quote scommesse Juventus-Lazio

Quote Lazio-Juventus: le migliori scommesse

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Lazio e Juventus si sfideranno il prossimo 7 dicembre 2019 alle 20:45 allo stadio olimpico di Roma nella gara valida per la 15ª giornata del campionato di Serie A 2019-2020. Consultando le quote Lazio-Juventus per le scommesse relative al match tra biancocelesti e bianconeri, si può notare come, nonostante il momento di grande salute dei padroni di casa, i pronostici siano favorevoli ai piemontesi. La vittoria della squadra di Sarri, impegnata nel testa a testa con l'Inter per la vetta della classifica, sembra secondo le scommesse Lazio-Juventus lo scenario più probabile come suggerisce la quota più bassa. Le speranze della Lazio passano soprattutto dalla vena realizzativa di Ciro Immobile. Le recenti sfide tra Lazio e Juventus hanno regalato diversi goal, quindi potrebbe essere una buona idea puntare sulle quote Lazio-Juventus relative ad esiti come goal-goal e over 

I precedenti di Lazio-Juventus

Lazio e Juventus si sono affrontate in 150 gare di Serie A nel corso della loro storia. Nel testa a testa, sono nettamente in vantaggio i bianconeri: la Lazio, infatti, ha totalizzato soltanto 33 vittorie, di cui 24 in casa; mentre la Juventus ha ottenuto la bellezza di 81 successi di cui 33 in campo ostile. In 36 occasioni, invece, l’incontro è terminato in parità. Anche nel computo delle reti segnate i bianconeri sono in netto vantaggio: 163 sono le marcature dalla Lazio, contro le 268 dei torinesi.

Nello scorso campionato i bianconeri si sono imposti sia nel girone d’andata, sia nel match di ritorno. Partiamo dalla sfida più recente: era il 27 gennaio 2019, si giocava allo Stadio Olimpico di Roma. A passare in vantaggio fu la Lazio grazie ad un'autorete di Emre Can, la Juve, tuttavia, trovò la rete del pareggio con Joao Cancelo al 74' e riuscì a portare a casa la vittoria con un goal di Cristiano Ronaldo all'88'. Nel match d’andata a Torino la squadra all’epoca allenata da Allegri, s’impose invece con il risultato di 2-0, frutto delle reti messe a segno da Mandzukic e Pjanic.

Nella stagione 2017-2018, invece, la Lazio ha vissuto il suo momento migliore contro i bianconeri avendo la meglio in due circostanze su tre: la prima a inizio stagione con il 3-2 in Supercoppa italiana strappato all’ultimo minuto grazie al goal di Murgia e poi a Torino nel girone d’andata di Serie A con un 1-2 che pose fine all’imbattibilità casalinga dello Juventus Stadium che durava da ben 57 partite.

A fare da contraltare a questi due recenti successi laziali, ci sono però decine di partite in cui la Juventus ha letteralmente spadroneggiato. Nelle dieci sfide precedenti i bianconeri avevano sempre vinto: di misura, con ampio margine, in casa o in trasferta, la Juventus è una vera e propria bestia nera per la Lazio.  Vale la pena di ricordare alcuni successi importanti come il 3-0 della stagione 2015-2016 firmato Mandzukic e doppio Dybala, o il 4-1 dello Stadium risalente alla stagione 2013-2014 con doppietta di Vidal e goal di Vucinic e Tevez.  Un risultato quest’ultimo, giunto peraltro dopo che le due squadre si erano affrontate poco meno di due settimane prima in Supercoppa italiana e la gara era terminata con un roboante 4-0 per i piemontesi firmato da Pogba, Chiellini, Lichtsteiner (a segno col più classico dei goal dell’ex) e Tevez.

Tornando alle vittorie della Lazio, un successo che i tifosi dei biancocelesti non dimenticheranno mai è quello del 1° aprile 2000: 0-1 al Delle Alpi con una zuccata di Diego Pablo Simeone. Una vittoria che risulterà fondamentale alla fine del campionato, conclusosi con il rocambolesco Scudetto conquistato dalla Lazio proprio ai danni della Juventus.  

