Quote Atalanta-Milan: le migliori scommesse

Atalanta e Milan si affronteranno a Bergamo il prossimo 22 dicembre alle 12:30 nel match valevole per la 17ª giornata di serie A. La sfida tra nerazzurri bergamaschi e rossoneri dal punto di vista delle scommesse vede favoriti i padroni di casa: secondo le quote Atalanta-Milan di Eurobet, l'Atalanta ha le maggiori chance di portare a casa i tre punti, come dimostra la quota per l'1, notevolmente più bassa rispetto a quella offerta per il 2 del Milan. Intermedia, secondo le scommesse Atalanta-Milan, la quota per il pareggio, inferiore al 2 dei rossoneri. Secondo gli addetti ai lavori esistono buone probabilità che il match regali goal e spettacolo: goal-goal e over 2,5 sono due degli esiti ritenuti più probabili nell’orbita delle quote Atalanta-Milan e potrebbero facilmente verificarsi nel match tra le squadre di Gasperini e Pioli.

Precedenti Atalanta-Milan

Atalanta e Milan si sono affrontate complessivamente 116 volte nella storia del campionato di Serie A. Nel testa a testa sono in vantaggio i rossoneri con 51 successi contro i 23 dell'Atalanta e i 42 pareggi. La statistica non cambia neanche se si considerano esclusivamente le partite in casa dei nerazzurri: a Bergamo 23 successi del Milan, 13 dell'Atalanta e 22 pareggi. I rossoneri sono avanti anche nel numero di goal complessivi segnati: 187 vs 112.

L'ultima volta che Atalanta e Milan si sono incontrate risale al girone di ritorno dello scorso campionato di Serie A. Era il 16 febbraio e si giocava all'Atleti Azzurri d'Italia. La squadra di Gasperini passò in vantaggio con Freuler ma i milanesi riuscirono a ribaltare il risultato grazie a  Piatek, autore di una doppietta, e a un goal di Calhanoglu, vincendo 1-3. Nel match d'andata giocato il 23 settembre 2018 a San Siro, invece, era finita 2-2: Milan in vantaggio con Higuain, pari bergamasco con Gomez, nuovo vantaggio milanista con Bonaventura e definitivo 2-2 firmato da Rigoni in pieno recupero.

L'ultimo successo dell'Atalanta in casa contro il Milan risale alla stagione 2015-2016: era il 3 aprile e i rossoneri passarono in vantaggio con un rigore trasformato da Luiz Adriano, ma la Dea, all'epoca allenata da Edy Reja, riuscì a ribaltare il risultato con i goal di Pinilla e del Papu Gomez.

Atalanta

Nello scorso campionato di Serie A l'Atalanta ha fatto divertire tutti gli appassionati di calcio con il suo gioco spettacolare e ha meritatamente ottenuto il terzo posto in classifica guadagnando il suo primo storico accesso alla UEFA Champions League. Si può avere un'idea dell'impresa compiuta dalla squadra allenata da Gian Piero Gasperini - tecnico che ha ulteriormente certificato il suo status di grande allenatore (è stato cercato con insistenza dalla Roma, che cercava un nuovo tecnico con cui rifondare ma ha resistito all'offerta di una big pur di disputare la Champions con la sua creatura) - semplicemente confrontando il budget dei bergamaschi con quello dell'Inter, preceduta in classifica grazie al favore degli scontri diretti.

Eppure, il campionato dei bergamaschi non era partito bene, anzi. Dopo un avvio positivo in Serie A, la Dea è uscita al preliminare di UEFA Europa League, sconfitta ai rigori al termine del doppio confronto con il Copenaghen. Il mancato accesso alla competizione si era tradotto in delusione che aveva dato origine a una lunga serie di partite senza vittoria. Da un certo momento in poi, tuttavia, la squadra di Gasperini ha ripreso a marciare inanellando una serie di risultati utili e piazzando vittorie pesanti, trascinata da un incontenibile Duvan Zapata (il colombiano si è piazzato al secondo posto della classifica marcatori con 23 centri, alle spalle del capocannoniere Fabio Quagliarella, autore di 26 goal). Verso la fine del campionato l'Atalanta ha avuto il merito di riuscire a rimanere in corsa per due obiettivi importanti come Champions League ed Europa League. Le incertezze di Inter, Roma, Milan e Lazio hanno fatto il resto: grazie alla continuità e al vantaggio negli scontri diretti i bergamaschi sono finiti davanti all'Inter, giunta a pari punti (69) in classifica conquistando uno storico terzo posto.

Una stagione già memorabile si sarebbe potuta arricchire ancor di più con la conquista della Coppa Italia, competizione in cui l'Atalanta è stata protagonista di una cavalcata che l'ha vista eliminare in serie Cagliari, Juventus (sconfitta a Bergamo con un roboante 3-0) e Fiorentina, e piegarsi soltanto alla Lazio (0-2, goal di Milinkovic e Correa) nella finale dell'Olimpico di Roma. L'amarezza per la mancata seconda Coppa Italia della propria storia (l'unica fu vinta nella stagione 1962-63 battendo in finale il Torino), tuttavia, è stata cancellata qualche giorno più tardi con la qualificazione in Champions.

