Quote scommesse Napoli-Juventus

Quote Napoli - Juventus: le migliori scommesse

Mercoledì 17 giugno alle 21:00 lo Stadio Olimpico di Roma ospiterà la finale di Coppa Italia tra Napoli e Juventus. L'atto finale della coppa nazionale vedrà fronteggiarsi le due squadre che negli ultimi anni sono state protagoniste di un'accesa rivalità sportiva per la lotta Scudetto, risoltasi sempre in favore dei bianconeri. Una finale, ad ogni modo, è sempre una finale. Se nell'arco di un campionato la differenza di valori può farsi sentire, la sfida secca apre a più scenari. Consultando le quote Napoli-Juventus su Eurobet.it, si può notare come i bookmakers ritengano di poco favorita la compagine bianconera: il 2 è quotato a 2,07, mentre l'1 dei partenopei paga a 3,70, poco più del pari al termine dei 90' regolamentari, bancato a 3,50. In relazione alle scommesse Napoli-Juventus non dovrebbe essere un match pirotecnico, più probabile una gara tirata come dimostra l'under 2,5 a 1,75 (over a 1,95). Discreta fiducia sul fatto che possano segnare entrambe le squadre come dimostrano le quote sulle scommesse finale Coppa Italia relative al segno gol-gol a 1,75, rispetto al no gol a 1,95. 

Precedenti Napoli-Juventus

In previsione delle quote scommesse vincente Coppa Italia, è importante sapere che il precedente più recente in una partita secca tra Napoli e Juve risale al 22 dicembre 2014, per la finale Supercoppa italiana 2014 giocata a Doha in Qatar. Era la Juve dei tre scudetti di fila con Conte, ma in panchina c'era Max Allegri mentre il Napoli era allenato da Rafa Benitez, che pochi mesi prima aveva battuto in finale di Coppa Italia la Fiorentina. Protagonisti del match furono i due argentini Tevez e Higuain, entrambi autori di una doppietta tra regolamentari e supplementari. Dopo diciotto rigori calciati la Juve cadde (errori di Chiellini e Pereyra, decisive l'esecuzione di Koulibaly e la parata di Rafael su Padoin) e il Napoli sollevò il trofeo.

Due anni prima, nel 2012, le due squadre furono protagoniste di un'altra finale di Supercoppa, questa volta giocata a Pechino. L'esito, però, fu diverso poiché la Juve neo campione d'Italia (al primo anno di Conte) e Napoli campione in carica della coppa nazionale s'impose 4-2 ai tempi supplementari. Il Napoli passò in vantaggio con Pandev, i bianconeri pareggiarono con Asamoah ma prima di rientrare negli spogliatoi Pandev riportò in vantaggio i campani. Nella ripresa la Juve pareggiò su rigore con Vidal e portà l'incontro agli extra-time dove vinse grazie a un'autorete di Maggio e al sigillo finale di Vucinic.

A quella Supercoppa il Napoli ci arrivò proprio battendo in finale di Coppa Italia 2011-2012 la Juventus che ad oggi costituisce l'unico precedente in una finale di Coppa Italia tra Napoli e Juventus. Da una parte Conte, dall'altra Mazzarri: finito 0-0 il primo tempo, la gara si accese nella ripresa quando dopo circa un'ora di gioco Lavezzi si procurò un rigore trasformato da Cavani. A pochi minuti dal 90' il raddoppio firmato da Hamsik che fissò il risultato sul definitivo 2-0.

Ancora prima, nel 1990, Napoli e Juventus si affrontarono in finale di Supercoppa italiana. Era il Napoli di Maradona, si giocava al San Paolo e gli azzurri si imposero 5-1 con doppiette di Silenzi e Careca e un gol di Crippa mentre per la Juve l'unica rete fu segnata da Roberto Baggio.

Il primo incrocio in una sfida secca, invece, risale a ben 83 anni fa: si battevano il Napoli di Angelo Mattea e la Juve di Virginio Rosett, in palio l'accesso ai quarti di Coppa Italia. Alla fine vinsero i campani con una doppietta di Venditto che rispose al gol di Felice Borel, imponendosi. 2-1. Il totale dei confronti dice 3-1 Napoli nella finale e 5-3 Napoli contando anche tutte le altre partite secche.

Napoli

Anche nello scorso campionato il Napoli ha chiuso la stagione al secondo posto alle spalle della Juventus. A differenza delle ultime stagioni, in cui per aspettare il verdetto Scudetto si era dovuto attendere fino alle ultime giornate, nello scorso torneo il club guidato da Carlo Ancelotti ha concluso con un distacco nettamente maggiore dai bianconeri senza metterne in discussione la leadership. Dovendosi accontentare della seconda piazza, il Napoli si è consolato centrando l’obiettivo dell’ottava partecipazione alla Champions League. La stagione dei napoletani, però, è stata avara di soddisfazioni poiché in Champions non sono riusciti a superare la fase a gironi, e una volta retrocessi in Europa League sono usciti ai quarti di finale, sconfitti nel doppio confronto con l’Arsenal. La scorsa annata dunque era già stata al di sotto delle aspettative ma nonostante ciò, Aurelio De Laurentiis aveva rinnovato la sua fiducia a Carlo Ancelotti cercando di regalargli una rosa ancora più competitiva rispetto a quella che aveva a disposizione nello scorso campionato.

