quote scommesse Torino-Inter

Quote Torino-Inter: le migliori scommesse

Scommesse Torino-Inter scopri le quote di Eurobet

Torino e Inter si sfideranno il prossimo 23 novembre 2019 allo Stadio Olimpico Grande Torino alle 20:45. Per il match tra granata e nerazzurri, le quote Torino-Inter di Eurobet ritengono che il favore dei pronostici sia per la squadra allenata da Antonio Conte: il 2 dell’Inter è quotato a 1,87, proposta sensibilmente più bassa rispetto a quella di 4,30 offerta per l’1 del Toro. L’eventuale parità è quotata a 3,50. Grande incertezza per quanto riguarda le scommesse Torino-inter sull’under 2,5 e over 2,5, quotati a 1,80 e 1,90, le stesse quote offerte anche per goal-goal (1,80) e no-goal (1,90).

Precedenti Torino-Inter

Torino e Inter si sono affrontate ben 150 volte nella storia del campionato di Serie A: i nerazzurri sono nettamente avanti nel testa a testa con 65 successi contro le 36 vittorie del Torino, mentre sono 49 gli incontri terminati in parità. 212 le reti realizzate dall'Inter, 151 quelle del Torino.

L’ultimo incrocio tra le due squadre risale al girone di ritorno dello scorso campionato: si giocava in casa dei granata e la squadra di Walter Mazzarri s’impose con il risultato di 1-0. A decidere l’incontro fu il goal realizzato da Armando Izzo al 35’ su assist dell’ex interista Ansaldi. Nella gara d’andata, invece, finì 2-2 a San Siro, con l’Inter che era passata in doppio vantaggio grazie a Perisic e de Vrij, ma fu poi rimontata dalle reti di Belotti e Meïte.

Un’altra vittoria in campo granata risale all’8 aprile 2018, quando la formazione di Mazzarri s’impose 1-0 grazie alla rete segnata dall’ex Adem Ljajic. Uno sgambetto confezionato da due ex, tecnico e marcatore.

L’ultimo successo dell’Inter in casa del Torino risale all’8 novembre 2015: uno 0-1 firmato dalla meteora Kondogbia.

Torino

Pur concludendo la scorsa stagione al settimo posto, un piazzamento che lo escludeva dalla qualificazione europea, il Torino ha conquistato l’ammissione ai preliminari di Europa League sub-iudice dopo che l'UEFA ha punito il Milan con l'esclusione dal torneo per il mancato allineamento della società rossonera ai parametri del fair play finanziario.  Il club del presidente Urbano Cairo si è trovato costretto a dover rivedere in fretta i propri piani per l'estate in vista dei preliminari, anticipando le date del ritiro e iniziando la preparazione prima del previsto. Per il Torino si è trattato di un ritorno al calcio internazionale dopo ben quattro stagioni d'assenza, ma purtroppo il sogno è durato ben poco.

La squadra di Walter Mazzarri ha debuttato nel secondo turno delle qualificazioni di UEFA Europa League, rilevando il posto conquistato sul campo dalla Roma (direttamente ammessa alla fase a gironi dopo la rinuncia del Milan il ripescaggio dei torinesi). Il primo avversario contro cui ha dovuto vedersela la formazione piemontese è stato il Debrecen. All'andata, giocata in casa, il Toro ha sconfitto gli ungheresi 3-0, mentre al ritorno la formazione granata si è imposta in trasferta 1-4, passando il turno con un punteggio totale di 7-1. Nell'andata del terzo turno, invece, a cadere sotto i colpi dei piemontesi sono stati i bielorussi del Šachcër Salihorsk. Il match d'andata ha visto la squadra di Mazzarri imporsi in casa con un sonoro 5-0 frutto di una doppietta di Belotti e dei goal di Izzo, De Silvestri e Bonifazi. Al ritorno a Minsk, invece, il match è terminato con un pareggio ininfluente: al pari di Zaza a 10' dalla fine ha risposto una rete realizzata su calcio di rigore da Yanush allo scadere. Il Torino così si è qualificato per il playoff per l’ammissione alla fase a gironi di Europa League contro gli inglesi del Wolverhampton, contro i quali non c’è stato nulla da fare. A Torino è finita 2-3 per i Wolves che si sono imposti anche nel match di ritorno vincendo 2-1, con la conseguente estromissione dei granata.

Sfumato l’accesso all’Europa League, il timore dei tifosi del Toro era che non arrivasse più nessun acquisto. Il club piemontese, infatti, con il nuovo direttore sportivo Massimo Bava (promosso dal settore giovanile dopo che Petrachi si è accasato alla Roma) si è prodigato in particolar modo per portare a termine il riscatto di quattro calciatori granata che erano stati presi in prestito nella scorsa stagione e che avevano ben figurato nell’arco di tutto il campionato: Cristian Ansaldi (dall'Inter), Koffi Djidji (dal Saint-Etienne), Ola Aina (dal Chelsea) e Simone Zaza (dal Valencia). Possono essere considerati alla stregua di nuovi acquisti due giocatori che sono tornati a far parte in pianta stabile della rosa torinista dopo essere rientrati dai prestiti della scorsa stagione come Lyanco, tornato dal Bologna, e Kevin Bonifazi, tornato alla base dopo il campionato vissuto da protagonista con la SPAL.

