quote scommesse Juventus - Milan

Quote Juventus-Milan: le migliori scommesse

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Juventus e Milan si affronteranno il 10 novembre 2019 alle 20:45 all’Allianz Stadium di Torino nel match valevole per la 12a giornata di Serie A. La sfida tra bianconeri e rossoneri sembra non avere la stessa aura di imprevedibilità che accompagnava il risultato, almeno per le quote Juventus-Milan di Eurobet.it che sembrano piuttosto orientati verso una netta affermazione dei bianconeri. Lo si può evincere dalla differenza nelle scommesse Juventus-Milan proposte per la partita di domenica sera: l’1 della Juventus paga a 1,45, mentre il 2 del Milan è proposto addirittura a 7,00 volte la posta iniziale. L’eventuale parità, invece, è proposta a 4,55. Le quote Juventus-Milan inquadrano la partita come un match da over 2,5, esito offerto a 1,75, allo stesso modo, però, valutano il no-goal, bancato anch’esso a 1,75.

Precedenti Juventus-Milan

Juventus-Milan è una grande classica del calcio italiano, un incontro che molto spesso è stato decisivo per determinare le prime posizioni in classifica e l'assegnazione dello Scudetto. Tra bianconeri e rossoneri esistono 200 precedenti in Serie A: nel testa a testa è in vantaggio la Juventus, vincitrice in 78 occasioni contro i 59 successi rossoneri, mentre 63 partite sono finite con il risultato di parità.

Nella passata stagione, Juventus e Milan si sono affrontate tre volte, due in campionato e una in finale di Supercoppa Italiana. Il match del girone d’andata giocato a San Siro l’11 novembre 2018 vide imporsi la Juventus con il risultato di 0-2. Ad aprire le marcature fu Mario Mandzukic dopo 8 minuti. Il Milan ebbe poi l’occasione di pareggiare con un calcio di rigore ma Gonzalo Higuain (oggi nuovamente alla Juventus) fallì il tentativo di trasformazione dal dischetto. All’81’ Cristiano Ronaldo siglò poi la rete del raddoppio. I minuti finali del match furono poi caratterizzati dall’espulsione di Higuain dopo un eccesso di proteste.

Juventus e Milan si sono poi ritrovate a distanza di qualche mese il 16 gennaio 2019 per disputare la finale di Supercoppa italiana al King Abdullah Stadium di Jeddah, in Arabia Saudita. I primi 45 minuti dell’incontro hanno visto prevalere il Milan dal punto di vista del gioco ma le squadre sono rientrate negli spogliatoi sul risultato di 0-0. Nella ripresa a rompere l’equilibrio dopo un’ora di gioco ci ha pensato il solito Cristiano Ronaldo che con il suo goal, l’unico dell’incontro ha regalato ai bianconeri il primo trofeo della stagione.

L’ultimo precedente ufficiale in ordine cronologico tra le due squadre è la gara del girone di ritorno dello scorso campionato in cui la Juventus s’impose 2-1. A passare in vantaggio fu il Milan nel primo tempo con Piatek, nella ripresa però arrivarono il pari di Dybala su calcio di rigore e il goal vittoria firmato da Moise Kean.

Juventus

Dopo essersi laureata campione d'Italia per l'ottava stagione di fila la Juventus ha scelto di cambiare volto interrompendo il rapporto lavorativo con Massimiliano Allegri, allenatore artefice degli ultimi cinque scudetti, per ingaggiare Maurizio Sarri. La scelta è ricaduta sull’ex tecnico del Napoli, reduce da un terzo posto in Premier League e dall’Europa League vinta con il Chelsea, poiché è ritenuto come colui che può cambiare l’identità tattica dei bianconeri, spesso tacciati di non avere un fraseggio armonico. Il passaggio di consegne tra Allegri e Sarri, infatti, è il frutto di una precisa scelta della società piemontese. Nelle ultime stagioni la Juve ha dominato in Italia ma ha faticato molto a imporsi in Europa anche per via della mancanza di gioco. Il club sta dunque passando una filosofia di gioco estremamente pragmatica come quella dell'ex tecnico di Cagliari e Milan, al fraseggio elaborato di stampo sarriano, ribattezzato Sarri-ball dai giornalisti di oltremanica. 

Se almeno all’inizio pareva aleggiare più di qualche perplessità su come la squadra avrebbe accolto i dettami tattici del nuovo allenatore, le prime giornate di campionato hanno evidenziato una Juve vincente sia col Parma sia col Napoli (una delle principali rivali nella lotta scudetto) e in particolare contro i partenopei si sono già visti i primi sprazzi della nuova filosofia di gioco. Ad ogni modo, a certificare la grandezza della Juventus, è stata soprattutto la vittoria in casa dell’Inter allenata dall’ex Antonio Conte, squadra che fino a quel momento era l’unica compagine imbattuta e a punteggio pieno in Serie A. La Juve in fondo può contare su campioni del calibro di Cristiano Ronaldo e altri top player in ogni settore del campo e dunque l'apprendimento dei movimenti di Sarri non sta risultando poi così problematico.

La Juve 2019-2020, ad ogni modo, non sarà una squadra diversa soltanto per via del cambio alla guida tecnica. Il calciomercato estivo, infatti, ha prodotto diversi cambiamenti nel roster bianconero. Ad esempio, non fa più parte della formazione Andrea Barzagli, membro storico del trio composto insieme a Bonucci e Chiellini, conosciuto come BBC: il difensore campione del mondo con la nazionale azzurra ha appeso gli scarpini al chiodo.

