quote scommesse Juventus-Inter

Quote Juventus-Inter: le migliori scommesse  

Domenica 1° marzo alle 20:45 l’Allianz Stadium di Torino ospiterà il 201° derby d’Italia tra Juventus e Inter. Prima di ragionare sulle scommesse Juventus-Inter, è importante ricordare che mentre i bianconeri provengono dalla sofferta vittoria con la Spal, sconfitta 1-2 al Mazza di Ferrara, l’Inter è reduce da un turno di stop poiché non ha disputato il suo incontro con la Sampdoria. Le quote Juventus-Inter stilate dai bookmakers di Eurobet.it vedono favoriti i padroni di casa: l'1 dei bianconeri paga a 2,25 mentre il 2 dei nerazzurri è offerto a 3,15. L'eventuale pari è bancato a 3,45. In previsione delle scommesse Juventus-Inter, stesse identiche quote le troviamo per under 2,5 e over 2,5, offerti a 1,85, mentre il gol-gol a 1,70 sembra più probabile rispetto al no gol a 2,02.

Precedenti Juventus-Inter

Quella tra Juventus e Inter è una delle sfide classiche più affascinanti e ricche di storie della Serie A, tra due delle squadre più vincenti in assoluto. La gara è talmente rappresentativa del campionato italiano, che negli anni ha assunto il nome di Derby d’Italia. I confronti tra bianconeri e nerazzurri nella massima divisione dal 1909 fino a oggi sono ben 200.

Nel testa a testa tra le due squadre il maggior numero di vittorie è a favore della Juve, che ha vinto 91 partite contro i 58 successi dell’Inter, mentre in 51 occasioni la partita è terminata in parità. I migliori marcatori nella storia di questa partita sono 3 e tutti hanno realizzato 12 reti: Giuseppe Meazza per i nerazzurri, Omar Sivori per i bianconeri e Roberto Boninsegna, che ha vestito entrambe le maglie segnando 9 goal per l’Inter e 3 per la Juve.

Il calciatore più prolifico dell’era moderna nel Derby d’Italia, è invece Alex Del Piero, autore di ben 10 reti. Esistono tante sfide memorabili tra Juventus e Inter ma nell’immaginario collettivo una è rimasta sicuramente più impressa rispetto ad altre: stagione 1997-1998, 4 turni al termine di quel campionato, scontro diretto a Torino tra i bianconeri in testa e i nerazzurri in ritardo di un punto.

Nel secondo tempo, con la Juve in vantaggio grazie a un gol di Alessandro Del Piero, l’Inter reclama per un contatto in area tra Iuliano e Ronaldo, non assegnato dall’arbitro Ceccarini. Il match terminò con il successo di misura dei padroni di casa ma al triplice fischio scoppiarono le polemiche. A fine torneo la Juventus vinse il suo 25° titolo, l'Inter arrivò seconda.

Tra le ultime gare importanti tra le due squadre, va ricordata quella di ritorno dello scorso campionato in cui la Juventus riuscì a ribaltare in rimonta il punteggio a San Siro a pochi istanti dalla fine, grazie a un goal di Gonzalo Higuain e con il 2-3 finale mise una seria ipoteca sullo Scudetto distruggendo le speranze del Napoli, che ancora sperava in un ribaltone.

L’ultimo confronto ufficiale tra le due squadre risale al girone d’andata del campionato in corso: era il 6 ottobre 2019 e si giocava a San Siro, il match finì 1-2 per la Juventus che si portò in vantaggio dopo appena 4’ di gioco grazie a Paulo Dybala. L’Inter pareggiò momentaneamente con un rigore di Lautaro Martinez al 18’ ma Juve riuscì a trionfare grazie al gol partita realizzato da Higuain all’80’.

