Quote Inter-Roma: le migliori scommesse

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Inter e Roma si sfideranno a San Siro nell'anticipo della 15ª giornata di serie A in programma a San Siro venerdì 6 dicembre alle 20:45. Consultando le quote per le scommesse relative al match tra nerazzurri e giallorossi si evince come gli addetti ai lavori ritengano favorita la squadra allenata da Antonio Conte. Oltre al fattore casalingo, infatti, vanno tenuti in conto anche i 9 punti di differenza in classifica a vantaggio dei milanesi, secondi in classifica e per nulla intenzionati a mollare la presa sulla capolista Juventus, distante appena un punto.

Dal canto suo la Roma può contare sul quinto miglior rendimento esterno della Serie A, motivo per cui potrebbero essere presi in considerazione anche risultati come il pareggio (esito assai ricorrente dei match tra le due squadre) e il blitz esterno. Scorrendo le quote, inoltre, ci si rende conto che i quotisti ritengono molto probabile sia l'esito over 2,5, sia il goal-goal.

Precedenti Inter-Roma

I precedenti complessivi nel campionato di serie A tra Inter e Roma sono ben 172. Nel testa a testa tra le due squadre sono in vantaggio i nerazzurri, risultati vincitori in 72 confronti contro le 49 affermazioni della Roma. In 51 partite, invece, lo scontro si è concluso in parità. Se si prendono in considerazione esclusivamente le sfide giocate in casa dell'Inter il risultato non cambia: i milanesi hanno vinto 44 partite, i capitolini soltanto 15 mentre in 27 gare l'esito è stato di parità. I nerazzurri sono avanti anche nel computo dei goal segnati, 276 contro i 222 dei giallorossi.

Nella passata stagione di serie A entrambe le sfide tra Inter e Roma sono terminate in pareggio. La più recente è la partita giocata nel girone di ritorno a San Siro: era il 20 aprile 2019, si giocava in notturna e la Roma passa in vantaggio con El Shaarawy dopo un quarto d'ora di gioco, i padroni di casa, tuttavia, trovarono la rete del pareggio con Perisic nella ripresa e il goal del croato fissò il risultato sull'1-1.

L'ultima vittoria dell'Inter in casa contro la Roma è datata 31 ottobre 2015: all'epoca in panchina per i nerazzurri c'era l'attuale c.t. della nazionale Roberto mancini, mentre sulla panchina giallorossa sedeva Rudi Garcia. La sfida finì uno a zero per l'Inter, decisa da un goal di Medel alla mezz'ora.

Più recente, invece, l'ultima vittoria della Roma alla Scala del calcio: era il 26 febbraio 2017 e i giallorossi s'imposero 1-3. Allenati da Spalletti, i romanisti si portarono sul doppio vantaggio grazie a una doppietta di Radja Nainggolan tra primo e secondo tempo. Icardi accorciò le distanze all'81' ma un rigore trasformato da Diego Perotti a cinque minuti dal 90' chiuse definitivamente i giochi della sfida di San Siro.

Inter

L’Inter è tornata stabilmente nell'Europa che conta con due qualificazioni consecutive alla Champions League ai danni della Lazio. Ormai il club è rientrato nel novero delle big europee e ha trovato una guida perfetta in Antonio Conte, l’uomo ideale per dare forma e sostanza agli ambiziosi piani della società nerazzurra e trasformare in oro il lavoro svolto dai suoi predecessori. L'ex tecnico della Juventus ha preso il posto di Luciano Spalletti nonostante quest’ultimo avesse raggiunto tutti gli obiettivi stabiliti dall’Inter. Insomma, uno smacco non indifferente, ma anche una responsabilità in più per Conte, che è praticamente chiamato in maniera non troppo velata a concorrere soprattutto per lo scudetto. Come se non bastasse, un altro elemento chiave nella ristrutturazione societaria e tecnica della società è stato l'ingresso nei quadri dirigenziali di Beppe Marotta, fautore dei successi della Juve insieme all’ex collaboratore Paratici. Il contributo del nuovo dirigente nerazzurro, affiancatosi al direttore sportivo Ausilio, è stato determinante nell'alzare il livello delle operazioni di mercato interiste e a risolvere la grana del caso Icardi, finito al Paris Saint-Germain.

Appena arrivato ad Appiano Gentile, Antonio Conte ha messo immediatamente le cose in chiaro con dirigenza e squadra, indicando i calciatori che non avrebbero fatto parte del suo progetto, sia per scelta tecnica sia per motivi disciplinari. Via Radja Nainggolan, ceduto al Cagliari, Ivan Perisic, venduto al Bayern Monaco, e soprattutto il succitato Mauro Icardi. L’ex capitano era già fuori dai piani di Spalletti ed era stato reintegrato fino al termine del campionato scorso, ma tutto lasciava presagire a un addio a fine stagione. L’arrivo di Antonio Conte, in seguito, ha messo fine a ogni speranza di continuare a vestire nerazzurro per Icardi.

Dopo un braccio di ferro durato tutta l’estate, in cui non sono mancati momenti di tensione tra cause per mobbing e richieste di danni, il centravanti nato a Rosario si è convinto a lasciare Milano dopo 7 stagioni in cui ha realizzato 124 gol. La cessione di Icardi si è sbloccata soltanto l’ultimo giorno di mercato: alla fine è prevalsa la linea dell’Inter che è riuscita a far rinnovare il contratto all’argentino nonostante la cessione in prestito con diritto di riscatto al Paris Saint-Germain. I francesi potranno optare per l’acquisto al termine del campionato, ma anche se non dovessero esercitare questa opzione, l’Inter non rischia di perdere Icardi senza un adeguato ritorno economico. Una mossa astuta, che è riuscita ad accontentare anche Wanda Nara, moglie-agente del bomber.

