Quote Atalanta - Juventus: le migliori scommesse

Quote Atalanta-Juventus: scopri le migliori scommesse

Subito dopo la sosta per gli impegni delle nazionali la Serie A tornerà in campo con l’anticipo della 13^ giornata di Serie A tra Atalanta e Juventus, in programma allo Stadio Atleti Azzurri di Bergamo il 23 novembre 2019 alle 14. Per la sfida tra le due formazioni italiane impegnate in Champions League, le quote Atalanta-Juventus di Eurobet.it tendono a mantenere un orientamento molto prudente, come testimoniato dalle quote molto simili tra loro. Il 2 della Juventus viene offerto con la quota più bassa, a 2,40, ma l’1 dell’Atalanta, secondo le scommesse Atalanta-Juventus, paga a 2,95, soltanto qualche decimale in più rispetto al successo dei bianconeri. L’eventuale risultato di parità è offerto a 3,40. Secondo le quote Atalanta-Juventus esistono buone possibilità che la gara riservi goal e spettacolo: il goal-goal è quotato a 1,62, mentre l’over 2,5 è bancato a 1,75.

 

Precedenti Atalanta-Juventus

Atalanta e Juventus si sono affrontate complessivamente 114 volte nel campionato di Serie A. Nel testa a testa tra le due squadre sono nettamente in vantaggio i bianconeri che hanno vinto 64 incontri. Il bottino dell’Atalanta, invece, è abbastanza magro: solo 11 i successi dei bergamaschi contro la Vecchia Signora, mentre in 39 occasioni l’incontro è terminato con il risultato di parità. Il bilancio degli orobici non è favorevole neanche per quanto riguarda i confronti giocati tra le mura amiche: in 57 precedenti solo 7 vittorie, al netto di 26 sconfitte e 24 pareggi. I bianconeri sono in vantaggio anche per quanto riguarda il numero di goal segnati: 211 contro i 92 dell’Atalanta.

Nello scorso campionato entrambe le sfide sono terminate in parità. Nella gara d’andata a Bergamo la sfida finì 2-2: la Juve passò in vantaggio con un’autorete di Djimsiti ma l’Atalanta ribaltò il punteggio con una doppietta di Duvan Zapata. Alla fine Cristiano Ronaldò segnò la rete del pareggio. Nel match di ritorno a Torino, invece, fu l’Atalanta a portarsi in vantaggio con una rete di Ilicic nel primo tempo, pareggiata a 10’ dalla fine dallo juventino Mario Mandzukic.

Atalanta e Juve nella passata stagione si sono affrontate anche ai quarti di finale di Coppa Italia in gara secca all’Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo: in quell’occasione la squadra di Gasperini iniziò la cavalcata che l’avrebbe portata a giocarsi la finale con la Lazio, vincendo 3-0 contro i bianconeri. In vantaggio con Castagne, i nerazzurri legittimarono il proprio successo con la doppietta di Duvan Zapata.

Atalanta

Nello scorso campionato di Serie A l'Atalanta ha fatto divertire tutti gli appassionati di calcio con il suo gioco spettacolare e ha meritatamente ottenuto il terzo posto in classifica guadagnando il suo primo storico accesso alla UEFA Champions League. Si può avere un'idea dell'impresa compiuta dalla squadra allenata da Gian Piero Gasperini - tecnico che ha ulteriormente certificato il suo status di grande allenatore (è stato cercato con insistenza dalla Roma, che cercava un nuovo tecnico con cui rifondare ma ha resistito all'offerta di una big pur di disputare la Champions con la sua creatura) - semplicemente confrontando il budget dei bergamaschi con quello dell'Inter, preceduta in classifica grazie al favore degli scontri diretti.

Eppure, il campionato dei bergamaschi non era partito bene, anzi. Dopo un avvio positivo in Serie A, la Dea è uscita al preliminare di UEFA Europa League, sconfitta ai rigori al termine del doppio confronto con il Copenaghen. Il mancato accesso alla competizione si era tradotto in delusione che aveva dato origine a una lunga serie di partite senza vittoria. Da un certo momento in poi, tuttavia, la squadra di Gasperini ha ripreso a marciare inanellando una serie di risultati utili e piazzando vittorie pesanti, trascinata da un incontenibile Duvan Zapata (il colombiano si è piazzato al secondo posto della classifica marcatori con 23 centri, alle spalle del capocannoniere Fabio Quagliarella, autore di 26 goal). Verso la fine del campionato l'Atalanta ha avuto il merito di riuscire a rimanere in corsa per due obiettivi importanti come Champions League ed Europa League. Le incertezze di Inter, Roma, Milan e Lazio hanno fatto il resto: grazie alla continuità e al vantaggio negli scontri diretti i bergamaschi sono finiti davanti all'Inter, giunta a pari punti (69) in classifica conquistando uno storico terzo posto. 

Una stagione già memorabile si sarebbe potuta arricchire ancor di più con la conquista della Coppa Italia, competizione in cui l'Atalanta è stata protagonista di una cavalcata che l'ha vista eliminare in serie Cagliari, Juventus (sconfitta a Bergamo con un roboante 3-0) e Fiorentina, e piegarsi soltanto alla Lazio (0-2, goal di Milinkovic e Correa) nella finale dell'Olimpico di Roma. L'amarezza per la mancata seconda Coppa Italia della propria storia (l'unica fu vinta nella stagione 1962-63 battendo in finale il Torino), tuttavia, è stata cancellata qualche giorno più tardi con la qualificazione in Champions.

