quote scommesse Napoli-Inter

Quote Inter-Napoli: le migliori scommesse

Martedì 28 luglio San Siro ospiterà l'incontro tra Inter e Napoli, valevole per la 37ª giornata di serie A 2019-2020. La squadra di Antonio Conte, già qualificata alla prossima Champions League, è attualmente terza in classifica alle spalle dell'Atalanta e vanta un +17 sui partenopei, settimi con 56 punti, ma ugualmente qualificati all'Europa League, avendo vinto la finale di Coppa Italia. Le quote Inter-Napoli, secondo anticipo del turno, vedono favoriti i nerazzurri: l'1 dell'Inter è pagato meno rispetto al 2 della squadra di Gattuso. Per la sfida tra due squadre molto votate al gioco d'attacco, i flussi di scommesse Inter-Napoli potrebbero intensificarsi su giocate come l'over 2,5 e il gol-gol.

Precedenti Inter-Napoli

Inter e Napoli vantano una lunga tradizione di sfide in Serie A, essendosi confrontate per 152 volte nella massima serie italiana. Nel testa a testa sono in vantaggio i nerazzurri, vincitori in 67 occasioni mentre i partenopei vantano 47 successi. In 37 occasioni, invece, la partita si è conclusa con un risultato di parità. L’Inter è avanti anche nel numero di gol segnati, complessivamente 233 contro le 172 reti dei campani.

L'ultimo confronto ufficiale tra le due squadre in campionato risale a lunedì 6 gennaio 2020, nel match del girone d'andata giocato al San Paolo. In quell'occasione, Gattuso era già subentrato a Carlo Ancelotti, ma non potè nulla contro la squadra di Conte: i nerazzurri colpirono due volte nel primo tempo con Lukaku, Milik riuscì ad accorciare le distanze prima di rientrare negli spogliatoi ma nella ripresa arrivò la rete di Lautaro Martinez che fissò il punteggio sul definitivo 1-3.

L'ultima volta che l'Inter ha trionfato in casa contro il Napoli in Serie A risale al girone di ritorno dello scorso campionato quando i nerazzurri erano ancora allenati da Luciano Spalletti: in quel match, giocato il 26 dicembre 2018 a San Siro, dopo una sfida tirata fu Lautaro Martinez al 91' a far gioire gli interisti.

Per trovare l'ultima vittoria del Napoli allo stadio Giuseppe Meazza bisogna andare indietro fino al 30 aprile 2017, 34ª giornata della stagione 2016-2017: in quella circostanza, i partenopei allenati da Sarri riuscirono a espugnare Milano grazie a una rete segnata a fine primo tempo da José Maria Callejón.

In questa stagione Inter e Napoli si sono affrontate anche in semifinale di Coppa Italia. Nel primo confonto giocato a Milano ha prevalso il Napoli grazie a un gol di Fabian Ruiz, al ritorno, invece, è finita 1-1 con vantaggio di Eriksen e pari di Mertens. Alla fine il turno l'ha passato il Napoli che ha poi vinto la Coppa in finale contro la Juve.

Inter

Nelle ultime due stagioni l'Inter è riuscita a tornare in Champions League, interrompendo un digiuno che durava dalla stagione 2011/2012. La partecipazione alla più importante manifestazione per club europei ha segnato il ritorno dei nerazzurri nel novero delle grandi squadre italiane dopo diversi passaggi a vuoto. Il merito delle due qualificazioni è di Luciano Spalletti, tecnico che era stato ingaggiato proprio con questo compito. Nonostante tutto, però, nel programmare la stagione 2019-2020, il Gruppo Suning, proprietario dell'Inter ha scelto di concludere il rapporto col tecnico di Certaldo, e di affidare la panchina ad Antonio Conte. L'ex tecnico della Juventus, della nazionale italiana e del Chelsea, convinto ad accettare l'incarico da un sostanzioso contratto di 12 milioni di euro a stagione (che ne fa il tecnico più pagato della Serie A) ed è ritenuto l'uomo che può aprire un nuovo ciclo vincente alla guida dell'Inter. A Milano, inoltre, Conte ha ritrovato Marotta, dirigente con cui aveva già lavorato alla Juventus, contribuendo a riportare al successo il club bianconero dopo stagioni di magra.

GIunto alla Pinetina, Conte è stato immediatamente chiaro con dirigenza e squadra, rispetto a coloro che facevano parte del suo progetto, escludendo alcune pedine sia per scelta tecnica sia per motivi disciplinari: nessuno spazio per Icardi, al centro di un logorante caso nella scorsa stagione, ceduto e poi riscattato dal Paris Saint-Germain. Via in prestito anche Radja Nainggolan, spedito al Cagliari, così come Ivan Perisic mandato in prestito biennale al Bayern Monaco. Conte poi è passato ai rinforzi, portando a Milano Diego Godin, difensore dell’Atletico Madrid e capitano della nazionale uruguaiana, integrato dopo essersi svincolato dagli spagnoli.

