Quote Atalanta-Inter: le migliori scommesse

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Atalanta e Inter si sfideranno domenica 2 agosto alle 21:45 nel match valevole per la 38ª e ultima giornata del campionato di Serie A 2019-2020. La sfida del Gewiss Stadium di Bergamo tra le due squadre nerazzurre potrebbe essere decisiva in ottica secondo posto e si preannuncia in bilico fino alla fine. Le quote Atalanta-Inter per i bookmakers di Eurobet sono in grande equilibrio, anche se si può notare come ci sia un leggero pizzico di ottimismo in più per la vittoria dell’Atalanta. Ad ogni modo le quote relative alle scommesse Atalanta-Inter sono differenti tra loro di appena qualche decimale, dunque resta una sfida da tripla. Trattandosi di due squadre dalla spiccata vocazione offensiva, in relazione alle quote di Atalanta-Inter, si raccomandano scelte come l’over 2,5 oppure il gol-gol.

Precedenti Atalanta-Inter

Inter e Atalanta si sono affrontate in totale 117 volte nella storia della Serie A. Nel testa a testa sono in vantaggio i milanesi che hanno vinto 62 match contro i 24 dei bergamaschi mentre in 31 occasioni l'incontro è terminato in parità. Se si considerano soltanto le 62 partite giocate in casa dell'Atalanta, si contano 16 vittorie della Dea, 22 pareggi e 24 successi della Beneamata.

L'ultima volta che le due squadre si sono affrontate risale al girone d’andata del campionato in corso. Era l’11 gennaio 2020, sfida valevole per il 19° turno, a San Siro: l’Inter andò in vantaggio al 4’ con una rete realizzata da Lautaro Martinez, nella ripresa però, a un quarto d’ora dalla fine, arrivò il pareggio dell’Atalanta con Robin Gosens. I bergamaschi rischiarono persino di vincere ma fallirono l’opportunità dal dischetto con Muriel che si fece neutralizzare il tiro da Handanovic.

L’ultima sfida giocata a Bergamo tra Atalanta e Inter fu vinta nettamente dalla formazione di casa: era l’11 novembre del 2018 e la squadra di Gasperini andò in vantaggio nel primo tempo con Hateboer. A inizio ripresa pareggiò Icardi su rigore ma poi si scatenò la Dea con le reti di Mancini, Djimsiti e del Papu Gomez che fissarono il risultato sul 4-1.

Per trovare l’ultimo successo dell’Inter a Bergamo bisogna andare indietro fino al 15 febbraio 2015, alla 23ª giornata della stagione 2014-2015: i milanesi, allora allenati da Roberto Mancini, andarono in vantaggio con un rigore di Shaqiri dopo soli due minuti di gioco. L’Atalanta pareggiò verso la mezz’ora con Maxi Moralez ma l’Inter tornò avanti con Guarìn prima di rientrare negli spogliatoi. Il colombiano colpì ancora a metà della ripresa e alla fine Palacio firmò l’1-4 finale.

L’ultimo pareggio a Bergamo, invece, risale al 14 aprile 2018, quando l’Atalanta di Gasperini fermò l’Inter di Spalletti sullo 0-0.

Atalanta

La stagione 2018-2019 ha certificato l’ingresso dell’Atalanta nell’olimpo delle grandi squadre italiane. Tra lo stupore generale, dopo un’annata strepitosa, la formazione bergamasca ha concluso lo scorso campionato al terzo posto in classifica, miglior risultato della sua storia in Serie A, ottenendo la qualificazione alla fase a gironi della UEFA Champions League per la prima volta in assoluto. L'impresa compiuta da Gian Piero Gasperini e dai suoi rappresenta un traguardo fino a qualche anno fa impensabile, specialmente se si confronta il budget investito per allestire con quelli di altri club ben più blasonati finiti dietro ai nerazzurri, e ciò dà ancora più valore al lavoro della famiglia Percassi e del direttore sportivo Sartori.

La reale consistenza dell'Atalanta si è potuta apprezzare dopo un inizio di stagione negativo segnato dall'eliminazione subita ai preliminari di Europa League, ai rigori col Copenhagen. Una mazzata che aveva lasciato scorie tra i calciatori atalantini, incappati in qualche risultato negativo di troppo. Ad un certo punto, tuttavia, la Dea ha cambiato passo collezionando un'impressionante serie di risultati utili, trascinata dalla forma straripante di Duvan Zapata, che ha concluso il campionato al secondo posto nella classifica marcatori con 23 centri, alle spalle del capocannoniere Fabio Quagliarella.

A fine campionato l'Atalanta aveva era in corsa per due obiettivi importanti come Champions League ed Europa League: le due coppe europee erano entrambe raggiungibili e la formazione nerazzurra, approfittando dei passi falsi delle dirette concorrenti è finita davanti all'Inter, pur arrivando a pari punti (69) in classifica, conquistando uno storico terzo posto. E pensare che la stagione della Dea si sarebbe potuta ulteriormente impreziosire con la vittoria della Coppa Italia, dove la squadra di Gasperini si è dovuta piegare nella finale contro la Lazio. L'amarezza per la mancata seconda Coppa Italia della propria storia (l'unica fu vinta nella stagione 1962-63 battendo in finale il Torino), tuttavia, è stata cancellata qualche giorno più tardi con la qualificazione in Champions.

