Quote scommesse Napoli-Juventus

Quote Juventus-Napoli: le migliori scommesse

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Il 4 ottobre alle 20:45 l’Allianz Stadium di Torino ospiterà il posticipo della 3ª giornata di Serie A, Juventus-Napoli. Sul campo dei piemontesi, verrà riproposta il duello tra due squadre che nelle ultime stagioni della massima serie italiana ha infiammato la lotta Scudetto (non nello scorso campionato, in cui i partenopei hanno chiuso al settimo posto e la rivale per il titolo della Juve è stata l’Inter). Scorrendo le quote Juventus-Napoli per la sfida di domenica sera si può notare come il favore dei pronostici da parte dei bookmakers sia per la squadra bianconera, come evidenzia la quota inferiore offerta per l’1 rispetto al 2, bancato ad una quota più alta. Il pareggio, invece, vale poco meno dell’affermazione esterna degli uomini di Gattuso. In relazione alle scommesse Juventus-Napoli risulta molto difficile dire se sarà una sfida da under 2,5 o da over 2,5, mentre sembra più facile poter puntare su un esito come il gol-gol, visto il grande potenziale offensivo di cui dispongono entrambe le squadre. 

Precedenti Juventus-Napoli

I precedenti in Serie A tra Juventus e Napoli sono complessivamente 154. A essere in vantaggio nel testa a testa è la formazione bianconera che si è imposta in ben 73 occasioni. Le vittorie del Napoli sono 33 mentre i pareggi sono 48.

L'ultimo confronto tra le due squadre in Serie A risale al girone di ritorno dello scorso campionato: era il 26 gennaio 2020 e si giocava allo stadio San Paolo. In quella circostanza I partenopei passarono in vantaggio di due reti nella ripresa con Zielinski e Insigne. A nulla servì la rete realizzata da Cristiano Ronaldo al 90'.

La partita di andata giocata a Torino il 31 agosto 2019 fu molto più combattuta: in quell'occasione la Juve chiuse il primo tempo in vantaggio di due gol grazie alle reti di Danilo e Higuain. Nella ripresa arrivò anche il terzo gol bianconero realizzato da Cristiano Ronaldo. Il match sembrava virtualmente chiuso e invece il Napoli riuscì ad accorciare le distanze con i gol in rapida successione di Manolas e Lozano e addirittura a pareggiare con Di Lorenzo. Quando sembrava che i campani potessero tornare a casa con almeno un punto, ci fu la sciagurata autorete di Kalidou Koulibaly che fissò il punteggio sul 4-3 finale per la Juve.

Per trovare l'ultima vittoria del Napoli a Torino contro la Juventus bisogna andare indietro fino al 22 aprile 2018, quando proprio Koulibaly realizzò un gol al 90' che diede l'illusione ai partenopei di poter lottare per lo Scudetto (a Napoli ci furono addirittura festeggiamenti anticipati).

L'ultimo pareggio tra Juventus e Napoli a Torino è datato 22 maggio 2011: Napoli avanti con maggio nel primo tempo, pari bianconero con Chiellini a inizio ripresa e nuovo vantaggio partenopeo con Cristiano Lucarelli a 20' dalla fine. All'84' il pari di Matri per il definitivo 2-2.

Nella stagione 2019-2020 Napoli-Juventus si sono affrontate anche nella finale di Coppa Italia a Roma. La sfida dell'Olimpico è finita senza reti nei 90' regolamentari e anche ai supplementari ed è stata decisa dai calci di rigore, dove sono stati decisivi gli errori di Dybala e Danilo.

Juventus

La Juventus si è laureata campione d'Italia per la nona stagione di fila. Nonostante ciò, i vertici del club bianconero hanno sorprendentemente scelto di operare un altro cambio in panchina interrompendo dopo una sola stagione il rapporto lavorativo con Maurizio Sarri. Dopo una sola stagione, il tecnico che la scorsa estate aveva raccolto la pesante eredità di Massimiliano Allegri (fatta di cinque scudetti bianconeri e due finali di Champions League raggiunte) è stato sollevato dal suo incarico benché avesse vinto lo Scudetto. La vittoria del titolo, tuttavia, non è stata sufficiente per l’ex allenatore di Napoli e Chelsea: a Sarri sono costate caro l’eliminazione agli ottavi di finale di Champions League, patita per mano del Lione nonostante la vittoria nella sfida di ritorno (con il 2-2- complessivo del doppio confronto sono passati i francesi in virtù del gol in trasferta) e la sconfitta in finale di Coppa Italia, avvenuta ai rigori contro il Napoli qualche settimana prima.

A ciò va aggiunto che il presidente dei bianconeri, Andrea Agnelli, aveva accettato con molta titubanza l’ingaggio dell’ex tecnico dei partenopei, che invece era stato molto sponsorizzato dal direttore sportivo Fabio Paratici e da Pavel Nedved. Il patron bianconero, con un atto di forza, ha ripreso in mano il controllo delle operazioni, optando per una scelta a effetto, espressa con l’esonero il giorno successivo all’eliminazione dalla Champions League.

