Quote scommesse Milan-Napoli

Chi vincerà tra Napoli e Milan

Napoli
Milan
Pareggio

Quote Napoli - Milan: le migliori scommesse

Domenica 12 luglio alle 21:45 lo stadio San Paolo ospiterà il confronto della 31ª giornata di Serie A tra Napoli e Milan, due formazioni che in questo campionato hanno avuto difficoltà ma che sembrano avere ritrovato un discreto smalto in questo finale di stagione. I padroni di casa, vincitori della Coppa Italia, occupano il sesto posto in classifica con 48 punti, due in più rispetto ai rossoneri. Le quote Napoli-Milan su Eurobet.it sono favorevoli ai partenopei: l'1 è quotato a 1,95, mentre il 2 della squadra di Pioli paga a 3,95 e il pari a 3,50. In relazione alle potenziali scommesse Napoli-Milan, è importante sottolineare come si tratti di una sfida tra Napoli e Milan che potrebbe riservare gol e spettacolo: l'over 2,5 è quotato a 1,75 e il gol-gol è pagato a 1,65.

Precedenti Napoli-Milan

I precedenti totali in Serie A tra Napoli e Milan sono in totale 147. Nel testa a testa tra le due squadre sono in vantaggio i rossoneri con 56 successi contro le 44 vittorie dei partenopei e 47 pareggi. I rossoneri sono avanti anche nel numero di goal realizzati con 209 reti contro le 169 marcature napoletane.

L'ultimo confronto tra le due squadre risale al girone d'andata del campionato in corso: in quella circostanza l'incontro a San Siro finì 1-1 con Bonaventura che rispose al vantaggio di Lozano.

L'ultima vittoria in casa del Napoli risale alla stagione 2018-2019, un 3-2 firmato dalla doppietta di Zielinski e dal gol di Mertens, mentre per il Milan andarono a segno Bonaventura e Calabria.

Per trovare l'ultimo successo del Milan in casa del Napoli bisogna andare indietro fino alla stagione 2010-2011: era il 25 ottobre 2010 e i diavoli la spuntarono grazie alle reti di Robinho e Ibrahimovic, mentre per il Napoli andò a segno il Pocho Lavezzi.

L'ultimo pareggio tra le due squadre allo stadio San Paolo risale alla stagione 2015-2016, precisamente al 22 febbraio 2016: vantaggio del Napoli con Insigne, pari del Milan con Bonaventura.

Napoli

Anche nello scorso campionato il Napoli è finito alle spalle della Juventus nella lotta per il titolo di campione d'Italia. A differenza di due stagioni fa, però, la lotta per lo Scudetto è stata meno combattuta e i partenopei si sono dovuti arrendere prima, rimediando un distacco più ampio e consolandosi con la conquista dell’ottava partecipazione alla Champions League nella propria storia.

Il campionato della squadra azzurra era ricominciato con Carlo Ancelotti in panchina, ma le cose hanno preso presto una piega inaspettata. Nonostante il patron De Laurentiis avesse cercato di accontentare le richieste del tecnico emiliano in sede di mercato, qualcosa non ha funzionato. In estate era arrivato Manolas, acquisto top per la difesa (nell'operazione Diawara è finito alla Roma), preso per rimpiazzare Raul Albiol e costituire una nuova coppia d'acciaio con Koulibaly. In difesa è arrivato anche il duttile Giovanni Di Lorenzo, reduce da un ottimo campionato con la maglia dell’Empoli, mentre a centrocampo, c'è stato un acquisto di prospettiva come il macedone Elif Elmas. L'attacco è stato potenziato con Hirving Lozano, diventato il colpo più costoso nella storia del Napoli e lo svincolato Fernando Llorente.

Come detto in precedenza, però, gli acquisti non sembrano aver rafforzato la squadra che ha avuto grosse difficoltà ad esprimersi sugli stessi livelli del passato. Partiti per insidiare Inter e Juventus nella lotta per il titolo di campione d'Italia, i partenopei hanno a lungo faticato, rimanendo lontani dalla zona UEFA. Il clima tra squadra e società si è scaldato quando i giocatori si sono rifiutati di andare in ritiro dopo un risultato negativo, episodio in seguito a cui sono fioccate multe salate. In Champions League, il Napoli è riuscito a qualificarsi per gli ottavi di finale dove ha pescato il Barcellona (1-1 l'andata al San Paolo). Nonostante il passaggio del turno in Coppa dei campioni, le strade del Napoli e di Ancelotti si sono separate con Aurelio De Laurentiis che ha preferito esonerare il tecnico emiliano (subito tornato in azione alla guida dell'Everton in Premier League), affidando la squadra a Rino Gattuso per i prossimi 18 mesi. Dopo un avvio non semplice, Gattuso è riuscito a raddrizzare il rendimento della squadra centrando la vittoria della Coppa Italia in finale contro la Juventus e l'automatica qualificazione all'Europa League e ha anche sensibilmente migliorato prestazioni dei suoi, conducendoli fino al sesto posto..