Di qui arrivi importanti come quello di Kostas Manolas, prelevato per 36 milioni dalla Roma (nella stessa operazione ai giallorossi è finito Amadou Diawara, con una valutazione di 21 milioni di euro) per far coppia col gigante Koulibaly e rimpiazzare il partente Raul Albiol. Poi acquisti utili come Giovanni Di Lorenzo, reduce da un ottimo campionato con la maglia dell’Empoli, o di prospettiva come il macedone Elif Elmas. I due colpi che hanno esaltato moltissimo i tifosi del Napoli, tuttavia, sono stati in attacco dove sono arrivati Hirving Lozano dal PSV Eindhoven (acquisto più costoso nella storia del Napoli) e Fernando Llorente, ex attaccante della Juve, svincolato dopo il termine del suo contratto con il Tottenham.

Nonostante questi acquisti i risultati del Napoli in questa stagione non sono stati in linea con il recente passato del club partenopeo, almeno per quanto riguarda il campionato di serie A. Partiti con l’ambizione di insidiare Inter e Juventus nella lotta per il titolo, i partenopei hanno fatto una grandissima fatica per buona parte della stagione, circostanza che è costata il posto a Carlo Ancelotti poi sostituito da Gennaro Gattuso in panchina. L’arrivo di Ringhio al posto di quello che è stato uno dei suoi maestri ha parzialmente rimesso a posto le cose ma la squadra è ben lontana dal quarto posto che vale un piazzamento in Champions League. Gli obiettivi stagionali sono la Coppa Italia, dove il Napoli si è qualificato alla finale contro la Juventus eliminando Lazio e Inter e la qualificazione all’Europa League, raggiungibile o attraverso la vittoria della Coppa Italia o attraverso il quinto o sesto posto in campionato. Ancora tutto da capire, invece, come finirà l’avventura in Champions dove il Napoli è atteso dalla sfida di ritorno degli ottavi di finale contro il Barcellona. 

Juventus

Otto scudetti di fila sono l’impressionante risultato ottenuto nelle ultime otto stagioni dalla Juve. Un ciclo iniziato da Conte e portato avanti da Allegri, a cui la dirigenza bianconera ha deciso di dare nuova linfa affidando la guida tecnica a Maurizio Sarri. La scelta dell’ex condottiero del Napoli non è stata affatto casuale: alla Juve vincente, infatti, è sempre stata mossa la critica di privilegiare il risultato a scapito del bel gioco, e allora chi meglio di colui che ha plasmato un Napoli che interpretava un calcio splendido, per cambiare l’identità tattica dei bianconeri? L’avvicendamento in panchina, tuttavia, non è stato semplicissimo poiché, oltre al passato di Sarri che si è sempre professato tifoso del Napoli, c’erano anche molte perplessità su come la squadra avrebbe accolto i dettami tattici del nuovo allenatore. I dubbi, ad ogni modo, sono stati fugati già dopo qualche giornata e da vittorie importanti come quelle ottenute proprio col Napoli e con l’Inter. Ma c’è poco da meravigliarsi, in fondo, la Juventus può contare su campioni del calibro di Cristiano Ronaldo e altri top player in ogni settore del campo e dunque l'apprendimento dei movimenti di Sarri non sta risultando poi così problematico.

Per ciò che riguarda il mercato, la Juve non è cambiata moltissimo: sono stati João Cancelo, ceduto al Manchester City nell’ambito dello scambio con Danilo più conguaglio di 28 milioni di euro, e Moise Kean, venduto all'Everton per una cifra che con i bonus si aggira attorno ai 30 milioni di euro. Via anche Spinazzola, scambiato col romanista Luca Pellegrini (a sua volta ri-prestato al Cagliari). L’acquisto più oneroso è stato quello di Matthjis de Ligt, prelevato per 70 milioni di euro dall'Ajax, e destinato a diventare la nuova colonna della difesa bianconera, insieme al turco Merih Demiral, possente centrale prelevato dal Sassuolo. Innesti di qualità anche a centrocampo dove sono arrivati a parametro zero Aron Ramsey e Adrien Rabiot da Arsenal e Paris Saint-Germain. A questi nomi e al sopracitato Danilo, si aggiungono due vecchie conoscenze dei bianconeri come Gigi Buffon e Gonzalo Higuain, entrambi di ritorno a Torino (l'ex portiere della Nazionale è rientrato dopo un solo anno al PSG, mentre l'argentino, non è stato riscattato dal Chelsea.