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Qui Barcellona...

 

Quando si è vinto tutto e si ha in squadra il calciatore più forte della storia del calcio come nel caso del Barcellona, può risultare difficile trovare gli stimoli necessari per provare a ripetersi o a fare addirittura di meglio. La scorsa annata i catalani hanno vinto l’accoppiata Liga (25° titolo nella storia del club) e Copa del Rey (la 30ª, un record senza precedenti in Spagna), anche per questo in estate i dirigenti hanno cercato di dare nuova linfa attraverso il mercato a una squadra che da questa stagione non può più contare su un leader tecnico e carismatico come Andrés Iniesta, volato in Giappone per concludere una carriera da atleta professionista ricchissima di successi conquistati grazie al Barça e alla nazionale spagnola.

Per sopperire alla partenza del genio nativo di Fuentalbilla, la dirigenza del Barcellona ha portato a vestire la propria maglia un centrocampista di grande talento e prospettiva come Arthur, prelevato in estate dai brasiliani del Gremio. Proviene dal Brasile anche Malcom, guizzante ala destra che i blaugrana hanno prelevato dal Girondins de Bordeaux, soffiandolo a suon di milioni alla Roma proprio mentre stava per imbarcarsi su un volo diretto alla volta della Capitale.

Altri acquisti importanti sono stati quelli del centrale difensivo Clement Lenglet (35 milioni al Siviglia) e di Arturo Vidal, preso a prezzo di saldo dal Bayern Monaco per portare muscoli e grinta alla mediana dopo l’addio di Paulinho. La stagione si è aperta positivamente ad agosto con la conquista della Supercoppa di Spagna vinta a Tangeri in Marocco contro il Siviglia (2-1 in rimonta, Piqué-Dembelé in risposta all’iniziale vantaggio siglato da Sarabia), al termine della prima finale in gara secca nella storia della competizione. Anche in Liga la squadra allenata da Valverde ha avuto un inizio sprint con un poker di vittorie consecutive (fra cui spicca la pioggia di goal rifilati al malcapitato Huesca nell’8-2 del Camp Nou).

Dopo la vittoria in scioltezza in Champions League contro il PSV (4-0), Messi e compagni hanno rallentato pareggiando nel derby col Girona e con l’Athletic Bilbao, e rimediando persino un’inaspettata sconfitta in casa del Leganes (2-1). Il successo contro il Tottenham a Wembley in Champions League sembrava aver spazzato la crisetta del Barça, ma in campionato è arrivato un altro stop inatteso, questa volta in casa del Valencia. Per fortuna del tecnico del Barcellona, i non brillanti risultati in campionato dell’ultimo periodo (una vittoria nelle ultime cinque, 3 pareggi e una sconfitta), non hanno inciso in maniera determinante sulla classifica: i catalani sono momentaneamente al secondo posto a pari merito con l’Atletico Madrid, a una lunghezza dal Siviglia capolista e con un punto di vantaggio su un Real Madrid, squadra anch’essa in grande difficoltà.

Non a caso la partita contro il Siviglia in programma il prossimo 20 ottobre al Camp Nou diventa di cruciale importanza. Un eventuale successo contro il club andaluso diventerebbe il viatico migliore in vista del clasico in programma contro gli arcirivali del Real Madrid il prossimo 28 ottobre 2018 a Barcellona. 

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Sebbene la classifica veda in testa il Siviglia di un punto, il pronostico dei bookmaker per la sfida del Camp Nou contro il Barcellona è totalmente a favore dei catalani: il successo della squadra di Ernesto Valverde, infatti, è quotato a 1,33.

Quote decisamente più alte per il pareggio, bancato a 5,50, nonché per la vittoria degli andalusi pagata 7,50. Visto il recente momento di crisi dei blaugrana, almeno per ciò che concerne il campionato, e l’ottima forma del sodalizio biancorosso, azzardare una puntata sul colpaccio della squadra di Machin potrebbe non essere una follia.

Nel caso vogliate optare per una giocata meno spregiudicata ma ugualmente ardita, vi segnaliamo un ottimo X2  a 3,00. Se vi piace giocare sui parziali-finali, l’1PT/FT del Barcellona è quotato 1,85, mentre l’XPT/2F è bancato con un vertiginoso 21,00. I bookmakers prevedono che l’incontro venga contraddistinto da un gran numero di goal, visto che le giocate sugli over iniziano a farsi interessanti solo dall’over 3,5 in su, pagato 1,75.

Per quanto riguarda i probabili marcatori, sembra inevitabile puntare su Lionel Messi sponda blaugrana e sul ritrovato André Silva per quanto riguarda il Siviglia. 

 

I precedenti di Barcellona-Siviglia

Essendo Barcellona e Siviglia due club storici della Liga, la storia del campionato spagnolo è piena di confronti tra le due squadre. Analizzando gli ultimi cinque incontri in Liga, si può notare come i catalani siano usciti vincitori quattro volte su cinque al triplice fischio, mentre solo una volta è finita in parità.

