Quote Inter-Atalanta: le migliori scommesse

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Inter e Atalanta si sfideranno sabato 11 gennaio alle 20:45 nel match valevole per la 19ª giornata di Serie A 2019-2020. La sfida di San Siro tra le due squadre nerazzurre promette spettacolo ed emozioni e si preannuncia in bilico fino all'ultimo. Nonostante ciò, le quote Inter-Atalanta per i bookmakers di Eurobet sono a favore della squadra di Antonio Conte: l'1 è quotato con una proposta inferiore rispetto al segno 2 dell'Atalanta, mentre il pari paga appena qualche decimale in più. Trattandosi di due squadre che praticano un calcio molto offensivo, per le scommesse Inter-Atalanta, si ritengono esiti probabili sia l'over 2,5, sia il goal-goal.

Precedenti Inter-Atalanta

Inter e Atalanta si sono affrontate in totale 116 volte nella storia della Serie A. Nel testa a testa sono in vantaggio i milanesi che hanno vinto 62 match contro i 24 dei bergamaschi mentre in 30 occasioni l'incontro è terminato in parità. Il trend non cambia se si considerano soltanto le 58 partite giocate in casa dell'Inter, in cui i padroni di casa contano 40 affermazioni contro le 9 vittorie atalantine e 8 pareggi.

L'ultima volta che le due squadre si sono affrontate risale al 7 aprile 2019 a San Siro. In quell'occasione l'incontro terminò con il risultato di 0-0. All'andata, invece, ad imporsi fu l'Atalanta che vinse 4-1 con goal di Hateboer, Mancini, Djimsiti e Gomez, mentre per l'Inter andò a segno Icardi.

La vittoria più pesante dell'Inter è il 7-1 del 2016-2017, firmato dalle triplette di Icardi e Banega e dal goal di Gagliardini. Di Freuler il goal della bandiera bergamasco.

La sfida tra Inter e Atalanta con più goal, invece, è il 7-2 della stagione 1989-1990 in cui andarono a segno Bergomi, Matthaus, Baresi, Berti, Serena e Klinsmann, mentre gli orobici andarono a segno con un autogoal di Ferri e con Nicolini.

Inter

L’Inter è tornata stabilmente nell'Europa che conta con due qualificazioni consecutive alla Champions League ai danni della Lazio. Ormai il club è rientrato nel novero delle big europee e ha trovato una guida perfetta in Antonio Conte, l’uomo ideale per dare forma e sostanza agli ambiziosi piani della società nerazzurra e trasformare in oro il lavoro svolto dai suoi predecessori. L'ex tecnico della Juventus ha preso il posto di Luciano Spalletti nonostante quest’ultimo avesse raggiunto tutti gli obiettivi stabiliti dall’Inter. Insomma, uno smacco non indifferente, ma anche una responsabilità in più per Antonio Conte, che è praticamente chiamato in maniera non troppo velata a concorrere soprattutto per lo scudetto. Come se non bastasse, un altro elemento chiave nella ristrutturazione societaria e tecnica della società è stato l'ingresso nei quadri dirigenziali di Beppe Marotta, fautore dei successi della Juve insieme all’ex collaboratore Paratici. Il contributo del nuovo dirigente nerazzurro, affiancatosi al direttore sportivo Ausilio, è stato determinante nell'alzare il livello delle operazioni di mercato interiste e a risolvere la grana del caso Icardi, finito al Paris Saint-Germain.

Appena arrivato ad Appiano Gentile, Antonio Conte ha messo immediatamente le cose in chiaro con dirigenza e squadra, indicando i calciatori che non avrebbero fatto parte del suo progetto, sia per scelta tecnica sia per motivi disciplinari. Via Radja Nainggolan, ceduto al Cagliari, Ivan Perisic, venduto al Bayern Monaco, e soprattutto il succitato Mauro Icardi. L’ex capitano era già fuori dai piani di Spalletti ed era stato reintegrato fino al termine del campionato scorso, ma tutto lasciava presagire a un addio a fine stagione. L’arrivo di Antonio Conte, in seguito, ha messo fine a ogni speranza di continuare a vestire nerazzurro per Icardi.

Dopo un braccio di ferro durato tutta l’estate, in cui non sono mancati momenti di tensione tra cause per mobbing e richieste di danni, il centravanti nato a Rosario si è convinto a lasciare Milano dopo 7 stagioni in cui ha realizzato 124 gol. La cessione di Icardi si è sbloccata soltanto l’ultimo giorno di mercato: alla fine è prevalsa la linea dell’Inter che è riuscita a far rinnovare il contratto all’argentino nonostante la cessione in prestito con diritto di riscatto al Paris Saint-Germain. I francesi potranno optare per l’acquisto al termine del campionato, ma anche se non dovessero esercitare questa opzione, l’Inter non rischia di perdere Icardi senza un adeguato ritorno economico. Una mossa astuta, che è riuscita ad accontentare anche Wanda Nara, moglie-agente del bomber.