Juventus

Vinto l’ottavo campionato di fila, la Juventus ha scelto di sostituire Massimiliano Allegri, allenatore artefice degli ultimi cinque scudetti, per tesserare Maurizio Sarri. La scelta è ricaduta sull’ex tecnico del Napoli in quanto ritenuto come colui che può cambiare l’identità tattica dei bianconeri, spesso tacciati di non avere un fraseggio armonico. Il passaggio di consegne tra Allegri e Sarri, infatti, è il frutto di una precisa scelta della società piemontese. Nelle ultime stagioni la Juve ha dominato in Italia ma ha faticato molto a imporsi in Europa anche per via della mancanza di gioco.

Se almeno all’inizio pareva aleggiare più di qualche perplessità su come la squadra avrebbe accolto i dettami tattici del nuovo allenatore, le prime giornate di campionato hanno evidenziato una Juve vincente sia col Parma sia col Napoli (una delle principali rivali nella lotta scudetto) e in particolare contro i partenopei si sono già visti i primi sprazzi della nuova filosofia di gioco. Ad ogni modo, a certificare la grandezza della Juventus, è stata soprattutto la vittoria in casa dell’Inter allenata dall’ex Antonio Conte, squadra che fino a quel momento era l’unica compagine imbattuta e a punteggio pieno in Serie A. La Juve in fondo può contare su campioni del calibro di Cristiano Ronaldo e altri top player in ogni settore del campo e dunque l'apprendimento dei movimenti di Sarri non sta risultando poi così problematico.

Le cessioni invece hanno riguardato João Cancelo, ceduto al Manchester City (scambio con Danilo più conguaglio di 28 milioni di euro) e Moise Kean, venduto all'Everton per una cifra che con i bonus si aggira attorno ai 30 milioni di euro. Venduto anche Spinazzola, rientrato nell'affare che ha portato a Torino il romanista Luca Pellegrini (a sua volta ri-prestato al Cagliari). Il volto nuovo più importante alla Continassa è sicuramente quello di Matthjis de Ligt, prelevato per 70 milioni di euro dall'Ajax, squadra di cui era capitano e che sarà uno dei nuovi perni della difesa bianconera. Difesa che si arricchisce anche con l'innesto di Merih Demiral, promettente centrale turco prelevato dal Sassuolo.

Irrobustito anche con centimetri e tecnica il reparto di centrocampo che ha accolto due arrivi internazionali come Aron Ramsey e Adrien Rabiot, entrambi prelevati a costo zero dopo essersi svincolati rispettivamente dall'Arsenal e dal Paris Saint-Germain. A questi nomi e al sopracitato Danilo, si aggiungono due vecchie conoscenze dei bianconeri come Gigi Buffon e Gonzalo Higuain. Per l'ex portiere della Nazionale si tratta di un ritorno dopo un solo anno lontano da Torino, trascorso con la maglia del PSG, mentre per l'argentino, non riscattato dal Chelsea, si tratta di una seconda vita in bianconero, dopo l’accantonamento della scorsa stagione trascorsa a metà tra Milan e Chelsea.

Attualmente la Juventus è ancora in corsa su tutti e tre i fronti: in campionato - dove i bianconeri occupano il primo posto – c’è un avvincente sfida per il titolo con Lazio e Inter; in Champions League dopo essersi classificati al primo posto nella fase a gironi del Gruppo D, precedendo l'Atletico Madrid, i bianconeri sono avanzati agli ottavi di finale dove incontreranno il Lione. In Coppa Italia, infine, la squadra di Sarri è in semifinale contro il Milan e deve disputare il ritorno partendo dall'1-1 di San Siro dell'andata.

Inter

Da un paio di stagioni lInter è tornata a far parte del calcio che conta centrando due qualificazioni consecutive alla Champions League attraverso il campionato. Il Gruppo Suning ha ulteriormente rilanciato le proprie ambizioni affidandosi a un tecnico affamato di successo come Antonio Conte, l’uomo ideale per dare forma e sostanza agli ambiziosi piani della società nerazzurra e trasformare in oro il lavoro svolto dai suoi predecessori. L'ex tecnico della Juventus ha preso il posto di Luciano Spalletti, proprio per volere della società che punta in maniera non troppo velata anche a contendere lo scudetto alla Juve.

