Quote Juventus-Bologna: le migliori scommesse

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La vittoria nel derby di Italia contro l'Inter ha rilanciato prepotentemente le ambizioni scudetto della Juventus. Dopo la sosta per le nazionali, i bianconeri torneranno in campo nel match in casa contro il Bologna, una partita estremamente alla portata, visti i valori nettamente superiori della rosa bianconera rispetto a quella degli emiliani. Attenzione però ai rossoblu, che in questa stagione - anche per onorare al meglio il proprio tecnico Mihajlovic - stanno dando qualcosa in più e nell'ultimo turno hanno fermato sul pari la Lazio.

Consultando le quote Juventus-Bologna del 19 ottobre 2019, si può subito notare come il favore dei pronostici sia tutto a favore dei bianconeri. L'1 è quotato appena a 1,33, e sembra dunque un risultato scontato. Il 2 dei felsinei, invece, è paga 10,50 volte la posta iniziale e sembra dunque molto improbabile. L'eventuale pareggio è quotato a 4,90. Per le scommesse Juventus-Bologna, sembra abbastanza probabile lo scenario dell'over 2,5, eventualità bancata a 1,60.

 

Precedenti Juventus-Bologna

I precedenti totali in Serie A tra Juventus e Bologna sono in totale 159. Nel testa a testa è nettamente in vantaggio la formazione bianconera che ha vinto la bellezza di 78 partite contro le sole 27 vittorie degli emiliani. In 54 occasioni, invece, la sfida è finita in parità. La Juventus è nettamente in avanti anche nel computo dei goal segnati, 232 contro i 142 del Bologna.

Per quanto riguarda gli 80 precedenti a Torino, si registrano 46 vittorie della Juve, 5 successid del Bologna e 29 pareggi.

L'ultimo confronto in campionato tra le due squadre risale al girone di ritorno dello scorso campionato, precisamente al 24 febbraio 2019, quando la Juventus s'impose di misura al Dall'Ara grazie a una rete realizzata da Paulo Dybala nella ripresa.

Gli juventini avevano avuto la meglio anche nel match del girone d'andata, giocato in casa il 26 settembre 2018: in quell'occasione il risultato fu di 2-0 con reti di Dybala e Matuidi nel primo quarto d'ora di gioco.

La scorsa stagione, tuttavia, Juventus e Bologna non si sono affrontate soltanto in campionato, ma anche in Coppa Italia, agli ottavi di finale. Anche in coppa ad avere la meglio è stata la formazione bianconera, corsara al Dall'Ara con le reti di Bernardeschi e Kean.

Bologna

Reduce dall'anonimo decimo posto della scorsa annata, il Bologna si è affacciato alla nuova stagione con rinnovate ambizioni dichiarate apertamente in estate dal patron Joey Saputo che per tutta risposta ha compiuto importanti investimenti sul mercato. Il primo tassello posto dal magnate italo-canadese è stata la conferma del tecnico Siniša Mihajlović, legatosi al club con un contratto triennale.  Un altro innesto importante fuori dal campo è stato quello di Walter Sabatini, in qualità di coordinatore dell'area tecnica, al fianco del ds Riccaro Bigon.

Il club ha iniziato le proprie operazioni riscattando i calciatori in prestito che avevano ben figurato con la maglia del Bologna. I primi sono stati Nicola Sansone e Roberto Soriano dal Villarreal, poi i rossoblu hanno fatto diventare definitivi anche gli accordi con Danilo dell'Udinese e Riccardo Orsolini dalla Juventus, sostenendo un importante esborso economico.

Ai calciatori riscattati si sono aggiunti il difensore Mattia Bani dal Chievo, e due elementi di prospettiva come Jerdy Schouten dall'Excelsior e Stefano Denswil dal Club Bruges. Interessantissima l'operazione che ha portato all'ombra delle due torri il giapponese Takehiro Tomiyasu dal Sint-Truiden. Tesserato anche il promettente danese Andreas Skov Olsen dal Nordsjælland. L'ultimo arrivo in ordine di tempo è stato quello di Gary Medel dal Beşiktaş: per il cileno si tratta di un ritorno in Italia dopo aver vestito la maglia dell’Inter.

Sul fronte cessioni, invece, oltre a Lyanco, Simone Edera e Federico Mattiello rientrati a Torino — i primi due — e all'Atalanta l'ultimo, c’è stato il riscatto di Alex Ferrari da parte della Sampdoria. Ceduto a titolo definitivo anceh Emil Krafth all'Amiens e Felipe Avenatti allo Standard Liegi. Via da Bologna anche lo svedese Helander, finito ai Glasgow Rangers e Adam Nagy, venduto al Bristol City. La cessione più importante, tuttavia, è stata quella di Erick Pulgar, ceduto per una decina di milioni di euro alla Fiorentina.

Trattative e obiettivi stagionali del Bologna, tuttavia, sono inaspettatamente passati in secondo piano lo scorso 13 luglio, data in cui Sinisa Mihajlović ha annunciato di essersi ammalato di leucemia. Una scoperta fortuita, fatta durante i controlli medici di rito prima dell'inizio della nuova stagione. La notizia della malattia di Mihajlovic ha chiaramente destato stupore e solidarietà da parte di tutto il mondo dello sport e non solo.