In virtù della qualificazione alla competizione per club più importante d'Europa gli occhi di tifosi e addetti ai lavori si sono soffermati sulla ricerca di rinforzi di peso per affrontare una competizione in cui è fondamentale l'esperienza. Il primo acquisto importante dell'Atalanta è stato Luis Muriel, reduce da un campionato giocato a metà tra Siviglia e Firenze. Il colombiano è costato circa 15 milioni di euro. Poi c'è stato un importante investimento a centrocampo con l'acquisto dell'ucraino Ruslan Malinovskyi dai belgi del Genk per il quale sono stati spesi quasi 14 milioni di euro. Dopo la toccata e fuga di Martin Skrtel, tesserato e poi rilasciato, in difesa è arrivato l’ex romanista Simon Kjær.

In campionato il rendimento dell'Atalanta è tutto sommato positivo in linea con i risultati dello scorso anno (la squadra è sesta a -1 dal quarto posto), e in Champions League dove la squadra di Gasperini sembrava spacciata dopo aver perso le prime tre partite è arrivata un’insperata e storica qualificazione agli ottavi dopo un grande girone di ritorno culminato nella vittoria a Kharkiv contro lo Shakthar.

Milan

Nuovo anno, nuovo Milan, ma la musica non sembra cambiata di molto rispetto alle recenti tribolate stagioni. Archiviata la scorsa stagione in cui rossoneri sono arrivati al quinto posto in classifica con Gennaro Gattuso in panchina, il club meneghino ha nuovamente cambiato pelle optando per un avvicendamento in panchina. Costretti ad accettare l’esclusione dalle competizioni UEFA a causa delle violazioni relative agli obblighi imposti dal fair-play finanziario, i vertici milanisti, dopo aver detto addio a Ringhio, hanno scelto Marco Giampaolo come nuovo allenatore. Il tecnico nato in Svizzera ma originario di Giulianova ha preso le redini della prima squadra dei rossoneri dopo aver risolto il contratto che lo legava alla Sampdoria. Dopo buone stagioni in cui ha fatto parlare di sé per via del bel gioco e dell’organizzazione mostrata dalle sue squadre, Giampaolo ha avuto la prima chiamata da un club importante della sua carriera, tuttavia, la sua avventura è durata appena 7 partite.

L’ex allenatore della Sampdoria ha pagato a caro prezzo il pessimo avvio in campionato dove ha ottenuto 4 sconfitte (all’esordio con Udinese, nel derby con l’Inter, Torino e infine in casa contro la Fiorentina) e appena 3 vittorie. Nonostante il successo ottenuto rocambolescamente in casa del Genoa alla settima giornata, la dirigenza del Milan nelle persone di Boban e Maldini hanno preferito optare per l’esonero durante la sosta delle nazionali dando vita all’ennesima rifondazione tecnica degli ultimi anni che ha portato all’ingaggio dello svincolato Stefano Pioli. Anche con il nuovo tecnico, però, le cose non sono migliorate e in quattro partite sono arrivati due sconfitte, un pari e una vittoria.

Il Milan è cambiato molto anche nella sua dirigenza: in estate si è consumato il secondo addio di Leonardo che ha lasciato il ruolo di direttore tecnico per tornare al Paris Saint-Germain. Al posto del brasiliano è arrivato Frederick Massara, fino a qualche mese fa uomo mercato della Roma. In più sono stati concessi nuovi poteri a Paolo Maldini, che in un primo momento sembrava potesse abbandonare anche lui il progetto rossonero ma che alla fine è rimasto. Accanto all’ex capitano e leggenda rossonera, è stata affiancata anche una figura importante come quella di Zvonimir Boban, tornato al Milan nelle vesti di dirigente dopo tre anni di lavoro in FIFA.

La squadra ha subito diversi cambiamenti in rosa dovuti al calciomercato. Se si guarda l’organico rossonero ci sono molte differenze rispetto alla passata stagione e, anche a detta degli esperti di mercato, non è poi così semplice da decifrare quale sia il livello della squadra. Il reparto offensivo non può più puntare su Patrick Cutrone, ragazzo che era riuscito a imporsi in prima squadra dopo aver fatto tutta la trafila dalle giovanili e che invece è stato ceduto al Wolverhampton per 18 milioni di euro più bonus. Al posto dell’ex primavera è stato acquistato il promettente centravanti portoghese del Lille Rafael Leão.

Uno degli acquisti più onerosi messi a segno dai rossoneri è quello di Theo Hernandez, laterale mancino prelevato dal Real Madrid.  In difesa, inoltre, è arrivato il brasiliano Leo Duarte, prelevato dal Flamengo. Ci sono stati due innesti anche a centrocampo dove è stata acquistata la coppia di centrocampisti ‘empolesi’, composta da Rade Krunic e Ismael Bennacer. Grosse aspettative in particolare sull’algerino, laureatosi campione d’Africa da protagonista con la sua nazionale durante l’estate. Nell’ultimo giorno di mercato, infine, è stato annunciato l’accordo in prestito biennale con Ante Rebic, ala della nazionale croata.