Alla fine, Cairo si è regalato un colpo a effetto nonostante l’esclusione dai gironi UEFA, acquistando Simone Verdi dal Napoli nell’ultimo giorno di mercato per una cifra che arriverà a 25 milioni di euro. Nelle prime giornate di campionato il Torino è partito in maniera abbastanza positiva, cogliendo due successi di fila contro Sassuolo e Atalanta. Una striscia positiva interrotta soltanto dall’inaspettato passo falso in casa contro il Lecce. Poi ancora un ko contro la Samp e con il Parma, inframezzato dalla vittoria sul Milan. Negli ultimi tre turni due pari con Napoli e Cagliari, intervallati dalla sconfitta con l’Udinese.

Inter

L’Inter è tornata stabilmente nell'Europa che conta con due qualificazioni consecutive alla Champions League ai danni della Lazio. Ormai il club è rientrato nel novero delle big europee e ha trovato una guida perfetta in Antonio Conte, l’uomo ideale per dare forma e sostanza agli ambiziosi piani della società nerazzurra e trasformare in oro il lavoro svolto dai suoi predecessori. L'ex tecnico della Juventus ha preso il posto di Luciano Spalletti nonostante quest’ultimo avesse raggiunto tutti gli obiettivi stabiliti dall’Inter. Insomma, uno smacco non indifferente, ma anche una responsabilità in più per Conte, che è praticamente chiamato in maniera non troppo velata a concorrere soprattutto per lo scudetto. Come se non bastasse, un altro elemento chiave nella ristrutturazione societaria e tecnica della società è stato l'ingresso nei quadri dirigenziali di Beppe Marotta, fautore dei successi della Juve insieme all’ex collaboratore Paratici. Il contributo del nuovo dirigente nerazzurro, affiancatosi al direttore sportivo Ausilio, è stato determinante nell'alzare il livello delle operazioni di mercato interiste e a risolvere la grana del caso Icardi, finito al Paris Saint-Germain.

Appena arrivato ad Appiano Gentile, Antonio Conte ha messo immediatamente le cose in chiaro con dirigenza e squadra, indicando i calciatori che non avrebbero fatto parte del suo progetto, sia per scelta tecnica sia per motivi disciplinari. Via Radja Nainggolan, ceduto al Cagliari, Ivan Perisic, venduto al Bayern Monaco, e soprattutto il succitato Mauro Icardi. L’ex capitano era già fuori dai piani di Spalletti ed era stato reintegrato fino al termine del campionato scorso, ma tutto lasciava presagire a un addio a fine stagione. L’arrivo di Antonio Conte, in seguito, ha messo fine a ogni speranza di continuare a vestire nerazzurro per Icardi.

Dopo un braccio di ferro durato tutta l’estate, in cui non sono mancati momenti di tensione tra cause per mobbing e richieste di danni, il centravanti nato a Rosario si è convinto a lasciare Milano dopo 7 stagioni in cui ha realizzato 124 gol. La cessione di Icardi si è sbloccata soltanto l’ultimo giorno di mercato: alla fine è prevalsa la linea dell’Inter che è riuscita a far rinnovare il contratto all’argentino nonostante la cessione in prestito con diritto di riscatto al Paris Saint-Germain. I francesi potranno optare per l’acquisto al termine del campionato, ma anche se non dovessero esercitare questa opzione, l’Inter non rischia di perdere Icardi senza un adeguato ritorno economico. Una mossa astuta, che è riuscita ad accontentare anche Wanda Nara, moglie-agente del bomber.

Venendo al mercato in entrata, una delle prime trattative concretizzate dai nerazzurri è stata quella che ha portato a Milano Diego Godin, difensore dell’Atletico Madrid e capitano della nazionale uruguaiana, prelevato a parametro zero. Il difensore rappresenta forse l’unico grande elemento di esperienza internazionale dell’intera rosa attuale del Football Club Internazionale Milano. Sulle fasce sono arrivati infatti Valentino Lazaro, dall’Herta Berlino, e Cristiano Biraghi, prodotto del vivaio interista, riacquistato dalla Fiorentina.

Il centrocampo, invece, si è arricchito con due calciatori che rappresentano due grandi speranze per il calcio italiano come Nicolò Barella e Stefano Sensi, prelevati rispettivamente da Cagliari e Sassuolo, entrambi perni della Nazionale azzurra di Mancini. Gli acquisti più importanti, tuttavia, si sono registrati in attacco dove sono stati acquistati due top player come Romelu Lukaku e Alexis Sanchez, entrambi prelevati dal Manchester United. Dopo le prime giornate di campionato, i nerazzurri sono secondi in classifica e hanno perso solo nello scontro diretto con la Juventus, rispetto alla quale hanno un punto in meno in virtù del pari casalingo ottenuto di recente col Parma. Nell’ordine, Lecce, Cagliari, Udinese, Milan, Lazio, Sampdoria, Sassuolo, Brescia e Bologna hanno dovuto invece cedere il passo al “Biscione”.