Per rimpiazzare Sarri, la Juventus ha scelto la strada della soluzione interna, piazzando un’autentica scommessa: la scelta di Agnelli è infatti ricaduta su Andrea Pirlo, ex calciatore di fama mondiale all’inizio del suo percorso da tecnico, inizialmente opzionato per guidare la Juve Under 23 in Serie C (la panchina dei giovani è stata poi affidata a Lamberto Zauli). La convinzione di Agnelli è che Pirlo possa essere un predestinato anche in panchina. Naturalmente la curiosità intorno al nuovo allenatore della Juve, celebrato a livello mondiale come il miglior playmaker di tutti i tempi, è davvero tanta: sono in molti a chiedersi se il genio bresciano riuscirà a replicare anche da tecnico una carriera che da giocatore è stata semplicemente memorabile.

Il calciomercato della Juve per ora non è rimasto fermo: sul finire della scorsa stagione Paratici ha perfezionato con il Barcellona lo scambio Arthur-Pjanic. Il centrocampista brasiliano è sbarcato a Torino, mentre il bosniaco dopo cinque stagioni in Piemonte ha raggiunto la Catalogna. Nel mercato di gennaio, invece, era stata definita con l’Atalanta l’operazione che ha portato alla Juve Dejan Kulusevski, talento svedese di origini macedoni, reduce da una stagione strepitosa al debutto nella massima serie con il Parma, conclusa con 10 gol e 9 assist.

Non a caso la cifra sborsata per acquistarlo è stata di 40 milioni di euro, una somma davvero notevole per un 2000. A centrocampo è arrivato un acquisto di secondo piano ma che potrebbe rivelarsi molto utile, ossia quello di Weston McKennie, primo calciatore nordamericano della storia della Juve, acquisito in prestito con diritto di riscatto dallo Schalke 04, che prenderà il posto di Blaise Matuidi, finito all’Inter Miami in MLS insieme a Gonzalo Higuain. Ultimo acquisto in ordine cronologico è stato Alvaro Morata: l’attaccante spagnolo, che aveva già vestito per due stagioni la maglia bianconera, è arrivato a Torino dall’Atletico Madrid in prestito con diritto di riscatto fissato a 45 milioni (con opzione di rinnovo annuale del prestito per altri 10 milioni e successivo diritto di riscatto a 35 milioni).  Oltre a Cristian Romero, prestato per le prossime due stagioni all’Atalanta, l’altra uscita operata dai bianconeri riguarda Marko Pjaca, ceduto in prestito secco al Genoa fino alla fine della stagione.

Napoli

La vittoria della Coppa Italia, attraverso cui il Napoli si è qualificato alla fase a gironi di Europa League, è stata l’ancora di salvezza di una stagione che altrimenti sarebbe stata da dimenticare per il club partenopeo. Il secondo anno di Carlo Ancelotti, infatti, è stato insolitamente negativo e verso dicembre la dirigenza ha optato per l’esonero e la sostituzione con Rino Gattuso. Dopo le prime difficoltà iniziali, l’ex giocatore e tecnico del Milan, è riuscito pian piano a raddrizzare il timone della nave napoletana e a governare la tempesta in cui imperversava il club. Grazie al suo modo di fare umile e ad una gestione tattica accorta, Ringhio ha condotto i campani alla vittoria della coppa nazionale in finale contro la Juve e al settimo posto in campionato, un risultato che fino a qualche mese prima sembrava impensabile, visto l’ampio distacco che aveva rimediato la squadra dalla zona UEFA. Tutto ciò si è tradotto nella conferma della fiducia per Gattuso. Dal punto di vista del mercato il club di Aurelio De Laurentiis, al momento, ha messo a segno esclusivamente un colpo in entrata ma di grande prestigio.

Parliamo dell'attaccante Vitor Osimhen: classe 1998, il velocissimo centravanti, laureatosi campione del mondo under 17 con la Nigeria nel 2015, dopo aver trovato poco spazio al Wolfsburg si è trasferito ai belgi dello Charleroi, segnando 12 gol in 25 presenze e attirando l'attenzione del Lilla in Ligue 1. Nel campionato francese, ben più tosto della Jupiler league belga, Osimhen si è ripetuto segnando 13 gol e offrendo 5 assist. Grazie a questi numeri, davvero notevoli per un ragazzo che compirà 22 anni il prossimo 29 dicembre, la società napoletana è riuscita a strapparlo al Lille, sborsando 70 milioni di euro, che diventeranno 80 al raggiungimento di determinati bonus. Una cifra che ha superato di molto i soldi spesi l'estate scorsa per Lozano, che nonostante abbia deluso le attese, era fino a quel momento l'acquisto più costoso della storia del club. Se dal punto di vista degli arrivi Osimhen è l'unico volto nuovo, non è cambiato molto neanche dal punto di vista delle uscite: il solo calciatore ad aver lasciato Napoli, al momento, è Allan che ha raggiunto Carlo Ancelotti all'Everton.

Gli inglesi hanno sborsato 28 milioni di euro che arriveranno a 31 con il raggiungimento di alcuni bonus (ad ogni modo una cifra di molto inferiore rispetto agli 80 milioni di euro che offriva il PSG l'anno scorso). Potrebbe andar via di qui alla fine del mercato, anche Arek Milik: il polacco, che non ha trovato l'accordo per il rinnovo del contratto, è ai ferri corti con il club che vuole cederlo per non perderlo a zero. In un primo momento era parso vicinissimo alla Roma, dove sarebbe stato il rimpiazzo per Dzeko promesso alla Juve, ma alla fine il bosniaco è rimasto nella Capitale, in quanto i bianconeri hanno ricomprato Morata e l'affare è sfumato. Ora Milik guarda con interesse soprattutto alla Premier League, dove lo cercano con insistenza Tottenham ed Everton.