quote scommesse Milan-Torino

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Torino

Il Torino ha concluso la scorsa stagione al settimo posto. Nonostante la classifica escludesse i granata dalla qualificazione europea, l’ammissione ai preliminari di Europa League è arrivata sub-iudice dopo che l'UEFA ha punito il Milan con l'esclusione dal torneo per il mancato allineamento della società rossonera ai parametri del fair play finanziario. La società del presidente Urbano Cairo, dunque, ha dovuto rivedere in fretta i propri piani per l'estate in vista dei preliminari, anticipando le date del ritiro e iniziando la preparazione prima del previsto. Per il Torino si è trattato di un ritorno al calcio internazionale dopo ben quattro stagioni d'assenza, ma purtroppo il sogno è durato poco.

La squadra di Walter Mazzarri ha debuttato nel secondo turno delle qualificazioni di UEFA Europa League, rilevando il posto conquistato sul campo dalla Roma (direttamente ammessa alla fase a gironi dopo la rinuncia del Milan il ripescaggio dei torinesi). Il primo avversario contro cui ha dovuto vedersela la formazione piemontese è stato il Debrecen. All'andata, giocata in casa, il Toro ha sconfitto gli ungheresi 3-0, mentre al ritorno la formazione granata si è imposta in trasferta 1-4, passando il turno con un punteggio totale di 7-1. Nell'andata del terzo turno, invece, a cadere sotto i colpi dei piemontesi sono stati i bielorussi del Šachcër Salihorsk. Il match d'andata ha visto la squadra di Mazzarri imporsi in casa con un sonoro 5-0 frutto di una doppietta di Belotti e dei goal di Izzo, De Silvestri e Bonifazi. Al ritorno a Minsk, invece, il match è terminato con un pareggio ininfluente: al pari di Zaza a 10' dalla fine ha risposto una rete realizzata su calcio di rigore da Yanush allo scadere. Il Torino così si è qualificato per il playoff per l’ammissione alla fase a gironi di Europa League contro gli inglesi del Wolverhampton, contro i quali non c’è stato nulla da fare. A Torino è finita 2-3 per i Wolves che si sono imposti anche nel match di ritorno vincendo 2-1, con la conseguente estromissione dei granata.

Sfumato l’accesso all’Europa League, il timore dei tifosi del Toro era che non arrivasse più nessun acquisto. Il club piemontese, infatti, con il nuovo direttore sportivo Massimo Bava (promosso dal settore giovanile dopo che Petrachi si è accasato alla Roma) si è prodigato in particolar modo per portare a termine il riscatto di quattro calciatori granata che erano stati presi in prestito nella scorsa stagione e che avevano ben figurato nell’arco di tutto il campionato: Cristian Ansaldi (dall'Inter), Koffi Djidji (dal Saint-Etienne), Ola Aina (dal Chelsea) e Simone Zaza (dal Valencia). Possono essere considerati alla stregua di nuovi acquisti due giocatori che sono tornati a far parte in pianta stabile della rosa torinista dopo essere rientrati dai prestiti della scorsa stagione come Lyanco, tornato dal Bologna, e Kevin Bonifazi, tornato alla base dopo il campionato vissuto da protagonista con la SPAL. Alla fine Cairo si è regalato un colpo a effetto nonostante l’esclusione dai gironi UEFA, acquistando Simone Verdi dal Napoli nell’ultimo giorno di mercato per una cifra che arriverà a 25 milioni di euro.

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Torino-Milan è il posticipo che chiuderà la quinta giornata di Serie A. Per il match tra granata e rossoneri, in programma il 26 settembre alle 21 allo Stadio Olimpico Grande Torino, le quote Torino-Milan sono molto equilibrate. Come si può evincere non c’è una vera e propria favorita, segno che in questo momento della stagione, le squadre si attestano più o meno sullo stesso livello. Per quanto riguarda le scommesse Torino-Milan, la quota per l’1 del Torino è appena più bassa rispetto a quella offerta per il 2 del Milan. Ciò si può spiegare in parte con il fattore casa a favore dei granata e con una partenza in campionato che è stata certamente più esaltante rispetto a quella dei rossoneri, sconfitti alla prima giornata dall’Udinese. Torino-Milan secondo i quotisti potrebbe essere una partita con diverse reti, sembrano dunque probabili sia il segno over 2,5, sia il goal-goal.

 

Precedenti Torino-Milan

Torino-Milan è una delle sfide più antiche del calcio italiano. Tra le due squadre esistono la bellezza di 146 precedenti. Il maggior numero di successi appartiene ai rossoneri, vittoriosi in 59 occasioni, contro i 32 successi del Torino, mentre 55 sono i confronti terminati con il segno X.

Nello scorso campionato Torino-Milan finì con un secco 2-0 a favore dei granata: in quel match, deciso nella ripresa, andarono a segno Andrea Belotti su calcio di rigore e lo spagnolo Berenguer. Nel girone d’andata a San Siro, invece, era finita a reti bianche.

