Ormai presenza costante nei tornei internazionali, anche la nazionale di calcio della Svizzera è tra le nazionali partecipanti ai Mondiali 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti, in programma dall'11 giugno al 19 luglio 2026. La Nati, soprannome affettuoso con cui i tifosi elvetici chiamano la propria rappresentativa, è stata inserita nel Gruppo B insieme al Canada, alla Bosnia Erzegovina e al Qatar. Un girone equilibrato, alla portata degli svizzeri, secondo i pronostici dei Mondiali, che si presentano al torneo come una delle squadre europee più solide e organizzate dell'intera competizione. Per la Svizzera si tratta della sesta partecipazione consecutiva ai Mondiali, un record di continuità che testimonia la stabilità di un sistema calcistico capace di produrre con costanza giocatori di alto livello europeo.
La qualificazione è arrivata in modo netto e convincente: la Svizzera ha dominato il proprio girone europeo, composto da Kosovo, Slovenia e Svezia, chiudendo il percorso imbattuta con 14 punti in 6 partite e soli 2 gol subiti. Un cammino quasi perfetto, che ha confermato la reputazione degli elvetici come squadra difficile da battere grazie a un'organizzazione difensiva di altissimo livello e una qualità tecnica che poche nazionali europee possono vantare in questo momento storico. Il ct Murat Yakin, svizzero di origini turche alla guida della Nati dal 2021, ha costruito in questi anni un gruppo compatto e ben rodato, capace di competere ad armi pari con le migliori squadre del continente. Nel quadro delle scommesse sul campionato mondiale la rappresentativa elvetica non è certamente una delle favorite candidate ad arrivare fino in fondo ma le quote e in particolare le quote sulla vincente del Mondiale la considerano una outsider che può andare avanti ben oltre la fase iniziale a gironi. Andando a leggere il calendario dei Mondiali, la Svizzera farà il suo esordio nel Girone B il 13 giugno 2026 contro il Qatar, poi la sfida al Canada il 18 giugno e infine la Bosnia Erzegovina nell'ultimo turno della fase a gironi previsto per il 24 giugno.
Il leader indiscusso della nazionale svizzera è Granit Xhaka, centrocampista classe 1992 e capitano dei rossocrociati da oltre un decennio. A 33 anni compiuti, il Mondiale 2026 sarà il quarto con la maglia elvetica, e per questo il calciatore è determinato a lasciare un segno indelebile nella storia del calcio svizzero. Accanto a lui, il centravanti Breel Embolo dell'AS Monaco è il punto di riferimento offensivo, mentre l'esterno Dan Ndoye ha vissuto negli ultimi anni una crescita esponenziale, affermandosi come uno degli attaccanti più pericolosi e imprevedibili dell'intera rosa.
La Svizzera può contare su una rosa di grande livello internazionale, con numerosi giocatori militanti nei principali campionati europei: dalla Serie A con Manuel Akanji all'Inter, Remo Freuler al Bologna e Michel Aebischer al Pisa, fino alla Bundesliga con Nico Elvedi al Borussia Mönchengladbach e Silvan Widmer al Mainz. Una squadra cosmopolita che porta in campo la cultura tattica di alcuni dei campionati più competitivi d'Europa.
La scelta finale del ct Yakin sulla rosa che sarà protagonista al torneo iridato in America del Nord, è ricaduta su 26 giocatori tra i migliori disponibili. Si inizia dai portieri dove il terzetto è composto da Gregor Kobel (Borussia Dortmund), Marvin Keller (Young Boys) e Yvon Mvogo (Lorient).
Il ct poi ha scelto tra i difensori Manuel Akanji (Inter), Nico Elvedi (Borussia Mönchengladbach), Ricardo Rodriguez (Betis Siviglia), Silvan Widmer (Mainz), Aurèle Amenda (Eintracht Francoforte), Eray Cömert (Valencia), Luca Jaquez (Stoccarda), Miro Muheim (Amburgo).
Andando avanti, a giocarsi la maglia da titolare nelle sfide Mondiali a centrocampo ci sono giocatori in forza alle migliori squadre d’Europa come Granit Xhaka (Sunderland), Remo Freuler (Bologna), Michel Aebischer (Pisa), Fabian Rieder (Augusta), Ardon Jashari (Milan), Denis Zakaria (Monaco), Djibril Sow (Siviglia), Christian Fassnacht (Young Boys), Edimilson Fernandes Manzambi (Friburgo).
