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Quote Juventus-Hellas Verona: le migliori scommesse

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Domenica 25 ottobre all'Allianz Stadium di Torino si giocherà Juventus-Hellas Verona. Per i bianconeri, reduci dal pareggio di Crotone che ha lasciato qualche mugugno, la partita con gli scaligeri sarà un'importante occasione per zittire i critici, specialmente dopo la bella prestazione in Champions League, valsa i tre punti in casa della Dinamo Kiev. La squadra di Pirlo, tuttavia, dovrà confrontarsi con un Verona dimostratosi solido in linea con la passata stagione. Nonostante la grande organizzazione della squadra di Juric, le quote Juventus-Hellas Verona evidenziano come i piemontesi siano ampiamente favoriti per questa sfida: l'1 paga a 1,45, mentre il 2 è offerto a 7,00 e il pari a 4,55. Per le scommesse Juventus-Hellas Verona, esiste una discreta probabilità che la partita finisca in over 2,5, esito quotato a 1,75, che poi è la stessa quota offerta per il no gol.

Precedenti Juventus-Hellas Verona

I precedenti totali in Serie A tra Juventus ed Hellas Verona sono in totale 58: la maggior parte di queste sfide ha visto trionfare la squadra bianconera, vittoriosa in 33 occasioni contro gli 11 successi dei gialloblu e 14 pareggi. Se si prendono in considerazione soltanto le 29 partite giocate in casa dei bianconeri, si contano 25 successi, 4 pareggi e nessuna vittoria degli scaligeri.

L'ultima volta che Juventus ed Hellas Verona si sono incontrate in Serie A risale all'8 febbraio 2020 per la 23ª giornata di campionato. Quella partita si giocò in casa del Verona e la squadra di Juric ebbe la meglio imponendosi 2-1 nonostante fosse passata in svantaggio dopo il gol di Cristiano Ronaldo al 65'. La rete di Fabio Borini al 76' rimise in equilibrio il punteggio e un rigore di Pazzini all'86' consegnò agli scaligeri una storica vittoria contro i Campioni d'Italia.

L'ultimo Juventus-Verona giocato in casa della Juventus, invece, coincide con un successo dei bianconeri per 2-1. Era il 21 settembre 2019, alla quarta di campionato: dopo aver sbagliato un rigore con Samuel Di Carmine, la formazione veneta andò in vantaggio con un rigore di Veloso, la Juve però pareggio prima di rientrare negli spogliatoi con Ramsey e nella ripresa ribaltò il punteggio con un gol su rigore di Cristiano Ronaldo.

Juventus

La Juventus si è laureata campione d'Italia per la nona stagione di fila. Nonostante ciò, i vertici del club bianconero hanno sorprendentemente scelto di operare un altro cambio in panchina interrompendo dopo una sola stagione il rapporto lavorativo con Maurizio Sarri. Dopo una sola stagione, il tecnico che la scorsa estate aveva raccolto la pesante eredità di Massimiliano Allegri (fatta di cinque scudetti bianconeri e due finali di Champions League raggiunte) è stato sollevato dal suo incarico benché avesse vinto lo Scudetto.

La vittoria del titolo, tuttavia, non è stata sufficiente per l’ex allenatore di Napoli e Chelsea: a Sarri sono costate caro l’eliminazione agli ottavi di finale di Champions League, patita per mano del Lione nonostante la vittoria nella sfida di ritorno (con il 2-2- complessivo del doppio confronto sono passati i francesi in virtù del gol in trasferta) e la sconfitta in finale di Coppa Italia, avvenuta ai rigori contro il Napoli qualche settimana prima. A ciò va aggiunto che il presidente del club bianconero Andrea Agnelli, aveva accettato con molta titubanza l’ingaggio dell’ex tecnico dei partenopei, che invece era stato molto sponsorizzato dal direttore sportivo Fabio Paratici e da Pavel Nedved. Il patron bianconero, con un atto di forza, ha ripreso in mano il controllo delle operazioni, optando per una scelta a effetto, espressa con l’esonero il giorno successivo all’eliminazione dalla Champions League.

Per rimpiazzare Sarri, la Juve ha scelto la strada della soluzione interna, piazzando un’autentica scommessa: la scelta di Agnelli è infatti ricaduta su Andrea Pirlo, ex calciatore di fama mondiale all’inizio del suo percorso da tecnico, inizialmente opzionato per guidare la Juve Under 23 in Serie C (la panchina dei giovani è stata poi affidata a Lamberto Zauli). La convinzione di Agnelli è che Pirlo possa essere un predestinato anche in panchina. Naturalmente la curiosità intorno al nuovo allenatore della Juve, celebrato a livello mondiale come il miglior playmaker di tutti i tempi, è davvero tanta: sono in molti a chiedersi se il genio bresciano riuscirà a replicare anche da tecnico una carriera che da giocatore è stata semplicemente memorabile.

