quote scommesse Milan-Inter

Quote Inter-Milan: le migliori scommesse

Scommesse Inter-Milan: scopri le quote di Eurobet

Domenica 9 febbraio alle 20:45 San Siro ospiterà il 193° derby di Milano. In casa giocherà l'Inter che all'andata ha trionfato 2-0 con le reti di Brozovic e Lukaku. Il Milan si presenterà con un Ibrahimovic in più per provare a sovvertire un pronostico che non lo vede favorito. Come si può constatare consultando le quote Inter-Milan su Eurobet, l'1 è offerto con una quota più bassa rispetto al 2. Di poco inferiore alla vittoria dei rossoneri la proposta per l'eventuale pareggio. Leggermente più probabile per le potenziali scommesse Inter-Milan, il segno under 2,5 rispetto all'over, mentre vi è totale incertezza per quanto riguarda gli esiti goal-goal, no goal.

Precedenti Inter-Milan

Il derby della Madonnina (così chiamato in virtù della statua della Madonna Assunta posta in cima al Duomo) è una delle partite più ricche di tradizione della Serie A. Questa grande classica che vede contrapposte le due nobili formazioni milanesi vanta 193 precedenti nella massima serie, con un maggior numero di vittorie a favore dell’Inter, riuscita ad affermarsi 73 volte contro le 62 del Milan e 58 pareggi. Gli interisti sono avanti anche nel numero di goal segnati: 278 conto 255.

L’ultimo derby disputato in ordine cronologico è quello del 21 settembre 2019, nel girone d'andata della Serie A attualmente in corso: in quella circostanza ad imporsi furono gli interisti con il risultato di 0-2, frutto delle marcature di Marcelo Brozovic e Romelu Lukaku nella ripresa.

A detenere la palma di miglior goleador del derby di Milano è l’ucraino Andriy Shevckenko, attaccante che ha fatto esultare i tifosi milanisti ben 14 volte nel corso delle stracittadine. Dopo Sheva troviamo un’altra leggenda del calcio come Giuseppe Meazza, che ha vestito entrambe le maglie ed è stato autore di 13 reti (12 con l’Inter e 1 col Milan). Tra i derby più belli possiamo sicuramente annoverare quello del 22 marzo del ’98, deciso da una doppietta del Cholo Simeone e da un goal del Fenomeno Ronaldo che andò a segno con un fantastico pallonetto. Qualche anno più tardi, precisamente l’11 maggio 2001 si consumò una delle peggiori sconfitte per i nerazzurri: l’Inter, che disputava la gara in casa fu travolta addirittura 0-6 (doppiette di Comandini e Shevchenko e goal di Giunti e Serginho). Inter e Milan si sono affrontate anche in semifinale di Champions League: nel doppio confronto del maggio 2013 a prevalere furono i rossoneri grazie all’unica rete realizzata dal solito Shevchenko (all’andata era finita 0-0). Quel risultato spianò la strada ai rossoneri verso la conquista della Champions League nella finale di Manchester contro la Juventus, vinta ai rigori contro la Juventus. 

Inter

L’Inter è tornata stabilmente nell'Europa che conta con due qualificazioni consecutive alla Champions League ai danni della Lazio. Ormai il club è rientrato nel novero delle big europee e ha trovato una guida perfetta in Antonio Conte, l’uomo ideale per dare forma e sostanza agli ambiziosi piani della società nerazzurra e trasformare in oro il lavoro svolto dai suoi predecessori. L'ex tecnico della Juventus ha preso il posto di Luciano Spalletti nonostante quest’ultimo avesse raggiunto tutti gli obiettivi stabiliti dall’Inter. Insomma, uno smacco non indifferente, ma anche una responsabilità in più per Conte, che è praticamente chiamato in maniera non troppo velata a concorrere soprattutto per lo scudetto. Come se non bastasse, un altro elemento chiave nella ristrutturazione societaria e tecnica della società è stato l'ingresso nei quadri dirigenziali di Beppe Marotta, fautore dei successi della Juve insieme all’ex collaboratore Paratici. Il contributo del nuovo dirigente nerazzurro, affiancatosi al direttore sportivo Ausilio, è stato determinante nell'alzare il livello delle operazioni di mercato interiste e a risolvere la grana del caso Icardi, finito al Paris Saint-Germain.

