Croazia Mondiali 2026

I convocati della Croazia per i Mondiali 2026: le scelte del CT Dalić

La Croazia è ormai da anni una delle nazionali più solide e organizzate del panorama europeo, capace di trasformarsi in una vera e propria outsider di lusso nelle competizioni internazionali. La selezione balcanica, attualmente all’11esimo posto del ranking FIFA, ha confermato la propria crescita costante qualificandosi direttamente ai Mondiali 2026 grazie a un percorso quasi perfetto nelle qualificazioni UEFA.

Nel Gruppo L con Repubblica Ceca, Isole Fær Øer, Montenegro e Gibilterra, la Croazia ha dominato la scena. Ha chiuso al primo posto con 22 punti in 8 partite, frutto di 7 vittorie e 1 pareggio, senza subire alcuna sconfitta. Un cammino netto che ha evidenziato la solidità della squadra sia in fase offensiva che difensiva: 26 gol segnati, tra cui un roboante 7-0 contro Gibilterra, e soltanto 4 reti incassate. Il miglior marcatore del girone è stato Andrej Kramarić, autore di 6 gol e punto di riferimento offensivo della nazionale.

Per la fase finale dei Mondiali a 48 squadre in Stati Uniti, Canada e Messico, la squadra del tecnico Zlatko Dalić (in panchina dal 2017) è stata inserita nel Gruppo L insieme a Inghilterra, Panama e Ghana. L’esordio è fissato per il 17 giugno contro gli inglesi, seguito dalla sfida del 24 giugno con i Canaleros e dalla chiusura del girone il 27 giugno contro la nazionale africana. Un gruppo impegnativo, soprattutto per la presenza della nazionale dei Tre Leoni, non a caso data tra le favorite anche secondo le quote vincente del Mondiale e più in generale le quote scommesse sui Mondiali 2026.

La nazionale croata continua a poggiare su un mix equilibrato di esperienza e talento. Il leader assoluto resta Modrić, simbolo di una generazione dorata che ancora oggi detta i tempi del gioco. In difesa spicca la crescita di Gvardiol, ormai tra i centrali più affidabili del calcio europeo mentre in avanti Kramarić offre grande incisività.

Convocati Croazia Mondiali 2026: la rosa dei Vatreni

Sebbene la carta d’identità inizi a pesare per i suoi uomini simbolo, la Croazia continua a presentarsi ai grandi tornei con una rosa solida, esperta e tecnicamente molto raffinata sotto la guida di Zlatko Dalić.

Se si inizia la disamina dai portieri, il titolare resta Dominik Livaković della Dinamo Zagabria, ormai da anni punto fermo della nazionale grazie alla sua affidabilità e alle sue prestazioni nei momenti decisivi. Alle sue spalle si giocano le gerarchie Dominik Kotarsi del Copenaghen e Ivor Pandur dell’Hull City, due profili che garantiscono alternative diverse ma comunque interessanti in caso di necessità.

In difesa la Croazia può contare su un reparto misto tra esperienza internazionale e giovani talenti in crescita. Duje Ćaleta-Car arriva dalla Real Sociedad, Josip Šutalo dell’Ajax è ormai una certezza per solidità e pulizia nell’impostazione. Josip Stanišić del Bayern Monaco rappresenta una risorsa preziosa per duttilità tattica, potendo agire sia centralmente che sulle corsie. Marin Pongračić della Fiorentina aggiunge struttura e aggressività mentre Martin Erlić del Midtjylland offre affidabilità nel gioco aereo. Attenzione anche a Luka Vušković dell’Amburgo, giovanissimo ma già considerato uno dei prospetti difensivi più interessanti del calcio croato, insieme a Ivan Smolčić del Como che completa il reparto con un profilo in crescita. Chiude il reparto la garanzia Joško Gvardiol del Manchester City.