Un altro elemento chiave nella ristrutturazione societaria e tecnica della società è stato l'ingresso nei quadri dirigenziali di Beppe Marotta, deus ex machina dei successi della Juve insieme all’ex collaboratore Paratici. Il contributo del nuovo dirigente nerazzurro, che è andato a operare a stretto contatto col direttore sportivo Piero Ausilio, è stato determinante nell'alzare il livello delle operazioni di mercato interiste e a risolvere la grana del caso Icardi, finito al Paris Saint-Germain.

Appena arrivato ad Appiano Gentile, Antonio Conte ha messo immediatamente le cose in chiaro con dirigenza e squadra, indicando i calciatori che non avrebbero fatto parte del suo progetto, sia per scelta tecnica sia per motivi disciplinari. Via Radja Nainggolan, ceduto al Cagliari, Ivan Perisic, venduto al Bayern Monaco, e soprattutto il succitato Mauro Icardi. L’ex capitano era già fuori dai piani di Spalletti ed era stato reintegrato fino al termine del campionato scorso, ma tutto lasciava presagire a un addio a fine stagione. L’arrivo di Antonio Conte, in seguito, ha messo fine a ogni speranza di continuare a vestire nerazzurro per l’argentino.

Dopo un braccio di ferro durato tutta l’estate, in cui non sono mancati momenti di tensione tra cause per mobbing e richieste di danni, il centravanti nato a Rosario si è convinto a lasciare Milano dopo 7 stagioni in cui ha realizzato 124 gol. La cessione di Icardi si è sbloccata soltanto l’ultimo giorno di mercato: alla fine è prevalsa la linea dell’Inter che è riuscita a far rinnovare il contratto all’argentino nonostante la cessione in prestito con diritto di riscatto al Paris Saint-Germain. I francesi potranno optare per l’acquisto al termine del campionato, ma anche se non dovessero esercitare questa opzione, l’Inter non rischia di perdere Icardi senza un adeguato ritorno economico. Una mossa astuta, che è riuscita ad accontentare anche Wanda Nara, moglie-agente del bomber.

Venendo al mercato in entrata, una delle prime trattative concretizzate dai nerazzurri è stata quella che ha portato a Milano Diego Godin, difensore dell’Atletico Madrid e capitano della nazionale uruguaiana, prelevato a parametro zero. Il difensore rappresenta forse l’unico grande elemento di esperienza internazionale dell’intera rosa attuale del Football Club Internazionale Milano. Sulle fasce sono arrivati infatti Valentino Lazaro, dall’Herta Berlino, e Cristiano Biraghi, prodotto del vivaio interista, riacquistato dalla Fiorentina.  A centrocampo sono arrivate due grandi speranze per il calcio italiano come Nicolò Barella e Stefano Sensi, prelevati rispettivamente da Cagliari e Sassuolo, entrambi perni della Nazionale azzurra di Mancini. Gli acquisti più importanti, tuttavia, si sono registrati in attacco dove sono stati acquistati due top player come Romelu Lukaku e Alexis Sanchez, entrambi prelevati dal Manchester United.

A gennaio il club è ulteriormente intervenuto sul mercato con un tris di acquisti dalla Premier: via Lazaro (spedito a Newcastle convinto) e Politano (al Napoli), dentro Ashley Young dal Manchester United, Victor Moses dal Chelsea e soprattutto Cristian Eriksen dal Tottenham.

Dopo 25 giornate di campionato i nerazzurri sono al terzo posto in classifica a -6 dalla Juventus e a -5 dalla Lazio (ma con una partita da recuperare) e hanno perso appena due partite (gli scontri diretti con i bianconeri e con i biancocelesti). L’avventura nella fase a gironi di Champions League, invece, si è conclusa al terzo posto, con la mancata qualificazione agli ottavi dopo la sfida persa in casa contro il Barcellona e la conseguente retrocessione in Europa League, dove ai sedicesimi affronterà il Ludogorets.