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Quote Milan-Lazio: le migliori scommesse

Scommesse Milan-Lazio: le quote

Milan e Lazio si affronteranno domenica 3 novembre alle 20:45 nel posticipo che chiuderà l’undicesima giornata di Serie A. La squadra di Pioli pur giocando in casa non è vista dalle quote Milan-lazio come la favorita per la vittoria di questo incontro: pesano i recenti risultati negativi ai quali neppure il cambio d’allenatore è riuscita a dare una sterzata. Per le scommesse Milan-lazio, il 2 dei biancocelesti è pagato meno rispetto all’1 del Milan. Secondo le quote Milan-lazio, esistono discrete probabilità che in questa partita entrambe le squadre segnino:il goal-goal è una buona scelta su cui puntare, mentre c’è molta più incertezza su under 2,5 e over 2,5.

Precedenti Milan-Lazio

I precedenti giocati in Serie A tra Lazio e Milan sono 154. Dando uno sguardo ai numeri, si può notare come il club rossonero sia ampiamente in vantaggio negli scontri contro i capitolini: 65 le vittorie milaniste, 19 i successi laziali, mentre sono ben 56 i pareggi.

Un bilancio deficitario per la Lazio che non cambia neanche se consideriamo soltanto le gare giocate nella Capitale: in 77 incontri è ancora una volta il Milan ad avere la meglio, dopo essersi imposto 21 volte contro le 18 vittorie della Lazio, mentre in 36 occasioni la gara è terminata in parità. A favore dei biancocelesti c’è il numero di goal realizzati, 96 contro i 91 al passivo.

Nella passata stagione Milan e Lazio si sono affrontate quattro volte. Due in campionato, due in Coppa Italia. Partiamo dalle sfide di Serie A: nel girone d’andata Lazio-Milan all’Olimpico finì 1-1: successe tutto nel secondo tempo con l’autorete di Wallace e il pari siglato da Joaquin Correa in pieno recupero. Alla 32a giornata, nel match di ritorno a San Siro, invece, s’impose il Milan con un contestato calcio di rigore trasformato da Kessié.

Le due sfide in semifinale di Coppa Italia, invece, dopo lo 0-0 dell’andata all’Olimpico, videro prevalere la Lazio che riuscì ad imporsi 0-1 nel match di ritorno alla Scala del calcio grazie a una rete firmata ancora una volta da Joaquin Correa. La squadra di Inzaghi volò poi in finale dove sconfisse l’Atalanta festeggiando la conquista della sua settima coppa nazionale. 

Milan

Nuovo anno, nuovo Milan. Archiviata la scorsa stagione in cui rossoneri sono arrivati al quinto posto in classifica con Gennaro Gattuso in panchina, i rossoneri hanno nuovamente cambiato pelle optando per un cambio in panchina. Costretti ad accettare l’esclusione dalle competizioni UEFA a causa delle violazioni relative agli obblighi imposti dal fair-play finanziario, i vertici milanisti, dopo aver detto addio a Ringhio, hanno scelto Marco Giampaolo come nuovo allenatore. Il tecnico nato in Svizzera ma originario di Giulianova ha preso le redini della prima squadra dei rossoneri dopo aver risolto il contratto che lo legava alla Sampdoria. Dopo buone stagioni in cui ha fatto parlare di sé per via del bel gioco e dell’organizzazione mostrata dalle sue squadre, Giampaolo ha avuto la prima chiamata da un club importante della sua carriera, tuttavia, la sua avventura è durata appena 7 partite.

L’ex allenatore della Sampdoria ha pagato a caro prezzo il pessimo avvio in campionato dove ha ottenuto 4 sconfitte (all’esordio con Udinese, nel derby con l’Inter, Torino e infine in casa contro la Fiorentina) e appena 3 vittorie. Nonostante il successo ottenuto rocambolescamente in casa del Genoa alla settima giornata, la dirigenza del Milan nelle persone di Boban e Maldini hanno preferito optare per l’esonero durante la sosta delle nazionali dando vita all’ennesima rifondazione tecnica degli ultimi anni che ha portato all’ingaggio dello svincolato Stefano Pioli. Anche con il nuovo tecnico, però, le cose non sono migliorate e in due partite sono arrivati un pari e una sconfitta.

Il Milan è cambiato molto anche nella sua dirigenza: in estate si è consumato il secondo addio di Leonardo che ha lasciato il ruolo di direttore tecnico per tornare al Paris Saint-Germain. Al posto del brasiliano è arrivato Frederick Massara, fino a qualche mese fa uomo mercato della Roma. In più sono stati concessi nuovi poteri a Paolo Maldini, che in un primo momento sembrava potesse abbandonare anche lui il progetto rossonero ma che alla fine è rimasto. Accanto all’ex capitano e leggenda rossonera, è stata affiancata anche una figura importante come quella di Zvonimir Boban, tornato al Milan nelle vesti di dirigente dopo tre anni di lavoro in FIFA.