E tra gli attaccanti Yakin non ha rinunciato alla qualità di Breel Embolo (Rennes), Noah Okafor (Leeds), Dan Ndoye (Nottingham Forest), Ruben Vargas (Siviglia), Zeki Amdouni (Burnley) e Cedric Itten (Fortuna Düsseldorf).
Murat Yakin ha adottato negli ultimi mesi un modulo 4-3-3 come sistema di riferimento della nazionale, una scelta che valorizza al meglio le caratteristiche dei giocatori a disposizione e garantisce solidità difensiva combinata con la qualità tecnica del centrocampo. In alcune occasioni il ct elvetico ha sperimentato anche una difesa a tre, ma il 4-3-3 si è consolidato come la soluzione più affidabile, come confermato anche dalla formazione schierata nell'amichevole di fine marzo 2026 contro la Germania.
Tra i pali dovrebbe prendere posto Gregor Kobel del Borussia Dortmund, preferito al veterano Yann Sommer che si è ritirato dalla nazionale. In difesa la coppia centrale potrebbe essere composta da Manuel Akanji e Nico Elvedi, come terzino destro dovrebbe agire il sempre affidabile Silvan Widmer, mentre sulla fascia sinistra Ricardo Rodriguez continua a offrire esperienza e solidità.
A centrocampo il perno di tutto il gioco è Granit Xhaka, che agisce da mediano con licenza di costruire il gioco e dirigere le operazioni. Al suo fianco Remo Freuler è la mezzala di quantità e copertura, mentre il ruolo di mezzala più dinamica e offensiva dovrebbe spettare a Fabian Rieder o a Michel Aebischer, con Ardon Jashari pronto a ritagliarsi spazio crescente. In attacco il centravanti di riferimento è Breel Embolo, nato in Camerun e naturalizzato svizzero, fisicamente possente e abile nel gioco spalle alla porta, con il fiuto del gol che lo ha reso il bomber più prolifico nelle ultime qualificazioni del Gruppo B. A supportarlo sulle fasce agiranno Dan Ndoye a destra e Ruben Vargas a sinistra: due attaccanti veloci, tecnici e capaci di saltare l'uomo, ideali per un gioco verticale che punta a colpire in profondità.
Svizzera (4-3-3): Kobel; Widmer, Akanji, Elvedi, Rodriguez; Freuler, Xhaka, Rieder; Ndoye, Embolo, Vargas. CT: Yakin.
La nazionale di calcio della Svizzera vanta una storia lunga e ricca ai Mondiali. Con la partecipazione del 2026, la Nati raggiunge quota tredici presenze totali alla fase finale del torneo mondiale, confermandosi una delle nazionali europee più presenti nella storia della competizione. Non solo, quella del 2026 sarà la sesta partecipazione consecutiva, una striscia iniziata nel 2006 e mai interrotta, che testimonia la costanza e la solidità del calcio elvetico nell'ultimo ventennio.
Il miglior risultato nella storia della Svizzera ai Mondiali risale all'edizione del 1954, disputata in casa. In quell'occasione la squadra elvetica raggiunse i quarti di finale, dove fu sconfitta dall'Austria per 7-5 in una delle partite più spettacolari e ricche di gol di tutta la storia della competizione. Lo stesso risultato dei quarti di finale, era già stato raggiunto nelle edizioni del 1934 e del 1938, facendo della Svizzera una squadra storicamente competitiva nelle prime edizioni del torneo.
Nell'era moderna, la Svizzera ha spesso raggiunto la fase a eliminazione diretta senza però riuscire a spingersi oltre gli ottavi o i sedicesimi di finale. Nelle ultime edizioni i rossocrociati si sono distinti per la solidità difensiva e la capacità di mettere in difficoltà squadre più quotate: memorabile la vittoria ai supplementari contro la Francia agli ottavi di finale di Euro 2020 (poi persa ai rigori), e quella contro la Serbia ai Mondiali del 2022 nel girone, che valse l'accesso alla fase a eliminazione diretta, prima dell'eliminazione contro il Portogallo. Al Mondiale di Qatar 2022 la Svizzera fu inserita nel Gruppo G con Brasile, Serbia e Camerun: uscì seconda del girone battendo la Serbia per 3-2 in una partita storica, salvo poi essere eliminata agli ottavi di finale dai futuri finalisti del Portogallo.