quote scommesse Torino-Juventus

Quote Juventus -Torino: le migliori scommesse

Il derby Juventus-Torino in programma il 4 luglio alle 17:15 all'Allianz Stadium di Torino, inaugurerà la 30ª giornata di campionato. La Juventus arriva alla stracittadina da prima in classifica e determinata a vincere per mantenere inalterato il distacco sulla Lazio, il Toro, invece, ci arriva dopo essere stato sconfitto proprio dai biancocelesti. Secondo le quote Juventus-Torino su Eurobet.it, il pronostico del match pende tutto dalla parte dei bianconeri: l'1 viene infatti offerto a 1,30, mentre il 2 dei granata paga a 9,80. Per le scommesse Juventus-Torino, è alta anche la quota offerta per il pareggio, bancato a 5,30.

Secondo le quote di Juventus-Torino, esistono buone probabilità che il match termini con esito over 2,5, quotato a 1,62. Ottime chance anche per il no gol, offerto a 1,65.

Precedenti Juventus -Torino

Il derby di Torino, noto anche come derby della Mole (monumento simbolo della città torinese), è la prima stracittadina del calcio italiano nonché il più antico incontro tra squadre con sede nella stessa città tuttora disputato. I precedenti in campionato tra le due squadre sono in totale 177 e vedono in vantaggio la Juventus con 77 vittorie, rispetto alle 51 del Torino, mentre sono 49 le gare terminate con un risultato di parità.

L’ultimo incrocio in ordine di tempo tra le due squadre risale al derby d’andata giocato all’Olimpico Grande Torino: era il 2 novembre 2019 e la Juventus vinse con il risultato di 0-1 grazie alla rete messa a segno da De Ligt a 20 minuti dalla fine.

L'ultima vittoria in serie A della Juventus in un derby in casa contro il Torino risale al 23 settembre 2017, quando la formazione bianconera si impose con il risultato di 4-0: in quella sfida andarono a segno Dybala, con una doppietta tra primo e secondo tempo, Pjanic e Alex Sandro.

Per trovare l'ultimo successo del Torino in casa della Juventus, invece, bisogna andare indietro di ben 25 anni: tanto è trascorso dal quel 9 aprile 1995 in cui i granata espugnarono il Delle Alpi grazie a una doppietta realizzata da Ruggiero Rizzitelli. La rete della Juve, invece, fu frutto di un autogol di Maltagliati.

Juventus

Collezionati ben otto scudetti di fila (segnando il record italiano) nelle ultime otto stagioni la Juventus ha intrapreso un nuovo corso, finalizzato a non far sedere su stessa la squadra: la dirigenza bianconera, infatti, dopo il titolo dell'anno scorso ha optato per l'affidamento della guida tecnica a Maurizio Sarri dopo aver detto addio anticipatamente a Massimiliano Allegri, artefice degli ultimi cinque titoli della Vecchia Signora, che aveva ancora un altro anno di contratto. La scelta dell'ex tecnico del Napoli, reduce dall’Europa League vinta nella sua unica stagione alla guida del Chelsea, è stata il frutto di una valutazione precisa da parte dei vertici bianconeri: nonostante le vittorie ripetute tra i confini italiani, alla Juve è spesso stata mossa la critica di privilegiare soltanto il risultato senza tenere eccessivamente conto del bel gioco. Maurizio Sarri è stato ritenuto l'uomo ideale per via del lavoro fatto nel suo triennio a Napoli, un arco di tempo in cui la formazione partenopea si esprimeva a meraviglia, come se recitasse uno spartito.

All'ex bancario, dunque, il compito di plasmare la nuova identità tattica dei bianconeri. Una mansione tutt'altro che semplice, se si considera che lo stile di gioco di Sarri è in tutto e per tutto differente da quello di Allegri. Ad ogni modo, la maggior parte dei dubbi e delle perplessità sul nuovo tecnico, che ad alcuni non piace poiché gli contestano la mancanza di un imprecisato stile Juve, è stato allontanato già dopo le prime giornata di campionato grazie a vittorie importanti come quelle ottenute proprio col Napoli e con l’Inter. Risultati per nulla scontati, anche se in molti li ritengono normali per una squadra come la Juve che può contare su campioni del calibro di Cristiano Ronaldo e altri top player in ogni zona del campo. L'apprendimento dei movimenti di Sarri procede di giornata in giornata. Certo qualche neo, come la finale di Coppa Italia persa ai rigori proprio col Napoli, resta, ma la Juve prima in classifica è ancora in corsa per il nono scudetto consecutivo e per la Champions.

