Quote Atalanta-Roma: le migliori scommesse

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Sabato 15 febbraio alle 20:45 Atalanta e Roma si sfideranno nel terzo anticipo della 24ª giornata di Serie A. La partita del Gewiss stadium promette di regalare una serata di calcio spettacolare tra due squadre votate all'attacco e in lotta per un piazzamento in Champions league. Le quote Atalanta-Roma su Eurobet.it denotano la preferenza dei bookmakers per i padroni di casa come dimostra la quota dell'1 inferiore rispetto al 2 e alla X. Per le scommesse Atalanta-Roma, i quotisti appaiono ottimisti anche per la riuscita degli esiti over 2,5 e gol-gol, entrambi offerti con quote medio-basse e dunque molto probabili.

Precedenti Atalanta-Roma

Atalanta e Roma si sono affrontate 115 volte nella storia del campionato di Serie A. Nel testa a testa tra le due squadre sono in vantaggio i giallorossi con 52 vittorie contro i 26 successi dei bergamaschi e 37 pareggi.

Nelle 57 sfide giocate in casa dei nerazzurri la situazione è abbastanza equilibrata: 19 vittorie dell'Atalanta, 20 pareggi e 18 successi della Roma.

L'ultimo confronto tra le due squadre risale al girone d'andata della Serie A in corso: era il 25 settembre 2019 e si giocava all'Olimpico dove la Roma fu sconfitta 0-2 dall'Atalanta con le reti di Zapata e De Roon.

L'ultima sfida a Bergamo vide le due squadre pareggiare 3-3: la Roma si portò sullo 0-3 nel primo tempo con una doppietta di Dzeko e un goal di El Shaarawy ma l'Atalanta accorciò le distanze con Castagne e nella ripresa riacciuffò il risultato con Toloi e Zapata.

L'ultima vittoria dell'Atalanta in casa contro la Roma risale al 20 novembre 2016: in quell'occasione passa in vantaggio la formazione giallorossa con Perotti, ma i padroni di casa pareggiarono con Caldara e portarono a casa il risultato grazie ad un rigore trasformato da Kessié.

L'ultima vittoria della Roma in casa dell'Atalanta risale al 20 agosto 2017 quando a decidere la sfida finita 0-1 fu una rete realizzata da Aleksandar Kolarov.

Atalanta

Durante la scorsa stagione di Serie A l'Atalanta ha incantato gli appassionati di calcio con il suo gioco spumeggiante che le è valso un meritato terzo posto in classifica e il conseguente primo storico accesso alla UEFA Champions League. Si può avere un'idea dell'impresa compiuta dalla squadra allenata dal bravissimo Gian Piero Gasperini, semplicemente confrontando il budget dei bergamaschi con quello dell'Inter, preceduta in classifica grazie al favore degli scontri diretti.

E dire che il campionato dei bergamaschi non era partito bene, anzi. Dopo un avvio positivo in Serie A, la Dea era uscita al preliminare di UEFA Europa League, sconfitta ai rigori al termine del doppio confronto con il Copenaghen. Il mancato accesso alla competizione si era poi tradotto in delusione che aveva dato origine a una lunga serie di partite senza vittoria. Da un certo momento in poi, tuttavia, la squadra di Gasperini ha ripreso a marciare inanellando una serie di risultati utili e piazzando vittorie pesanti, trascinata da un incontenibile Duvan Zapata (il colombiano si è piazzato al secondo posto della classifica marcatori con 23 centri, alle spalle del capocannoniere Fabio Quagliarella, autore di 26 goal). Verso la fine del campionato l'Atalanta ha avuto il merito di riuscire a rimanere in corsa per due obiettivi importanti come Champions League ed Europa League. Le incertezze di Inter, Roma, Milan e Lazio hanno fatto il resto: grazie alla continuità e al vantaggio negli scontri diretti i bergamaschi sono finiti davanti all'Inter, giunta a pari punti (69) in classifica conquistando uno storico terzo posto.

Una stagione già memorabile si sarebbe potuta arricchire ancor di più con la conquista della Coppa Italia, competizione in cui l'Atalanta è stata protagonista di una cavalcata che l'ha vista eliminare in serie Cagliari, Juventus (sconfitta a Bergamo con un roboante 3-0) e Fiorentina, e piegarsi soltanto alla Lazio (0-2, goal di Milinkovic e Correa) nella finale dell'Olimpico di Roma. L'amarezza per la mancata seconda Coppa Italia della propria storia (l'unica fu vinta nella stagione 1962-63 battendo in finale il Torino), tuttavia, è stata cancellata qualche giorno più tardi con la qualificazione in Champions.

In virtù della qualificazione alla competizione per club più importante d'Europa gli occhi di tifosi e addetti ai lavori si sono soffermati sulla ricerca di rinforzi di peso per affrontare una competizione in cui è fondamentale l'esperienza. Il primo acquisto importante dell'Atalanta è stato Luis Muriel, reduce da un campionato giocato a metà tra Siviglia e Firenze. Il colombiano è costato circa 15 milioni di euro. Poi c'è stato un importante investimento a centrocampo con l'acquisto dell'ucraino Ruslan Malinovskyi dai belgi del Genk per il quale sono stati spesi quasi 14 milioni di euro. Dopo la toccata e fuga di Martin Skrtel, tesserato e poi rilasciato, in difesa è arrivato l’ex romanista Simon Kjær.