Lazio

La Lazio nello scorso campionato di Serie A ha chiudendo all'ottavo posto in classifica, alle spalle di Roma e Torino. A salvare quella che altrimenti sarebbe stata considerata un'annata fallimentare per una squadra che puntava dichiaratamente alla qualificazione in Champions League, c'è stato il trionfo in Coppa Italia nella finale contro l'Atalanta. Un successo che oltre a mettere in bacheca la settima coppa nazionale nella storia del club, ha garantito ai biancocelesti la qualificazione diretta alla fase a gironi di Europa League.

Sulla stagione poco brillante della Lazio, che soltanto l'anno precedente aveva mancato la qualificazione alla Champions soltanto per lo svantaggio negli scontri diretti con l'Inter, ha pesato moltissimo la scarsa vena realizzativa degli attaccanti, in particolare di Ciro Immobile. Il bomber di Torre Annunziata nel campionato 2017-2018 era stato capocannoniere con Mauro Icardi realizzando 28 reti, mentre nel torneo dello scorso anno si è fermato a quota 15, quasi la metà. L'ex attaccante di Torino, Borussia Dortmund e Siviglia, non è stato il solo a rendere al di sotto delle aspettative: anche calciatori come Sergej Milinkovic-Savic e Luis Alberto hanno offerto performance non all’altezza. Il serbo - che nonostante tutto è stato eletto come miglior centrocampista della Serie A a fine torneo - ha realizzato 5 goal rispetto ai 12 della stagione passata, lo spagnolo, invece, è passato da 11 a 4 reti.

La minore produzione offensiva dei biancocelesti è stata il frutto - oltre che della cessione di un talento come Felipe Anderson al West Ham (al suo posto è arrivato Correa) - anche di una precisa scelta di Inzaghi che ha cercato di rendere più equilibrata la squadra. Due stagioni fa, infatti, la Lazio segnava tanto (più di Napoli e Juventus) ma subiva al tempo stesso troppi goal. Alla fine, questa ricerca di equilibrio non ha pagato, perché la Lazio ha subito appena un goal in meno rispetto alla stagione precedente.  La vittoria della Coppa Italia (la settima nella storia della Lazio) e la possibilità di giocare un'altra finale, quella di Supercoppa italiana contro la Juventus, hanno reso meno amara un'annata non proprio felice.

Per la stagione in corso, la tifoseria laziale spera che la propria squadra del cuore possa competere per ottenere la tanto agognata qualificazione alla Champions League, visto che le possibilità di arrivare in fondo all'Europa League sono già precluse dopo una fase a gironi tutt’altro che esaltante (3 k.o. su 4 partite giocate fino ad ora).

Rispetto allo scorso anno la rosa non è cambiata molto: non ci sono più Basta, lasciato andare a parametro zero, sono stati ceduti i due baby portoghesi Pedro Neto e Bruno Jordao, e infine è stato lasciato partire in prestito Badelj, tornato alla Fiorentina dopo una sola stagione. A Roma, invece, sono arrivati quattro acquisti. Il più importante è sicuramente Manuel Lazzari, uno dei migliori esterni dello scorso campionato. Oltre all'ex SPAL i volti nuovi sono quelli di Denis Vavro, centrale difensivo prelevato dal Copenaghen, Jony esterno spagnolo del Malaga (ancora in attesa del transfer) e il giovane Bobby Adekanye, preso a parametro zero dalle giovanili del Liverpool. Uno degli acquisti più importanti, tuttavia, è stata la permanenza in squadra di Milinkovic, tenuto nonostante le tante offerte.

Dopo le prime 13 giornate di campionato la Lazio si trova al terzo posto in solitaria in classifica, alle spalle di Inter e Juventus, ed è reduce da una striscia di cinque vittorie consecutive. Se la squadra capitolina si trova così in alto, oltre al lavoro di Inzaghi, è anche merito della condizione straripante di Ciro Immobile, attuale capocannoniere della massima serie con 15 reti.

