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Quote Fiorentina-Inter: le migliori scommesse

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Fiorentina e Inter si affronteranno il prossimo 15 dicembre alle 20:45. La partita di domenica vedrà fronteggiarsi la squadra di Montella che perde da quattro partite di fila contro l'attuale capolista della Serie A. Nel match valevole per la 16ª giornata di Serie A, le quote Fiorentina-Inter di Eurobet.it indicano che il favore dei pronostici è per l'Inter. Il 2 dei nerazzurri è quotato a 2,15, proposta più bassa rispetto al 3,35 bancato per l'1 dei viola. Il pari, sulla base delle scommesse Fiorentina-Inter, è offerto a 3,50. Secondo i quotisti Fiorentina-Inter ha i presupposti per essere una partita da over 2,5, quota bancata a 1,75. Anche il goal-goal, secondo le quote Fiorentina-Inter è ritenuto un esito probabile e viene offerto a 1,62.

Precedenti Fiorentina-Inter

Fiorentina e Inter si sono affrontate complessivamente 162 volte nel corso della loro storia nel campionato di Serie A. Nel testa a testa tra le due squadre sono in netto vantaggio i nerazzurri con 66 vittorie contro le 44 della Fiorentina mentre in 52 occasioni gli incontri sono finiti in parità. Se si considerano le 81 partite giocate a Firenze, invece, hanno la meglio i viola con 29 successi mentre 34 sono i pareggi e 18 vittorie nerazzurre.

L'ultima sfida tra Fiorentina e Inter risale al girone di ritorno dello scorso campionato di Serie A e si concluse con un pirotecnico 3-3. I viola passarono in vantaggio dopo neanche un minuto di gioco con un'autorete di de Vrij, poi furono immediatamente raggiunti dal goal dell'ex di Vecino e sorpassati sul finire del primo tempo dal momentaneo 1-2 di Politano. Nella ripresa l'Inter sembrò poter chiudere il discorso con il rigore trasformato da Perisic ma nell'ultimo quarto d'ora subì il ritorno dei padroni di casa a segno con Muriel e per il definitivo 3-3 con un rigore di Veretout a tempo scaduto.

La partita d'andata giocata a Milano, invece, si concluse con una vittoria per 2-1 a favore dell'Inter. La squadra allora allenata da Luciano Spalletti passò in vantaggio con un rigore trasformato da Icardi a fine primo tempo e subì il pari a inizio ripresa dopo un'autorete di Skriniar. Un goal di D'Ambrosio a meno di un quarto d'ora dalla fine regalò il successo ai nerazzurri.

Ricordando i Fiorentina-Inter recenti non si può mancare di menzionare il 5-4 per i viola della stagione 2016-2017. Una partita assolutamente scoppiettante in cui la Fiorentina passò in vantaggio con Vecino, l'Inter pareggiò con Perisic e si portò avanti con Icardi. La viola pareggiò con Astori e andò in vantaggio con la doppietta Vecino, e poi ancora a segno con una doppietta di Babacar. L'Inter riuscì soltanto a ridurre lo svantaggio con altre 2 reti di Icardi ma dovette arrendersi.

La vittoria con maggiore scarto dei viola risale alla stagione 1951/1952: la Fiorentina s'impose 5-0 con doppietta di Pandolfini, goal di Roosenburg, Lefter e Vitali. Il maggior successo interista a Firenze, invece, è uno 0-3 del '39-'40 con reti di Rebuzzi, Frossi e Campatelli.

Fiorentina

Lo scorso campionato si è concluso in maniera assolutamente negativa per la Fiorentina con il club che ha raggiunto la certezza della salvezza soltanto all’ultima giornata, chiudendo al sedicesimo posto in classifica. Nel finale di stagione si sono consumate le dimissioni di Stefano Pioli, che ha abbandonato il suo incarico in contrasto con la proprietà. Al suo posto è stato richiamato Vincenzo Montella che aveva già allenato i toscani per tre stagioni dal 2012 al 2015, ottenendo tre piazzamenti al quarto posto. Neanche il ritorno dell’Aeroplanino, tuttavia, è servito a dare una svolta ai risultati della Fiorentina, chiudendo il campionato a suon di sconfitte e pareggi. Un epilogo totalmente diverso rispetto alle aspettative di inizio stagione, quando l’obiettivo fissato era il ritorno in Europa.