Appena arrivato ad Appiano Gentile, Antonio Conte ha messo immediatamente le cose in chiaro con dirigenza e squadra, indicando i calciatori che non avrebbero fatto parte del suo progetto, sia per scelta tecnica sia per motivi disciplinari. Via Radja Nainggolan, ceduto al Cagliari, Ivan Perisic, venduto al Bayern Monaco, e soprattutto il succitato Mauro Icardi. L’ex capitano era già fuori dai piani di Spalletti ed era stato reintegrato fino al termine del campionato scorso, ma tutto lasciava presagire a un addio a fine stagione. L’arrivo di Antonio Conte, in seguito, ha messo fine a ogni speranza di continuare a vestire nerazzurro per Icardi.

Dopo un braccio di ferro durato tutta l’estate, in cui non sono mancati momenti di tensione tra cause per mobbing e richieste di danni, il centravanti nato a Rosario si è convinto a lasciare Milano dopo 7 stagioni in cui ha realizzato 124 gol. La cessione di Icardi si è sbloccata soltanto l’ultimo giorno di mercato: alla fine è prevalsa la linea dell’Inter che è riuscita a far rinnovare il contratto all’argentino nonostante la cessione in prestito con diritto di riscatto al Paris Saint-Germain. I francesi potranno optare per l’acquisto al termine del campionato, ma anche se non dovessero esercitare questa opzione, l’Inter non rischia di perdere Icardi senza un adeguato ritorno economico. Una mossa astuta, che è riuscita ad accontentare anche Wanda Nara, moglie-agente del bomber.

Venendo al mercato in entrata, una delle prime trattative concretizzate dai nerazzurri è stata quella che ha portato a Milano Diego Godin, difensore dell’Atletico Madrid e capitano della nazionale uruguaiana, prelevato a parametro zero. Il difensore rappresenta forse l’unico grande elemento di esperienza internazionale dell’intera rosa attuale del Football Club Internazionale Milano. Sulle fasce sono arrivati infatti Valentino Lazaro, dall’Herta Berlino, e Cristiano Biraghi, prodotto del vivaio interista, riacquistato dalla Fiorentina.

A centrocampo sono arrivate due grandi speranze per il calcio italiano come Nicolò Barella e Stefano Sensi, prelevati rispettivamente da Cagliari e Sassuolo, entrambi perni della Nazionale azzurra di Mancini. Gli acquisti più importanti, tuttavia, si sono registrati in attacco dove sono stati acquistati due top player come Romelu Lukaku e Alexis Sanchez, entrambi prelevati dal Manchester United.

A gennaio il club è ulteriormente intervenuto sul mercato con un tris di acquisti dalla Premier: via Lazaro (spedito a Newcastle convinto) e Politano (al Napoli), dentro Ashley Young dal Manchester United, Victor Moses dal Chelsea e soprattutto Cristian Eriksen dal Tottenham. Dopo diciassette giornate di campionato i nerazzurri sono al secondo posto in classifica a -3 dalla Juventus e hanno perso soltanto una partita, proprio lo scontro diretto con i bianconeri. L’avventura nella fase a gironi di Champions League, invece, si è conclusa al terzo posto, con la mancata qualificazione agli ottavi dopo la sfida persa in casa contro il Barcellona e la conseguente retrocessione in Europa League.

