Il Giappone si affaccia ai Mondiali 2026 con la consapevolezza di essere ormai una realtà consolidata del calcio internazionale. I Samurai Blu figurano infatti al 18° posto del ranking FIFA e spesso sono stati in grado di mettere in difficoltà anche le nazionali più forti, soprattutto grazie al loro dinamismo e alla loro disciplina tattica. La selezione nipponica ha preso parte a 7 edizioni della Coppa del Mondo, riuscendo a raggiungere gli ottavi di finale in ben quattro occasioni, compresa l’ultima in Qatar. Il palmares del Giappone è arricchito da quattro Coppe d’Asia conquistate nel 1992, 2000, 2004 e 2011, a testimonianza del dominio a livello continentale negli anni migliori. Tuttavia, nell’ultima edizione della competizione asiatica disputata nel 2023, i nipponici hanno deluso le aspettative, fermandosi ai quarti di finale dopo l’eliminazione contro l’Iran.
Il percorso di qualificazione ai Mondiali 2026 è stato comunque molto convincente, con il primo posto nel girone che ha permesso alla squadra di staccare il pass senza particolari difficoltà. Un cammino che ha confermato la solidità del gruppo guidato da Hajime Moriyasu, commissario tecnico in carica addirittura dal 2018 e profondo conoscitore della squadra. I giapponesi dovranno vedersela con Olanda, Tunisia e Svezia all’interno del Girone F, nel quale hanno buone possibilità di qualificarsi per il turno successivo almeno secondo quanto indicano le scommesse sui Mondiali, mentre calano le chance di successo tra le quote vincente dei Mondiali. Il debutto della nazionale asiatica è contro gli Orange nel match del 14 giugno, poi il 21 c’è in programma la sfida ai nordafricani e il 26 quella agli scandinavi.ù
Alla nazionale asiatica mancherà tanto il funambolo del Brighton Kaoru Mitoma, uno dei talenti più brillanti che però non sarà della spedizione a causa di un infortunio. Il Giappone si affida allora sicuramente a Takefusa Kubo, attaccante di grande qualità, in forza agli spagnoli della Real Sociedad. In difesa, invece, la presenza di Hiroki Ito del Bayern Monaco garantisce solidità ed esperienza internazionale al reparto arretrato. Il Giappone si presenta quindi con una rosa equilibrata e dinamica, pronta a confermare quanto di buono mostrato nelle ultime edizioni.
La rosa del Giappone ricalcherà in gran parte quella vista nelle ultime competizioni, con diversi elementi ormai stabilmente inseriti nel gruppo, ma non mancano i talenti della nuova generazione che se la giocheranno per entrare nella lista dei convocati.
Tra i portieri, il ruolo di titolare sarà affidato a Zion Suzuki del Parma, mentre come alternative rientrano nella lista Keisuke Ōsako del Sanfrecce Hiroshima e Tomoki Hayakawa dei Kashima Antlers.
Nel roster dei difensori si parte con Hiroki Ito del Bayern Monaco, affiancato da giocatori di livello come Ko Itakura dell’Ajax e Takehiro Tomiyasu dell’Ajax. In lista ci sono tanti elementi validi nel reparto arretrato fra cui Shōgo Taniguchi del Sint-Truiden e Tsuyoshi Watanabe del Feyenoord. Sulle fasce si candidano Yukinari Sugawara del Werder Brema e addirittura l’esperto Yuto Nagatomo, ex Inter attualmente al Tokyo FC, mentre tra le opzioni alternative scelte dal CT ci sono anche Ayumu Seko del Le Havre e Junnosuke Suzuki del Copenaghen.
Nel reparto di centrocampo il Giappone può contare su una grande varietà di soluzioni, a partire da Daichi Kamada, centrocampista centrale ex Lazio che ha appena vinto la Conference League con il Crystal Palace. Altro mediano di spessore è il capitano Wataru Endo che gioca nel Liverpool. Partiranno per il Mondiale anche Kaishu Sano del Mainz e Keito Nakamura dello Stade Reims, oltre Ao Tanaka del Leeds United. Completano il reparto Yuito Suzuki del Friburgo e Junya Ito del Genk.
Per quanto riguarda gli attaccanti il Giappone dispone di diverse soluzioni offensive, a partire dal fantasista Takefusa Kubo della Real Sociedad. Poi Ayase Ueda del Feyenoord e è il centravanti di spicco a causa dell’infortunio serio occorso a Takumi Minamino, con Kōki Ogawa del N.E.C. e Ritsu Dōan, esterno alto dell’Eintracht Francoforte, che sono altri profili validi. Sono stati presi in considerazione dal CT Moriyasu anche Daizen Maeda del Celtic e Kento Shiogai del Wolfsburg, mentre tra i più giovani figura Keisuke Gotō del Sint-Truiden.
La formazione tipo del Giappone per il Mondiale 2026 dovrebbe basarsi su un 3-4-3, modulo che valorizza la velocità sugli esterni. Tra i pali Suzuki, con una difesa composta da Tomiyasu, Ito e Itakura. A centrocampo spazio a Endoe Kamada, con Tanaka e Nakamura a tutta fascia. Nel tridente Dōan e Kubo supporto dell’unica punta Ueda.
Giappone (3-4-3): Suzuki; Tomiyasu, Ito, Itakura; Tanaka, Endo, Kamada, Nakamura; Dōan, Ueda, Kubo. CT: Moriyasu
Il Giappone ha costruito negli ultimi anni una presenza sempre più credibile ai Mondiali, partecipando a tutte le ultime 7 edizioni della competizione e riuscendo più volte a superare la fase a gironi. Il miglior risultato resta infatti il raggiungimento degli ottavi di finale, centrato in quattro occasioni.
L’ultima partecipazione, quella del 2022 in Qatar, è stata particolarmente significativa. I nipponici riuscirono a superare un girone molto complicato chiudendo al primo posto davanti a Spagna e Germania, ottenendo vittorie prestigiose proprio contro entrambe. Agli ottavi di finale, però, il loro cammino si interruppe contro la Croazia, che ebbe la meglio ai calci di rigore dopo una gara molto equilibrata.
Questo percorso ha confermato la crescita della nazionale asiatica, ormai capace di competere alla pari con le grandi del calcio mondiale. In vista del 2026, l’obiettivo è quello di fare un ulteriore passo avanti e provare finalmente a raggiungere per la prima volta i quarti di finale.