Le sorti della Fiorentina, tuttavia, potrebbero cambiare in meglio con l’avvento della nuova proprietà. Sul finire dello scorso campionato, infatti, il club è stato al centro di un’offerta d’acquisto da parte dell’imprenditore italo-americano Rocco Commisso (salito agli onori delle cronache per aver già provato a rilevare il Milan, un paio di stagioni fa). La proposta del proprietario del colosso delle telecomunicazioni Mediacom ha fatto vacillare la famiglia Della Valle che dopo 17 anni al comando della Fiorentina (gli ultimi dei quali trascorsi in clima di aperta contestazione da parte della maggior parte del tifo) ha scelto di passare la mano e cedere la società. L’ACF Fiorentina, dunque, ha cambiato proprietà dopo 17 anni.

Al suo arrivo a Firenze, Commisso, emigrato negli Stati Uniti d’America quando aveva appena 9 anni insieme alla famiglia originaria di Marina di Gioiosa Jonica in Calabria, è stato accolto trionfalmente dal popolo viola. L’entusiasmo è stato generato soprattutto dalla promessa di non vendere il gioiello Federico Chiesa, che la stampa sportiva voleva già promesso agli eterni rivali della Juve, e dai proclami relativi al voler fare della Fiorentina un club che possa lottare per obiettivi importanti. Il rafforzamento di una squadra passa ovviamente per il mercato e da questo punto di vista i viola andavano quasi rifondati.

In porta non c’è più Lafont: Montella ha deciso di puntare su Dragowski, rientrato dopo 6 mesi all’Empoli. Sono stati ceduti anche Vitor Hugo e Jordan Veretout, finiti al Palmeiras e alla Roma. Mentre il brasiliano non è ancora stato rimpiazzato, a centrocampo è arrivato Milan Badelj, tornato a Firenze dopo una sola stagione alla Lazio. Doppio colpo in entrata dal Sassuolo dal quale sono stati prelevati Kevin-Prince Boateng e Pol Lirola: suggestivo in particolar modo l’innesto del ghanese, reduce da 6 mesi da comprimario al Barcellona e pronto a rilanciarsi in viola. Importante anche la cifra spesa per l’acquisto del laterale spagnolo campione d’Europa under 21, a cui verrà affidata la fascia destra. Un altro acquisto importante è quello di Erick Pulgar, mediano della nazionale cilena preso dopo quattro stagioni con la maglia del Bologna. Negli ultimi giorni di mercato Commisso ha stupito tutti mettendo a segno un colpaccio con l’ingaggio di Franck Ribéry, ex stella del Bayern Monaco e della nazionale francese. Oltre al campione transalpino, sono arrivati in viola anche l’interista Dalbert, lo svincolato Caceres e il giovane attaccante brasiliano Pedro. 

Dopo aver ottenuto soli due punti nelle prime quattro giornate (2 sconfitte e 2 pari), la Fiorentina ha trovato la sua prima vittoria contro la Samp alla quinta giornata e da quel momento ha inanellato altri due successi, battendo Milan e Udinese. Dopo il pari in casa del Brescia, la Fiorentina ha perso con la Lazio, vinto in casa del Sassuolo e pareggiato col Parma fino a subire due brutte sconfitte contro Cagliari e Verona.

