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Scommesse GP d’Italia: le migliori quote sul Gran Premio di Monza

Il Gran Premio automobilistico d'Italia è una delle gare che fa parte del calendario di eventi del Campionato mondiale di Formula 1 organizzato dalla FIA. La celebre corsa, che è a tutti gli effetti una classica di questo sport, viene generalmente disputata una delle prime domeniche nel mese di settembre sul circuito dell’Autodromo Nazionale di Monza.

Fino ad oggi il Gran Premio d’Italia è stato disputato per 88 volte, 83 delle quali hanno avuto luogo sul circuito lombardo. Soltanto in 5 occasioni il Gran Premio si è disputato in altre città e cioè a Montichiari (1921), a Livorno (1937), a Milano (1947), a Torino (1948) ed Imola (1980).

GP d’Italia 2019

Data: 8 settembre 2018 h. 15:10
Circuito: Autodromo Nazionale di Monza
Giri: 53
Lunghezza tracciato: 5,793 km

Quella dell’8 settembre 2019 sarà la 90esima edizione del Gran Premio di F1 d’Italia. Per l’85esima volta il GP si correrà sul circuito di Monza, vera e propria casa di questa corsa classica. La gara di domenica, che sarà preceduta come di consueto da un weekend di prove e qualifiche, sarà la tappa numero 14 del mondiale di Formula 1 che attualmente vede in testa Lewis Hamilton nella classifica piloti, con la Mercedes al comando anche nella classifica costruttori.

Scommesse GP d’Italia 2019

Secondo i pronostici sulle scommesse per la Formula 1, il grande favorito per la vittoria del Gran Premio d’Italia 2019 è ancora una volta Lewis Hamilton. Oltre ad essere il leader nella classifica piloti, per l’inglese c’è una rassicurante tradizione che lo ha visto trionfare ben 5 volte nelle ultime 7 edizioni del Gran Premio d’Italia, compresa quella del 2018 dove si piazzò sul gradino più alto seguito da Raikkonen su Ferrari e dal compagno di squadra Bottas. Le scommesse sul driver britannico sono certamente le più sicure. Dopo l'asso britannico, i bookmakers collocano i due ferraristi Charles Leclerc e Sebastian Vettel, il cui trionfo è pagato a 3,50 volte la posta iniziale. Un po' meno fiducia in Bottas, quotato a 7,00 ma ugualmente da tenere d'occhio nella lotta per il podio. Ancora più alta la quota di Max Verstappen, bancato a 8,50 ma da sempre uno dei piloti più imprevedibili dell'intero circus della F1.

GP d’Italia: un po’ di storia

Il primo storico Gran Premio d'Italia fu disputato il 4 settembre del 1921. La corsa ebbe luogo a Montichiari, un piccolo comune situato nella provincia di Brescia, e si snodò attraverso un circuito cittadino ricavato su strade aperte al traffico. A vincere fu il pilota francese Jules Goux al volante di una Ballot. Dall’anno successivo il Gran Premio iniziò a svolgersi su un circuito vero e proprio. Fu scelto l’Autodromo di Monza che era stato costruito nel frattempo nel 1922 e che da allora sarebbe stata quasi sempre la sede principale della corsa negli anni a venire.

Dopo anni segnati da un dominio italiano (ricordiamo i successi di Pietro Bordino, Carlo Salamano, Antonio Ascari e Gastone Brilli-Peri) e francese (Louis Charavel, Robert Benoist e Louis Chiron) per quanto riguarda le vittorie il Gran Premio d’Italia subì un brusco stop nel biennio 1929-1930. La ragione di questa pausa fu una reazione al gravissimo incidente accaduto il 9 settembre del 1928, quando il pilota italiano Emilio Materassi al 17° giro del GP d’Italia, perse il controllo dell'auto mentre tentava un sorpasso ai danni del connazionale Giulio Foresti, e alla velocità di 200 km/h piombò in mezzo al pubblico con la sua Talbot, uccidendo 22 persone e perdendo la vita a sua volta. In seguito a questa tragedia, la corsa riprese a essere disputata soltanto nel 1931 e per evitare il ripetersi di un evento simile furono aumentate le misure di sicurezza.

Nel 1937 il Gran Premio d’Italia lasciò temporaneamente il circuito di Monza per spostarsi su quello di Montenero a Livorno. Ad ogni modo l’anno successivo la gara tornò ad essere corsa in Lombardia e lì rimase fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale che ne impedì il regolare svolgimento dal 1939 fino al 1946. Terminata la guerra, il Gran Premio d’Italia riprese ad essere organizzato a partire dal 1947. La pista dell’Autodromo di Monza, tuttavia, era ancora inutilizzabile a causa dei gravi danneggiamenti subiti durante il conflitto mondiale. Così, nel 1947 il Gran Premio d’Italia si corse a Milano, mentre nel 1948 toccò ad una città dalla grande tradizione automobilistica come Torino ospitare la corsa.

A partire dal 1949 la gara riprese a disputarsi sul tracciato monzese che era stato finalmente ripristinato. Con l’istituzione del Campionato mondiale di Formula 1, il Gran Premio d'Italia divenne un appuntamento fisso del calendario di F1 e per alcuni anni fu addirittura la gara conclusiva del campionato mondiale. Nel 1975, a causa di una serie di problematiche ambientali legate alla Regione Lombardia, si inizio a valutare la possibilità di trasferire il Gran Premio d’Italia sul circuito di Imola, in provincia di Bologna.

