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Scommesse Fiorentina-Roma scopri le quote di Eurobet

L'anticipo tra Fiorentina e Roma in programma allo stadio Artemio franchi il prossimo 20 dicembre alle 20:45 aprirà il 17º turno di Serie A. L'incontro tra viola e giallorossi secondo gli addetti ai lavori e potrebbe essere molto equilibrato. A sostegno di questa tesi basta guardare le quote Fiorentina-Roma per le scommesse su Eurobet.it: il 2 della Roma è offerto con una quota di qualche decimale più bassa rispetto a quella offerta per l'1 della Fiorentina ma la differenza è davvero minima. Più alte le quote Fiorentina-Roma per l'eventuale pareggio, risultato che non farebbe comodo a nessuna delle due squadre, bisognose di punti per scalare posizioni in classifica. Per le scommesse Fiorentina-Roma, è molto probabile l'eventuale esito goal-goal, offerto con una quota ben più bassa rispetto al no-goal. Discrete chance anche per l'over 2,5, trattandosi di due squadre votate all'attacco.

Precedenti Fiorentina-Roma

Roma e Fiorentina si sono affrontate complessivamente 160 volte nella storia del campionato di Serie A. Nel testa a testa tra le due squadre a essere in vantaggio nelle vittorie sono i giallorossi che possono vantare 52 successi. La differenza con il viola, tuttavia, non è poi così marcata poiché i toscani hanno vinto in 48 occasioni mentre sono 60 i pareggi. Se si prendono in esame esclusivamente gli 80 precedenti in casa della Fiorentina lo score è di 33 vittorie per i viola, 32 pareggi e 15 successi per la Roma.

Lo scorso anno le due squadre si sono affrontate tre volte tra campionato e Coppa Italia. Le due sfide in serie A sono terminate entrambi in parità: all'andata al franchi passa in vantaggio la Fiorentina con un rigore trasformato da Veretout (oggi alla Roma) ma i capitolini pareggiarono a pochi minuti dal termine con un goal di Florenzi. Anche al ritorno all'Olimpico i viola passarono in vantaggio con Pezzella ma poi subirono il pari di Zaniolo. Nella ripresa il copione si ripropose con il nuovo vantaggio viola siglato dall'ex romanista Gerson, e il nuovo pari giallorosso realizzato da Perotti per il definitivo 2-2.

Decisamente diverso l’epilogo dei quarti di finale di Coppa Italia: nello scontro a eliminazione diretta, giocato sempre tra le mura amiche dei viola, la Fiorentina ha causato un vero e proprio shock infliggendo alla Roma una pesantissima sconfitta. Al termine dei 90' di gioco il punteggio segnava un impensabile 7-1 per i toscani: mattatore dell'incontro uno scatenato Federico Chiesa, autore di una memorabile tripletta. A segno anche El Cholito Simeone con una doppietta, oltre a Muriel e Benassi. Per la Roma goal della bandiera segnato da Aleksandar Kolarov e un'umiliazione che prima dei viola avevano già subito da Manchester United e Bayern Monaco.

Fiorentina

Lo scorso campionato si è concluso in maniera assolutamente negativa per la Fiorentina con il club che ha raggiunto la certezza della salvezza soltanto all’ultima giornata, chiudendo al sedicesimo posto in classifica. Nel finale di stagione si sono consumate le dimissioni di Stefano Pioli, che ha abbandonato il suo incarico in contrasto con la proprietà. Al suo posto è stato richiamato Vincenzo Montella che aveva già allenato i toscani per tre stagioni dal 2012 al 2015, ottenendo tre piazzamenti al quarto posto. Neanche il ritorno dell’Aeroplanino, tuttavia, è servito a dare una svolta ai risultati della Fiorentina, chiudendo il campionato a suon di sconfitte e pareggi. Un epilogo totalmente diverso rispetto alle aspettative di inizio stagione, quando l’obiettivo fissato era il ritorno in Europa.

Le sorti della Fiorentina, tuttavia, potrebbero cambiare in meglio con l’avvento della nuova proprietà. Sul finire dello scorso campionato, infatti, il club è stato al centro di un’offerta d’acquisto da parte dell’imprenditore italo-americano Rocco Commisso (salito agli onori delle cronache per aver già provato a rilevare il Milan, un paio di stagioni fa). La proposta del proprietario del colosso delle telecomunicazioni Mediacom ha fatto vacillare la famiglia Della Valle che dopo 17 anni al comando della Fiorentina (gli ultimi dei quali trascorsi in clima di aperta contestazione da parte della maggior parte del tifo) ha scelto di passare la mano e cedere la società. L’ACF Fiorentina, dunque, ha cambiato proprietà dopo 17 anni.

Al suo arrivo a Firenze, Commisso, emigrato negli Stati Uniti d’America quando aveva appena 9 anni insieme alla famiglia originaria di Marina di Gioiosa Jonica in Calabria, è stato accolto trionfalmente dal popolo viola. L’entusiasmo è stato generato soprattutto dalla promessa di non vendere il gioiello Federico Chiesa, che la stampa sportiva voleva già promesso agli eterni rivali della Juve, e dai proclami relativi al voler fare della Fiorentina un club che possa lottare per obiettivi importanti. Il rafforzamento di una squadra passa ovviamente per il mercato e da questo punto di vista i viola andavano quasi rifondati.