Inter

L’Inter è tornata stabilmente nell'Europa che conta con due qualificazioni consecutive alla Champions League ai danni della Lazio. Ormai il club è rientrato nel novero delle big europee e ha trovato una guida perfetta in Antonio Conte, l’uomo ideale per dare forma e sostanza agli ambiziosi piani della società nerazzurra e trasformare in oro il lavoro svolto dai suoi predecessori. L'ex tecnico della Juventus ha preso il posto di Luciano Spalletti nonostante quest’ultimo avesse raggiunto tutti gli obiettivi stabiliti dall’Inter. Insomma, uno smacco non indifferente, ma anche una responsabilità in più per Conte, che è praticamente chiamato in maniera non troppo velata a concorrere soprattutto per lo scudetto. Come se non bastasse, un altro elemento chiave nella ristrutturazione societaria e tecnica della società è stato l'ingresso nei quadri dirigenziali di Beppe Marotta, fautore dei successi della Juve insieme all’ex collaboratore Paratici. Il contributo del nuovo dirigente nerazzurro, affiancatosi al direttore sportivo Ausilio, è stato determinante nell'alzare il livello delle operazioni di mercato interiste e a risolvere la grana del caso Icardi, finito al Paris Saint-Germain.

Appena arrivato ad Appiano Gentile, Antonio Conte ha messo immediatamente le cose in chiaro con dirigenza e squadra, indicando i calciatori che non avrebbero fatto parte del suo progetto, sia per scelta tecnica sia per motivi disciplinari. Via Radja Nainggolan, ceduto al Cagliari, Ivan Perisic, venduto al Bayern Monaco, e soprattutto il succitato Mauro Icardi. L’ex capitano era già fuori dai piani di Spalletti ed era stato reintegrato fino al termine del campionato scorso, ma tutto lasciava presagire a un addio a fine stagione. L’arrivo di Antonio Conte, in seguito, ha messo fine a ogni speranza di continuare a vestire nerazzurro per Icardi. 

Dopo un braccio di ferro durato tutta l’estate, in cui non sono mancati momenti di tensione tra cause per mobbing e richieste di danni, il centravanti nato a Rosario si è convinto a lasciare Milano dopo 7 stagioni in cui ha realizzato 124 gol. La cessione di Icardi si è sbloccata soltanto l’ultimo giorno di mercato: alla fine è prevalsa la linea dell’Inter che è riuscita a far rinnovare il contratto all’argentino nonostante la cessione in prestito con diritto di riscatto al Paris Saint-Germain. I francesi potranno optare per l’acquisto al termine del campionato, ma anche se non dovessero esercitare questa opzione, l’Inter non rischia di perdere Icardi senza un adeguato ritorno economico. Una mossa astuta, che è riuscita ad accontentare anche Wanda Nara, moglie-agente del bomber.

Venendo al mercato in entrata, una delle prime trattative concretizzate dai nerazzurri è stata quella che ha portato a Milano Diego Godin, difensore dell’Atletico Madrid e capitano della nazionale uruguaiana, prelevato a parametro zero. Il difensore rappresenta forse l’unico grande elemento di esperienza internazionale dell’intera rosa attuale del Football Club Internazionale Milano. Sulle fasce sono arrivati infatti Valentino Lazaro, dall’Herta Berlino, e Cristiano Biraghi, prodotto del vivaio interista, riacquistato dalla Fiorentina. 

A centrocampo sono arrivate due grandi speranze per il calcio italiano come Nicolò Barella e Stefano Sensi, prelevati rispettivamente da Cagliari e Sassuolo, entrambi perni della Nazionale azzurra di Mancini. Gli acquisti più importanti, tuttavia, si sono registrati in attacco dove sono stati acquistati due top player come Romelu Lukaku e Alexis Sanchez, entrambi prelevati dal Manchester United.

Dopo quattordici giornate di campionato i nerazzurri sono al primo posto in classifica e hanno perso solo nello scontro diretto con la Juventus. In Champions League, invece, la squadra di Conte ha avuto un cammino un po' più tortuoso ma è ancora in corsa per la qualificazione agli ottavi.

La squadra di Conte avrà bisogno di fare gli stessi punti del Borussia Dortmund. In caso di arrivo a pari punti con i tedeschi, infatti, i nerazzurri vantano una miglior differenza reti nello scontro diretto. Se il Borussia Dortmund dovesse battere lo Slavia Praga, l’Inter avrà bisogno di battere il Barcellona, in caso di pareggio basterà un pareggio ai nerazzurri, che in caso di sconfitta dei tedeschi potranno permettersi anche di perdere. Tutto è ancora nelle mani degli uomini di Conte.