Quote Napoli-Torino: le migliori scommesse

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Sabato 29 febbraio alle 20:45 il Napoli ospiterà il Torino per il match della 26ª giornata di Serie A 2019-2020. Al San Paolo si affronteranno due squadre che hanno vissuto una stagione molto travagliata. Alla sfida arrivano sicuramente meglio i partenopei che da qualche partita hanno ritrovato smalto mentre il Torino perde da cinque partite di fila e da poco ha affrontato l'avvicendamento in panchina tra Mazzarri e Longo. Secondo le quote Napoli-Torino, sviluppate da Eurobet.it, il pronostico è ampiamente a favore dei partenopei, come dimostra la quota molto bassa per l'1. Nettamente più alta la proposta per il 2, così come è consistente l'offerta per il pari. In previsione delle scommesse Napoli-Torino, secondo i quotisti ci sono buone probabilità che Napoli-Torino termini con esito over 2,5, così come è concreta la possibilità che la partita finisca con uno scenario gol-gol.

Precedenti Napoli-Torino

I precedenti in Serie A tra Napoli e Torino sono 135. Nel testa a testa sono favoriti i partenopei con 45 vittorie contro i 36 successi dei granata, mentre in 54 occasioni la sfida è terminata in parità. I campani sono avanti anche per quanto riguarda il numero di reti segnate: 164 contro le 157 dei piemontesi.

L’ultimo incrocio in Serie A tra le due squadre risale al girone di andata del campionato in corso: era il 6 ottobre 2019 e le due squadre, in casa dei granata, pareggiarono con il risultato di 0-0.

Il risultato 'a occhiali' era capitato anche in occasione dell'ultima sfida giocata allo stadio San Paolo, lo scorso 17 febbraio 2019, nel girone di ritorno della stagione 2018-2019. Anche in quel caso le due squadre finirono per annullarsi.

L'ultima vittoria del Napoli in casa contro i granata risale alla 17ª giornata della stagione 2016-2017, in un pirotecnico match finito 5-3: sulla panchina dei partenopei c'era ancora Maurizio Sarri. I campani chiusero il primo tempo in vantaggio sul parziale di 3-0grazie a una tripletta di Dries Mertens. Nella ripresa il Torino accorciò le distanze ma fu colpito ancora da Chiriches. Rossettini segnò la rete del 4-2 ma il quarto gol di Mertens pose definitivamente fine alle speranze di rimonta granata, nonostante il rigore di Iago Falqué a pochi minuti dal termine.

L'ultima vittoria del Torino a Napoli risale alla stagione 2008-2009: era il 17 maggio 2009 e i granata, inizialmente passati in svantaggio per la rete di Inacio Pià, riuscirono prima a pareggiare con Rolando Bianchi e poi a ribaltare il risultato grazie a una rete segnata da Alessandro Rosina.

Napoli

Chiuso al secondo posto lo scorso campionato alle spalle della Juventus per il secondo anno di fila, il Napoli guidato da Carlo Ancelotti ha rimediato un distacco nettamente più ampio dai bianconeri senza mai metterne in discussione la leadership. Al club partenopeo, dunque, non è rimasto che accontentarsi di aver centrato l’ottava partecipazione alla Champions League. Sebbene la scorsa annata fosse stata al di sotto delle aspettative (non superati i gironi di CL e fuori an, Aurelio De Laurentiis a inizio stagione aveva rinnovato la fiducia a Carlo Ancelotti al quale aveva cercato di regalare una rosa ancora più competitiva rispetto a quella che aveva a disposizione nello scorso campionato. La difesa, ad esempio, è stata irrobustita con l’acquisto di Kostas Manolas. Il roccioso centrale greco è stato prelevato per 36 milioni dalla Roma: nella stessa operazione ai giallorossi è finito come contropartita tecnica Amadou Diawara, con una valutazione di 21 milioni di euro.

Con l’ex romanista, il Napoli pensava di aver colmato il vuoto lasciato da Raul Albiol, affiancando un centrale di grande forza ed esperienza al gigante Koulibaly, blindato nonostante le attenzioni di tante big europee. La fascia destra invece può contare su un nuovo interprete come Giovanni Di Lorenzo, reduce da un ottimo campionato con la maglia dell’Empoli. A centrocampo è arrivato un acquisto di prospettiva come il macedone Elif Elmas, prelevato dai turchi del Fenerbahce, che ha già mostrato di possedere caratteristiche interessanti. In attacco, sfumati gli obiettivi Pépé e Rodriguez, sono arrivati Hirving Lozano, diventato il colpo più costoso nella storia del Napoli e lo svincolato Fernando Llorente, reduce dalla fine del contratto con il Tottenham.

