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Sabato 2 novembre 2019 alle 20:45, lo stadio Grande Torino ospiterà il derby tra Torino e Juventus, valevole per l’undicesima giornata di Serie A 2019-2020. Per la stracittadina torinese, secondo le scommesse Torino-Juventus, è favorita la formazione bianconera: il 2 della Juventus è offerto a una quota allettante allettante. Le quote Torino-Juventus che prevedono l’eventuale vittoria dei padroni di casa, invece, presentano una proposta di gioco decisamente più elevata. Grande incertezza sulle scommesse Torino-Juventus relative alle situazioni di goal-goal, no-goal, under 2,5 e over 2,5.

Precedenti Torino-Juventus

Il derby di Torino, conosciuto anche come derby della Mole (in riferimento alla Mole Antonelliana, simbolo architettonico della città torinese), è la prima stracittadina del calcio italiano nonché il più antico incontro tra squadre con sede nella stessa città tuttora disputato. I precedenti in campionato sono in totale 176 e vedono in vantaggio la Juventus con 76 vittorie, rispetto alle 51 del Torino, mentre sono 49 le gare terminate con un risultato di parità.

Nello scorso campionato, la gara d’andata in casa del Torino fu vinta dalla Juventus con un rigore trasformato da Cristiano Ronaldo a 20’ dalla fine, mentre al ritorno allo Stadium finì 1-1 con reti di Lukic e ancora una volta del fenomeno portoghese.

Il podio dei migliori marcatori nel Derby di Torino è occupato dallo juventino Giampiero Boniperti, autore di 14 reti nel corso della sua carriera. Al secondo posto c’è Guglielmo Gabetto che ha vestito entrambe le maglie realizzando 12 reti (7 con la Juventus, 5 con il Torino). Al terzo posto, invece, c’è Paolino Pulici, miglior marcatore della storia del Torino, autore di 9 goal nella stracittadina.

Il goal più rapido nella storia di questa partita porta la firma di Valentino Mazzola che il 18 giugno del 1944 segnò dopo appena un giro di lancette. Nel 1988 il derby tra Juventus e Torino fu giocato per ben 6 volte (record in un anno solare): 3 di Serie A, 2 di Coppa Italia e 1 di spareggio per l'ammissione alla Coppa UEFA. La peggiore striscia negativa nei derby tra Torino e Juventus è dei granata che dal 3 dicembre 1995 al 30 novembre 2014 persero ben 17 gare.

Nonostante la grande rivalità bianconeri e granata, nella loro storia hanno giocato ben 18 partite amichevoli a ranghi misti (con una selezione di elementi dei due club, opposta a una diversa formazione rivale): gran parte di queste partite ebbero luogo tra il 1910 e il 1930, mentre l'ultima volta accadde il 31 maggio 1990, in occasione dell'inaugurazione dello stadio delle Alpi per i campionati del mondo ’90. 

Torino

Pur concludendo la scorsa stagione al settimo posto, un piazzamento che lo escludeva dalla qualificazione europea, il Torino ha conquistato l’ammissione ai preliminari di Europa League sub-iudice dopo che l'UEFA ha punito il Milan con l'esclusione dal torneo per il mancato allineamento della società rossonera ai parametri del fair play finanziario.  Il club del presidente Urbano Cairo si è trovato costretto a dover rivedere in fretta i propri piani per l'estate in vista dei preliminari, anticipando le date del ritiro e iniziando la preparazione prima del previsto. Per il Torino si è trattato di un ritorno al calcio internazionale dopo ben quattro stagioni d'assenza, ma purtroppo il sogno è durato ben poco.

La squadra di Walter Mazzarri ha debuttato nel secondo turno delle qualificazioni di UEFA Europa League, rilevando il posto conquistato sul campo dalla Roma (direttamente ammessa alla fase a gironi dopo la rinuncia del Milan il ripescaggio dei torinesi). Il primo avversario contro cui ha dovuto vedersela la formazione piemontese è stato il Debrecen. All'andata, giocata in casa, il Toro ha sconfitto gli ungheresi 3-0, mentre al ritorno la formazione granata si è imposta in trasferta 1-4, passando il turno con un punteggio totale di 7-1. Nell'andata del terzo turno, invece, a cadere sotto i colpi dei piemontesi sono stati i bielorussi del Šachcër Salihorsk.

Il match d'andata ha visto la squadra di Mazzarri imporsi in casa con un sonoro 5-0 frutto di una doppietta di Belotti e dei goal di Izzo, De Silvestri e Bonifazi. Al ritorno a Minsk, invece, il match è terminato con un pareggio ininfluente: al pari di Zaza a 10' dalla fine ha risposto una rete realizzata su calcio di rigore da Yanush allo scadere. Il Torino così si è qualificato per il playoff per l’ammissione alla fase a gironi di Europa League contro gli inglesi del Wolverhampton, contro i quali non c’è stato nulla da fare. A Torino è finita 2-3 per i Wolves che si sono imposti anche nel match di ritorno vincendo 2-1, con la conseguente estromissione dei granata.

