quote scommesse Roma-Torino

Quote Roma-Torino: le migliori scommesse

Roma e Torino si affronteranno domenica 5 gennaio alle 20:45 allo Stadio Olimpico nella sfida valevole per la 18ª giornata di Serie A. Consultando le quote Eurobet per la sfida tra giallorossi e granata si può immediatamente cogliere la preferenza dei bookmakers per il successo dei capitolini: l'1 è quotato a 1,48, mentre il 2 paga a 6,50 e il pari a 4,50. Le quote rispecchiano l’andamento in campionato delle due squadre con la Roma reduce da cinque risultati utili di fila, mentre il Toro è reduce dal passo falso con la Spal. Esistono buone probabilità che Torino-Roma sia una gara da over 2,5 a 1,55 e anche il goal-goal sembra verosimile, offerto a 1,68.

Precedenti Roma-Torino

Roma e Torino si sono affrontate finora in 148 gare nel campionato di Serie A. La Roma ha totalizzato 63 vittorie (48 delle quali ottenute tra le mura amiche) mentre il Torino ha ottenuto 45 successi (di cui 13 sono arrivati in trasferta). I confronti finiti in pareggio, invece, sono 40. Nel testa a testa tra le due squadre, i giallorossi sono in vantaggio anche per il numero di goal segnati: 210 le marcature capitoline contro i 184 centri per il Toro.

L’ultima sfida in ordine cronologico tra Roma e Torino risale al 19 gennaio 2019. Anche in quell’occasione si giocava allo Stadio Olimpico e la Roma vinse 3-2: chiuso il primo tempo sul 2-0 con le reti di Zaniolo e Kolarov (su rigore), i giallorossi si lasciarono rimontare dalle reti di Rincón e Ansaldi, salvo poi portare a casa i tre punti grazie al goal vittoria realizzato da El Shaarawy a un quarto d’ora dal termine. All’andata, giocata il 19 agosto 2018, la Roma s'impose di misura in casa del Torino vincendo 0-1, con il successo griffato da Edin Dzeko negli istanti conclusivi del match.

L’ultima vittoria del Torino in casa della Roma risale all’ormai lontana stagione di Serie A 2006/07, precisamente al 13 maggio 2007: in quell’occasione i granata si affermarono all’Olimpico con il risultato di 0-1. A siglare la rete fu proprio un ex giallorosso come Roberto Muzzi.

Il pareggio tra queste due squadre nella Capitale, invece, non si verifica da ancora più tempo e bisogna andare indietro nel tempo, fino alla stagione 1994/95: era il 12 marzo 1995 e il Torino passò in vantaggio ancora una volta con un ex, quel Ruggiero Rizzitelli, che aveva vestito la maglia giallorossa dal 1988 al 1994. A segnare la rete del pari ci pensò l’uruguagio Daniel Fonseca che fissò il risultato sul punteggio finale di 1-1.

Roma

La scorsa stagione è stata molto deludente per la Roma. I giallorossi - all'inizio del campionato - erano considerati una pretendente per un piazzamento in Champions e qualcuno credeva addirittura potessero inserirsi in una corsa a tre con Juventus e Napoli per lo Scudetto. Dopo poche giornate di campionato contraddistinte da risultati altalenanti, tuttavia, era abbastanza chiaro che la stagione avrebbe preso un'altra piega. Il sodalizio giallorosso, privato di vari giocatori che costituivano la spina dorsale della rosa come Alisson, Strootman e Nainggolan, ha faticato moltissimo e anche l'inserimento dei nuovi non è stato del tutto positivo (se Cristante si è ben adattato, non si può dire lo stesso di N'Zonzi, Pastore e il portiere Olsen).

L'unica nota lieta è stato l'improvviso exploit di Nicolò Zaniolo, ottenuto nell'ambito dello scambio con l'Inter in cui sono stati inseriti anche Nainggolan e Santon. La stagione della Roma è iniziata a precipitare dall'inizio del girone di ritorno in poi: concluso il girone di andata al quinto posto i giallorossi sono stati eliminati ai quarti di finale con un imbarazzante 7-1 rimediato dalla Fiorentina, successivamente le cose si sono complicate anche in Champions League. La Roma che era riuscita a qualificarsi agli ottavi di finale classificandosi seconda dopo il Real Madrid è stata eliminata dal Porto, con i lusitani in grado di ribaltare nel ritorno la sconfitta dell'andata. L'eliminazione dalla Champions è stata fatale per Di Francesco che è stato poi esonerato e rimpiazzato con Claudio Ranieri. L'artefice del miracolo-Leicester, grandissimo tifoso della Roma ha guidato il club fino al termine del campionato chiudendo al sesto posto con la qualificazione ai preliminari di UEFA Europa League, poi tramutata in qualificazione diretta per via della rinuncia alla partecipazione del Milan.

La Roma ad ogni modo non ha vissuto momenti complicati esclusivamente sul campo: quasi nello stesso periodo si è consumato il doppio addio di Totti e De Rossi. Il Pupone, ritiratosi ormai da un paio d'anni ha abbandonato la sua carica di dirigente in aperto contrasto con Pallotta, contestando al club di non avergli mai consentito di dire la propria o avere influenza sui processi decisionali tanto in sede di mercato, quanto nella scelta dell'allenatore. Capitan Futuro, invece, è stato lasciato andar via senza che gli fosse rinnovato il contratto dopo 18 stagioni da professionista con la maglia della Roma e pur di non indossare un'altra maglia ha scelto di ripartire dall'altra parte del mondo, firmando con il Boca Juniors.

