Tra le 48 squadre qualificate ai Mondiali 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti c’è anche la Bosnia Erzegovina. Il torneo è in programma dall'11 giugno al 19 luglio 2026. I Zmajevi (i Dragoni), questo il soprannome della rappresentativa bosniaca, sono stati inseriti nel Gruppo B insieme al Canada, paese ospitante, al Qatar e alla Svizzera. Per la nazionale slava si tratta della seconda storica qualificazione alla fase finale di un campionato Mondiale, dopo quella del 2014 in Brasile e il cammino che ha portato la squadra al Mondiale è stato tutt'altro che semplice.
La qualificazione è arrivata attraverso i playoff UEFA dopo aver concluso al secondo posto il proprio girone di qualificazione alle spalle dell'Austria. Nella semifinale del percorso di qualificazione, i bosniaci hanno eliminato il Galles ai rigori dopo l'1-1 dei tempi regolamentari. Nella finale playoff, disputata in casa a Zenica, la Bosnia ha poi avuto la meglio sull'Italia, ancora ai calci di rigore e dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sull’1-1, strappando il pass per il Mondiale con un'impresa clamorosa. Un risultato storico che ha mandato in delirio l'intero paese balcanico e che rappresenta il più grande successo della nazionale bosniaca dai tempi del Brasile 2014.
La guida tecnica della Bosnia è affidata a Sergej Barbarez, ex attaccante classe 1971 originario di Mostar, che ha vestito con grande continuità la maglia della nazionale bosniaca e che nel calcio di club ha militato a lungo in Bundesliga con Amburgo e Bayer Leverkusen. Subentrato sulla panchina bosniaca nell'aprile 2024 dopo la fine della gestione Milošević, Barbarez ha dovuto navigare una stagione complessa. I Dragoni hanno faticato nella Nations 2024-2025, chiudendo ultimi nel girone di Lega A, con una serie di risultati negativi. Tuttavia il percorso nelle qualificazioni mondiali ha raccontato una storia diversa, con la squadra capace di crescere gradualmente fino all'impresa finale contro l'Italia. Un risultato che porta la nazionale serba ad essere inserita, secondo i pronostici Mondiali, tra le squadre outsider del torneo.
La star indiscussa della Bosnia è Edin Džeko, attaccante e capitano della nazionale con oltre 147 presenze e 73 reti in maglia bosniaca, primatista assoluto in entrambe le graduatorie. Quarantenne da pochi mesi e attualmente in forza allo Schalke 04 dopo le lunghe parentesi in Serie A con Roma, Inter e Fiorentina ma nonostante la sua forza non è inserito tra le quote capocannoniere dei Mondiali. È stato lui, nella semifinale di playoff contro il Galles, a segnare il gol del pareggio che ha spedito la partita ai supplementari e poi ai rigori, dove la Bosnia ha avuto la meglio. Una rete pesantissima, che vale da sola un intero capitolo nella storia del calcio bosniaco. Il calendario Mondiali prevede per la Bosnia l'esordio il 12 giugno 2026 contro il Canada a Toronto, in quella che si preannuncia come la sfida più equilibrata del Girone B. Poi i bosniaci giocheranno contro la Svizzera il 18 giugno e infine contro il Qatar il 24 giugno.
A supporto di Džeko, la nazionale conta su un organico di buona qualità, con giocatori attivi nei principali campionati europei. Tra i nomi più noti spiccano Ermedin Demirović, attaccante dello Stoccarda e finalizzatore di livello internazionale, il terzino sinistro Sead Kolasinac dell'Atalanta e il promettente centrocampista Lazar Alajbegovic del Salisburgo, sempre più vicino al Bayer Leverkusen. La Bosnia, pur non partendo tra i favoriti per la vittoria all’interno delle scommesse Mondiali e delle specifiche quote sulla vincente del Mondiale, ha tutte le carte in regola per togliersi qualche soddisfazione in un girone tutto sommato abbordabile.
Secondo i canali ufficiali della federazione calcio bosniaca ecco i convocati della squadra allenata da Barbarez per i Mondiali 2026, organizzati per reparto.
In porta sono stati chiamati Nikola Vasilj (St. Pauli), Martin Zlomislić (Rijeka), Osman Hadzikic (Slaven Belupo).