Il cuore della squadra resta però il centrocampo, vero marchio di fabbrica della Croazia. Luka Modrić continua a essere il leader tecnico ed emotivo della nazionale anche a quarant’anni, ancora in grado di dettare tempi e letture con una qualità fuori scala. Mario Pašalić dell’Atalanta garantisce inserimenti e duttilità mentre Nikola Vlašić del Torino aggiunge imprevedibilità tra le linee. A loro si aggiungono Mateo Kovačić del Manchester City, Luka Sučić della Real Sociedad e Kristijan Jakić dell’Augsburg. Tra le nuove leve spiccano Martin Baturina del Como e Petar Sučić dell’Inter, insieme a Nikola Moro del Bologna e Toni Fruk del Rijeka, che completano un reparto profondo e molto vario.

In attacco la Croazia si affida ancora a Ivan Perišić del PSV, giocatore di esperienza internazionale e ancora decisivo nei grandi appuntamenti. Si contano poi Ante Budimir dell’Osasuna, Marco Pašalić dell’Orlando City e Petar Musa del FC Dallas. Completano il reparto Igor Matanović del Friburgo e Andrej Kramarić dell’Hoffenheim.

Formazione tipo Croazia ai Mondiali 2026

La nazionale croata per i Mondiali 2026 è un mix affascinante tra la vecchia guardia e una nuova generazione di talenti che giocano nei massimi campionati europei. Il modulo di riferimento dovrebbe essere il 4-2-3-1 disegnato da Dalić, ma con la possibilità di variare notevolmente a seconda delle fasi di gioco.

In porta è Livaković il titolare mentre in difesa la linea è composta Stanišić, Šutalo, Ćaleta-Car e Gvardiol. A centrocampo la squadra continua a ruotare attorno alla leadership di Modrić, supportato dalla dinamicità di Sučić e Pasalic. L'attacco rimane il reparto più esperto ma anche quello con più ballottaggi. Perišić continua a essere fondamentale sulla fascia per la sua capacità di cross e inserimento e Kramarić agisce spesso da equilibratore. tattico. Per il ruolo di centravanti puro è Budimir il prescelto.

Probabile formazione Croazia

Croazia (4-2-3-1): Livaković, Stanišić, Šutalo, Ćaleta-Car, Gvardiol, Modrić, Sučić, Pasalic, Perišić, Kramarić, Budimir. CT: Zlatko Dalić

Croazia ai Mondiali: palmares e statistiche

La Croazia è una delle nazionali più recenti della storia del calcio internazionale, nata dopo la dissoluzione della Jugoslavia nei primi anni ’90, ma è già riuscita a ritagliarsi un ruolo di primissimo piano nel panorama mondiale. Fino al 1992, infatti, i giocatori croati facevano parte della nazionale jugoslava, unica rappresentativa dell’intera area.

La nazionale croata ha partecipato complessivamente a 6 edizioni dei Campionati del Mondo (1998, 2002, 2006, 2014, 2018 e 2022), con una crescita sorprendente nel corso del tempo. Il primo grande exploit arriva già all’esordio assoluto nel 1998 in Francia, quando la Croazia chiude al terzo posto, imponendosi come una delle rivelazioni del torneo grazie a un gruppo di grande qualità. Dopo alcune partecipazioni meno fortunate, con eliminazioni al primo turno nel 2002, 2006 e 2014 e una mancata qualificazione nel 2010, la nazionale balcanica torna protagonista assoluta nel calcio mondiale.

Nel 2018 in Russia la Croazia compie un percorso storico, spingendosi fino alla finale contro la Francia e conquistando uno straordinario secondo posto, il miglior risultato della sua storia. Anche nel 2022 in Qatar la squadra conferma il proprio livello d’élite, chiudendo nuovamente sul podio con un altro terzo posto, a dimostrazione di una continuità ormai consolidata nelle fasi finali delle grandi competizioni.

Anche in ambito europeo la Croazia ha mostrato una crescita costante, pur con risultati più altalenanti. La nazionale ha partecipato a diverse edizioni del Campionato Europeo, con i quarti di finale raggiunti nel 1996 e nel 2008 come migliori risultati della prima fase della sua storia.