In estate, il nuovo ds dei giallorossi Gianluca Petrachi ha operato l'ennesima rivoluzione: oltre a Manolas, protagonista di uno scambio col Napoli in cui è arrivato Diawara, sono stati ceduti Luca Pellegrini alla Juve (in cambio è arrivato Spinazzola), El Shaarawy in Cina e 'pesi morti' come Marcano e Gerson. Via in prestito anche Karsdorp e Nzonzi. I volti nuovi a Trigoria sono quelli del portiere spagnolo Pau Lopez, prelevato dal Betis Siviglia per rimpiazzare Olsen, Gianluca Mancini, centrale difensivo preso dall'Atalanta, e Jordan Veretout dalla Fiorentina. Preso anche il difensore turco Çetin. Resta a Roma Dzeko, che ha rinnovato nonostante il lungo corteggiamento dell'Inter.

Torino

Pur concludendo la scorsa stagione al settimo posto, un piazzamento che lo escludeva dalla qualificazione europea, il Torino ha conquistato l’ammissione ai preliminari di Europa League sub-iudice dopo che l'UEFA ha punito il Milan con l'esclusione dal torneo per il mancato allineamento della società rossonera ai parametri del fair play finanziario.  Il club del presidente Urbano Cairo si è trovato costretto a dover rivedere in fretta i propri piani per l'estate in vista dei preliminari, anticipando le date del ritiro e iniziando la preparazione prima del previsto. Per il Torino si è trattato di un ritorno al calcio internazionale dopo ben quattro stagioni d'assenza, ma purtroppo il sogno è durato ben poco.

La squadra di Walter Mazzarri ha debuttato nel secondo turno delle qualificazioni di UEFA Europa League, rilevando il posto conquistato sul campo dalla Roma (direttamente ammessa alla fase a gironi dopo la rinuncia del Milan il ripescaggio dei torinesi). Il primo avversario contro cui ha dovuto vedersela la formazione piemontese è stato il Debrecen. All'andata, giocata in casa, il Toro ha sconfitto gli ungheresi 3-0, mentre al ritorno la formazione granata si è imposta in trasferta 1-4, passando il turno con un punteggio totale di 7-1. Nell'andata del terzo turno, invece, a cadere sotto i colpi dei piemontesi sono stati i bielorussi del Šachcër Salihorsk. Il match d'andata ha visto la squadra di Mazzarri imporsi in casa con un sonoro 5-0 frutto di una doppietta di Belotti e dei goal di Izzo, De Silvestri e Bonifazi. Al ritorno a Minsk, invece, il match è terminato con un pareggio ininfluente: al pari di Zaza a 10' dalla fine ha risposto una rete realizzata su calcio di rigore da Yanush allo scadere. Il Torino così si è qualificato per il playoff per l’ammissione alla fase a gironi di Europa League contro gli inglesi del Wolverhampton, contro i quali non c’è stato nulla da fare. A Torino è finita 2-3 per i Wolves che si sono imposti anche nel match di ritorno vincendo 2-1, con la conseguente estromissione dei granata.

Sfumato l’accesso all’Europa League, il timore dei tifosi del Toro era che non arrivasse più nessun acquisto. Il club piemontese, infatti, con il nuovo direttore sportivo Massimo Bava (promosso dal settore giovanile dopo che Petrachi si è accasato alla Roma) si è prodigato in particolar modo per portare a termine il riscatto di quattro calciatori granata che erano stati presi in prestito nella scorsa stagione e che avevano ben figurato nell’arco di tutto il campionato: Cristian Ansaldi (dall'Inter), Koffi Djidji (dal Saint-Etienne), Ola Aina (dal Chelsea) e Simone Zaza (dal Valencia). Possono essere considerati alla stregua di nuovi acquisti due giocatori che sono tornati a far parte in pianta stabile della rosa torinista dopo essere rientrati dai prestiti della scorsa stagione come Lyanco, tornato dal Bologna, e Kevin Bonifazi, tornato alla base dopo il campionato vissuto da protagonista con la SPAL. Alla fine, Cairo si è regalato un colpo a effetto nonostante l’esclusione dai gironi UEFA, acquistando Simone Verdi dal Napoli nell’ultimo giorno di mercato per una cifra che arriverà a 25 milioni di euro.

La partenza in campionato del Torino è stata positiva con i due successi di fila contro Sassuolo e Atalanta ma poi sono arrivati due tonfi di fila contro Lecce e Samp. L'incostanza nei risultati è proseguita con la vittoria sul Milan, il k.o. di Parma e il pari di Napoli. Ancora una sconfitta a Udine e un pari in casa con il Cagliari. Poi il brutto passo falso dell'Olimpico contro la Lazio e la sconfitta nel derby. Solo la vittoria in casa del Brescia ha dato una boccata d'ossigeno, perché poi è arrivato il brutto k.o. in casa con l'Inter.