Tra i difensori selezionati ci sono innanzitutto Amar Dedic (Benfica), Nidal Celik (Lens), Denis Hadzikadunic (Sampdoria) e Nikola Katić (Schalke 04). Occhi puntati anche su alcune conoscenze del nostro campionato come Sead Kolasinac (Atalanta) e Tarik Muharemović (Sassuolo) mentre si giocheranno la maglia da titolare anche Stjepan Radeljić (Rijeka) e Nihad Mujakic (Gaziantep).
Tanta quantità a centrocampo dove agiranno Kerim Alajbegovic (Salisburgo), Amir Hadziahmetovic (Hull City), Esmir Bajraktarevic (PSV Eindhoven), insieme a Ivan Basic (Astana), Dzenis Burnic (Karlsruhe), Armin Gigović (Young Boys) e Amir Hadžiahmetović (1997, Hull City). L’elenco prosegue con Ermin Mahmic (Slovan Liberec), Amar Memic (Viktoria Plzen), Ivan Šunjić (Pafos) e Benjamin Tahirovic (Brøndby).
In attacco spazio a Samed Bazdar (Jagiellonia), Jovo Lukic (Universitatea Cluj), Haris Tabakovic (Borussia Monchengladbach), Ermedin Demirović (Stoccarda) e l’intramontabile Edin Džeko (Schalke 04).
Sotto la guida di Sergej Barbarez, la Bosnia Erzegovina si schiera prevalentemente con un modulo 4-4-2, sistema che il ct ha adottato in maniera pressoché costante nel corso delle qualificazioni e che ben si adatta alle caratteristiche dei calciatori a disposizione. Si tratta di un impianto tattico equilibrato, che prevede una linea difensiva a quattro, un centrocampo a quattro con due mezzali e due esterni, e una coppia offensiva di riferimento.
Tra i pali Barbarez si affiderà con ogni probabilità a Nikola Vasilj. In difesa il terzino sinistro potrebbe essere il veterano Sead Kolasinac dell'Atalanta, mentre sulla destra il titolare più accreditato sembra essere Amar Dedic del Benfica. Al centro della retroguardia la coppia più probabile è composta da Stefan Katić e Tarik Muharemović.
A centrocampo il principale riferimento tecnico è Ivan Basic, che potrebbe agire in mezzo al campo con al suo fianco Denis Tahirovič o Ivan Šunjić come mezzala. Sulle fasce esterne Barbarez potrà contare su Amar Bajraktarević e su Amer Gigović degli Young Boys. In attacco il reparto è guidato dall'intramontabile Edin Džeko, capitano e simbolo della Bosnia, che potrebbe formare la coppia offensiva con Ermedin Demirović.
Bosnia Erzegovina (4-4-2): Vasilj; Dedic, Katić, Muharemović, Kolasinac; Bajraktarević, Basić, I. Šunjić, Gigović; Demirović, Džeko. CT: Barbarez.
La nazionale di calcio della Bosnia Erzegovina ha una storia relativamente breve nel calcio internazionale. Nata dopo la dissoluzione della Jugoslavia, la federazione bosniaca ottenne il riconoscimento FIFA solo nel 1996 e l'affiliazione alla UEFA nel 1998, partecipando quindi alle eliminatorie mondiali ed europee a partire dalle qualificazioni a Francia 1998. Un esordio tardivo, che non ha impedito alla Bosnia di costruirsi negli anni un'identità calcistica solida, trainata da una generazione eccezionale di talenti.
La prima e, fino al 2026, unica partecipazione al Mondiale è quella del Brasile 2014. In quella storica occasione, la Bosnia esordì nella massima competizione calcistica mondiale inserita nel Gruppo F insieme ad Argentina, Iran e Nigeria. La squadra, allora allenata da Safet Sušić con Edin Džeko come punto di riferimento offensivo, perse la prima partita contro l'Argentina per 2-1 dopo aver subito un clamoroso autogol al 3' di gioco, uno dei più veloci della storia del torneo Mondiale, firmato da Sead Kolašinac. Nel secondo incontro la Bosnia batté la Nigeria per 1-0 con un gol di Džeko, mantenendo vive le speranze di qualificazione fino all'ultimo. Decisiva si rivelò però la terza gara: la sconfitta contro l'Iran per 3-1, maturata in rimonta, sancì l'eliminazione alla fase a gironi.