L’ultimo confronto in ordine di tempo tra le due compagini è la summenzionata finale di Supercoppa del Re, vinta in rimonta dagli uomini di Valverde firmata da Piqué e Dembelé, passati in svantaggio dopo la rete realizzata in avvio di gara da Sarabia. Il Siviglia era già stato sconfitto qualche mese prima in finale di Coppa del Re con un sonoro 0-5 (doppietta di Suarez, goal di Messi, Iniesta e Coutinho).

Il Siviglia ha una pessima tradizione in casa del Barcellona: per trovare l’ultimo successo in campionato del Siviglia al Camp Nou, bisogna andare indietro addirittura al 15 dicembre 2002: il Barça di Van Gaal fu sconfitto 0-3 tra le mura amiche dalla squadra allenata da Joaquin Caparrós che s’impose grazie al goal di Casqueros e alla doppietta firmata dall’argentino Mariano Toedtli.

Da allora sono arrivate tante sconfitte, basti pensare che l’ultimo punto in Catalogna risale allo 0-0 del 22 ottobre 2011, quando tra le file blaugrana militava ancora Ronaldinho. Il Siviglia, tuttavia, è riuscito a espugnare il feudo barcelonista seppur in Coppa del Re con un successo che risale al 5 gennaio 2010 all’andata degli ottavi di finale della coppa nazionale: in quell’occasione gli andalusi passarono in vantaggio con Diego Capel dopo un’ora di gioco e subirono il goal del pari da Zlatan Ibrahimovic, quindici minuti più tardi. La rete dello svedese, però, fu illusoria in quanto fu cancellata appena sessanta secondi più tardi da un calcio di rigore trasformato da Alvaro Negredo. Al ritorno finì 0-1 ma il Siviglia passò in virtù del doppio goal in trasferta, avviandosi a vincere la quinta Copa del Rey della sua storia. 

Il Siviglia che affronta il Barça

 

Il Sevilla Fútbol Club è il più antico club di Spagna e di conseguenza può vantare una grande tradizione nella Liga. Fondato a gennaio del 1890, il club andaluso gioca le sue partite casalinghe allo stadio Ramón Sánchez Pizjuán, ubicato nel quartiere di Nervión (da qui il soprannome nervionenses, che si affianca a quello di rojiblancos). Pur avendo vinto soltanto una volta il titolo spagnolo (nell'immediato dopoguerra, stagione 1945-1946), il club andaluso vanta un palmares internazionale di tutto rispetto avendo vinto ben cinque edizioni della Coppa UEFA Europa League (record assoluto nella storia della competizione, di cui tre edizioni di seguito 2013-2014, 2014-2015, 2015-2016) e una Supercoppa UEFA.

Ad esse vanno aggiunte cinque edizioni della Copa del Re, l'ultima delle quali nel 2010. Una delle figure centrali nei successi del Siviglia è stato il tecnico basco Unay Emery che - anche grazie al sapiente lavoro sul mercato del direttore sportivo Monchi (oggi ds della Roma) ha plasmato un gruppo vincente in grado di ottenere risultati straordinari. Dal 2016, dopo l'addio di Emery, volato ad allenare il Paris Saint-Germain, il club andaluso ha fatto fatica a riorganizzarsi, spiazzato anche dall'improvviso addio di Sampaoli (lasciò all’improvviso per diventare commissario tecnico dell’Argentina) che sembrava poter proseguire nel solco del suo predecessore e ha visto alternarsi in panchina diversi tecnici senza troppa fortuna (nel tritacarne è finito anche l'aeroplanino Vincenzo Montella, in panchina dalla 18a alla 35a giornata).

La scorsa stagione si è conclusa con un settimo posto, dietro ai rivali cittadini del Betis Siviglia. Un risultato inusuale, che ha costretto i biancorossi a passare dai preliminari di Europa League, mentre il Betis si è qualificato direttamente. Incassato questo boccone amaro la dirigenza del Siviglia non si è lasciata scoraggiare e ha dato il via a una profonda opera di rinnovamento: dalle cessioni di Clement Lenglet, Steven Nzonzi, Joaquin Correa, Guido Pizarro e David Soria sono stati ricavati quasi 90 milioni di euro prontamente reinvestiti sul mercato.

Con questi soldi il Siviglia ha messo a segno diversi acquisti: il più costoso è stato Quincy Promes, ala della nazionale olandese presa dallo Spartak Mosca. Dalla Ligue 1, invece, sono arrivati il mediano Amadou e il centrale difensivo Gnagnon. Presi anche Aleix Vidal (per lui un ritorno nella squadra che l’aveva lanciato), il portiere Vaclik, il centrale Sergi Gome e il centrocampista Mesa.

In più anche un paio di prestiti come Gonalons (dalla Roma) e André Silva dal Milan. Proprio l’attaccante portoghese, che aveva faticato in rossonero, è stato uno dei migliori in questo formidabile inizio di stagione da parte degli andalusi segnando ben 7 goal in 8 gare dove sono arrivate 5 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte, risultati che al momento valgono alla squadra allenata da Pablo Machin la provvisoria vetta della classifica nel campionato spagnolo. Sarà difficile continuare ad occupare questa posizione ma sognare non è proibito ed è bene che i giocatori del Siviglia ci pensino già dalla gara del prossimo 20 ottobre contro il Barcellona al Camp Nou, in cui si affronteranno prima e seconda forza del torneo. 

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