quote scommesse Juventus-Lazio

Quote Lazio-Juventus: le migliori scommesse

Scommesse Lazio-Juventus scopri le quote di Eurobet

Domenica 8 novembre 2020 alle 12:30 verrà servita la portata principale della settima giornata di Serie A 2020/2021: allo Stadio Olimpico di Roma andrà in scena il lunch match Lazio-Juventus, una partita che solitamente si gioca in notturna e che in questa occasione sarà invece all’ora di pranzo. A sfidarsi saranno due squadre che nelle ultime stagioni hanno dato vita a partite sempre molto emozionanti. Da una parte la squadra di Inzaghi, che ha già fatto qualche sgambetto alla Vecchia Signora, dall’altra quella di Pirlo, alla ricerca di conferme dopo un avvio di campionato più titubante del solito ma che vede ugualmente i bianconeri nei piani alti della classifica. Andiamo a scoprire ora le quote relative alle scommesse Lazio-Juventus su Eurobet: i bookmakers che hanno stilato le quote della partita prevedono che la Juventus abbia maggiori chance di portare a casa il risultato e per questo quotano il 2 a 2,00. L'1 della Lazio, invece, è proposto a 3,50, una quota comunque più bassa rispetto a quella di 3,75 offerta per la X. Secondo gli addetti ai lavori all'Olimpico non dobbiamo aspettarci una partita chiusa, anche per questo è consigliabile approfittare delle quote Lazio-Juventus relativamente ai segni over 2,5, offerto a 1,60, e gol-gol bancato a 1,55.

Precedenti Lazio-Juventus

Lazio e Juventus si sono affrontate per 152 volte nella storia del campionato di Serie A. Nel testa a testa, sono nettamente in vantaggio i bianconeri: la Lazio, infatti, ha totalizzato soltanto 34 vittorie (di cui 24 all’Olimpico) mentre la Juventus ha ottenuto la bellezza di 82 successi. In 36 occasioni, invece, l’incontro è terminato in parità.

L'ultimo confronto tra le due squadre risale al girone di ritorno dello scorso campionato (precisamente al 20 luglio scorso), ma in quell'occasione si giocava a Torino e la Juventus vinse 2-1 grazie alla doppietta di Cristiano Ronaldo (che realizzò un gol su rigore), mentre per la Lazio andò a segno Ciro Immobile dal dischetto.

È la partita d'andata giocata il 7 dicembre 2019 allo stadio olimpico di Roma, invece, era stata la squadra allenata da Simone Inzaghi a trionfare battendo i bianconeri con un netto 3-1: al vantaggio iniziale segnato da Cristiano Ronaldo rispose allo scadere del primo tempo il difensore bianco celeste Luiz Felipe. Nella ripresa la Juve rimase in 10 e la Lazio ne approfittò qualche minuto più tardi segnando ancora con Sergej Milinkovic-Savic. I biancocelesti sbagliarono persino un calcio di rigore con Ciro Immobile, ma riuscirono ugualmente a segnare la terza rete in pieno recupero con Felipe Caicedo.

L'ultimo successo juventino all'Olimpico contro la Lazio risale alla 21ª giornata della stagione 2018 2019: era il 27 gennaio e i padroni di casa passarono in vantaggio grazie ad un'autorete di Emre Can ma la Juve riuscì a sovvertire il risultato grazie a un gol di Joao Cancelo e a un rigore realizzato da Cristiano Ronaldo all'88'.

 

Lazio

Finalmente dopo anni e anni passati a rincorrere un obiettivo che si stava trasformando in una chimera, la Lazio nella stagione 2019-2020 è riuscita a finire il campionato di Serie A classificandosi tra le prime quattro (precisamente al quarto posto) e ottenendo così il diritto a giocare la UEFA Champions League. Per i ragazzi di Simone Inzaghi si è trattato di un risultato ampiamente meritato, arrivato al termine di un’annata importante e che acquisisce un sapore ancora più dolce in virtù delle tante volte che la società biancoceleste aveva visto svanire (anche in maniera beffarda) il prestigioso traguardo della qualificazione alla massima competizione europea per club. I tifosi della Lazio gioiscono riascoltando l’inno della Champions League, un rituale che mancava ormai da 13 anni (da tanto durava l'assenza delle aquile dalla più importante manifestazione per club europei, se si esclude la breve apparizione ai preliminari contro il Bayer Leverkusen nel 2015). Grande merito per questo traguardo si deve a Simone Inzaghi, che seppur non sembrasse certo di andare avanti con la Lazio (per questioni con Lotito) ha proseguito il suo lavoro con il club. 

Va detto che l’annata della Lazio è stata talmente positiva che a un certo punto i biancocelesti erano sembrati addirittura poter impensierire la Juventus nella corsa Scudetto, grazie a un gioco moderno e spumeggiante e una classifica che permetteva di sognare. Ad ogni modo, come spesso è accaduto negli ultimi anni, la continuità impressionante dei bianconeri che dispongono di un numero di alternative di qualità in panchina decisamente maggiore rispetto ai biancocelesti, ha indirizzato l’ennesimo Scudetto sulla via di Torino. La Lazio nel finale di campionato ha perso uomini importanti per infortunio ma è riuscita a finire il torneo al quarto posto (restando in lizza per arrivare seconda fino all'ultima giornata). I biancocelesti, tuttavia, possono dirsi soddisfatti e ora devono puntare a consolidarsi. 