Le gare, tuttavia, nonostante tentativi ed insistenze da parte di chi avrebbe voluto trasferire il GP, continuarono a svolgersi presso l’Autodromo di Monza fino al 1979. Il passaggio al circuito emiliano di Imola si concretizzò soltanto nel 1980 senza mai più essere ripetuto. In quell’occasione storica a trionfare fu Nelson Piquet al volante di una Brabham. L'anno successivo il Gran Premio d'Italia tornò nella sua sede storica a Monza mentre ad Imola fu assegnato il Gran Premio di San Marino che si disputò dal 1981 al 2006. Una circostanza che per tanti anni permise di assistere a due Gran Premi sul suolo italiano. 

GP d’Italia: record e curiosità

Il pilota che detiene il maggior numero di vittorie sul circuito del Gran Premio di F1 d’Italia è Michael Schumacher, passato per primo davanti alla bandiera a scacchi in ben cinque occasioni (1996, 1998, 2000, 2003, 2006) tutte al volante di una Ferrari. Il campione tedesco è seguito dal brasiliano Nelson Piquet il quale può vantare quattro successi, due su Brabham (1980 e 1983) e due su Williams (1986 e 1987) e da Lewis Hamilton con altrettante vittorie (2012 su McLaren, 2014, 2015, 2017 su Mercedes).

Il ferrarista Sebastian Vettel è riuscito a vincere solo in 3 occasioni (2008, 2011 e 2013) ma mai al volante di una delle rosse di Maranello, i suoi successi infatti sono arrivati con la Toro Rosso e con la Red Bull. Lo stesso numero di vittorie appartiene a piloti come il francese Alain Prost, il brasiliano Rubens Barrichello, Ronnie Peterson, Stirling Moss, Juan Manuel Fangio, Tazio Nuvolari e Alberto Ascari. Il leggendario Ayrton Senna riuscì a vincere soltanto in due occasioni (1990 e 1992) al volante di una McLaren. Stesso numero di vittorie del brasiliano per Fernando Alonso (2007 su e 2010 su Ferrari), Juan Pablo Montoya (2001 su Williams, 2005 su McLaren) e Damon Hill (1993, 1994, entrambe le volte su Williams).

La scuderia più vincente in assoluto nella storia del Gran Premio d’Italia è la Ferrari che ha trionfato in 19 occasioni. Il team italiano è seguito dalla McLaren, più staccata con 10 vittorie, da Alfa Romeo e Mercedes, entrambe a quota 8 e dalla Williams con 6 vittorie. Il giro record del circuito per vetture da Formula 1 appartiene al brasiliano Rubens Barrichello che nel 2004 percorse l’intero circuito in 1:21.046. Il tracciato è lungo 5,793 km segnati da 11 curve. La gara prevede 53 giri per una distanza complessiva di 307,029 km.

Gran Premio d’Italia: le gare memorabili

Tra le cinque gare più emozionanti che si ricordino nel GP d’Italia possiamo menzionare l’edizione del 1971: la gara vide un duello tra Clay Regazzoni, Ronnie Peterson, Jackie Stewart e François Cevert, ma alla fine a trionfare fu il britannico Peter Gethin, che riuscì a precedere Peterson e Cevert tagliando per primo il traguardo.

Un’altra gara da ricordare fu quella del 1969: la corsa si contraddistinse per il ritmo incredibile, con i primi quattro piloti che sfrecciarono al traguardo racchiusi in soli quattro decimi. A trionfare fu Jackie Stewart al volante della Matra, e in quell’occasione il pilota britannico e la scuderia francese ottennero il Mondiale Piloti e il Mondiale Costruttori.

L’edizione del 1967 invece fu una delle gare migliori mai corse da Jim Clark: il pilota scomparso in seguito ad un incidente ad Hockeneim nel ’68, in quella gara partì in pole position, mentre era in testa forò e fu costretto a ripartire dai box con un giro e mezzo di svantaggio dal primo classificato ma grazie a una strepitosa rimonta tornò in prima posizione. Quando sembrava avviato ad un successo storico, un problema di pescaggio della benzina all’ultimo giro lo fece improvvisamente rallentare e festeggiare fu John Surtees, seguito da Jack Brabham. Clark arrivò terzo ma la sua impresa resta nella storia della F1.

C’è poi l’edizione del 1979, in cui l’ultima vittoria di Jody Scheckter in F1 consentì alla Ferrari di conquistare nella stessa giornata (oltretutto davanti al pubblico di casa) il Mondiale Piloti e il Mondiale Costruttori. Il pilota sudafricano ingaggiò un lungo duello con Arnoux al quale alla fine cedette il turbo. Così Scheckter e Villeneuve poterono festeggiare una storica doppietta iridata.

Tornando ai giorni nostri, una delle gare più belle che si ricordino a Monza è quella del 2002: in una gara che sembrava a favore delle Williams di Montoya e Ralf Schumacher, il ruolo di protagonista fu assunto da Rubens Barrichello che superato il colombiano iniziò a imporre alla gara un ritmo indiavolato: alla fine sul podio finirono il brasiliano al primo posto, seguito dal compagno di squadra Michael Schumacher e da un ex ferrarista come Eddie Irvine al volante della Jaguar.  

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