Il calciomercato della Juventus per ora non è rimasto fermo: sul finire della scorsa stagione Paratici ha perfezionato con il Barcellona lo scambio Arthur-Pjanic. Il centrocampista brasiliano è sbarcato a Torino, mentre il bosniaco dopo cinque stagioni in Piemonte ha raggiunto la Catalogna. Nel mercato di gennaio, invece, era stata definita con l’Atalanta l’operazione che ha portato alla Juve Dejan Kulusevski, talento svedese di origini macedoni, reduce da una stagione strepitosa al debutto nella massima serie con il Parma, conclusa con 10 gol e 9 assist. Non a caso la cifra sborsata per acquistarlo è stata di 40 milioni di euro, una somma davvero notevole per un 2000.

A centrocampo è arrivato un acquisto di secondo piano ma che potrebbe rivelarsi molto utile, ossia quello di Weston McKennie, primo calciatore nordamericano della storia della Juventus, acquisito in prestito con diritto di riscatto dallo Schalke 04, che prenderà il posto di Blaise Matuidi, finito all’Inter Miami in MLS insieme a Gonzalo Higuain. Ultimo acquisto in ordine cronologico è stato Alvaro Morata: l’attaccante spagnolo, che aveva già vestito per due stagioni la maglia bianconera, è arrivato a Torino dall’Atletico Madrid in prestito con diritto di riscatto fissato a 45 milioni (con opzione di rinnovo annuale del prestito per altri 10 milioni e successivo diritto di riscatto a 35 milioni).  Oltre a Cristian Romero, prestato per le prossime due stagioni all’Atalanta, l’altra uscita operata dai bianconeri riguarda Marko Pjaca, ceduto in prestito secco al Genoa fino alla fine della stagione.

Hellas Verona

La stagione del ritorno in Serie A per l’Hellas Verona è andata meglio di quanto chiunque potesse pensare. Tornata nella massima serie come vincitrice dei playoff di Serie B, dopo una sola stagione d’assenza, la squadra veneta è stata affidata ad un tecnico di polso come Ivan Juric. Il traguardo principale richiesto dai vertici del club scaligero era una tranquilla salvezza ma la bontà del lavoro dell’allenatore croato e il lavoro fatto sul mercato dalla dirigenza hanno reso possibile un sorprendente nono posto davanti anche a formazioni ritenute più attrezzate come Fiorentina, Parma, Bologna, Cagliari e Torino. Alla squadra di Juric, corteggiatissimo da altre squadre in estate ma rimasto alla guida del club dopo aver ricevuto le necessarie garanzie tecniche, è mancato soltanto un pizzico di continuità in più per poter credere addirittura al sogno di una qualificazione ai preliminari di UEFA Europa League, chissà che l’assalto non possa essere ritrovato anche in questa stagione, sebbene tutti sappiano che sarà molto difficile.

La campagna acquisti degli scaligeri è stata molto oculata nonostante il club del presidente Setti abbia incassato diverse decine di milioni di euro per le cessioni di Amrabat e Rrhamani a Fiorentina e Napoli (avvenute a gennaio ma diventate effettive dalla stagione 2020/2021 poiché entrambi i club avevano lasciato in prestito i giocatori al Verona) e di Kumbulla alla Roma. L'acquisto più oneroso dei veneti è stato il franco-camerunese Adrien Tameze, già visto in Italia con la maglia dell'Atalanta, acquistato per 3,50 milioni dal Nizza. L'innesto di maggior spessore, tuttavia, è quello di Nikola Kalinic, attaccante croato di comprovata esperienza, già visto in Serie A con le maglie di Fiorentina e Roma, arrivato per 2 milioni di euro dall'Atletico Madrid. Sempre nel reparto offensivo, la dirigenza veronese ha voluto scommettere su Andrea Favilli, promettente attaccante di proprietà del Genoa. In difesa sono stati acquisiti il turco-tedesco Koray Günter, preso dal Genoa per 2 milioni, Federico Ceccherini dalla Fiorentina, Mert Cetin dalla Roma (nell'ambito dell'operazione Kumbulla) e l'argentino Bruno Amione, 18enne del Belgrano. In prestito dall'Atalanta è arrivato il promettente Ebrima Colley, mentre dall'Udinese, a titolo definitivo l'esperto Badu. Il centrocampo è stato rinforzato con gli arrivi di Antonin Barak in prestito dall'Udinese, Marco Benassi dalla Fiorentina e Ronaldo Vieira dalla Sampdoria. Lasciato andare a parametro zero Fabio Borini.