Milan

Nuovo anno, nuovo Milan, ma la musica non sembra cambiata di molto rispetto alle recenti tribolate stagioni. Archiviata la scorsa stagione in cui rossoneri sono arrivati al quinto posto in classifica con Gennaro Gattuso in panchina, il club meneghino ha nuovamente cambiato pelle optando per un avvicendamento in panchina. Costretti ad accettare l’esclusione dalle competizioni UEFA a causa delle violazioni relative agli obblighi imposti dal fair-play finanziario, i vertici milanisti, dopo aver detto addio a Ringhio, hanno scelto Marco Giampaolo come nuovo allenatore. Il tecnico nato in Svizzera ma originario di Giulianova ha preso le redini della prima squadra dei rossoneri dopo aver risolto il contratto che lo legava alla Sampdoria. Dopo buone stagioni in cui ha fatto parlare di sé per via del bel gioco e dell’organizzazione mostrata dalle sue squadre, Giampaolo ha avuto la prima chiamata da un club importante della sua carriera, tuttavia, la sua avventura è durata appena 7 partite.

L’ex allenatore della Sampdoria ha pagato a caro prezzo il pessimo avvio in campionato dove ha ottenuto 4 sconfitte (all’esordio con Udinese, nel derby con l’Inter, Torino e infine in casa contro la Fiorentina) e appena 3 vittorie. Nonostante il successo ottenuto rocambolescamente in casa del Genoa alla settima giornata, la dirigenza del Milan nelle persone di Boban e Maldini hanno preferito optare per l’esonero durante la sosta delle nazionali dando vita all’ennesima rifondazione degli ultimi anni che ha portato all’ingaggio dello svincolato Stefano Pioli che ci ha messo diverse partite per riportare la squadra a ridosso del terzo posto.

I cattivi risultati del Milan forse dipendono dalla poca stabilità degli ultimi anni: in estate è cambiata di nuovo la dirigenza con il secondo addio di Leonardo che ha lasciato il ruolo di direttore tecnico per tornare al Paris Saint-Germain. Al posto del brasiliano è arrivato Frederick Massara, fino alla scorsa stagione uomo mercato della Roma. In più sono stati concessi nuovi poteri a Paolo Maldini, che in un primo momento sembrava potesse abbandonare anche lui il progetto rossonero ma che alla fine è rimasto. Accanto all’ex capitano e leggenda rossonera, è stata affiancata anche una figura importante come quella di Zvonimir Boban, tornato al Milan nelle vesti di dirigente dopo tre anni di lavoro in FIFA.

La squadra ha subito diversi cambiamenti in rosa dovuti al calciomercato. Se si guarda l’organico rossonero ci sono molte differenze rispetto alla passata stagione e, anche a detta degli esperti di mercato, non è poi così semplice da decifrare quale sia il livello della squadra. Il reparto offensivo non può più puntare su Patrick Cutrone, ragazzo che era riuscito a imporsi in prima squadra dopo aver fatto tutta la trafila dalle giovanili e che invece è stato ceduto al Wolverhampton per 18 milioni di euro più bonus. Al posto dell’ex primavera è stato acquistato il promettente centravanti portoghese del Lille Rafael Leão.

Uno degli acquisti più onerosi messi a segno dai rossoneri è quello di Theo Hernandez, laterale mancino prelevato dal Real Madrid.  In difesa, inoltre, è arrivato il brasiliano Leo Duarte, prelevato dal Flamengo. Ci sono stati due innesti anche a centrocampo dove è stata acquistata la coppia di centrocampisti ‘empolesi’, composta da Rade Krunic e Ismael Bennacer. Grosse aspettative in particolare sull’algerino, laureatosi campione d’Africa da protagonista con la sua nazionale durante l’estate. Nell’ultimo giorno di mercato, infine, è stato annunciato l’accordo in prestito biennale con Ante Rebic, ala della nazionale croata.

Il mercato di gennaio ha visto una vera e propria rivoluzione in attacco: prima di tutto si è concretizzato il tanto atteso ritorno di Zlatan Ibrahimovic, tornato a vestire rossonero 10 anni dopo l’ultima volta, poi sono arrivati Simon Kjaer in difesa e Asmir Begovic in porta. A lasciare Milanello Suso, ceduto al Siviglia, Reina all’Aston Villa e Piatek ceduto all’Herta Berlino. La domanda che tutti si pongono ora è: basterà lo svedese a risollevare le sorti del Milan?