Le cessioni invece hanno riguardato João Cancelo, ceduto al Manchester City (scambio con Danilo più conguaglio di 28 milioni di euro) e Moise Kean, venduto all'Everton per una cifra che con i bonus si aggira attorno ai 30 milioni di euro. Venduto anche Spinazzola, rientrato nell'affare che ha portato a Torino il romanista Luca Pellegrini (a sua volta ri-prestato al Cagliari). Il volto nuovo più importante alla Continassa è sicuramente quello di Matthjis de Ligt, prelevato per 70 milioni di euro dall'Ajax, squadra di cui era capitano e che sarà uno dei nuovi perni della difesa bianconera. Difesa che si arricchisce anche con l'innesto di Merih Demiral, promettente centrale turco prelevato dal Sassuolo.

Irrobustito anche con centimetri e tecnica il reparto di centrocampo che ha accolto due arrivi internazionali come Aron Ramsey e Adrien Rabiot, entrambi prelevati a costo zero dopo essersi svincolati rispettivamente dall'Arsenal e dal Paris Saint-Germain. A questi nomi e al sopracitato Danilo, si aggiungono due vecchie conoscenze dei bianconeri come Gigi Buffon e Gonzalo Higuain. Per l'ex portiere della Nazionale si tratta di un ritorno dopo un solo anno lontano da Torino, trascorso con la maglia del PSG, mentre per l'argentino, non riscattato dal Chelsea, si tratta di una seconda vita in bianconero, dopo l’accantonamento della scorsa stagione trascorsa a metà tra Milan e Chelsea.

Milan

Nuovo anno, nuovo Milan, ma la musica non sembra cambiata di molto rispetto alle recenti tribolate stagioni. Archiviata la scorsa stagione in cui rossoneri sono arrivati al quinto posto in classifica con Gennaro Gattuso in panchina, il club meneghino ha nuovamente cambiato pelle optando per un avvicendamento in panchina. Costretti ad accettare l’esclusione dalle competizioni UEFA a causa delle violazioni relative agli obblighi imposti dal fair-play finanziario, i vertici milanisti, dopo aver detto addio a Ringhio, hanno scelto Marco Giampaolo come nuovo allenatore. Il tecnico nato in Svizzera ma originario di Giulianova ha preso le redini della prima squadra dei rossoneri dopo aver risolto il contratto che lo legava alla Sampdoria. Dopo buone stagioni in cui ha fatto parlare di sé per via del bel gioco e dell’organizzazione mostrata dalle sue squadre, Giampaolo ha avuto la prima chiamata da un club importante della sua carriera, tuttavia, la sua avventura è durata appena 7 partite. 

L’ex allenatore della Sampdoria ha pagato a caro prezzo il pessimo avvio in campionato dove ha ottenuto 4 sconfitte (all’esordio con Udinese, nel derby con l’Inter, Torino e infine in casa contro la Fiorentina) e appena 3 vittorie. Nonostante il successo ottenuto rocambolescamente in casa del Genoa alla settima giornata, la dirigenza del Milan nelle persone di Boban e Maldini hanno preferito optare per l’esonero durante la sosta delle nazionali dando vita all’ennesima rifondazione tecnica degli ultimi anni che ha portato all’ingaggio dello svincolato Stefano Pioli. Anche con il nuovo tecnico, però, le cose non sono migliorate e in quattro partite sono arrivati due sconfitte, un pari e una vittoria.

Il Milan è cambiato molto anche nella sua dirigenza: in estate si è consumato il secondo addio di Leonardo che ha lasciato il ruolo di direttore tecnico per tornare al Paris Saint-Germain. Al posto del brasiliano è arrivato Frederick Massara, fino a qualche mese fa uomo mercato della Roma. In più sono stati concessi nuovi poteri a Paolo Maldini, che in un primo momento sembrava potesse abbandonare anche lui il progetto rossonero ma che alla fine è rimasto. Accanto all’ex capitano e leggenda rossonera, è stata affiancata anche una figura importante come quella di Zvonimir Boban, tornato al Milan nelle vesti di dirigente dopo tre anni di lavoro in FIFA. 

La squadra ha subito diversi cambiamenti in rosa dovuti al calciomercato. Se si guarda l’organico rossonero ci sono molte differenze rispetto alla passata stagione e, anche a detta degli esperti di mercato, non è poi così semplice da decifrare quale sia il livello della squadra. Il reparto offensivo non può più puntare su Patrick Cutrone, ragazzo che era riuscito a imporsi in prima squadra dopo aver fatto tutta la trafila dalle giovanili e che invece è stato ceduto al Wolverhampton per 18 milioni di euro più bonus. Al posto dell’ex primavera è stato acquistato il promettente centravanti portoghese del Lille Rafael Leão. 

Uno degli acquisti più onerosi messi a segno dai rossoneri è quello di Theo Hernandez, laterale mancino prelevato dal Real Madrid.  In difesa, inoltre, è arrivato il brasiliano Leo Duarte, prelevato dal Flamengo. Ci sono stati due innesti anche a centrocampo dove è stata acquistata la coppia di centrocampisti ‘empolesi’, composta da Rade Krunic e Ismael Bennacer. Grosse aspettative in particolare sull’algerino, laureatosi campione d’Africa da protagonista con la sua nazionale durante l’estate. Nell’ultimo giorno di mercato, infine, è stato annunciato l’accordo in prestito biennale con Ante Rebic, ala della nazionale croata.