella che aveva a disposizione nello scorso campionato. La difesa, ad esempio, è stata irrobustita con l’acquisto di Kostas Manolas. Il roccioso centrale greco è stato prelevato per 36 milioni dalla Roma: nella stessa operazione ai giallorossi è finito come contropartita tecnica Amadou Diawara, con una valutazione di 21 milioni di euro. Con l’ex romanista, il Napoli colma il vuoto lasciato da Raul Albiol e affianca un centrale di grande forza ed esperienza al gigante Koulibaly, blindato nonostante le attenzioni di tante big europee. La fascia destra, invece può contare su un nuovo interprete come Giovanni Di Lorenzo, reduce da un ottimo campionato con la maglia dell’Empoli. A centrocampo è arrivato un acquisto di prospettiva come il macedone Elif Elmas, prelevato dai turchi del Fenerbahce, che ha già mostrato di possedere caratteristiche interessanti.

I due colpi che hanno esaltato moltissimo i tifosi del Napoli, tuttavia, riguardano l’attacco: sfumata la possibilità di acquistare Nicolas Pépé finito in Premier League a vestire la maglia dell’Arsenal e di James Rodriguez rimasto al Real Madrid, il club di Aurelio De Laurentiis ha virato con decisione sul messicano del PSV Hirving Lozano, tutt’altro che un ripiego come ha dimostrato andando in goal alla prima apparizione contro la Juventus. A mercato concluso in maglia azzurra è arrivato anche un altro elemento di grande valore ed esperienza: si tratta di Fernando Llorente, ex attaccante della Juve, svincolato dopo il termine del suo contratto con il Tottenham.

Arrivato a campionato in corso, il Re Leone ha già lasciato il segno firmando la rete del 2-0 nello splendido successo del Napoli contro il Liverpool in Champions League (lo stesso Liverpool che gli aveva dato una cocente delusione nella finale di Madrid). In campionato il Napoli ha esordito vincendo a Firenze ma nel turno successivo si è subito dovuto piegare alla Juventus (seppur in maniera sfortunata e rocambolesca). Dopo il ko con i bianconeri i partenopei hanno ritrovato i tre punti battendo la Samp e ripetendosi una settimana più tardi a Lecce. Quando le cose sembravano andar bene è arrivata un’inaspettata sconfitta interna contro il Cagliari alla quale hanno fatto seguito un’altra vittoria, ottenuta in casa contro il Brescia, e un pareggio sul campo del Torino. La formazione di Ancelotti si è poi riscattata vincendo in casa col Verona e attualmente si trova al quarto posto in classifica, alle spalle dell’Atalanta, distante 6 lunghezze dal primo posto occupato dalla Juventus, a – 5 dall’Inter e ad appena un punto dai bergamaschi. Secondo Ancelotti, nonostante il ritardo sui primi posti, i i suoi sono ancora in grado di lottare per lo Scudetto.