Milan

Pur piazzandosi al quinto posto nello scorso campionato il Milan è stato costretto ad accettare l'esclusione dalle coppe europee imposta dalla UEFA per aver violato le regole del fair-play finanziario. I rossoneri si sono dunque dovuti rassegnare ad un'annata senza Europa e per rilanciarsi hanno scelto di interrompere il rapporto con Gennaro Gattuso, nonostante questi si fosse ben comportato pur in presenza di tante difficoltà, e ripartire da un ambizioso progetto guidato da Marco Giampaolo. La scelta dell'ex allenatore della Sampdoria, tuttavia, non è stata felice e il Milan ha dovuto presto rifondare per l'ennesima volta negli ultimi anni: in 7 partite il tecnico abruzzese ha incassato 4 sconfitte e ottenuto soltanto 3 vittorie ed è stato esonerato. La guida della prima squadra è stata affidata a Stefano Pioli, libero dopo le dimissioni dalla Fiorentina sul finire del campionato scorso.

A contribuire in maniera determinante ai risultati del Milan post-Berlusconi è stata soprattutto l'instabilità societaria. La scorsa estate è cambiata ancora una volta la dirigenza con Leonardo che ha lasciato il suo ruolo per tornare al Paris Saint-Germain. Al suo posto il Fondo Elliot ha assunto Frederick Massara, ex ds della Roma. Paolo Maldini è stato promosso a responsabile dell'area tecnica e gli è stata affiancata un'altra leggenda rossonera, Zvonimir Boban. I due insieme hanno rivoluzionato la squadra: in attacco via Patrick Cutrone al Wolverhampton, ricca plusvalenza trattandosi di un prodotto del settore giovanile. Al suo posto, dal Lille ecco Rafael Leão, prosoetto interessante in chiave futura. Tra gli acquisti più azzeccati c'è sicuramente Theo Hernandez, laterale mancino francese prelevato dal Real Madrid che ha subito avuto un buon impatto con la nuova maglia segnando molti gol. Meno fortunato l'acquisto del brasiliano Leo Duarte, prelevato dal Flamengo ma ai margini del progetto rossonero. A centrocampo gli innesti di Rade Krunic e Ismael Bennacer, coppia di centrocampisti ben distintasi con l'Empoli. Scambio di prestiti biennale in attacco con l'Eintracht Francoforte: Ante Rebic a Milano, André Silva in Bundesliga.

Poco tempo dopo l'esonero di Giampaolo è toccato a Zvonimir Boban essere licenziato a causa di frizioni col club. Nel mercato di gennaio altra mini-rivoluzione: romantico ritorno per Zlatan Ibrahimovic, di nuovo rossonero 10 anni dopo l’ultima volta. Dentro anche Simon Kjaer nell'ambito di uno scambio con Caldara con l'Atalanta, preso anche Asmir Begovic in porta al posto del partente Reina. Via anche Suso, ceduto al Siviglia, mentre Krisztof Piatek è stato venduto all’Herta Berlino dopo una prima parte di campionato avara di soddisfazioni. Dopo 29 giornate di campionato il Milan occupa il settimo posto in classifica con 46 punti, frutto di 13 vittorie, 7 pareggi e 10 sconfitte, e si è posto come obiettivo primario la qualificazione alla prossima edizione della UEFA Europa League alla quale dovrebbe poter regolarmente partecipare. La qualificazione europea, tuttavia, potrebbe non bastare a Stefano Pioli per guadagnarsi la conferma sulla panchina del Milan. Secondo quanto riporta la stampa citando indiscrezioni sempre più insistenti, nella prossima stagione l’amministratore delegato rossonero Ivan avrebbe individuato in Ralf Rangnick, artefice del miracolo Lipsia, l’uomo ideale per indirizzare il nuovo corso del Milan