Quote Inter-Sampdoria: le migliori scommesse

Scommesse Inter-Sampdoria: le quote

Domenica 21 giugno a San Siro alle 21:45 l'Inter affronterà la Sampdoria nel recupero della 25ª giornata di Serie A. La sfida tra nerazzurri e blucerchiati sarà ricca di incognite dopo lungo periodo di inattività affrontato da entrambe le squadre, ad ogni modo, le quote Inter-Sampdoria di Eurobet.it fanno ritenere probabile un successo agevole per i milanesi: l'1 degli uomini di Conte è quotato a 1,35, mentre il 2 della squadra di Ranieri è offerto a 9,50. L'eventuale parità, secondo le scommesse Inter-Sampdoria, è invece proposta con una quota di 4,85 volte la posta iniziale. Stando alle indicazioni dei bookmakers, Inter-Sampdoria potrebbe essere una sfida da over 2,5, esito quotato a 1,60, meno certezze, invece, sulle quote di Inter-Sampdoria riguardo a gol-gol (1,87) e no gol (1,83).

Precedenti Inter-Sampdoria

Inter e Sampdoria si sono affrontate complessivamente 125 volte nella storia del campionato italiano di Serie A. Nel testa a testa tra le due squadre il maggior numero di vittorie appartiene al club nerazzurro, che ha trionfato in 68 occasioni contro i soli 20 successi dei genovesi, mentre 37 sono gli incontri finiti in parità. Se si prendono in esame esclusivamente i precedenti giocati in casa dell'Inter, la musica non cambia, anzi: a San Siro sono 38 le vittorie nerazzurre contro soli 8 successi della Samp e 16 pareggi. Il club milanese è nettamente in vantaggio anche nel computo dei goal segnati, 228 contro le 115 marcature blucerchiate. Il risultato più frequente tra le due squadre è lo 0-0, ripetutosi in 8 circostanze.

L'ultimo incrocio tra Inter e Sampdoria in ordine di tempo risale al girone d'andata del campionato in corso: era il 28 settembre 2019 e le due squadre si affrontavano sul campo di Marassi. In quella circostanza ad imporsi fu ancora una volta l'Inter, che dopo 22 minuti era avanti di due goal grazie alle reti di Sensi e Alexis Sanchez. Nella ripresa Jankto accorciò le distanze per la Samp, ma la rete di Gagliardini al 61' mise il punto sulle speranze di rimonta dei padroni di casa, mettendo in cassaforte l'1-3 finale.

L'ultimo Inter Sampdoria giocato a San Siro risale alla stagione 2018 2019 e anche in quel caso a vincere furono i nerazzurri, che s'imposero 2-1. Tutte e tre le reti dell'incontro furono messe a segno nella ripresa nel giro di pochi minuti: a portare in vantaggio la squadra allora allenata da Luciano Spalletti fu una rete di Danilo D'Ambrosio al minuto 73, quasi immediatamente arrivò il pari di Manolo Gabbiadini ma al 78' Nainggolan riportò definitivamente avanti l'Inter.

Per trovare l'ultimo successo in ordine cronologico della Sampdoria a San Siro bisogna andare indietro fino alla stagione 2016-2017: in cui la formazione ligure si impose in trasferta con il risultato di uno a due: anche in quel caso le marcature furono aperte al 35º da Danilo d'Ambrosio, la Samp, tuttavia, trovò la rete del pari con Patrick Schick e portò a casa i 3 punti grazie al rigore trasformato da Fabio Quagliarella a pochi minuti dal 90'.

Inter

Le due qualificazioni consecutive alla Champions League attraverso il campionato hanno sancito il ritorno dell’Inter tra le grandi del calcio italiano. Il Gruppo Suning ha ulteriormente rilanciato le proprie ambizioni affidandosi a un tecnico affamato di successo come Antonio Conte, l’uomo ideale per dare forma e sostanza agli ambiziosi piani della società nerazzurra e trasformare in oro il lavoro svolto dai suoi predecessori. L'ex tecnico della Juventus ha preso il posto di Luciano Spalletti, proprio per volere della società che punta in maniera non troppo velata anche a contendere lo scudetto alla Juve. Un altro elemento chiave nella ristrutturazione societaria e tecnica della società è stato l'ingresso nei quadri dirigenziali di Beppe Marotta, deus ex machina dei successi della Juve insieme all’ex collaboratore Paratici. Il contributo del nuovo dirigente nerazzurro, che è andato a operare a stretto contatto col direttore sportivo Piero Ausilio, è stato determinante nell'alzare il livello delle operazioni di mercato interiste e a risolvere la grana del caso Icardi, finito al Paris Saint-Germain.