La squadra ha subito diversi cambiamenti in rosa dovuti al calciomercato. Se si guarda l’organico rossonero ci sono molte differenze rispetto alla passata stagione e, anche a detta degli esperti di mercato, non è poi così semplice da decifrare quale sia il livello della squadra. Il reparto offensivo non può più puntare su Patrick Cutrone, ragazzo che era riuscito a imporsi in prima squadra dopo aver fatto tutta la trafila dalle giovanili e che invece è stato ceduto al Wolverhampton per 18 milioni di euro più bonus. Al posto dell’ex primavera è stato acquistato il promettente centravanti portoghese del Lille Rafael Leão.

Uno degli acquisti più onerosi messi a segno dai rossoneri è quello di Theo Hernandez, laterale mancino prelevato dal Real Madrid.  In difesa, inoltre, è arrivato il brasiliano Leo Duarte, prelevato dal Flamengo. Ci sono stati due innesti anche a centrocampo dove è stata acquistata la coppia di centrocampisti ‘empolesi’, composta da Rade Krunic e Ismael Bennacer. Grosse aspettative in particolare sull’algerino, laureatosi campione d’Africa da protagonista con la sua nazionale durante l’estate. Nell’ultimo giorno di mercato, infine, è stato annunciato l’accordo in prestito biennale con Ante Rebic, ala della nazionale croata.

Lazio

La Lazio è reduce da un campionato deludente in cui non è stata all'altezza delle attese di inizio stagione. I biancocelesti hanno chiuso la propria annata in Serie A piazzandosi all'ottavo posto in classifica, finendo alle spalle di Roma e Torino. A salvare quella che altrimenti sarebbe stata considerata un'annata fallimentare per una squadra che puntava dichiaratamente alla qualificazione in Champions League, c'è stato il trionfo in Coppa Italia nella finale contro l'Atalanta. Un successo che oltre a mettere in bacheca la settima coppa nazionale nella storia del club, ha garantito ai biancocelesti la qualificazione diretta alla fase a gironi di Europa League.

A pesare in maniera determinante sulla stagione poco brillante della Lazio, che soltanto l'anno precedente aveva mancato la qualificazione alla Champions soltanto per lo svantaggio negli scontri diretti con l'Inter, ha contribuito tantissimo la scarsa vena realizzativa degli attaccanti, in particolare di Ciro Immobile. Il bomber di Torre Annunziata nel campionato 2017-2018 era stato capocannoniere con Mauro Icardi realizzando 28 reti, mentre nel torneo dello scorso anno si è fermato a quota 15, quasi la metà. L'ex attaccante di Torino, Borussia Dortmund e Siviglia, non è stato il solo a rendere al di sotto delle aspettative: anche calciatori come Sergej Milinkovic-Savic e Luis Alberto hanno offerto performance non all’altezza. Il serbo - che nonostante tutto è stato eletto come miglior centrocampista della Serie A a fine torneo - ha realizzato 5 goal rispetto ai 12 della stagione passata, lo spagnolo, invece, è passato da 11 a 4 reti.

La minore produzione offensiva dei biancocelesti è stata il frutto - oltre che della cessione di un talento come Felipe Anderson al West Ham (al suo posto è arrivato il - anche di una precisa scelta di Inzaghi che ha cercato di rendere più equilibrata la squadra. Due stagioni fa, infatti, la Lazio segnava tanto (più di Napoli e Juventus) ma subiva al tempo stesso troppi goal. Alla fine, questa ricerca di equilibrio non ha pagato, perché la Lazio ha subito appena un goal in meno rispetto alla stagione precedente.  La vittoria della Coppa Italia (la settima nella storia della Lazio) e la possibilità di giocare un'altra finale, quella di Supercoppa italiana contro la Juventus, hanno reso meno amara un'annata non proprio felice.

Per la stagione appena iniziata, la tifoseria laziale spera che la propria squadra del cuore possa competere per ottenere la tanto agognata qualificazione alla Champions League e andare più in fondo possibile ad una manifestazione ugualmente importante come l'Europa League, pur consapevoli che in entrambe le competizioni la concorrenza è serratissima.

Rispetto allo scorso anno la rosa non è cambiata moltissimo: non ci sono più Basta, lasciato andare a parametro zero, sono stati ceduti i due baby portoghesi Pedro Neto e Bruno Jordao, e infine è stato lasciato partire in prestito Badelj, tornato alla Fiorentina dopo una sola stagione. A Roma, invece, sono arrivati quattro acquisti. Il più importante è sicuramente Manuel Lazzari, uno dei migliori esterni dello scorso campionato. Oltre all'ex SPAL i volti nuovi sono quelli di Denis Vavro, centrale difensivo prelevato dal Copenaghen, Jony esterno spagnolo del Malaga (ancora in attesa del transfer) e il giovane Bobby Adekanye, preso a parametro zero dalle giovanili del Liverpool. L'acquisto più importante, tuttavia, potrebbe essere la permanenza in squadra di Milinkovic, ancora in bilico fino alla fine del calciomercato.

I biancocelesti sono partiti con una convincente vittoria in casa della Sampdoria, poi hanno pareggiato un derby sfortunatissimo con la Roma (in cui hanno colpito diverse volte i legni) e infine sono caduti a Ferrara in casa della SPAL. Dopo aver perso di misura con l’Inter, la formazione di Inzaghi ha vinto col Genoa in casa e pareggiato con Bologna e Atalanta (di mezzo anche la vittoria in Europa League contro il Rennes), per poi tornare al successo in casa della Fiorentina.