Quote Napoli-Atalanta: le migliori scommesse

Per la sfida dello Stadio San Paolo in programma il prossimo 30 ottobre 2019 tra Napoli e Atalanta, le quote Napoli-Atalanta ritengono favorita la squadra di casa. La formazione guidata da Carlo Ancelotti viene bancata con una quota inferiore rispetto a quella orobica, sia in virtù di maggiori potenzialità a livello tecnico-tattico, sia per il fattore casalingo. In ogni caso, nell’ambito delle scommesse Napoli-Atalanta, la quota che prevede il 2 degli uomini di Gasperini non è poi così più alta e l’Atalanta ha già dato prova di poter creare grattacapi alle grandi, oltre al fatto che punta essa stessa a sedere al cenacolo delle big del campionato italiano. Alta la quota per il pari. Trattandosi di due squadre dalla massiccia produzione offensiva, nell’ambito delle quote Napoli-Atalanta, per questa sfida sono altamente raccomandate giocate come il goal-goal e l’over 2,5.

Precedenti Napoli-Atalanta

Napoli e Atalanta si sono affrontate per un totale di 96 volte nel campionato di Serie A. Nella maggior parte dei casi è stata la formazione partenopea ad avere la meglio: lo storico delle vittorie, infatti, conta 43 successi dei campani contro i 26 trionfi nerazzurri, mentre in 27 occasioni la partita è terminata in parità. Il Napoli è avanti anche nel computo dei goal segnati: 147 contro le 111 marcature nerazzurre.

L’ultimo confronto in ordine cronologico tra le due squadre risale alla 33a giornata della scorsa stagione, al San Paolo di Napoli e non rievoca ricordi felici alla formazione di casa: in quell’occasione, infatti, i partenopei furono sconfitti con il risultato di 1-2. Pur passando in svantaggio per il goal di Mertens, la Dea riuscì a ribaltare il risultato pareggiando con Zapata al 69’ e piazzando la zampata decisiva con Pasalic a 10’ dal termine.

All’andata, giocata a Bergamo era stato il Napoli di Sarri a imporsi con il medesimo risultato: in quell’occasione gli azzurri si portarono immediatamente in vantaggio con un goal realizzato da Fabian Ruiz, Zapata pareggiò a inizio ripresa, ma Milik, a pochi minuti dal fischio finale regalò i tre punti al Napoli.

L’ultima vittoria del Napoli in casa contro l’Atalanta risale al girone d’andata dello scorso campionato, precisamente al 3-1 del 27 agosto 2017, quando la formazione di Sarri rispose al goal iniziale di Cristante con le reti di Zielinski, Mertens e Rog.

Napoli

Il Napoli ha concluso lo scorso campionato di Serie A al secondo posto, finendo dietro la Juventus per il secondo anno di fila. A differenza del precedente torneo, in cui per aspettare il verdetto Scudetto si era dovuto attendere fino alle ultime giornate, la scorsa stagione, il club guidato da Carlo Ancelotti ha rimediato un distacco ben più ampio senza mai mettere in discussione la leadership dei piemontesi. Dovendosi accontentare della seconda piazza, il Napoli si è consolato centrando l’obiettivo dell’ottava partecipazione alla Champions League.

La stagione dei partenopei, tuttavia, non si può considerare totalmente soddisfacente: in Champions non sono riusciti a superare la fase a gironi (ancora una volta in maniera beffarda come era accaduto già nelle scorse edizionie una volta retrocessi in Europa League sono usciti ai quarti di finale, sconfitti nel doppio confronto con l’Arsenal. 

Sebbene la scorsa annata abbia un po’ deluso le aspettative, Aurelio De Laurentiis ha rinnovato la fiducia a Carlo Ancelotti al quale ha cercato di regalare una rosa ancora più competitiva rispetto a quella che aveva a disposizione nello scorso campionato. La difesa, ad esempio, è stata irrobustita con l’acquisto di Kostas Manolas. Il roccioso centrale greco è stato prelevato per 36 milioni dalla Roma: nella stessa operazione ai giallorossi è finito come contropartita tecnica Amadou Diawara, con una valutazione di 21 milioni di euro. Con l’ex romanista, il Napoli colma il vuoto lasciato da Raul Albiol e affianca un centrale di grande forza ed esperienza al gigante Koulibaly, blindato nonostante le attenzioni di tante big europee. La fascia destra, invece può contare su un nuovo interprete come Giovanni Di Lorenzo, reduce da un ottimo campionato con la maglia dell’Empoli. A centrocampo è arrivato un acquisto di prospettiva come il macedone Elif Elmas, prelevato dai turchi del Fenerbahce, che ha già mostrato di possedere caratteristiche interessanti.

