quote scommesse Juventus-Lazio

Quote Lazio-Juventus: le migliori scommesse

Lunedì 20 luglio alle 21:45 si giocherà la sfida dell'Allianz Stadium tra Juventus e Lazio, valevole per la 34ª giornata di Serie A. A detta di molti, prima della ripresa del campionato, la sfida tra bianconeri e biancocelesti avrebbe potuto essere decisiva per le sorti dello Scudetto, invece, la Lazio non ha rispettato le attese e ha avuto un crollo nel rendimento rimediando alcune sconfitte inaspettate che l'hanno allontanata dall'inseguimento alla Vecchia Signora. Secondo le quote Juventus-Lazio su Eurobet è tutto per i piemontesi: l'1 della squadra di Sarri paga a 1,77, il 2, nonostante i capitolini abbiano battuto la Juve per due volte in stagione, è quotato a 4,35, mentre in relazione alle scommesse Juventus-Lazio, l'eventuale pareggio viene offerto a 3,90. Esistono buone probabilità che in questa sfida vengano segnati più gol: l'over 2,5 paga a 1,68 e anche il gol-gol è bancato a 1,65.

I precedenti di Juventus-Lazio

Juventus e Lazio si sono affrontate in 151 gare di Serie A nel corso della loro storia. Nel testa a testa, sono nettamente in vantaggio i bianconeri: la Lazio, infatti, ha totalizzato soltanto 34 vittorie (di cui 24 all’Olimpico) mentre la Juventus ha ottenuto la bellezza di 81 successi. In 36 occasioni, invece, l’incontro è terminato in parità.

L’ultimo confronto ufficiale tra le due squadre risale al 22 dicembre 2019 quando Juventus e Lazio si sono affrontate in Arabia Saudita per la Supercoppa Italiana. In quel caso ad imporsi è stata la formazione di Simone Inzaghi: dopo il vantaggio firmato da Luis Alberto al quarto d'ora di gioco, Dybala ha pareggiato prima che le squadre tornassero negli spogliatoi, ma nella ripresa Lulic e Cataldi hanno fissato il punteggio sul 3-1 finale.

Con lo stesso punteggio per la Lazio era finito anche l’ultimo confronto tra le due squadre in Serie A appena due settimane prima: era il 15 dicembre 2019, si giocava all’Olimpico e dopo essere finita in svantaggio colpita da un gol di Cristiano Ronaldo al 25', la Lazio trovò il pari con Luiz Felipe prima di rientrare negli spogliatoi. Nella ripresa, poi salì in cattedra Sergej Milinkovic-Savic, che portò in vantaggio i suoi. La Lazio poteva addirittura dilagare ma Immobile sbagliò un calcio di rigore, nel finale, tuttavia, Caicedo fissò il risultato sul definitivo 3-1.

Per trovare l'ultima vittoria della Juventus in casa contro la Lazio basta tornare al 25 agosto 2018: in quel caso la sfida dell'Allianz Stadium di Torino finì con un 2-0 per i bianconeri firmato da Miralem Pjanic, a segno nel primo tempo, e Mario Mandzukic, autore di una rete nella ripresa.

L’ultimo blitz laziale a Torino, invece, risale al 14 ottobre 2017, partita in cui la Lazio mise fine alla lunghissima imbattibilità casalinga della Juventus: i bianconeri passarono in vantaggio con Douglas Costa poco prima della mezz'ora ma nella ripresa si scatenò la Lazio, che trovò per due volte la via del gol con Ciro Immobile, a segno su azione e su rigore.

L'ultimo pari in campionato a Torino tra le due squadre, invece, risale al 17 novembre 2012, quando Juventus e Lazio non andarono oltre lo 0-0.

Juventus

Quando vinci otto scudetti di fila la vera impresa è riuscire a fare meglio. Ed è proprio quello che sta cercando di fare la Juventus, che mai come nell'ultimo decennio ha imposto la propria egemonia sul campionato italiano di calcio. Risorta dalle sue ceneri dopo lo scandalo di Calciopoli del 2006 che l’aveva condannata alla retrocessione in B, la Vecchia Signora dopo un paio di stagioni interlocutorie ha riaperto un ciclo vincente con Antonio Conte, tecnico che da calciatore è stata un’autentica bandiera juventina, poi proseguito con merito da Massimiliano Allegri.

I due artefici dei quasi dieci anni di ininterrotto dominio juventino in Italia hanno vinto rispettivamente 3 e 5 scudetti di fila (Conte al suo primo anno ha addirittura concluso la stagione da imbattuto). Sarà anche per questo motivo che dopo tanti successi tra i confini domestici, la dirigenza bianconera ha optato per un cambio alla guida tecnica, rinunciando all’ultimo anno di contratto di Massimiliano Allegri per affidare la squadra a Maurizio Sarri.

Una situazione imprevedibile fino a un paio di stagioni fa quando l’ex bancario il condottiero del Napoli contendeva lo Scudetto proprio alla Juve. La scelta di Sarri come nuovo allenatore della Juve è frutto di una precisa scelta della società che intende accompagnare il bel gioco ai risultati, un qualcosa che nonostante i successi, ai piemontesi finora è mancato. E chi se non Sarri che col suo Napoli ha fatto strabuzzare gli occhi a tutta Italia, tanto da guadagnarsi la chiamata del Chelsea con cui è stato una sola stagione ma sufficiente per vincere la UEFA Europa League.

