Quote Juventus-Fiorentina: le migliori scommesse

Pronostico Scommesse Juventus-Fiorentina

Domenica 2 febbraio alle 12:30 la Juventus ospiterà la Fiorentina nel lunch match valevole per la 22ª giornata di Serie A 2019-2020. All'andata, allo stadio Artemio Franchi, il match tra viola e bianconeri si concluse a reti bianche ma in vista di questa sfida di ritorno c'è da immaginare un epilogo potenzialmente differente. Consultando le quote Juventus-Fiorentina su Eurobet.it, infatti, si apprende subito del favore dei pronostici da parte dei bookmakers nei confronti della Juve, offerta con una quota di molto inferiore rispetto al 2 dei viola. Come si evince dalle quote relative alle scommesse Juventus-Fiorentina, per questa gara ci si aspetta un discreto spettacolo, poiché la quota per l'over 2,5 è abbastanza 'popolare' e anche il goal-goal ha buone possibilità di verificarsi. 

Precedenti Juventus-Fiorentina

I precedenti totali in Serie A tra Fiorentina e Juventus sono 161. Nel testa a testa è nettamente in vantaggio la Juventus che ha trionfato in 77 occasioni. Le vittorie della Fiorentina sono soltanto 33 mentre i match finiti in parità sono 50. I bianconeri sono avanti anche nel computo dei goal segnati con 263 reti contro le 170 realizzate dai viola.

Per quanto riguarda le sfide giocate in casa dei toscani i precedenti totali sono 80 in questo caso è in vantaggio la Fiorentina con 27 vittorie, mentre le vittorie juventine sono 23. 30 le sfide finite in parità.

L'ultimo incontro tra le due squadre è la sfida di ritorno dello scorso campionato giocata a Torino lo scorso 20 aprile, conclusasi con il risultato di 2-1 per i bianconeri (viola in vantaggio con Milenkovic, poi la rete di Alex Sandro e l'autogoal di Pezzella).

Tornando alle sfide giocate in casa dei viola, l'ultimo precedente è lo 0-3 del 1° dicembre 2018, partita in cui la Juve s'impose grazie alle reti realizzate da Bentancur, Chiellini e Cristiano Ronaldo.

Per trovare l'ultima vittoria dei toscani in un Fiorentina-Juventus bisogna andare indietro fino alla stagione 2016-2017. Era il 15 gennaio 2017, in panchina c'era Paulo Sousa: Kalinic e Badelj portarono i gigliati sul doppio vantaggio, Higuain accorciò le distanze ma non bastò a evitare la sconfitta 2-1.

Juventus

Dopo essersi laureata campione d'Italia per l'ottava stagione di fila, la Juventus ha scelto di cambiare volto interrompendo il rapporto lavorativo con Massimiliano Allegri, allenatore artefice degli ultimi cinque scudetti, per ingaggiare Maurizio Sarri. La scelta è ricaduta sull’ex tecnico del Napoli, reduce da un terzo posto in Premier League e dall’Europa League vinta con il Chelsea, poiché è ritenuto come colui che può cambiare l’identità tattica dei bianconeri, spesso tacciati di non avere un fraseggio armonico. Il passaggio di consegne tra Allegri e Sarri, infatti, è il frutto di una precisa scelta della società piemontese. Nelle ultime stagioni la Juve ha dominato in Italia ma ha faticato molto a imporsi in Europa anche per via della mancanza di gioco. Il club sta dunque passando una filosofia di gioco estremamente pragmatica come quella dell'ex tecnico di Cagliari e Milan, al fraseggio elaborato di stampo sarriano, ribattezzato Sarri-ball dai giornalisti di oltremanica.

Se almeno all’inizio pareva aleggiare più di qualche perplessità su come la squadra avrebbe accolto i dettami tattici del nuovo allenatore, le prime giornate di campionato hanno evidenziato una Juve vincente sia col Parma sia col Napoli (una delle principali rivali nella lotta scudetto) e in particolare contro i partenopei si sono già visti i primi sprazzi della nuova filosofia di gioco. Ad ogni modo, a certificare la grandezza della Juventus, è stata soprattutto la vittoria in casa dell’Inter allenata dall’ex Antonio Conte, squadra che fino a quel momento era l’unica compagine imbattuta e a punteggio pieno in Serie A. La Juve in fondo può contare su campioni del calibro di Cristiano Ronaldo e altri top player in ogni settore del campo e dunque l'apprendimento dei movimenti di Sarri non sta risultando poi così problematico.

La Juve 2019-2020, ad ogni modo, non è una squadra diversa soltanto per via del cambio alla guida tecnica. Il calciomercato estivo, infatti, ha prodotto diversi cambiamenti nel roster bianconero. Ad esempio, non fa più parte della formazione Andrea Barzagli, membro storico del trio composto insieme a Bonucci e Chiellini, conosciuto come BBC: il difensore campione del mondo con la nazionale azzurra ha appeso gli scarpini al chiodo.

Le cessioni invece hanno riguardato João Cancelo, ceduto al Manchester City (scambio con Danilo più conguaglio di 28 milioni di euro) e Moise Kean, venduto all'Everton per una cifra che con i bonus si aggira attorno ai 30 milioni di euro. Venduto anche Spinazzola, rientrato nell'affare che ha portato a Torino il romanista Luca Pellegrini (a sua volta ri-prestato al Cagliari). Il volto nuovo più importante alla Continassa è sicuramente quello di Matthjis de Ligt, prelevato per 70 milioni di euro dall'Ajax, squadra di cui era capitano e che sarà uno dei nuovi perni della difesa bianconera. Difesa che si arricchisce anche con l'innesto di Merih Demiral, promettente centrale turco prelevato dal Sassuolo.