In porta non c’è più Lafont: Montella ha deciso di puntare su Dragowski, rientrato dopo 6 mesi all’Empoli. Sono stati ceduti anche Vitor Hugo e Jordan Veretout, finiti al Palmeiras e alla Roma. Mentre il brasiliano non è ancora stato rimpiazzato, a centrocampo è arrivato Milan Badelj, tornato a Firenze dopo una sola stagione alla Lazio. Doppio colpo in entrata dal Sassuolo dal quale sono stati prelevati Kevin-Prince Boateng e Pol Lirola: suggestivo in particolar modo l’innesto del ghanese, reduce da 6 mesi da comprimario al Barcellona e pronto a rilanciarsi in viola. Importante anche la cifra spesa per l’acquisto del laterale spagnolo campione d’Europa under 21, a cui verrà affidata la fascia destra. Un altro acquisto importante è quello di Erick Pulgar, mediano della nazionale cilena preso dopo quattro stagioni con la maglia del Bologna. Negli ultimi giorni di mercato Commisso ha stupito tutti mettendo a segno un colpaccio con l’ingaggio di Franck Ribéry, ex stella del Bayern Monaco e della nazionale francese. Oltre al campione transalpino, sono arrivati in viola anche l’interista Dalbert, lo svincolato Caceres e il giovane attaccante brasiliano Pedro.

Dopo aver ottenuto soli due punti nelle prime quattro giornate (2 sconfitte e 2 pari), la Fiorentina ha trovato la sua prima vittoria contro la Samp alla quinta giornata e da quel momento ha inanellato altri due successi, battendo Milan e Udinese. Dopo il pari in casa del Brescia, la Fiorentina ha perso con la Lazio, vinto in casa del Sassuolo e pareggiato col Parma fino a subire quattro brutte sconfitte di fila contro Cagliari, Verona, Lecce e Torino.

Roma

La scorsa stagione è stata molto deludente per la Roma. I giallorossi - all'inizio del campionato - erano considerati una pretendente per un piazzamento in Champions e qualcuno credeva addirittura potessero inserirsi in una corsa a tre con Juventus e Napoli per lo Scudetto. Dopo poche giornate di campionato contraddistinte da risultati altalenanti, tuttavia, era abbastanza chiaro che la stagione avrebbe preso un'altra piega. Il sodalizio giallorosso, privato di vari giocatori che costituivano la spina dorsale della rosa come Alisson, Strootman e Nainggolan, ha faticato moltissimo e anche l'inserimento dei nuovi non è stato del tutto positivo (se Cristante si è ben adattato, non si può dire lo stesso di N'Zonzi, Pastore e il portiere Olsen).

L'unica nota lieta è stato l'improvviso exploit di Nicolò Zaniolo, ottenuto nell'ambito dello scambio con l'Inter in cui sono stati inseriti anche Nainggolan e Santon. La stagione della Roma è iniziata a precipitare dall'inizio del girone di ritorno in poi: concluso il girone di andata al quinto posto i giallorossi sono stati eliminati ai quarti di finale con un imbarazzante 7-1 rimediato dalla Fiorentina, successivamente le cose si sono complicate anche in Champions League. La Roma che era riuscita a qualificarsi agli ottavi di finale classificandosi seconda dopo il Real Madrid è stata eliminata dal Porto, con i lusitani in grado di ribaltare nel ritorno la sconfitta dell'andata. L'eliminazione dalla Champions è stata fatale per Di Francesco che è stato poi esonerato e rimpiazzato con Claudio Ranieri. L'artefice del miracolo-Leicester, grandissimo tifoso della Roma ha guidato il club fino al termine del campionato chiudendo al sesto posto con la qualificazione ai preliminari di UEFA Europa League, poi tramutata in qualificazione diretta per via della rinuncia alla partecipazione del Milan.

La Roma ad ogni modo non ha vissuto momenti complicati esclusivamente sul campo: quasi nello stesso periodo si è consumato il doppio addio di Totti e De Rossi. Il Pupone, ritiratosi ormai da un paio d'anni ha abbandonato la sua carica di dirigente in aperto contrasto con Pallotta, contestando al club di non avergli mai consentito di dire la propria o avere influenza sui processi decisionali tanto in sede di mercato, quanto nella scelta dell'allenatore. Capitan Futuro, invece, è stato lasciato andar via senza che gli fosse rinnovato il contratto dopo 18 stagioni da professionista con la maglia della Roma e pur di non indossare un'altra maglia ha scelto di ripartire dall'altra parte del mondo, firmando con il Boca Juniors.

In estate, il nuovo ds dei giallorossi Gianluca Petrachi ha operato l'ennesima rivoluzione: oltre a Manolas, protagonista di uno scambio col Napoli in cui è arrivato Diawara, sono stati ceduti Luca Pellegrini alla Juve (in cambio è arrivato Spinazzola), El Shaarawy in Cina e 'pesi morti' come Marcano e Gerson. Via in prestito anche Karsdorp e Nzonzi. I volti nuovi a Trigoria sono quelli del portiere spagnolo Pau Lopez, prelevato dal Betis Siviglia per rimpiazzare Olsen, Gianluca Mancini, centrale difensivo preso dall'Atalanta, e Jordan Veretout dalla Fiorentina. Preso anche il difensore turco Çetin. Resta a Roma Dzeko, che ha rinnovato nonostante il lungo corteggiamento dell'Inter.