I risultati sportivi del Napoli in questa stagione non sono stati finora in linea con il recente passato del club partenopeo, almeno per quanto riguarda il campionato di Serie A dove la squadra - partita con l'ambizione di insidiare Inter e Juventus nella lotta per il titolo ha fatto una grandissima fatica imprevista rimanendo a lungo lontana dalla zona UEFA. La causa non è stata tanto di natura tecnico-tattica, quanto da ascriversi un’escalation negativa nei rapporti tra i giocatori e la proprietà che ha minato la serenità dell’ambiente. Fortunatamente, almeno in Champions League, il Napoli è riuscito ad arrivare secondo alle spalle del Liverpool nella fase a gironi e a strappare la qualificazione agli ottavi di finale dove è atteso dalla durissima sfida con il Barcellona. Nonostante la qualificazione, però, le strade di Ancelotti e del Napoli si sono separate: il club, infatti, ha deciso di esonerare il tecnico emiliano, affidando la squadra a Rino Gattuso per i prossimi 18 mesi. Con Ringhio in panchina, pur con qualche difficoltà iniziale, la squadra ha ritrovato compattezza avvicinandosi al sesto posto con ancora oltre una decina di partite da giocare.

Torino

Pur concludendo la scorsa stagione al settimo posto, un piazzamento che lo escludeva dalla qualificazione europea, il Torino ha conquistato l’ammissione ai preliminari di Europa League sub-iudice dopo che l'UEFA ha punito il Milan con l'esclusione dal torneo per il mancato allineamento della società rossonera ai parametri del fair play finanziario.  Il club del presidente Urbano Cairo si è dunque visto costretto a rivedere in fretta i propri piani per l'estate in vista dei preliminari, anticipando le date del ritiro e iniziando la preparazione prima del previsto. Per il Torino si è trattato di un ritorno al calcio internazionale dopo ben quattro stagioni d'assenza, ma purtroppo il sogno è durato ben poco.

La squadra di Walter Mazzarri ha debuttato nel secondo turno delle qualificazioni di UEFA Europa League, rilevando il posto conquistato sul campo dalla Roma (direttamente ammessa alla fase a gironi dopo la rinuncia del Milan e il ripescaggio dei torinesi). Il primo avversario contro cui ha dovuto vedersela la formazione piemontese è stato il Debrecen, sconfitto 3-0 all'andata e 1-4 al ritorno, passando il turno con un punteggio totale di 7-1. Nell'andata del terzo turno, invece, a cadere sotto i colpi dei piemontesi sono stati i bielorussi del Šachcër Salihorsk, sconfitti con un sonoro 5-0 che ha ipotecato la qualificazione, rendendo ininfluente l'1-1 del ritorno. Il Torino così si è qualificato per il playoff per l’ammissione alla fase a gironi di Europa League contro gli inglesi del Wolverhampton, contro i quali non c’è stato nulla da fare. A Torino è finita 2-3 per i Wolves che si sono imposti anche nel match di ritorno vincendo 2-1, con la conseguente estromissione dei granata.

Sfumato l’accesso all’Europa League, il timore dei tifosi del Toro era che non arrivasse più nessun acquisto. Il club piemontese, infatti, con il nuovo direttore sportivo Massimo Bava si è prodigato in particolar modo per portare a termine il riscatto di quattro calciatori granata che erano stati presi in prestito nella scorsa stagione e che avevano ben figurato nell’arco di tutto il campionato: Cristian Ansaldi (dall'Inter), Koffi Djidji (dal Saint-Etienne), Ola Aina (dal Chelsea) e Simone Zaza (dal Valencia). Olter Lyanco, tornato dal Bologna, in granata era tornato anche Kevin Bonifazi, dopo il buon campionato con la Spal. Il colpo a effetto, tuttavia, è nonostante l’esclusione dai gironi UEFA, acquistando Simone Verdi dal Napoli nell’ultimo giorno di mercato per una cifra che arriverà a 25 milioni di euro.

Il campionato del Toro era iniziato positivamente con le vittorie a scapito di Sassuolo e Atalanta mal rientro dalla pausa però la squadra non è riuscita a confermarsi: dalla 3ª alla 11ª giornata i granata hanno ottenuto una sola vittoria (contro il Milan), uscendo sconfitti dalle sfide contro Lecce, Sampdoria, Parma, Udinese, Lazio, e Juventus, risultati che hanno prodotto una contestazione all'indirizzo di società e squadra con striscioni contro il patron Urbano Cairo. Il 2019 si è chiuso con una sconfitta interna contro la SPAL in uno stadio Olimpico privo della tifoseria organizzata. Nella partita contro l'Atalanta del 25 gennaio 2020, il Torino ha subito la peggior sconfitta in casa della propria storia perdendo per 0-7. Nei successivi due incontri di campionato, in casa del Lecce (4-0) e a Torino contro la Sampdoria (1-3), la squadra subisce altri 7 gol, portando il totale di reti incassate in tre partite a 14, il peggior passivo in tre incontri dal gennaio 1959. La sconfitta contro i salentini costa inoltre la panchina al tecnico Walter Mazzarri, sostituito il 4 febbraio 2020 dall'ex calciatore granata Moreno Longo