Irrobustito anche con centimetri e tecnica il reparto di centrocampo che ha accolto due arrivi internazionali come Aaron Ramsey e Adrien Rabiot, entrambi prelevati a costo zero dopo essersi svincolati rispettivamente dall'Arsenal e dal Paris Saint-Germain. A questi nomi e al sopracitato Danilo, si aggiungono due vecchie conoscenze dei bianconeri come Gigi Buffon e Gonzalo Higuain. Per l'ex portiere della Nazionale si tratta di un ritorno dopo un solo anno lontano da Torino, trascorso con la maglia del PSG, mentre per l'argentino, non riscattato dal Chelsea, si tratta di una seconda vita in bianconero, dopo l’accantonamento della scorsa stagione trascorsa a metà tra Milan e Chelsea.

Fiorentina

Lo scorso campionato si è concluso in maniera assolutamente negativa per la Fiorentina con il club che ha raggiunto la certezza della salvezza soltanto all’ultima giornata, chiudendo al sedicesimo posto in classifica. Nel finale di stagione si sono consumate le dimissioni di Stefano Pioli, che ha abbandonato il suo incarico in contrasto con la proprietà. Al suo posto è stato richiamato Vincenzo Montella che aveva già allenato i toscani per tre stagioni dal 2012 al 2015, ottenendo tre piazzamenti al quarto posto. Neanche il ritorno dell’Aeroplanino, tuttavia, è servito a dare una svolta ai risultati della Fiorentina, chiudendo il campionato a suon di sconfitte e pareggi. Un epilogo totalmente diverso rispetto alle aspettative di inizio stagione, quando l’obiettivo fissato era il ritorno in Europa.

Le sorti della Fiorentina, tuttavia, potrebbero cambiare in meglio con l’avvento della nuova proprietà. Sul finire dello scorso campionato, infatti, il club è stato al centro di un’offerta d’acquisto da parte dell’imprenditore italo-americano Rocco Commisso (salito agli onori delle cronache per aver già provato a rilevare il Milan, un paio di stagioni fa). La proposta del proprietario del colosso delle telecomunicazioni Mediacom ha fatto vacillare la famiglia Della Valle che dopo 17 anni al comando della Fiorentina (gli ultimi dei quali trascorsi in clima di aperta contestazione da parte della maggior parte del tifo) ha scelto di passare la mano e cedere la società. L’ACF Fiorentina, dunque, ha cambiato proprietà dopo 17 anni.

Al suo arrivo a Firenze, Commisso, emigrato negli Stati Uniti d’America quando aveva appena 9 anni insieme alla famiglia originaria di Marina di Gioiosa Jonica in Calabria, è stato accolto trionfalmente dal popolo viola. L’entusiasmo è stato generato soprattutto dalla promessa di non vendere il gioiello Federico Chiesa, che la stampa sportiva voleva già promesso agli eterni rivali della Juve, e dai proclami relativi al voler fare della Fiorentina un club che possa lottare per obiettivi importanti. Il rafforzamento di una squadra passa ovviamente per il mercato e da questo punto di vista i viola andavano quasi rifondati.

In porta non c’è più Lafont: Montella ha deciso di puntare su Dragowski, rientrato dopo 6 mesi all’Empoli. Sono stati ceduti anche Vitor Hugo e Jordan Veretout, finiti al Palmeiras e alla Roma. Mentre il brasiliano non è ancora stato rimpiazzato, a centrocampo è arrivato Milan Badelj, tornato a Firenze dopo una sola stagione alla Lazio. Doppio colpo in entrata dal Sassuolo dal quale sono stati prelevati Kevin-Prince Boateng e Pol Lirola: suggestivo in particolar modo l’innesto del ghanese, reduce da 6 mesi da comprimario al Barcellona e pronto a rilanciarsi in viola. Importante anche la cifra spesa per l’acquisto del laterale spagnolo campione d’Europa under 21, a cui verrà affidata la fascia destra. Un altro acquisto importante è quello di Erick Pulgar, mediano della nazionale cilena preso dopo quattro stagioni con la maglia del Bologna. Negli ultimi giorni di mercato Commisso ha stupito tutti mettendo a segno un colpaccio con l’ingaggio di Franck Ribéry, ex stella del Bayern Monaco e della nazionale francese. Oltre al campione transalpino, sono arrivati in viola anche l’interista Dalbert, lo svincolato Caceres e il giovane attaccante brasiliano Pedro.

Dopo aver ottenuto soli due punti nelle prime quattro giornate (2 sconfitte e 2 pari), la Fiorentina ha trovato la sua prima vittoria contro la Samp alla quinta giornata e da quel momento ha inanellato altri due successi, battendo Milan e Udinese. Dopo il pari in casa del Brescia, la Fiorentina ha perso con la Lazio, vinto in casa del Sassuolo e pareggiato col Parma fino a subire quattro brutte sconfitte di fila contro Cagliari, Verona, Lecce e Torino. Non riuscendo più a risollevarsi, dopo il pari in extremis con l’Inter e la sconfitta con la Roma, Commisso ha esonerato Montella rimpiazzandolo con Iachini che ha debuttato con un pari a Bologna.