Per affrontare una competizione dispendiosa come la Champions, l'Atalanta ha condotto una campagna acquisti incentrata su profili ancora relativamente giovani ma già in possesso di esperienza europea: un identikit a cui risponde perfettamente Luis Muriel, reduce da un campionato giocato a metà Siviglia e Fiorentina, acquistato per 15 milioni di euro dagli andalusi, oppure l'ucraino Ruslan Malinovskyi, prelevato dai belgi del Genk per 14 milioni di euro. In difesa è arrivato l’ex romanista Simon Kjær, poi scambiato a gennaio con il Milan che ha girato come contropartita Mattia Caldara, affermatosi proprio a Bergamo. Oltre al difensore, sono arrivati in nerazzurro anche i due esterni Czyborra e Bellanova. Andrea Masiello, dopo lunghe annate con la Dea è stato ceduto al Genoa, mente Barrow è andato a cercare maggiore continuità d’impiego al Bologna.

Finora la stagione dell'Atalanta è stata vissuta sulla falsariga della scorsa annata, con la squadra che sta facendo faville sia in campionato e in Europa. In Serie A i nerazzurri sono al terzo posto a pari merito con la Lazio, ma sono appena ad un punto dall'Inter seconda. IL vero capolavoro, tuttavia, è avvenuto in Champions League, dove alla prima partecipazione assoluta l'Atalanta ha già raggiunto la qualificazione ai quarti di finale sconfiggendo il Valencia agli ottavi, dopo una memorabile fase a gironi.

Inter

Disputare per due anni di fila la Champions League dopo un’assenza che durava dal 2011-2012 è uno dei primi segnali che certifica il ritorno dell’Inter tra le grandi del campionato italiano. Il merito delle due qualificazioni di fila è di Luciano Spalletti, allenatore che era stato messo sotto contratto dal club milanese per arrivare proprio a questo obiettivo.

All’ex allenatore di Roma e Zenit San Pietroburgo, tuttavia, non è bastato rispettare le attese per conservare il suo posto poiché il Gruppo Suning ha scelto di affidarsi ad Antonio Conte per provare a riportare l’Inter alla gloria. L'ex tecnico della Juventus, della nazionale italiana e del Chelsea, è stato contrattualizzato con un accordo da 12 milioni di euro a stagione (che lo rende il tecnico più pagato della Serie A) ed è ritenuto l'uomo ideale per inaugurare un nuovo ciclo vincente alla guida dell'Inter. A Milano, inoltre, Conte si è riunito con Beppe Marotta, dirigente che aveva già avuto alla Juventus e con cui aveva contribuito a riportare al successo il club bianconero dopo stagioni deludenti.

Fin dal suo arrivo all’Inter, Conte ha imposto una linea dura, facendo subito piazza pulita di quei calciatori che non erano funzionali al suo progetto: porta chiusa per Mauro Icardi, dopo il caso della scorsa stagione. L’argentino è stato ceduto in prestito e poi riscattato dal Paris Saint-Germain. Via in prestito anche Radja Nainggolan, finito al Cagliari, così come Ivan Perisic in prestito biennale al Bayern Monaco. Gli acquisti voluti da Conte sono stati diversi e in ogni reparto. Primo tesserato è stato Diego Godin, difensore dell’Atletico Madrid e capitano della nazionale uruguaiana, preso a parametro zero. Sulle fasce sono arrivati Valentino Lazaro, austriaco di origini angolane preso dall’Herta Berlino, e Cristiano Biraghi, prodotto del vivaio interista, comprato dalla Fiorentina anche in ottica liste europee.

A centrocampo ecco Nicolò Barella e Stefano Sensi, giovani di belle speranze prelevati a peso d’oro da Cagliari e Sassuolo. Gli acquisti più importanti, tuttavia, sono stati messi a segno nel reparto avanzato dove l’Inter ha acquistato due top player del calibro di Romelu Lukaku e Alexis Sanchez, tutti e due dal Manchester United (il cileno in prestito con diritto di riscatto). Nel mercato di gennaio il club nerazzurro ha pescato ancora in Premier League: dopo aver ceduto Lazaro al Newcastle in prestito con opzione d’acquisto, e Matteo Politano al Napoli per generare una plusvalenza, sono arrivati Ashley Young, veterano della nazionale inglese e del Manchester United, Victor Moses dal Chelsea e Cristian Eriksen dal Tottenham.

Dopo 36 giornate di campionato l’Inter occupa il secondo posto in classifica con 76 punti, alle spalle della Juventus, con un punto di vantaggio su Atalanta e Lazio. La partecipazione alla prossima Champions League è già matematica, mentre l’avventura nella più importante coppa europea per quest’anno si è conclusa alla fase a gironi, dove l’Inter è arrivata terza, finendo in Europa League. Agli ottavi i nerazzurri dovranno vedersela in gara secca contro gli spagnoli del Getafe.