Venendo al mercato in entrata, una delle prime trattative concretizzate dai nerazzurri è stata quella che ha portato a Milano Diego Godin, difensore dell’Atletico Madrid e capitano della nazionale uruguaiana, prelevato a parametro zero. Il difensore rappresenta forse l’unico grande elemento di esperienza internazionale dell’intera rosa attuale del Football Club Internazionale Milano. Sulle fasce sono arrivati infatti Valentino Lazaro, dall’Herta Berlino, e Cristiano Biraghi, prodotto del vivaio interista, riacquistato dalla Fiorentina.

Il centrocampo, invece, si è arricchito con due calciatori che rappresentano due grandi speranze per il calcio italiano come Nicolò Barella e Stefano Sensi, prelevati rispettivamente da Cagliari e Sassuolo, entrambi perni della Nazionale azzurra di Mancini. Gli acquisti più importanti, tuttavia, si sono registrati in attacco dove sono stati acquistati due top player come Romelu Lukaku e Alexis Sanchez, entrambi prelevati dal Manchester United. Dopo le prime giornate di campionato, i nerazzurri sono secondi in classifica e hanno perso solo nello scontro diretto con la Juventus, rispetto alla quale hanno un punto in meno in virtù del pari casalingo ottenuto di recente col Parma. Nell’ordine, Lecce, Cagliari, Udinese, Milan, Lazio, Sampdoria, Sassuolo, Brescia e Bologna hanno dovuto invece cedere il passo al “Biscione”.

Roma

La scorsa stagione è stata molto deludente per la Roma. I giallorossi - all'inizio del campionato - erano considerati una pretendente per un piazzamento in Champions e qualcuno credeva addirittura potessero inserirsi in una corsa a tre con Juventus e Napoli per lo Scudetto. Dopo poche giornate di campionato contraddistinte da risultati altalenanti, tuttavia, era abbastanza chiaro che la stagione avrebbe preso un'altra piega. Il sodalizio giallorosso, privato di vari giocatori che costituivano la spina dorsale della rosa come Alisson, Strootman e Nainggolan, ha faticato moltissimo e anche l'inserimento dei nuovi non è stato del tutto positivo (se Cristante si è ben adattato, non si può dire lo stesso di N'Zonzi, Pastore e il portiere Olsen).

L'unica nota lieta è stato l'improvviso exploit di Nicolò Zaniolo, ottenuto nell'ambito dello scambio con l'Inter in cui sono stati inseriti anche Nainggolan e Santon. La stagione della Roma è iniziata a precipitare dall'inizio del girone di ritorno in poi: concluso il girone di andata al quinto posto i giallorossi sono stati eliminati ai quarti di finale con un imbarazzante 7-1 rimediato dalla Fiorentina, successivamente le cose si sono complicate anche in Champions League. La Roma che era riuscita a qualificarsi agli ottavi di finale classificandosi seconda dopo il Real Madrid è stata eliminata dal Porto, con i lusitani in grado di ribaltare nel ritorno la sconfitta dell'andata. L'eliminazione dalla Champions è stata fatale per Di Francesco che è stato poi esonerato e rimpiazzato con Claudio Ranieri. L'artefice del miracolo-Leicester, grandissimo tifoso della Roma ha guidato il club fino al termine del campionato chiudendo al sesto posto con la qualificazione ai preliminari di UEFA Europa League, poi tramutata in qualificazione diretta per via della rinuncia alla partecipazione del Milan.

La Roma ad ogni modo non ha vissuto momenti complicati esclusivamente sul campo: quasi nello stesso periodo si è consumato il doppio addio di Totti e De Rossi. Il Pupone, ritiratosi ormai da un paio d'anni ha abbandonato la sua carica di dirigente in aperto contrasto con Pallotta, contestando al club di non avergli mai consentito di dire la propria o avere influenza sui processi decisionali tanto in sede di mercato, quanto nella scelta dell'allenatore. Capitan Futuro, invece, è stato lasciato andar via senza che gli fosse rinnovato il contratto dopo 18 stagioni da professionista con la maglia della Roma e pur di non indossare un'altra maglia ha scelto di ripartire dall'altra parte del mondo, firmando con il Boca Juniors.

In estate, il nuovo ds dei giallorossi Gianluca Petrachi ha operato l'ennesima rivoluzione: oltre a Manolas, protagonista di uno scambio col Napoli in cui è arrivato Diawara, sono stati ceduti Luca Pellegrini alla Juve (in cambio è arrivato Spinazzola), El Shaarawy in Cina e 'pesi morti' come Marcano e Gerson. Via in prestito anche Karsdorp e Nzonzi. I volti nuovi a Trigoria sono quelli del portiere spagnolo Pau Lopez, prelevato dal Betis Siviglia per rimpiazzare Olsen, Gianluca Mancini, centrale difensivo preso dall'Atalanta, e Jordan Veretout dalla Fiorentina. Preso anche il difensore turco Çetin. Resta a Roma Dzeko, che ha rinnovato nonostante il lungo corteggiamento dell'Inter.