Le corsie laterali sono state rinforzate con il tesseramento di Valentino Lazaro, austriaco di origini angolante acquistato dall’Herta Berlino, e Cristiano Biraghi, prodotto del vivaio interista, comprato dalla Fiorentina anche in ottica slot per le liste europee. Due grandi investimenti sono stati effettuati per rinforzare e ringiovanire il centrocampo con Nicolò Barella e Stefano Sensi, prelevati rispettivamente da Cagliari e Sassuolo con cifre importanti (Barella è costato circa 50 milioni, Sensi 30 più bonus). Gli acquisti più importanti, tuttavia, sono stati messi a segno nel reparto avanzato dove l’Inter ha acquistato due grandi giocatori come Romelu Lukaku e Alexis Sanchez, entrambi provenienti dal Manchester United (il cileno però è in prestito con diritto di riscatto). Nel mercato di gennaio il club nerazzurro ha pescato ancora in Premier League: dopo aver ceduto Lazaro al Newcastle in prestito con opzione d’acquisto, e Matteo Politano, ceduto al Napoli per fare plusvalenza, ecco Ashley Young, veterano della nazionale inglese e del Manchester United, Victor Moses dal Chelsea e soprattutto Christian Eriksen dal Tottenham.

Dopo 35 giornate di campionato l’Inter occupa il terzo posto in classifica con 72 punti, alle spalle di Juventus e Atalanta e con un punto di vantaggio sulla Lazio. Mentre la partecipazione alla prossima Champions è già matematica, l’avventura nella più importante coppa europea per quest’anno è finita alla fase a gironi, conclusa al terzo posto, con la mancata qualificazione agli ottavi dopo la sfida persa in casa contro il Barcellona e la conseguente retrocessione in Europa League, dove agli ottavi i nerazzurri dovranno vedersela in gara secca contro gli spagnoli del Getafe.

Napoli

Nello scorso campionato il Napoli è giunto per il secondo anno di fila secondo alle spalle della Juventus. Rispetto all’annata precedente, tuttavia, la squadra campana allora allenata da Ancelotti ha concluso con un distacco ben più ampio dai bianconeri rispetto a due anni prima, senza mai riuscire a mettere in discussione la corsa al titolo della Juve. Il club partenopeo si è così consolato centrando l’ottava partecipazione alla Champions League della sua storia. Anche quest’anno la stagione era cominciata con Carlo Ancelotti in panchina, confermato da Aurelio De Laurentiis nonostante risultati non eccellenti, ma l’idillio è durato soltanto qualche mese. Nonostante il tentativo di De Laurentiis di costruire una rosa ancora più competitiva rispetto a quella dello scorso campionato, le cose non sono andate per il verso giusto.

Non è bastato l’acquisto di Kostas Manolas, centrale greco della Roma prelevato per 36 milioni (nella stessa operazione ai giallorossi è andato in contropartita tecnica Amadou Diawara, con una valutazione di 21 milioni di euro) per colmare il vuoto lasciato da Raul Albiol, tornato in patria dopo diversi anni a Napoli, diventando il nuovo partner di Kalidou Koulibaly. Oltre al difensore ellenico è stato acquistato un calciatore molto duttile tatticamente come Giovanni Di Lorenzo, reduce da un ottimo campionato con la maglia dell’Empoli. A centrocampo c’è stato un inserimento di prospettiva con il macedone Elif Elmas, prelevato dai turchi del Fenerbahce, in attacco, invece, sono stati acquistati Hirving Lozano, diventato il colpo più costoso nella storia del Napoli e lo svincolato Fernando Llorente, preso a scadenza di contratto dal Tottenham.

I nuovi acquisti non sono riusciti a dare un immediato apporto, almeno per quanto riguarda il campionato di Serie A dove la squadra - partita con l’intento di dar filo da torcere a Juve e Inter e nella battaglia per lo Scudetto, ha invece fatto un'enorme fatica, rimanendo a lungo lontana dalla zona UEFA. Diverse le cause del cattivo rendimento: non solo problemi tecnico-tattici ma anche un’escalation negativa nei rapporti tra i giocatori e la proprietà dopo il rifiuto degli atleti di andare in ritiro dopo una sconfitta, scelta a cui sono seguite multe salate. In Champions League, invece, il Napoli è riuscito ad arrivare secondo alle spalle del Liverpool nella fase a gironi e a strappare la qualificazione agli ottavi di finale dove ha incontrato il Barcellona (1-1 l'andata al San Paolo, mentre il ritorno deve ancora disputarsi).

La qualificazione agli ottavi, tuttavia, non ha salvato la panchina di Ancelotti, esonerato (e poi tornato subito in pista alla guida dell'Everton in Premier League) per far posto a Rino Gattuso, tecnico che ha firmato con i partenopei per i prossimi 18 mesi. Dopo un avvio non semplice e segnato dalle stesse difficoltà che aveva sperimentato il maestro Ancelotti, Gattuso è riuscito a raddrizzare il rendimento dei suoi centrando la vittoria della Coppa Italia in finale contro la Juventus e l'automatica qualificazione all'Europa League e ha anche sensibilmente migliorato prestazioni e classifica della squadra, conducendola momentaneamente al settimo posto.