In virtù della qualificazione alla competizione per club più importante d'Europa gli occhi di tifosi e addetti ai lavori si sono soffermati sulla ricerca di rinforzi di peso per affrontare una competizione in cui è fondamentale l'esperienza. Il primo acquisto importante dell'Atalanta è stato Luis Muriel, reduce da un campionato giocato a metà tra Siviglia e Firenze. Il colombiano è costato circa 15 milioni di euro. Poi c'è stato un importante investimento a centrocampo con l'acquisto dell'ucraino Ruslan Malinovskyi dai belgi del Genk per il quale sono stati spesi quasi 14 milioni di euro. Dopo la toccata e fuga di Martin Skrtel, tesserato e poi rilasciato, in difesa è arrivato l’ex romanista Simon Kjær.

Mentre in campionato il rendimento dell'Atalanta è tutto sommato positivo in linea con i risultati dello scorso anno (la squadra è quinta a -2 dal terzo posto), non si può dire lo stesso per la Champions League dove la squadra di Gasperini ha perso le prime tre partite, ottenendo un solo punto nella gara di ritorno col Manchester City. 

Juventus

Dopo essersi laureata campione d'Italia per l'ottava stagione di fila la Juventus ha scelto di cambiare volto interrompendo il rapporto lavorativo con Massimiliano Allegri, allenatore artefice degli ultimi cinque scudetti, per ingaggiare Maurizio Sarri. La scelta è ricaduta sull’ex tecnico del Napoli, reduce da un terzo posto in Premier League e dall’Europa League vinta con il Chelsea, poiché è ritenuto come colui che può cambiare l’identità tattica dei bianconeri, spesso tacciati di non avere un fraseggio armonico. Il passaggio di consegne tra Allegri e Sarri, infatti, è il frutto di una precisa scelta della società piemontese. Nelle ultime stagioni la Juve ha dominato in Italia ma ha faticato molto a imporsi in Europa anche per via della mancanza di gioco. Il club sta dunque passando una filosofia di gioco estremamente pragmatica come quella dell'ex tecnico di Cagliari e Milan, al fraseggio elaborato di stampo sarriano, ribattezzato Sarri-ball dai giornalisti di oltremanica. 

Se almeno all’inizio pareva aleggiare più di qualche perplessità su come la squadra avrebbe accolto i dettami tattici del nuovo allenatore, le prime giornate di campionato hanno evidenziato una Juve vincente sia col Parma sia col Napoli (una delle principali rivali nella lotta scudetto) e in particolare contro i partenopei si sono già visti i primi sprazzi della nuova filosofia di gioco. Ad ogni modo, a certificare la grandezza della Juventus, è stata soprattutto la vittoria in casa dell’Inter allenata dall’ex Antonio Conte, squadra che fino a quel momento era l’unica compagine imbattuta e a punteggio pieno in Serie A. La Juve in fondo può contare su campioni del calibro di Cristiano Ronaldo e altri top player in ogni settore del campo e dunque l'apprendimento dei movimenti di Sarri non sta risultando poi così problematico.

La Juve 2019-2020, ad ogni modo, non sarà una squadra diversa soltanto per via del cambio alla guida tecnica. Il calciomercato estivo, infatti, ha prodotto diversi cambiamenti nel roster bianconero. Ad esempio, non fa più parte della formazione Andrea Barzagli, membro storico del trio composto insieme a Bonucci e Chiellini, conosciuto come BBC: il difensore campione del mondo con la nazionale azzurra ha appeso gli scarpini al chiodo.

Le cessioni invece hanno riguardato João Cancelo, ceduto al Manchester City (scambio con Danilo più conguaglio di 28 milioni di euro) e Moise Kean, venduto all'Everton per una cifra che con i bonus si aggira attorno ai 30 milioni di euro. Venduto anche Spinazzola, rientrato nell'affare che ha portato a Torino il romanista Luca Pellegrini (a sua volta ri-prestato al Cagliari). Il volto nuovo più importante alla Continassa è sicuramente quello di Matthjis de Ligt, prelevato per 70 milioni di euro dall'Ajax, squadra di cui era capitano e che sarà uno dei nuovi perni della difesa bianconera. Difesa che si arricchisce anche con l'innesto di Merih Demiral, promettente centrale turco prelevato dal Sassuolo.

Irrobustito anche con centimetri e tecnica il reparto di centrocampo che ha accolto due arrivi internazionali come Aron Ramsey e Adrien Rabiot, entrambi prelevati a costo zero dopo essersi svincolati rispettivamente dall'Arsenal e dal Paris Saint-Germain. A questi nomi e al sopracitato Danilo, si aggiungono due vecchie conoscenze dei bianconeri come Gigi Buffon e Gonzalo Higuain. Per l'ex portiere della Nazionale si tratta di un ritorno dopo un solo anno lontano da Torino, trascorso con la maglia del PSG, mentre per l'argentino, non riscattato dal Chelsea, si tratta di una seconda vita in bianconero, dopo l’accantonamento della scorsa stagione trascorsa a metà tra Milan e Chelsea.