Juventus

Dopo essersi laureata campione d'Italia per l'ottava stagione di fila la Juventus ha scelto di cambiare volto interrompendo il rapporto lavorativo con Massimiliano Allegri, allenatore artefice degli ultimi cinque scudetti, per ingaggiare Maurizio Sarri. La scelta è ricaduta sull’ex tecnico del Napoli, reduce da un terzo posto in Premier League e dall’Europa League vinta con il Chelsea, poiché è ritenuto come colui che può cambiare l’identità tattica dei bianconeri, spesso tacciati di non avere un fraseggio armonico. Il passaggio di consegne tra Allegri e Sarri, infatti, è il frutto di una precisa scelta della società piemontese. Nelle ultime stagioni la Juve ha dominato in Italia ma ha faticato molto a imporsi in Europa anche per via della mancanza di gioco. Il club sta dunque passando una filosofia di gioco estremamente pragmatica come quella dell'ex tecnico di Cagliari e Milan, al fraseggio elaborato di stampo sarriano, ribattezzato Sarri-ball dai giornalisti di oltremanica.

Se almeno all’inizio pareva aleggiare più di qualche perplessità su come la squadra avrebbe accolto i dettami tattici del nuovo allenatore, le prime giornate di campionato hanno evidenziato una Juve vincente sia col Parma sia col Napoli (una delle principali rivali nella lotta scudetto) e in particolare contro i partenopei si sono già visti i primi sprazzi della nuova filosofia di gioco. Ad ogni modo, a certificare la grandezza della Juventus, è stata soprattutto la vittoria in casa dell’Inter allenata dall’ex Antonio Conte, squadra che fino a quel momento era l’unica compagine imbattuta e a punteggio pieno in Serie A. La Juve in fondo può contare su campioni del calibro di Cristiano Ronaldo e altri top player in ogni settore del campo e dunque l'apprendimento dei movimenti di Sarri non sta risultando poi così problematico.

La Juve 2019-2020, ad ogni modo, non è una squadra diversa soltanto per via del cambio alla guida tecnica. Il calciomercato estivo, infatti, ha prodotto diversi cambiamenti nel roster bianconero. Ad esempio, non fa più parte della formazione Andrea Barzagli, membro storico del trio composto insieme a Bonucci e Chiellini, conosciuto come BBC: il difensore campione del mondo con la nazionale azzurra ha appeso gli scarpini al chiodo.

Le cessioni invece hanno riguardato João Cancelo, ceduto al Manchester City (scambio con Danilo più conguaglio di 28 milioni di euro) e Moise Kean, venduto all'Everton per una cifra che con i bonus si aggira attorno ai 30 milioni di euro. Venduto anche Spinazzola, rientrato nell'affare che ha portato a Torino il romanista Luca Pellegrini (a sua volta ri-prestato al Cagliari). Il volto nuovo più importante alla Continassa è sicuramente quello di Matthjis de Ligt, prelevato per 70 milioni di euro dall'Ajax, squadra di cui era capitano e che sarà uno dei nuovi perni della difesa bianconera. Difesa che si arricchisce anche con l'innesto di Merih Demiral, promettente centrale turco prelevato dal Sassuolo.

Irrobustito anche con centimetri e tecnica il reparto di centrocampo che ha accolto due arrivi internazionali come Aron Ramsey e Adrien Rabiot, entrambi prelevati a costo zero dopo essersi svincolati rispettivamente dall'Arsenal e dal Paris Saint-Germain. A questi nomi e al sopracitato Danilo, si aggiungono due vecchie conoscenze dei bianconeri come Gigi Buffon e Gonzalo Higuain. Per l'ex portiere della Nazionale si tratta di un ritorno dopo un solo anno lontano da Torino, trascorso con la maglia del PSG, mentre per l'argentino, non riscattato dal Chelsea, si tratta di una seconda vita in bianconero, dopo l’accantonamento della scorsa stagione trascorsa a metà tra Milan e Chelsea.