I due colpi che hanno esaltato moltissimo i tifosi del Napoli, tuttavia, riguardano l’attacco: sfumata la possibilità di acquistare Nicolas Pépé finito in Premier League a vestire la maglia dell’Arsenal e di James Rodriguez rimasto al Real Madrid, il club di Aurelio De Laurentiis ha virato con decisione sul messicano del PSV Hirving Lozano, tutt’altro che un ripiego come ha dimostrato andando in goal alla prima apparizione contro la Juventus. A mercato concluso in maglia azzurra è arrivato anche un altro elemento di grande valore ed esperienza: si tratta di Fernando Llorente, ex attaccante della Juve, svincolato dopo il termine del suo contratto con il Tottenham. Arrivato a campionato in corso, il Re Leone ha già lasciato il segno firmando la rete del 2-0 nello splendido successo del Napoli contro il Liverpool in Champions League (lo stesso Liverpool che gli aveva dato una cocente delusione nella finale di Madrid). In campionato il Napoli ha esordito vincendo a Firenze ma nel turno successivo si è subito dovuto piegare alla Juventus (seppur in maniera sfortunata e rocambolesca). Dopo il ko con i bianconeri i partenopei hanno ritrovato i tre punti battendo la Samp e ripetendosi una settimana più tardi a Lecce. Quando le cose sembravano andar bene è arrivata un’inaspettata sconfitta interna contro il Cagliari alla quale hanno fatto seguito un’altra vittoria, ottenuta in casa contro il Brescia, e un pareggio sul campo del Torino. La formazione di Ancelotti si è poi riscattata vincendo in casa col Verona e attualmente si trova al quarto posto in classifica, alle spalle dell’Atalanta, distante 6 lunghezze dal primo posto occupato dalla Juventus, a – 5 dall’Inter e ad appena un punto dai bergamaschi. Secondo Ancelotti, nonostante il ritardo sui primi posti, i i suoi sono ancora in grado di lottare per lo Scudetto.

Atalanta

Nello scorso campionato di Serie A l'Atalanta ha fatto divertire tutti gli appassionati di calcio con il suo gioco spettacolare e ha meritatamente ottenuto il terzo posto in classifica guadagnando il suo primo storico accesso alla UEFA Champions League. Si può avere un'idea dell'impresa compiuta dalla squadra allenata da Gian Piero Gasperini - tecnico che ha ulteriormente certificato il suo status di grande allenatore (è stato cercato con insistenza dalla Roma, che cercava un nuovo tecnico con cui rifondare ma ha resistito all'offerta di una big pur di disputare la Champions con la sua creatura) - semplicemente confrontando il budget dei bergamaschi con quello dell'Inter, preceduta in classifica grazie al favore degli scontri diretti.

Eppure, il campionato dei bergamaschi non era partito bene, anzi. Dopo un avvio positivo in Serie A, la Dea è uscita al preliminare di UEFA Europa League, sconfitta ai rigori al termine del doppio confronto con il Copenaghen. Il mancato accesso alla competizione si era tradotto in delusione che aveva dato origine a una lunga serie di partite senza vittoria. Da un certo momento in poi, tuttavia, la squadra di Gasperini ha ripreso a marciare inanellando una serie di risultati utili e piazzando vittorie pesanti, trascinata da un incontenibile Duvan Zapata (il colombiano si è piazzato al secondo posto della classifica marcatori con 23 centri, alle spalle del capocannoniere Fabio Quagliarella, autore di 26 goal). Verso la fine del campionato l'Atalanta ha avuto il merito di riuscire a rimanere in corsa per due obiettivi importanti come Champions League ed Europa League. Le incertezze di Inter, Roma, Milan e Lazio hanno fatto il resto: grazie alla continuità e al vantaggio negli scontri diretti i bergamaschi sono finiti davanti all'Inter, giunta a pari punti (69) in classifica conquistando uno storico terzo posto.

Una stagione già memorabile si sarebbe potuta arricchire ancor di più con la conquista della Coppa Italia, competizione in cui l'Atalanta è stata protagonista di una cavalcata che l'ha vista eliminare in serie Cagliari, Juventus (sconfitta a Bergamo con un roboante 3-0) e Fiorentina, e piegarsi soltanto alla Lazio (0-2, goal di Milinkovic e Correa) nella finale dell'Olimpico di Roma. L'amarezza per la mancata seconda Coppa Italia della propria storia (l'unica fu vinta nella stagione 1962-63 battendo in finale il Torino), tuttavia, è stata cancellata qualche giorno più tardi con la qualificazione in Champions.

In virtù della qualificazione alla competizione per club più importante d'Europa gli occhi di tifosi e addetti ai lavori si sono soffermati sulla ricerca di rinforzi di peso per affrontare una competizione in cui è fondamentale l'esperienza. Il primo acquisto importante dell'Atalanta è stato Luis Muriel, reduce da un campionato giocato a metà tra Siviglia e Firenze. Il colombiano è costato circa 15 milioni di euro. Poi c'è stato un importante investimento a centrocampo con l'acquisto dell'ucraino Ruslan Malinovskyi dai belgi del Genk per il quale sono stati spesi quasi 14 milioni di euro. Dopo la toccata e fuga di Martin Skrtel, tesserato e poi rilasciato, in difesa è arrivato l’ex romanista Simon Kjær.

Mentre in campionato il rendimento dell'Atalanta è stato positivo in linea con i risultati dello scorso anno (la squadra è terza a -5 dalla vetta), non si può dire lo stesso per la Champions League dove la squadra di Gasperini ha perso le prime due partite (malissimo all'esordio con la Dinamo Zagabria, con un po' di sfortuna nella seconda con lo Shakthar).