quote scommesse Chelsea-Manchester United

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Chelsea

Archiviato il biennio trascorso agli ordini di Antonio Conte (in cui comunque sono arrivate una Premier League ed una FA Cup), le redini del Chelsea Football Club sono passate nelle mani di un altro manager italiano, Maurizio Sarri. Il profeta del bel gioco ha avuto poca fortuna nella sua esperienza napoletana durata per tre stagioni: nonostante la sua squadra esprimesse un calcio tra i più divertenti e raffinati dal punto di vista stilistico in Europa, tutto ciò non è stato sufficiente per interrompere il dominio incontrastato della Juventus e così il rapporto con il club di Aurelio De Laurentiis si è interrotto. L'ex impiegato di banca che allenava nel tempo libero però non ha avuto neanche il tempo di rammaricarsi per l’esonero che dal Regno Unito è arrivata la chiamata di Roman Abramovich.

Inutile dire che i blues costituiscono l'opportunità di una vita per l’allenatore originario di Napoli ma cresciuto in Lombardia e Toscana. Per nulla intimorito da un campionato straniero e da un'età non più verdissima (compirà 60 anni a gennaio) Sarri si è approcciato alla Premier League in maniera perfetta: dopo il ko con il Manchester City dell'amico e rivale Pep Guardiola, il Chelsea ha iniziato alla grande il campionato inglese e dopo 8 giornate è in testa alla classifica con gli stessi punti del Liverpool e dei Citizens.

Con il suo 4-3-3 fatto di possesso palla e rapide verticalizzazioni “Il Comandante” (come lo chiamavano affettuosamente i sostenitori partenopei in virtù del suo rivoluzionario tentativo di interrompere l’egemonia bianconera) sta conquistando tifosi e addetti ai lavori nella patria del football. Anche i calciatori ai suoi ordini sembrano entusiasti del nuovo modo di giocare portato da Sarri al Chelsea.

Uno su tutti tra i blues, Eden Hazard, sembra aver giovato tantissimo dell’arrivo dell’ex allenatore del Napoli. Qualcuno inizialmente era scettico rispetto al fatto che un grande campione potesse avere delle remore a mettersi a disposizione di un tecnico che prima del Napoli aveva allenato soltanto l’Empoli e una serie di squadre minori. Molti in estate davano Hazard già su un aereo per Madrid, sicuri che Florentino Perez avrebbe fatto di tutto per portarlo al Real e colmare il vuoto lasciato da Cristiano Ronaldo. Invece il crack belga è rimasto a Stamford Bridge e ha incominciato la stagione incantando i suoi tifosi. Dopo 8 turni di Premier è il capocannoniere del campionato con 7 centri messi a segno (2 in più di due animali da goal come Kane e Agüero) e 3 assist a favore dei compagni.

Fondamentale anche l’apporto di Jorginho, centrocampista italo-brasiliano che è stato la mente del Napoli nel triennio sarriano e che ha seguito il suo mentore anche a Londra. Il suo impatto sui blues è stato importante fin da subito e con gente come N’golo Kanté e Mateo Kovacic la mediana del Chelsea ora abbonda in quantità e qualità. Buona anche la tenuta difensiva: solo 5 i goal subiti fino ad ora. Merito di una difesa composta da ex Serie A come Rudiger e Marcos Alonso, e soprattutto del portiere Kepa, l’estremo difensore pagato 80 milioni all’Athletic Bilbao durante la sessione di calciomercato estiva.

Scommesse Chelsea-Manchester United

 

Per la gara tra Chelsea e Manchester United in programma il prossimo 20 ottobre 2018 a Stamford Bridge, i bookmaker non hanno dubbi nel ritenere favorita per il successo la formazione di casa. Le quote che indicano il segno 1 del Chelsea, infatti, si aggirano attorno all’1,70, mentre la vittoria della squadra di Mourinho è pagata 5,00 volte rispetto alla posta iniziale.

Niente di sconcertante se si va a ripercorrere il cammino condotto fin qui dalle due compagini nella Premier League 2018-2019. Buona la quota del pareggio, un risultato che tra le due formazioni non ha mancato di verificarsi in passato, e che in questa occasione viene bancato a 4,00. Visto il livello dei calciatori che scenderanno in campo, i quotisti sono d’accordo nel ritenere che l’incontro potrebbe riservare diversi goal, l’over 2,5 per questo paga un interessante 1,90.

Ad ogni modo, trattandosi di un big match, potrebbe venirne fuori anche una partita molto tirata, è per questo che l’under 2,5 ha la stessa identica quota. Se poi voleste scommettere sui marcatori, sponda Chelsea è Eden Hazard l’uomo più quotato per annotare il suo nome sul taccuino, anche se dall’altra parte c’è il connazionale belga Romelu Lukaku ansioso di riprendere a segnare con una certa regolarità.