Venendo al mercato in entrata, una delle prime trattative concretizzate dai nerazzurri è stata quella che ha portato a Milano Diego Godin, difensore dell’Atletico Madrid e capitano della nazionale uruguaiana, prelevato a parametro zero. Il difensore rappresenta forse l’unico grande elemento di esperienza internazionale dell’intera rosa attuale del Football Club Internazionale Milano. Sulle fasce sono arrivati infatti Valentino Lazaro, dall’Herta Berlino, e Cristiano Biraghi, prodotto del vivaio interista, riacquistato dalla Fiorentina.

A centrocampo sono arrivate due grandi speranze per il calcio italiano come Nicolò Barella e Stefano Sensi, prelevati rispettivamente da Cagliari e Sassuolo, entrambi perni della Nazionale azzurra di Mancini. Gli acquisti più importanti, tuttavia, si sono registrati in attacco dove sono stati acquistati due top player come Romelu Lukaku e Alexis Sanchez, entrambi prelevati dal Manchester United.

Dopo diciassette giornate di campionato i nerazzurri sono al primo posto in classifica a pari merito con la Juventus e hanno perso solo nello scontro diretto con i bianconeri. L’avventura nella fase a gironi di Champions League, invece, si è conclusa al terzo posto, con la mancata qualificazione agli ottavi dopo la sfida persa in casa contro il Barcellona e la conseguente retrocessione in Europa League.

Atalanta

Nello scorso campionato di Serie A l'Atalanta ha fatto divertire tutti gli appassionati di calcio con il suo gioco spettacolare e ha meritatamente ottenuto il terzo posto in classifica guadagnando il suo primo storico accesso alla UEFA Champions League. Si può avere un'idea dell'impresa compiuta dalla squadra allenata da Gian Piero Gasperini - tecnico che ha ulteriormente certificato il suo status di grande allenatore (è stato cercato con insistenza dalla Roma, che cercava un nuovo tecnico con cui rifondare ma ha resistito all'offerta di una big pur di disputare la Champions con la sua creatura) - semplicemente confrontando il budget dei bergamaschi con quello dell'Inter, preceduta in classifica grazie al favore degli scontri diretti.

Eppure, il campionato dei bergamaschi non era partito bene, anzi. Dopo un avvio positivo in Serie A, la Dea è uscita al preliminare di UEFA Europa League, sconfitta ai rigori al termine del doppio confronto con il Copenaghen. Il mancato accesso alla competizione si era tradotto in delusione che aveva dato origine a una lunga serie di partite senza vittoria. Da un certo momento in poi, tuttavia, la squadra di Gasperini ha ripreso a marciare inanellando una serie di risultati utili e piazzando vittorie pesanti, trascinata da un incontenibile Duvan Zapata (il colombiano si è piazzato al secondo posto della classifica marcatori con 23 centri, alle spalle del capocannoniere Fabio Quagliarella, autore di 26 goal). Verso la fine del campionato l'Atalanta ha avuto il merito di riuscire a rimanere in corsa per due obiettivi importanti come Champions League ed Europa League. Le incertezze di Inter, Roma, Milan e Lazio hanno fatto il resto: grazie alla continuità e al vantaggio negli scontri diretti i bergamaschi sono finiti davanti all'Inter, giunta a pari punti (69) in classifica conquistando uno storico terzo posto.

Una stagione già memorabile si sarebbe potuta arricchire ancor di più con la conquista della Coppa Italia, competizione in cui l'Atalanta è stata protagonista di una cavalcata che l'ha vista eliminare in serie Cagliari, Juventus (sconfitta a Bergamo con un roboante 3-0) e Fiorentina, e piegarsi soltanto alla Lazio (0-2, goal di Milinkovic e Correa) nella finale dell'Olimpico di Roma. L'amarezza per la mancata seconda Coppa Italia della propria storia (l'unica fu vinta nella stagione 1962-63 battendo in finale il Torino), tuttavia, è stata cancellata qualche giorno più tardi con la qualificazione in Champions.

In virtù della qualificazione alla competizione per club più importante d'Europa gli occhi di tifosi e addetti ai lavori si sono soffermati sulla ricerca di rinforzi di peso per affrontare una competizione in cui è fondamentale l'esperienza. Il primo acquisto importante dell'Atalanta è stato Luis Muriel, reduce da un campionato giocato a metà tra Siviglia e Firenze. Il colombiano è costato circa 15 milioni di euro. Poi c'è stato un importante investimento a centrocampo con l'acquisto dell'ucraino Ruslan Malinovskyi dai belgi del Genk per il quale sono stati spesi quasi 14 milioni di euro. Dopo la toccata e fuga di Martin Skrtel, tesserato e poi rilasciato, in difesa è arrivato l’ex romanista Simon Kjær.

In campionato il rendimento dell'Atalanta è tutto sommato positivo in linea con i risultati dello scorso anno (la squadra è sesta a -1 dal quarto posto), e in Champions League dove la squadra di Gasperini sembrava spacciata dopo aver perso le prime tre partite è arrivata un’insperata e storica qualificazione agli ottavi dopo un grande girone di ritorno culminato nella vittoria a Kharkiv contro lo Shakthar.