Appena arrivato ad Appiano Gentile, Antonio Conte ha messo immediatamente le cose in chiaro con dirigenza e squadra, indicando i calciatori che non avrebbero fatto parte del suo progetto, sia per scelta tecnica sia per motivi disciplinari. Via Radja Nainggolan, ceduto al Cagliari, Ivan Perisic, venduto al Bayern Monaco, e soprattutto il succitato Mauro Icardi. L’ex capitano era già fuori dai piani di Spalletti ed era stato reintegrato fino al termine del campionato scorso, ma tutto lasciava presagire a un addio a fine stagione. L’arrivo di Antonio Conte, in seguito, ha messo fine a ogni speranza di continuare a vestire nerazzurro per l’argentino. Dopo un braccio di ferro durato tutta l’estate, in cui non sono mancati momenti di tensione tra cause per mobbing e richieste di danni, il centravanti nato a Rosario si è convinto a lasciare Milano dopo 7 stagioni in cui ha realizzato 124 gol. La cessione di Icardi si è sbloccata soltanto l’ultimo giorno di mercato: alla fine è prevalsa la linea dell’Inter che è riuscita a far rinnovare il contratto all’argentino nonostante la cessione in prestito con diritto di riscatto al Paris Saint-Germain. I francesi potranno optare per l’acquisto al termine del campionato, ma anche se non dovessero esercitare questa opzione, l’Inter non rischia di perdere Icardi senza un adeguato ritorno economico. Una mossa astuta, che è riuscita ad accontentare anche Wanda Nara, moglie-agente del bomber.

Venendo al mercato in entrata, una delle prime trattative concretizzate dai nerazzurri è stata quella che ha portato a Milano Diego Godin, difensore dell’Atletico Madrid e capitano della nazionale uruguaiana, prelevato a parametro zero. Il difensore rappresenta forse l’unico grande elemento di esperienza internazionale dell’intera rosa attuale del Football Club Internazionale Milano. Sulle fasce sono arrivati infatti Valentino Lazaro, dall’Herta Berlino, e Cristiano Biraghi, prodotto del vivaio interista, riacquistato dalla Fiorentina.  A centrocampo sono arrivate due grandi speranze per il calcio italiano come Nicolò Barella e Stefano Sensi, prelevati rispettivamente da Cagliari e Sassuolo, entrambi perni della Nazionale azzurra di Mancini. Gli acquisti più importanti, tuttavia, si sono registrati in attacco dove sono stati acquistati due top player come Romelu Lukaku e Alexis Sanchez, entrambi prelevati dal Manchester United.

A gennaio il club è ulteriormente intervenuto sul mercato con un tris di acquisti dalla Premier: via Lazaro (spedito a Newcastle convinto) e Politano (al Napoli), dentro Ashley Young dal Manchester United, Victor Moses dal Chelsea e soprattutto Cristian Eriksen dal Tottenham.

Dopo 26 giornate di campionato i nerazzurri sono al terzo posto in classifica a -9 dalla Juventus e a -8 dalla Lazio (ma con una partita da recuperare) e hanno perso appena tre partite (match di andata e ritorno contro i bianconeri e la gara di ritorno con i biancocelesti). L’avventura nella fase a gironi di Champions League, invece, si è conclusa al terzo posto, con la mancata qualificazione agli ottavi dopo la sfida persa in casa contro il Barcellona e la conseguente retrocessione in Europa League, dove agli ottavi è attesa dal Getafe.

Sampdoria

La Sampdoria è reduce da una passata stagione molto deludente con il club che ha raggiunto solo il nono posto in classifica, rinunciando ben presto alle proprie ambizioni di qualificazione europee. I blucerchiati sembravano aver trovato un’identità compatta sotto la guida tecnica di Marco Giampaolo, tecnico che ha attirato spesso l’attenzione nazionale, ad ogni modo, pur offrendo buone prestazioni, non c’è stata la sufficiente continuità di risultati e la Samp si è dovuta accontentare con buona pace dei tifosi. La scorsa annata, tuttavia, verrà comunque ricordata per il risultato ottenuto da Fabio Quagliarella, laureatosi capocannoniere con 26 goal a 36 anni e diventato recordman di reti realizzate in più giornate consecutive di campionato, a pari merito con Batistuta.

Il sogno dei tifosi blucerchiati è quello di tornare a vedere una Sampdoria che possa lottare per l’Europa così come capitò con la qualificazione ai gironi di Champions League sfiorata nell’estate del 2010, quando i liguri potevano contare sull’indimenticata coppia d’attacco costituita da Cassano e Pazzini. Dai sogni di gloria, però, la Samp passò inaspettatamente alla retrocessione in Serie B pochi mesi più tardi. Un altro scossone importante fu rappresentato qualche anno dopo dalla morte del presidente Riccardo Garrone, dal quale il figlio Edoardo prese in eredità il timone blucerchiato fino al termine della stagione 2013-14, per poi lasciare la proprietà del club all'imprenditore romano Massimo Ferrero. Con la nuova proprietà fu immediata la qualificazione all'Europa League a seguito della rinuncia del Genoa, ma da allora non sono stati ottenuti risultati degni di nota. Sul mercato la società doriana è stata scopritrice di tanti elementi come Milan Skriniar, Patrick Schick, Luis Muriel, Lucas Torreira e Dennis Praet, che hanno goduto di fortune alterne una volta trasferitisi dal capoluogo ligure. Per la stagione 2019-2020 la panchina era stata affidata ad Eusebio Di Francesco, esonerato dalla Roma qualche mese prima e fuori dalla Sampdoria già ad ottobre. Così come nella Roma, il suo posto è stato preso da Claudio Ranieri.

La Sampdoria di oggi si ritrova a lottare per la salvezza e a condividere i bassifondi della classifica con i cugini del Genoa. Nelle 18 partite giocate da quando al timone c’è il tecnico romano (che ha debuttato con uno 0-0 proprio davanti alla sua Roma) i risultati della squadra non sono migliorati in maniera radicale, ad ogni modo il ruolino di 6 vittorie, 5 pareggi e 7 sconfitte, è sicuramente più incoraggiante rispetto alla disastrosa partenza in campionato.