L’inserimento del nuovo allenatore inizialmente non è stato semplicissimo, anche perché lo stile di Sarri continua ad essere molto distante da quello della Juve, ad ogni modo, dopo qualche passaggio non proprio convincente, la squadra ha iniziato a girare e ora è meritatamente in testa al campionato, avviata verso il nono Scudetto consecutivo e ancora in corsa in Champions dove è attesa dal ritorno con il Lione.

La Juve di quest’anno non è poi così diversa tanto rispetto alla scorsa stagione: non ci sono più João Cancelo (ceduto al Manchester City in uno scambio con Danilo più soldi), e Moise Kean, venduto all'Everton per una cifra che con i bonus si aggira attorno ai 30 milioni di euro. Ceduto anche Leonardo Spinazzola, scambiato con Luca Pellegrini (a sua volta ri-prestato al Cagliari) della Roma. Matthjis de Ligt, pagato ben 70 milioni di euro dall'Ajax, è l’acquisto più oneroso e ci si aspetta diventi il nuovo perno della difesa, magari insieme al turco Merih Demiral, prelevato dal Sassuolo. Qualità innalzata in mediana con i due svincolati di lusso Aron Ramsey e Adrien Rabiot, presi dopo fine contratto con Arsenal e Paris Saint-Germain. Si rivedono a Torino anche Gigi Buffon, ri-tesserato dopo una sola stagione al PSG, e Gonzalo Higuain, di ritorno dopo una stagione vissuta a metà tra Milan e Chelsea. Nessun acquisto a gennaio, solo cessioni che hanno riguardato Mandzukic, spedito in Qatar, Emre Can, venduto al Borussia Dortmund e Mattia Perin prestato al Genoa. 

Lazio

A vedere come si è espressa la Lazio nell’arco del campionato che si avvia verso la conclusione, viene da chiedersi come sia possibile che i biancocelesti lo scorso campionato abbiano chiuso addirittura all'ottavo posto in classifica alle spalle di Roma e Torino. Fortunatamente per Inzaghi e i suoi, la stagione è stata riscattata dalla vittoria della settima Coppa Italia nella storia del club ottenuta battendo l'Atalanta in finale all'Olimpico, che oltre a un trofeo, ha garantito alla Lazio la qualificazione diretta alla fase a gironi di Europa League, obiettivo altrimenti irraggiungibile attraverso il campionato.

Lo scorso anno le difficoltà furono dovute principalmente alla stagione negativa di Ciro Immobile, che nel campionato precedente si era laureato capocannoniere pari merito con Icardi con 28 reti, mentre nello scorso torneo mise a segno appena 15 gol. Con il bomber campano, mancarono all’appello anche altri calciatori determinanti come Sergej Milinkovic-Savic e Luis Alberto, passati rispettivamente da 12 a 5 e da 11 a 4 reti. Il tentativo di rendere più equilibrata una squadra che segnava tanto ma subiva troppi gol da parte di Simone Inzaghi non ebbe il successo sperato in quanto la Lazio subì appena un goal in meno rispetto alla stagione precedente.

Questo campionato, invece, è stato radicalmente diverso: nonostante la prematura eliminazione dall’Europa League, dove la Lazio non ha superato la fase a gironi) e dalla Coppa Italia (fuori ai quarti con il Napoli), la Lazio a dicembre ha battuto la Juventus nella finale di Supercoppa italiana giocata in Arabia Saudita, sollevando ancora un trofeo, il sesto nella gestione Lotito e pochi giorni prima aveva battuto ancora i bianconeri in Serie A.

La rosa è rimasta pressoché la stessa rispetto al passato e questo è tra i motivi della buona stagione laziale. Non ci sono più Dusan Basta, ritiratosi, e i due baby portoghesi Pedro Neto e Bruno Jordao, ceduti al Wolwerhampton realizzando una ricca plusvalenza. Via anche Milan Badelj tornato alla Fiorentina dopo una sola stagione. Poi quattro acquisti messi a segno da Tare: il più importante è sicuramente Manuel Lazzari, tra i migliori esterni dello scorso campionato. Oltre all'ex SPAL, sono arrivati a Roma Denis Vavro, centrale difensivo prelevato dal Copenaghen, Jony esterno spagnolo del Malaga e il giovanissimo Bobby Adekanye, preso a parametro zero dalle giovanili del Liverpool.

Dopo essere stata addirittura in corsa per lo Scudetto con la Juve, la Lazio occupa il terzo posto in classifica con gli stessi punti dell’Inter a -8 dalla Juventus. Dopo un’impressionante striscia di 21 risultati utili di fila, i biancocelesti sono caduti contro l’Atalanta, e dopo due successi in rimonta con Fiorentina e Torino hanno perso 3 gare di fila contro Milan, Lecce e Sassuolo. Nonostante ciò, l’obiettivo Champions non sembra in discussione.