Sfumato l’accesso all’Europa League, il timore dei tifosi del Toro era che non arrivasse più nessun acquisto. Il club piemontese, infatti, con il nuovo direttore sportivo Massimo Bava (promosso dal settore giovanile dopo che Petrachi si è accasato alla Roma) si è prodigato in particolar modo per portare a termine il riscatto di quattro calciatori granata che erano stati presi in prestito nella scorsa stagione e che avevano ben figurato nell’arco di tutto il campionato: Cristian Ansaldi (dall'Inter), Koffi Djidji (dal Saint-Etienne), Ola Aina (dal Chelsea) e Simone Zaza (dal Valencia). Possono essere considerati alla stregua di nuovi acquisti due giocatori che sono tornati a far parte in pianta stabile della rosa torinista dopo essere rientrati dai prestiti della scorsa stagione come Lyanco, tornato dal Bologna, e Kevin Bonifazi, tornato alla base dopo il campionato vissuto da protagonista con la SPAL.

Alla fine, Cairo si è regalato un colpo a effetto nonostante l’esclusione dai gironi UEFA, acquistando Simone Verdi dal Napoli nell’ultimo giorno di mercato per una cifra che arriverà a 25 milioni di euro. Nelle prime giornate di campionato il Torino è partito in maniera abbastanza positiva, cogliendo due successi di fila contro Sassuolo e Atalanta. Una striscia positiva interrotta soltanto dall’inaspettato passo falso in casa contro il Lecce. Poi ancora un ko contro la Samp e con il Parma, inframezzato dalla vittoria sul Milan. Negli ultimi tre turni due pari con Napoli e Cagliari, intervallati dalla sconfitta con l’Udinese.

Juventus

La Juventus che si appresta a disputare la nuova stagione è avvolta da un misto di curiosità e scetticismo. Dopo essersi laureata campione d'Italia per l'ottava stagione di fila la Vecchia Signora ha scelto di cambiare radicalmente volto interrompendo consensualmente il contratto con Massimiliano Allegri, allenatore artefice degli ultimi cinque scudetti, per ingaggiare Maurizio Sarri. La scelta è ricaduta sull’ex tecnico del Napoli, reduce da un terzo posto in Premier League e dall’Europa League vinta con il Chelsea, poiché è ritenuto come colui che può cambiare l’identità tattica dei bianconeri. Il passaggio di consegne tra Allegri e Sarri, infatti, è il frutto di una precisa scelta della società piemontese. Nelle ultime stagioni la Juve ha dominato in Italia ma ha faticato molto a imporsi in Europa anche per via della mancanza di gioco. Il club sta dunque passando una filosofia di gioco estremamente pragmatica come quella dell'ex tecnico di Cagliari e Milan, al fraseggio elaborato di stampo sarriano, ribattezzato Sarri-ball dai giornalisti di oltremanica.

Se almeno all’inizio pareva aleggiare più di qualche perplessità su come la squadra avrebbe accolto i dettami tattici del nuovo allenatore, le prime giornate di campionato hanno evidenziato una Juve vincente sia col Parma sia col Napoli (una delle principali rivali nella lotta scudetto) e in particolare contro i partenopei si sono già visti i primi sprazzi della nuova filosofia di gioco. Ad ogni modo, a certificare la grandezza della Juventus, è stata soprattutto la vittoria in casa dell’Inter allenata dall’ex Antonio Conte, squadra che fino a quel momento era l’unica compagine imbattuta e a punteggio pieno in Serie A. La Juve in fondo può contare su campioni del calibro di Cristiano Ronaldo e altri top player in ogni settore del campo e dunque l'apprendimento dei movimenti di Sarri non sta risultando poi così problematico.

La Juve 2019-2020, ad ogni modo, non sarà una squadra diversa soltanto per via del cambio alla guida tecnica. Il calciomercato estivo, infatti, ha prodotto diversi cambiamenti nel roster bianconero. Ad esempio non fa più parte della formazione Andrea Barzagli, membro storico del trio composto insieme a Bonucci e Chiellini, conosciuto come BBC: il difensore campione del mondo con la nazionale azzurra ha appeso gli scarpini al chiodo.

Le cessioni invece hanno riguardato João Cancelo, ceduto al Manchester City (scambio con Danilo più conguaglio di 28 milioni di euro) e Moise Kean, venduto all'Everton per una cifra che con i bonus si aggira attorno ai 30 milioni di euro. Venduto anche Spinazzola, rientrato nell'affare che ha portato a Torino il romanista Luca Pellegrini (a sua volta ri-prestato al Cagliari). Il volto nuovo più importante alla Continassa è sicuramente quello di Matthjis de Ligt, prelevato per 70 milioni di euro dall'Ajax, squadra di cui era capitano e che sarà uno dei nuovi perni della difesa bianconera. Difesa che si arricchisce anche con l'innesto di Merih Demiral, promettente centrale turco prelevato dal Sassuolo.

Irrobustito anche con centimetri e tecnica il reparto di centrocampo che ha accolto due arrivi internazionali come Aron Ramsey e Adrien Rabiot, entrambi prelevati a costo zero dopo essersi svincolati rispettivamente dall'Arsenal e dal Paris Saint-Germain. A questi nomi e al sopracitato Danilo, si aggiungono due vecchie conoscenze dei bianconeri come Gigi Buffon e Gonzalo Higuain. Per l'ex portiere della Nazionale si tratta di un ritorno dopo un solo anno lontano da Torino, trascorso con la maglia del PSG, mentre per l'argentino, non riscattato dal Chelsea, si tratta di una seconda vita in bianconero, dopo l’accantonamento della scorsa stagione trascorsa a metà tra Milan e Chelsea.