In campionato il rendimento dell'Atalanta è tutto sommato positivo in linea con i risultati dello scorso anno (la squadra è da sola al quarto posto), e in Champions League dove la squadra di Gasperini sembrava spacciata dopo aver perso le prime tre partite è arrivata un’insperata e storica qualificazione agli ottavi dopo un grande girone di ritorno culminato nella vittoria a Kharkiv contro lo Shakthar. Durante il mercato invernale la squadra di Gasperini si è rinforzata con il ritorno in difesa di Mattia Caldara, di ritorno dal Milan, e con gli innesti di Czyborra e Bellanova. A lasciare Bergamo, invece, sono stati Andrea Masiello, ceduto al Genoa, Simon Kjaer finito al Milan, Barrow direzione Bologna e Ibanez alla Roma. 

Roma

La scorsa stagione non è stata all’altezza delle aspettative per la Roma. I giallorossi - all'inizio del campionato - erano considerati una pretendente per un piazzamento in Champions e qualcuno ipotizzava addirittura potessero inserirsi in una corsa a tre per il titolo con Juventus e Napoli. Dopo poche giornate di campionato contraddistinte da risultati altalenanti, tuttavia, appariva abbastanza chiaro che la stagione avrebbe preso tutt'altra piega. La formazione capitolina, privata di vari giocatori che costituivano la spina dorsale della rosa come Alisson, Strootman e Nainggolan, ha fatto moltissima fatica, anche per via dell'inserimento dei nuovi non del tutto positivo (se Cristante si è ben adattato, non si può dire lo stesso di N'Zonzi, Pastore e il portiere Olsen, tutti ceduti ad eccezione dell’argentino).

L'unica nota lieta è stato l'improvviso exploit di Nicolò Zaniolo, ottenuto nell'ambito dello scambio con l'Inter in cui sono stati inseriti anche Nainggolan e Santon. La stagione della Roma è iniziata a precipitare dall'inizio del girone di ritorno in poi: concluso il girone di andata al quinto posto i giallorossi sono stati eliminati ai quarti di finale con un imbarazzante 7-1 rimediato dalla Fiorentina, successivamente le cose si sono complicate anche in Champions League. La Roma che era riuscita a qualificarsi agli ottavi di finale classificandosi seconda dopo il Real Madrid è stata eliminata dal Porto, con i lusitani in grado di ribaltare nel ritorno la sconfitta dell'andata. L'eliminazione dalla Champions è stata fatale per Di Francesco che è stato poi esonerato e rimpiazzato con Claudio Ranieri. L'artefice del miracolo-Leicester, grandissimo tifoso della Roma ha guidato il club fino al termine del campionato chiudendo al sesto posto con la qualificazione ai preliminari di UEFA Europa League, poi tramutata in qualificazione diretta per via della rinuncia alla partecipazione del Milan.

La Roma ad ogni modo non ha vissuto momenti complicati esclusivamente sul campo: quasi nello stesso periodo si è consumato il doppio addio di Totti e De Rossi. Il Pupone, ritiratosi ormai da un paio d'anni ha abbandonato la sua carica di dirigente in aperto contrasto con Pallotta, contestando al club di non avergli mai consentito di dire la propria o avere influenza sui processi decisionali tanto in sede di mercato, quanto nella scelta dell'allenatore. Capitan Futuro, invece, è stato lasciato andar via senza che gli fosse rinnovato il contratto dopo 18 stagioni da professionista con la maglia della Roma e pur di non indossare un'altra maglia ha scelto di ripartire dall'altra parte del mondo, firmando con il Boca Juniors.

In estate, il nuovo ds dei giallorossi Gianluca Petrachi ha operato l'ennesima rivoluzione: oltre a Manolas, protagonista di uno scambio col Napoli in cui è arrivato Diawara, sono stati ceduti Luca Pellegrini alla Juve (in cambio è arrivato Spinazzola), El Shaarawy in Cina e 'pesi morti' come Marcano e Gerson. Via in prestito anche Karsdorp e Nzonzi. I volti nuovi a Trigoria sono quelli del portiere spagnolo Pau Lopez, prelevato dal Betis Siviglia per rimpiazzare Olsen, Gianluca Mancini, centrale difensivo preso dall'Atalanta, e Jordan Veretout dalla Fiorentina. Preso anche il difensore turco Çetin. È rimasto a Roma Dzeko, che ha rinnovato nonostante il lungo corteggiamento dell'Inter ed è diventato persino capitano.

Durante il mercato invernale la Roma ha riaccolto Bruno Peres e acquistato i due spagnoli Villar e Carles Perez, oltre a Ibanez dell’Atalanta. In uscita va segnalata la partenza di Alessandro Florenzi, ceduto in prestito al Valencia dove spera di trovare maggiore continuità d’impiego per conservare il posto tra i convocati di Mancini in vista dell’Europeo. Oltre a Florenzi si sono trasferiti in prestito anche Celar al Verona e Antonucci ai portoghesi del Vitoria Setubal.