Precedenti Chelsea-Manchester United

Chelsea-Manchester United è una delle grandi classiche del calcio inglese e la storia è piena di sfide memorabili tra le due compagini. L’ultimo confronto tra le due formazioni risale a maggio di quest’anno: la cornice era quella della finale di FA Cup, una partita incendiata alla vigilia dalle numerose schermaglie tra Antonio Conte e José Mourinho che per tutta la stagione si erano scambiati frecciate al veleno. Alla fine a prevalere furono i blues, allenati dall’ex commissario tecnico dell’Italia, con una vittoria di misura (1-0): decisivo fu il calcio di rigore trasformato a metà primo tempo da Eden Hazard.

Poche settimane prima, nel mese di febbraio, a imporsi furono i red devils tra le mura amiche di Old Trafford (2-1): l’iniziale vantaggio realizzato da Willian fu prima pareggiato da una rete di Lukaku, poi gli uomini di Mou completarono la rimonta grazie al colpo di testa vincente di Jesse Lingard. Un risultato che riscattò – almeno in campionato – il ko patito a Stamford Bridge nella gara d’andata, vinta dai blues 1-0 con goal dell’ex juventino Alvaro Morata. Per la gara del 20 ottobre, Sarri ha ottime ragioni per sperare in un rotondo successo, sulla scorta di quello ottenuto dal connazionale Antonio Conte, il 23 ottobre 2016 a Stamford Bridge: in quella circostanza il Chelsea vinse nettamente rifilando addirittura quattro reti al Manchester United: ad aprire le marcature dopo neanche 1’ di gioco fu Pedro. Al goal dello spagnolo fecero seguito le reti realizzate da Cahill e Hazard, mentre il poker fu realizzato dall’inesauribile motorino di centrocampo N’golo Kanté. 

Manchester United

Giunto alla sua terza annata sotto la guida di José Mourinho, il Manchester United sta facendo i conti con un inizio di stagione più complicato del previsto. I red devils – che l’anno scorso sono stati costretti a chiudere al secondo posto, distanti 19 lunghezze dal City di Guardiola - hanno collezionato soltanto 13 punti sui 24 a disposizione nelle prime 8 giornate di Premier League e si trovano momentaneamente a metà della classifica. Il distacco da Tottenham, Arsenal, Liverpool, Chelsea e dai rivali cittadini del Manchester City è già notevole e la tifoseria sembra non gradire affatto (persino una leggenda dello United come Paul Scholes, dopo il 3-1 rimediato dal Manchester in casa del West Ham ha dichiarato senza troppa diplomazia: “Non so come faccia Mourinho ad essere ancora seduto in panchina”).

Oltre ai risultati non particolarmente positivi (4 vittorie, 1 pari e 3 sconfitte), il manager portoghese deve fare i conti con uno spogliatoio che non sembra più seguirlo a dovere. Uno dei calciatori che appare essere più ai ferri corti con lo Special One è l’ex centrocampista della Juventus Paul Pogba. Il francese è al centro del progetto del Manchester United che un paio di stagioni orsono l’ha riacquistato a peso d’oro dai bianconeri.

Nonostante la grossa cifra spesa per riaverlo a Old Trafford, Pogba non sta riuscendo a incidere come tifosi e dirigenza si aspettavano da lui e a detta di molti la ragione sarebbe da ricercarsi nel rapporto conflittuale con il manager portoghese. Neanche il mercato estivo è servito a rivitalizzare i diavoli rossi: gli unici due acquisti nella finestra di calciomercato sono stati il centrocampista brasiliano Fred dallo Shakhtar Donetsk (pagato ben 60 milioni di euro) e il terzino destro portoghese Diogo Dalot, acquistato dal Porto.

Fino ad ora lo United non ha potuto contare neanche troppo sui goal dei suoi attaccanti: Romelu Lukaku ha segnato soltanto 4 goal, mentre Anthony Martial, Alexis Sanchez e Marcus Rashford hanno segnato soltanto una misera rete a testa. Il vero flop però va rintracciato nel reparto difensivo il cui rendimento più che ad una delle squadre di vertice del campionato inglese, rassomiglia di più a quello di una squadra in lotta per non retrocedere: il Manchester United ha subito 14 goal, più di quanti ne abbia segnati (13). Questo numero è inferiore di sole 3 reti rispetto al Cardiff City, ultimo in classifica (solo il Fulham ha fatto peggio subendo 21 goal nelle prime otto giornate) con soli 2 punti. Il 3-2 inflitto in rimonta al Newcastle nell’ultimo turno di Premier League ha posto fine ad una striscia senza vittorie di cinque partite.

Mou per il momento tira il fiato ma non essendo l’ultimo arrivato sa bene che se vuole continuare ad essere il manager del Manchester United deve imprimere una svolta decisa al rendimento della sua squadra. La classifica non sorride ma nulla è ancora totalmente compromesso. Di certo mantenere il passo di Manchester City, Liverpool e Chelsea non sarà semplice ma per una squadra del blasone dello United è letteralmente impensabile sventolare bandiera bianca così presto. 

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