L'allenatore serbo, noto per il suo temperamento, nonostante la malattia ha sorprendentemente deciso di non rinunciare al suo incarico pur non potendo garantire la sua costante presenza in panchina per via dei cicli di chemioterapia. Ad ogni modo il 25 agosto, dopo 44 giorni di ricovero, Sinisa - pur visibilmente provato - è tornato a sorpresa a sedere in panchina nella gara d'esordio in campionato in casa dell'Hellas Verona (1-1). Pur non potendo essere sempre presente in panchina, Miha è riuscito a creare un clima positivo intorno alla sua squadra: davvero emozionante il momento in cui i suoi giocatori sono andati a trovarlo in ospedale dopo la grande rimonta 3-4 in casa del Brescia.  Nonostante una situazione anomala, il Bologna si sta ben disimpegnando in Serie A. Al momento è a metà classifica con 9 punti frutto di 2 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte.

Juventus

La Juventus che si appresta a disputare la nuova stagione è avvolta da un misto di curiosità e scetticismo. Dopo essersi laureata campione d'Italia per l'ottava stagione di fila la Vecchia Signora ha scelto di cambiare radicalmente volto interrompendo consensualmente il contratto con Massimiliano Allegri, allenatore artefice degli ultimi cinque scudetti, per ingaggiare Maurizio Sarri. La scelta è ricaduta sull’ex tecnico del Napoli, reduce da un terzo posto in Premier League e dall’Europa League vinta con il Chelsea, poiché è ritenuto come colui che può cambiare l’identità tattica dei bianconeri. Il passaggio di consegne tra Allegri e Sarri, infatti, è il frutto di una precisa scelta della società piemontese. Nelle ultime stagioni la Juve ha dominato in Italia ma ha faticato molto a imporsi in Europa anche per via della mancanza di gioco. Il club sta dunque passando una filosofia di gioco estremamente pragmatica come quella dell'ex tecnico di Cagliari e Milan, al fraseggio elaborato di stampo sarriano, ribattezzato Sarri-ball dai giornalisti di oltremanica.

Se almeno all’inizio pareva aleggiare più di qualche perplessità su come la squadra avrebbe accolto i dettami tattici del nuovo allenatore, le prime giornate di campionato hanno evidenziato una Juve vincente sia col Parma sia col Napoli (una delle principali rivali nella lotta scudetto) e in particolare contro i partenopei si sono già visti i primi sprazzi della nuova filosofia di gioco. Ad ogni modo, a certificare la grandezza della Juventus, è stata soprattutto la vittoria in casa dell’Inter allenata dall’ex Antonio Conte, squadra che fino a quel momento era l’unica compagine imbattuta e a punteggio pieno in Serie A. La Juve in fondo può contare su campioni del calibro di Cristiano Ronaldo e altri top player in ogni settore del campo e dunque l'apprendimento dei movimenti di Sarri non sta risultando poi così problematico.

La Juve 2019-2020, ad ogni modo, non sarà una squadra diversa soltanto per via del cambio alla guida tecnica. Il calciomercato estivo, infatti, ha prodotto diversi cambiamenti nel roster bianconero. Ad esempio non fa più parte della formazione Andrea Barzagli, membro storico del trio composto insieme a Bonucci e Chiellini, conosciuto come BBC: il difensore campione del mondo con la nazionale azzurra ha appeso gli scarpini al chiodo.

Le cessioni invece hanno riguardato João Cancelo, ceduto al Manchester City (scambio con Danilo più conguaglio di 28 milioni di euro) e Moise Kean, venduto all'Everton per una cifra che con i bonus si aggira attorno ai 30 milioni di euro. Venduto anche Spinazzola, rientrato nell'affare che ha portato a Torino il romanista Luca Pellegrini (a sua volta ri-prestato al Cagliari). Il volto nuovo più importante alla Continassa è sicuramente quello di Matthjis de Ligt, prelevato per 70 milioni di euro dall'Ajax, squadra di cui era capitano e che sarà uno dei nuovi perni della difesa bianconera. Difesa che si arricchisce anche con l'innesto di Merih Demiral, promettente centrale turco prelevato dal Sassuolo.

Irrobustito anche con centimetri e tecnica il reparto di centrocampo che ha accolto due arrivi internazionali come Aron Ramsey e Adrien Rabiot, entrambi prelevati a costo zero dopo essersi svincolati rispettivamente dall'Arsenal e dal Paris Saint-Germain. A questi nomi e al sopracitato Danilo, si aggiungono due vecchie conoscenze dei bianconeri come Gigi Buffon e Gonzalo Higuain. Per l'ex portiere della Nazionale si tratta di un ritorno dopo un solo anno lontano da Torino, trascorso con la maglia del PSG, mentre per l'argentino, non riscattato dal Chelsea, si tratta di una seconda vita in bianconero, dopo l’accantonamento della scorsa stagione trascorsa a metà tra Milan e Chelsea.