In estate, dopo essere stati vicini a David Silva, poi tornato in patria per vestire la maglia della Real Sociedad, la compagine biancoceleste si è rinforzata accogliendo un portiere di rinomata esperienza come Pepe Reina, reduce dall'ultima stagione vissuta con la maglia dell'Aston Villa, e che avrà il compito di far maturare serenamente Strakosha. Tra i pali è arrivato il giovane Gabriel Roberto Pereira dal Monaco, 2002 che sarà il terzo portiere. A centrocampo è stato preso a parametro zero Gonzalo Escalante, mediano argentino reduce da diverse stagioni in Liga con l'Eibar. In mediana l’altra scommessa è Akpa Akpro, centrocampista franco-ivoriano preso dalla Salernitana, mentre l'acquisto più importante dal punto di vista economico è stato Vedat Muriqi, attaccante kosovaro acquistato per quasi 20 milioni di euro dal Fenerbahce, molto forte fisicamente e nei colpi di testa. Il calciomercato della Lazio, prima della fine della sessione estiva, è stato caratterizzato dall’ufficializzazione di altri due acquisti ossia Momo Fares, laterale algerino della Spal, e Andreas Pereira fantasista belga-brasiliano preso in prestito dal Manchester United. A salutare la capitale sono stati Valon Berisha, venduto allo Stade de Reims in Ligue 1, Milan Badelj finito al Genoa e Jony, ceduto in prestito con diritto di riscatto agli spagnoli dell'Osasuna. Via anche Wallace, in Turchia e anche Bastos, venduto a campionato già iniziato all’Al-Ain.

 

Juventus

Nove campionati italiani di fila sono l’impressionante risultato conseguito dalla Juventus nelle ultime nove stagioni. A vincere l’ultimo titolo è stato Maurizio Sarri (gli altri erano stati vinti da Antonio Conte, per tre edizioni consecutive, e da Massimiliano Allegri che ne ha vinti addirittura cinque) ma ciò non è servito a valergli la conferma sulla panchina bianconera. I vertici juventini, infatti, hanno optato per un altro cambio in panchina interrompendo dopo una sola stagione il rapporto lavorativo con l’ex allenatore di Napoli e Chelsea. Sarri è stato esonerato nonostante la vittoria del titolo poiché il club non ha digerito l’eliminazione agli ottavi di finale di Champions League, patita per mano del Lione nonostante la vittoria nella sfida di ritorno (con il 2-2- complessivo del doppio confronto sono passati i francesi in virtù del gol in trasferta) e la sconfitta in finale di Coppa Italia, avvenuta ai rigori contro il Napoli qualche settimana prima. Andrea Agnelli non era molto convinto di ingaggiare l’ex tecnico dei partenopei, ma si era lasciato convincere da Fabio Paratici e da Pavel Nedved. 

Quando i risultati deludenti gli hanno dato ragione, il patron bianconero ha deliberato per una scelta a effetto, espressa con l’esonero il giorno successivo all’eliminazione dalla Champions League. Per il dopo Sarri, la società bianconera ha scelto la soluzione interna, affidandosi a una vera e propria scommessa: la scelta di Agnelli è infatti ricaduta su Andrea Pirlo, ex calciatore di fama mondiale all’inizio del suo percorso da tecnico, che originariamente era stato scelto per guidare la Juve Under 23 in Serie C (la panchina dei giovani è stata poi affidata a Lamberto Zauli). Agnelli è fortemente convinto che Pirlo possa essere un predestinato anche in panchina ma, tutti, a partire dall’ex campione del mondo azzurro nel 2006, sanno che ripetere quanto fatto in campo anche da allenatore non sempre è così semplice.

Il calciomercato della Juventus si è distinto per lo scambio con il Barcellona che ha portato Pjanic in Catalogna e Arthur a Torino. Precedentemente, di preciso nel mercato di gennaio, era stata definita l’operazione Kulusevski con l’Atalanta che ha incassato 40 milioni di euro per il talento svedese di origini macedoni (per lui una prima stagione in A da urlo vissuta col Parma, conclusa con 10 gol e 9 assist). La mediana è stata infoltita anche con un acquisto passato in sordina ma che che potrebbe rivelarsi azzeccato, ovvero Weston McKennie, primo calciatore nordamericano della storia della Juve, acquisito in prestito con diritto di riscatto dallo Schalke 04, che prenderà il posto di Blaise Matuidi, finito all’Inter Miami in MLS insieme a Gonzalo Higuain. Ultimo acquisto in ordine cronologico è stato quello di Alvaro Morata, attaccante spagnolo che torna a vestire la maglia bianconera dopo l’acquisto dall’Atletico Madrid. in prestito con diritto di riscatto fissato a 45 milioni (con opzione di rinnovo annuale del prestito per altri 10 milioni e successivo diritto di riscatto a 35 milioni).