Uno dei risultati più rotondi del Milan contro il Toro è il 6-0 del 6 ottobre 2002: in quell’occasione fu mattatore Super Pippo Inzaghi, autore di una tripletta, mentre le altre reti furono realizzate da Pirlo e Serginho (vi fu poi un’autorete di Fattori). Decisamente più combattuta la gara della 1a giornata della stagione 2016-2017 che terminò 3-2 per i rossoneri, con tanti colpi di scena: ad aprire il tabellino dei marcatori fu Carlos Bacca, cui rispose Belotti a inizio ripresa. Il pareggio del Gallo però, fu illusorio poiché il colombiano colpì altre due volte nel secondo tempo (portandosi il pallone a casa al triplice fischio dell’arbitro). Quando la partita era quasi agli sgoccioli, Baselli accorciò ulteriormente le distanze nei primi minuti di recupero.

Al goal del centrocampista fece seguito un’incredibile ingenuità di Paletta che commise un fallo da rigore e si fece espellere. Il penalty calciato da Belotti, che avrebbe potuto regalare il potenziale punto del pari al Torino, fu però neutralizzato da Gigio Donnarumma che all’epoca si stava facendo conoscere dal grande calcio, dopo essere stato lanciato titolare da Mihajlovic. Nello scorso campionato a San Siro finì a reti bianche, mentre al ritorno, a Torino fu sempre parità ma la partita finì 1-1 con goal di Bonaventura e De Silvestri, anche se i granata fallirono un calcio di rigore con Belotti, ancora sullo 0-0.

Milan

Ennesimo anno zero in casa Milan. Archiviata la scorsa stagione in cui rossoneri sono arrivati al quinto posto in classifica con Gennaro Gattuso in panchina, la dirigenza dei diavoli ha optato per un nuovo corso. Costretti ad accettare l’esclusione dalle competizioni UEFA per via delle violazioni del fair-play finanziario, i vertici milanisti, dopo aver detto addio a Ringhio, hanno puntato su Marco Giampaolo come nuovo allenatore. Il tecnico nato in Svizzera ma originario di Giulianova ha preso le redini della prima squadra dei rossoneri dopo aver risolto il contratto che lo legava alla Sampdoria. Dopo buone stagioni in cui ha fatto parlare di sé per via del bel gioco e dell’organizzazione mostrata dalle sue squadre, Giampaolo è consapevole di giocarsi tanto poiché è alla prima chiamata in un club importante della sua carriera e lo attende il difficile compito di riportare il Milan a competere per traguardi ambiziosi dopo stagioni di buio.

L’ex allenatore della Sampdoria sa bene che non sarà una passeggiata: i rossoneri sono alle prese con l’ennesima rifondazione tecnica e dirigenziale degli ultimi anni. A inizio estate si è consumato il secondo addio di Leonardo che ha lasciato il ruolo di direttore tecnico per tornare al Paris Saint-Germain. Al posto del brasiliano è arrivato Frederick Massara, fino a qualche mese fa uomo mercato della Roma. In più sono stati concessi nuovi poteri a Paolo Maldini, che in un primo momento sembrava potesse abbandonare anche lui il progetto rossonero ma che alla fine è rimasto. Accanto all’ex capitano e leggenda rossonera, è stata affiancata anche una figura importante come quella di Zvonimir Boban, tornato al Milan nelle vesti di dirigente dopo tre anni di lavoro in FIFA.

Ma passiamo al capitolo calciomercato. L’organico rossonero è abbastanza diverso rispetto alla passata stagione e, anche a detta degli esperti di mercato, non è poi così semplice da decifrare. Ad esempio l’attacco non può più puntare su Patrick Cutrone, ragazzo che era riuscito a imporsi in prima squadra dopo aver fatto tutta la trafila dalle giovanili e che invece è stato ceduto al Wolverhampton per 18 milioni di euro più bonus. Al posto dell’ex primavera è stato acquistato il promettente centravanti portoghese del Lille Rafael Leão che però fino ad ora si è visto davvero poco (probabile che Giampaolo stia lavorando molto tatticamente sul ragazzo prima di gettarlo nella mischia).

Uno degli acquisti più onerosi messi a segno dai rossoneri è quello di Theo Hernandez, laterale mancino prelevato dal Real Madrid.  In difesa, inoltre, è arrivato il brasiliano Leo Duarte, prelevato dal Flamengo. Ci sono stati due innesti anche a centrocampo dove è stata acquistata la coppia di centrocampisti ‘empolesi’, composta da Rade Krunic e Ismael Bennacer. Due nomi che non fanno certo strappare i capelli al tifo rossonero ma che possono rivelarsi giocatori su cui Giampaolo può lavorare molto. Grosse aspettative in particolare sull’algerino, laureatosi campione d’Africa da protagonista con la sua nazionale durante l’estate. Nell’ultimo giorno di mercato, infine, è stato annunciato l’accordo in prestito biennale con Ante Rebic, ala della nazionale croata. 

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