Rispetto allo scorso anno, la Juve affidata a Sarri non è cambiata moltissimo nell'organico: da Torino sono andati via João Cancelo, ceduto al Manchester City nell’ambito dello scambio con Danilo più conguaglio di 28 milioni di euro, e Moise Kean, venduto all'Everton per una cifra che con i bonus si aggira attorno ai 30 milioni di euro. Venduto anche Leonardo Spinazzola, al centro di uno scambio col romanista Luca Pellegrini (a sua volta ri-prestato al Cagliari). Tanti soldi spesi per Matthjis de Ligt, costato 70 milioni di euro dall'Ajax, e destinato a diventare la nuova colonna della difesa bianconera, insieme a Merih Demiral, centrale turco prelevato dal Sassuolo. Cresciuta la qualità a centrocampo con gli innesti di due svincolati di lusso come Aron Ramsey e Adrien Rabiot, presi dopo la fine delle esperienze con Arsenal e Paris Saint-Germain. Tornati in bianconero anche Gigi Buffon e Gonzalo Higuain, entrambi nuovamente a Torino dopo una stagione trascorsa lontano (Buffon al PSG, Higuain tra Milan e Chelsea).

Torino

Finito lo scorso campionato al settimo posto, il Torino ha ugualmente conquistato l’ammissione ai preliminari di Europa League dopo la decisione presa dall'UEFA nei confronti del Milan, escluso dalle competizioni europee per il mancato rispetto dei parametri del fair play finanziario. Molto rapidamente, dunque, il club granata ha dovuto rivedere i propri piani in vista dei preliminari, anticipando le date del ritiro e iniziando la preparazione prima del previsto. Per il Torino si è trattato di un ritorno al calcio internazionale dopo ben quattro stagioni d'assenza, ma purtroppo il sogno è durato ben poco. Battuti avversari abbordabili come il Debrecen e il Šachcër Salihorsk, la squadra di Walter Mazzarri si è qualificata al preliminare per l’ammissione alla fase a gironi di Europa League contro il Wolverhampton. Contro gli inglesi, però, non c’è stato nulla da fare: a Torino è finita 2-3 per i Wolves che si sono imposti anche nel match di ritorno vincendo 2-1, con la conseguente eliminazione dei granata.

Sul mercato, il ds Massimo Bava che ha preso il posto di Gianluca Petrachi, finito alla Roma, ha lavorato in particolar modo al riscatto delle pedine prese in prestito nello scorso campionato e che si erano ben integrate in maglia granata. A godere del riscatto sono stati quattro calciatori: Cristian Ansaldi (riscattato dall'Inter), Koffi Djidji (dal Saint-Etienne), Ola Aina (dal Chelsea) e Simone Zaza (dal Valencia). Ci sono poi da registrare i ritorni in squadra di Lyanco, che aveva giocato l'ultima stagione nel Bologna, e di Kevin Bonifazi, dopo il buon campionato con la Spal. Il colpo più importante di questa sessione di mercato della squadra di Urbano Cairo è stato Simone Verdi, acquistato dal Napoli nell’ultimo giorno di mercato per una cifra che arriverà a 25 milioni di euro.

Nonostante l'eliminazione in Europa League, il campionato del Torino era iniziato in maniera tutto sommato positiva con le vittorie a scapito di Sassuolo e Atalanta. Al rientro dalla pausa, tuttavia, la squadra non è riuscita a confermarsi: dalla 3ª alla 11ª giornata i granata hanno ottenuto una sola vittoria (contro il Milan), uscendo sconfitti dalle sfide contro Lecce, Sampdoria, Parma, Udinese, Lazio, e Juventus, risultati che hanno prodotto una contestazione all'indirizzo di società e squadra con striscioni contro il patron Urbano Cairo. Il 2019 si è chiuso con una sconfitta interna contro la SPAL in uno stadio Olimpico privo della tifoseria organizzata. Nella partita contro l'Atalanta del 25 gennaio 2020, il Torino ha subito la peggior sconfitta in casa della propria storia perdendo per 0-7.

Nei successivi due incontri di campionato, in casa del Lecce (4-0) e a Torino contro la Sampdoria (1-3), la squadra subisce altri 7 gol, portando il totale di reti incassate in tre partite a 14, il peggior passivo in tre incontri dal gennaio 1959. La sconfitta contro i salentini costa inoltre la panchina al tecnico Walter Mazzarri, sostituito il 4 febbraio 2020 dall'ex calciatore granata Moreno Longo. Anche con il nuovo tecnico, tuttavia, la musica non è cambiata: in 7 incontri, Longo ha perso 5 partite (contro Samp, Milan, Napoli, Cagliari e Lazio), ottenendo soltanto 4 punti, frutto di 1 vittoria con l'Udinese e un pari con il Parma.